Thursday, October 30, 2008

Lingua serbo-croata. Lezione 2°

Allora ragazzi, spero che l’alfabeto non vi abbia dato troppe noie. Anche perché adesso iniziamo a fare sul serio, poiché iniziamo a parlare del:
SOSTANTIVO
Il serbo-croato ha tre generi: maschile, femminile e neutro (muški, ženski i srednji rod) e sette casi:
- Nominativo: è il caso del soggetto e risponde alla domanda “chi/che cosa”? (ko/što?);
- Genitivo: indica il complemento di specificazione e risponde alla domanda “di chi/di che cosa?” (koga/čega);
- Dativo: è il caso del complemento di termine e risponde alla domanda “a chi/a che cosa?” (komu/čemu?);
- Accusativo: è il caso del complemento oggetto e risponde alla domanda “chi/che cosa?” (koga/što?);
- Vocativo: esprime una invocazione e risponde a “o chi/o che cosa?” (oj/ej);
- Locativo: esprime il complemento di luogo, segue le preposizioni e risponde alla domanda “dove?” (na kom/na čem); state attenti, perché per dire ad esempio “dove sei” (gdje si?) si usa appunto GDJE (in serbo GDE);
- Strumentale: esprime il complemento di mezzo e strumento e risponde alla domanda “con chi/con che cosa?” (s kim/čim?).
Come in tutte le lingue slave (tra cui il bulgaro) nella nostra cara parlata balcanica manca l’articolo. Il genere dei sostantivi, quindi, si determina o dal significato o dalla loro terminazione (o uscita).

Maschili per terminazione sono tutti i sostantivi che finiscono al nominativo singolare in consonante, e per significato i nomi di esseri animati di sesso maschile e vari nomi di esseri inanimati: jelen (cervo), roditelj (genitore), leptir (farfalla), brod (nave).

Femminili per terminazione sono i sostantivi che finiscono al nominativo singolare in –A, e per significato i nomi di esseri animati di sesso femminile, ed alcuni nomi di esseri inanimati: majka (madre), sestra (sorella), knjiga (libro), kuća (casa).

Neutri sono quasi tutti i sostantivi che al nominativo singolare finiscono in –O oppure in –E: selo (villaggio), more (mare), tele (vitello).

Fatevi una bella guardata di tutto questo e ricordatevelo, perché giovedì prossimo si attacca con i casi. Come compitini che dire…ripassatevi l’analisi logica italiana!

Doviđenja!
Davor

Tuesday, October 28, 2008

Vojvodina 5 - Il famoso cervo di Apatin

La Rakija (una spece di Grappa) serba è conosciuta in tutto il mondo, e ci terrei a segnalarvi due post bellissimi di Marija sul blog "Palachinka" uno sulla prouzione della Rakija qui e l'altro sulla fiera della Rakija a Belgrado qui.

Ma in questo post, vi parlerò di un altro prodotto culto della Serbia: La birra Jelen Pivo! (Jelen = cervo)
Questa birra ha fatto della piccola città di Apatin, una delle cittadine più ricche della Serbia.



L'entara della fabbrica con le bandiere della Jelen Pivo

Apatin è una cittadina (20'000 abitanti) all'estremita nord-ovest della Vojvodina, proprio al confine con la Croazia e sta sulla riva sinistra del Danubio. Gli emigranti dalla Germania e Austria (che sotto Maria Teresa di Ausburgo si insediarono in queste zone intorno al 1748) hanno portato la tradizione di fare la birra in questa zona. Nel 1756 fu così fondata la birreria di Apatin: Aptatinska pivara Apatin.
E da li che è inizata una storia di sucesso. Da inizialmente 12'000 ettolitri all'anno di produzione, oggi con quasi 1'300 impiegati se ne producono 3.5 mio. di ettolitri. Nel fratempo la prorietaria della birreria è la InBev una ditta belga-brasiliana (spesso la privatizazione ha portato investori dall'estero).


Il mosaico nel altrio della birreria (psst..non si poteva fotografare..)

La fabbrica a prima vista sembra un composto di casette in tipico stile della Vojvodina, ma dietro si ereggono i silos e le sale di produzione. Quest'idustria che si trova in centro città (a due passi dalla zona pedonale) lavora 24 su 24 ore.
La produzione è di attualemente 3.5 mio di ettolitri. Živeli! (cin-cin)

Se telefonate prima e riuscite a mettere insieme un gruppetto di almeno 10 persone, vi fanno un "tour" per la fabbrica, con varie dimostrazioni, degustazioni e regalini!
Tutto gratis!

Sulla pagina web della Aptainska Pivara, potete mandare film o foto di voi con una "Jelen Pivo" e loro ogni mese scelgono un vincitore...quindi se vi trovate in Serbia ordinate una "Jelen" (non ci sarà bisogno di dire birra...) e non dimenticatevi di farvi fotografare....
Si può vincere una buffa poltrona sacco gialla con il logo dell a birra. (io preferirei uno degli ombrelloni giganteschi da mettere in giardino...)

Anzi, se avete delle belle foto di voi con della birra balcanica (tutte le marche, questa non deve essere una pubblicità...)...mandatele che ne faremo un bel post!

La "Jelen Pivo" è la birra più popolare di Serbia

Se non ci credete che la "Jelen Pivo" è veramente buona...guardatevi questo test fatto da una rivista tedesca.....


Monday, October 27, 2008

L'albanese 3° lezione

Ecco qui la terza lezione di

albanese, non vi arrabbiate, ma stavolta non ci sono gli esempi audio...
Il tempo era poco, ma sono certo che qualcuno di voi il microfono ce l'ha (Lina per esempio di mike ne ha tanti essendo radiodipendente!!!!) e potrebbe cimentarsi dato che oramai l'alfabeto l'avrete stra-imparato, nella prima lesson vi sono gli esempi acustici e l'albanese SI LEGGE COME SI SCRIVE!
Mandatemi le vostre "interpretazioni"...sarò lieto di ascoltarle e di... deridervi.... CORREGGEVI (ove necessario!)

Ecco qua

III LEZIONE

IMPORTANTE: per scrivere il carattere "ë" dovete digitare 137 tenendo premuto il tasto ALT. Al suo rilascio compare la fantomatica e con i puntini!

P.S. ribadisco se c'è qualche albanese che vuole aiutarmi (sostituirmi) è bene accetto!!!
N.B. non perdetevi il post precedente su Max !!!

Saturday, October 25, 2008

Interview: Maximilian Hartmuth of 'Balkancities'

For all the Balkan interested people, I would like to present a very interesting website called: KAKANIEN REVISITED.

"Kakanien revisited" is a platform for interdisciplinary research in the field of Central and Southeast European studies supported by the Bunde
sministerium für (Austrian Federal Ministry for Science and Research) and the University of Vienna. This project focuses on publication, networking and communication for researchers in Central Europe and South Eastern Europe countries.

One of the contributors is Maximilian Hartmuth who writes about architecture in the Balkans in his weblog "BalkanCities".


Check it out!

Maximilian was very kind and answered a few questions for Balkan-Crew. Her's the Interview
:


What was your motivation to write about cities in the Balkan? Why
you choose this region?

Well, I do think aspects of the cultural history of the region,including architecture and cities, are greatly understudied and largely ignored in Western academia. I think it's a fascinating place that deserves more attention.
Trying to read more about what struck me as interesting upon "first contact", I couldn't really find the literature I was expecting (or hoping) to find. So I ended up studying (and writing about) the architectural history of the region myself; and I'm still far from the big picture. The weblog accompanies this quest, not least as anattempt to network with those sharing similar interests.



What is your personal connection to the Balkans?

I have lived, worked and/or studied in Sarajevo, Belgrade, and Istanbul for the last 7 years; so that - including the persons I had the pleasure to meet, the stories I've been told, and the experiences I made myself - is my connection to the region.
I try to visit as often as I can.



For whom are you writing? Which kind of readers do yo expect to read
your blog?

The weblog actually started as a Yahoogroup in 2005. That after a very short while there were already hundreds of subscribers was quite a surprise to me then, showing indeed that there is a number of people sharing my interests. After a while the social sciences platform "Kakanien Revisited" (which I had known and appreciated for quite a while then) provided me with the possibility to "migrate" my list to a weblog, as they were just starting a weblog project.
Initially, I myself was perhaps the harshest critic of this format. Back then I was subscribed to dozens of mailing lists but hardly visited any weblohgs regularly.
I eventually settled for a compromise: a weblog, but with an email notification service, a sort of digest. I also came to like the fact that my BalkanCities now had an actual home with an actual address (something more tangible than a mailing list), and that I could play around a bit with images links, etc. The old "readers" from listserv-times remained.
At times the individual visits to the weblog amounted to more than 4,000 per month. That alone should be enough to motivate me to maybe develop and maintain it a bit more regularly.



What is your background? What and where did you study?
I was Born in Vienna, and educated there as a historian (with a focus on Southeast Europe, especially on Bosnia, where I then had spent more than a year working for an Non-Governmental Organization), but interested in a much broader spectrum of topics and trying to feel at home in a number of disciplines. After being introduced to history, the interest in architecture came swiftly; initially over trying to understand cities and their planning and re-planning in the present and the past. From that point onwards I developed a broader interest in art and visual culture, anthropology, cultural studies, etc.


What are your plans for your weblog?

Plans for the
weblog? Nothing specific as of now; perhaps only to post more regularly. Unfortunately, I don't always have the time, so the frequency of posts fluctuates very much depending on that.

Thank you Max for answering the questions, we will follow you on your blog!



Wednesday, October 22, 2008

Lingua serbo-croata. Lezione 1

LINGUA SERBO-CROATA
LEZIONE 1

Il serbo-croato era la lingua ufficiale che veniva utilizzata nella ex Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia (Socijalistička Federativna Republika Jugoslavija – SFRJ o come “simpaticamente” Druga Jugoslavija (seconda Jugoslavija) per distinguerla dalla Prva Jugoslavija (la prima Jugoslavija) ovvero dal Regno dei Serbi, Croati e Sloveni. Ovviamente la denominazione “serbo-croato” ha perso di significato (ed anche il suo utilizzo è stato accantonato) dopo i tragici fatti degli anni ’90, anche se il caso della lingua serbo-croata costituisce un recente esempio di scissione, per ragioni essenzialmente di opportunità politica, di una lingua sostanzialmente unitaria in una pluralità di idiomi largamente coincidenti. Esistono più somiglianze tra l’odierno croato e l’odierno serbo che non tra il francese continentale e quello parlato in Canada!
Ma tuffiamoci nel vivo della lezione. Il corso lo volevo impostare così (da ricordarsi che io parlo il croato utilizzato in Dalmazia, zona Spalato, di variante jekava): le due lingue, il serbo ed il croato, verranno trattate unitariamente, e soltanto se presenti, verranno messe in luce le differenze linguistiche. Preparatevi, quindi, al doppio alfabeto (cirillico e latino). Ed ora passiamo appunto all’alfabeto (iniziamo da quello croato):

ABECEDA (Alfabeto)
Lettera Pronuncia Nome croato
A a a (come in italiano) A
B b b (come in italiano) BE
C c z sorda (paZZo) CE
Č č c forte (ghiaCCio) ČE
Ć ć c debole (Ciao) ĆE
D d d (come in italiano) DE
Dž dž g forte (peGGio) DžE
Ɖ đ g debole (Giro) Ɖe
E e e (come in italiano) E
F f f (come in italiano) EF
G g g gutturale (Gatto) GE
H h h aspirata (come la jota spagnola) HA
I i i (come in italiano) I
J j j come aGLIo. JE
K k c gutturale (Cane) KA
L l l (come in italiano) EL
Lj lj Forse la più difficile da rendere. È L+GL ELj
M m m (come in italiano) EM
N n n (come in italiano) EN
Nj nj gn di GNomo ENj
O o o (come in italiano) O
P p p (come in italiano) PE
R r r (come in italiano) ER
S s s di Serpente ES
Š š sc di SCivolo EŠ
T t t (come in italiano) TE
U u u (come in italiano) U
V v v (come in italiano) VE
Z z s sonora (roSa) ZE
Ž ž j (come il francese jour) ŽE






AЗБУKA (Alfabeto, ma in Serbo l’ordine delle lettere cambia)
Lettera Pronuncia Nome serbo
А a a (come in italiano) A
Б б b (come in italiano) BE
В в v (come in italiano) VE
Г г g gutturale (Gatto) GE
Д д d (come in italiano) DE
Ђ ђ g debole (Giro) ƉE
Е e e (come in italiano) E
Ж ж j (come il francese jour) ŽE
З з s sonora (roSa) ZE
И и i (come in italiano) I
Ј j j come aGLIo. JE
К к c gutturale (Cane) KA
Л л l (come in italiano) EL
Љ љ Forse la più difficile da rendere. È L+GL ELj
М м m (come in italiano) EM
Н н n (come in italiano) EN
Њ њ gn di GNomo ENj
О o o (come in italiano) O
П п p (come in italiano) PE
Р p r (come in italiano) ER
С c s di Serpente ES
T т t (come in italiano) TE
Ћ ћ c debole (Ciao) ĆE
У у u (come in italiano) U
Ф ф f (come in italiano) EF
Х x h aspirata (come la jota spagnola) HA
Ц ц z sorda (paZZo) CE
Ч ч c forte (ghiaCCio) ČE
Џ џ g forte (peGGio) DžE
Ш ш sc di SCivolo EŠ

Tuesday, October 21, 2008

Vojvodina 4 - Senta e Stevan Sremac


Nel post precendente vi raccontavo che ci sono luoghi della Vojvodina con la popolazione Serba in minoranza. Ebbene: Senta (in ungherese Zenta) è una cittadina con l' 80% di ungheresi e il 10% di serbi. Il resto sono minoranze di romani, ruteni, russini, croati e tedeschi.

Questa è la vista dalla 'Vikendica'
(casa per il weekend)
dei miei suoceri appena fuori Senta

Città indipendente dal 1506, fu poi occupata dall'impero ottomano, ma nel 1697 nella battaglia di Senta l'impero ottomano fu sconfitto e da quel momento in poi, Senta, fece parte della monarchia asburgica. Dopo il 1751 la più parte dei Serbi emigrò in Russia e cosi rimasero ungheresi, ebrei, tedeschi e slovacchi.


Dopo la prima guerra mondiale i Serbi tornarono a vivere qui. Il cittadino più famoso di Senta fu probabilmente lo scrittore serbo Stevan Sremac (scrisse Ivkova Slava nel 1895, Pop Ćira i Pop Spira nel 1898 e Zona Zamfirova nel 1906 (Lina aveva fatto un post qui),dai cui romanzi furono tratte le storie per i film.
Il Municipio


Senta da sulla Tisa, il fiume che divide
il distretto di Backa da quello del Banat.


La stazione di Senta

(C'è un treno che i tedeschi regalarono come indennità per i danni causati nella seconda guerra mondiale, che ancora oggi circola tra Senta e Subotica. Viaggia a 30 km/h e ci mette quasi 2 ore per un tratto di 40 km...)



Embarcadero sulla Tisa


Il ponte che porta nel distretto del Banat



Visto che la magioranza della popolazione di Senta è ungherese, vi propongo la ricetta per lo Strudel al papavero. Si tratta di una ricetta ungherese che però è molto popolare anche fra i Serbi. Queste delizie al papavero si trovano piutosto in Vojvodina, al sud di Belgrado non sono per niente conosciute.
E qui la ricetta:
Sciogliete un cubetto di lievito fresco in 2dl di latte tiepido, aggiungete 2 cucchiaini di zucchero ed un cucchiaio di farina.
Dopo un quarto d'ora circa il lievito dovrebbe essersi gonfiato.
In una bacinella mischiate 500gr di farina, 2 uova, una tazzina (da espresso) di olio, 2 cucchiai di zucchero,un pizzico di sale, la buccia di un limone gratuggiata e il lievito sciolto. Impastare bene, poi dividere la paste in due parti. Lasciare lievitare per un'oretta. Per il ripieno: in 1di di latte si aggiungono 125gr di margarina e si riscalda. Poi si aggiunge (sempre scaldando) 250gr di zucchero e 250gr di semi di papavero. Si stende la pasta di modo da ottenere un rettangolo alto un po' meno di 1cm. Poi si spalma su il ripiene. Poi si arrotola bene. Si ottenrranno così due "strudel". Adesso spennellare con bianco d'uovo sbattuto e passare al forno a 220° per mezz'ora. Quando è completamente raffreddato lo si taglia a fettine.



Questo è il treno che va da Senta a Subotica

Monday, October 20, 2008

Il corso di serbo-croato !!!!



Dopo il favoloso corso di albanese tenuto dal docente Skender, è in arrivo un bellissimo corso di serbo-croato.
Il docente è a sorpresa, ma l'abbiamo scelto tra i migliori sul campo !
Ha viaggiato molto in tutti i balkani ed è autore di un magnifico reportage in Kosovo e per di più ... è un grande musicista.
Infine.. che dire ancora? E' la mia simpatia !
Quindi : studiate e non confondete le due lingue !
Intanto in questo momento il docente di albanese si sta scervellando per la terza lezione che apparirà entro oggi.. siate fiduciosi.. io lo sono, anche perchè l'ho già minacciato !
Però Skender fa veramente molte cose sul lavoro, anzi direi che fa due o tre lavori contemporaneamente quindi è capibile...
Ohi Ske, se non gliela fai di oggi anche domani va bene.. ti prometto che ritiro la fattura e non ti trasformo in un carciofo !!!

Friday, October 17, 2008

Vojvodina 3 - Sombor città romantica


Proprio nella punta Nord-Ovest della Serbia al confine con Croazia e Ungheria, nel distretto della Backa Ovest si trova Sombor (o Zombor in ungherese) la città più romantica della Vojvodina.
Fino al settimo secolo apparteneva a
l regno ungherese, poi fu ocupato dall impero ottomano e la popolazione ungherese dovette fuggire. Così fu popolata dai Serbi, ed ancora oggi 2/3 della poplazione sono Serbi ed il resto Ungheresi, Croati e Bunjevci.

Perchè vi scrivo le percentuali di gruppi etnici dei posti che vi presento?
Perc
hè la Vojvodina, che è una provincia autonoma della Serbia, è composta da tanti gruppi etnici. 65% Serbi, 14% ungheresi, 3% croati, 3% slovacchi e poi piccoi gruppi di ruteni, russini, romani e tedeschi. Questi gruppi etnici sono sempre stati presenti sul territorio e ci sono tanti villaggi dove la popolazione Serba è in minoranza.
Ci sono 6 lingue ufficiali e in generale in Vojvodina (come nel resto della Serbia al contrario di quel che uno vuole credere) c'è un elevato livello di tolleranza tra i vari gruppi etnici non solo al livello di legge ma anche nella vita quotidiana. (Direi di sicuro più alto che da noi verso certe etnie!!!)

Sombor è considerata una delle città più verdi della zona (quasi ogni strada è accompagnata da due file di alberi) e vien citata come città romantica per la sua architettura in stile del romanticismo del 19esimo secolo e un po' per le carrozze trainate da cavalli con cui si puo visitare la città in estate).

Non mancano parchi e viuzze romantiche con ristorantini e bar


Municipio (Zupanija) del 1808


Isometria/piano della città fatto negli anni 90.
(all'entrata del municipio)


La corte del municipio


La chiesa della santa trinità (chiamata anche 'la vecchia chiesa cattolica')
stile: barocco, 1743

La chiesa di Santo Stefano (Crkva Svtog Stefana)
stile: romanticismo, 1902


Un fenomeno un po' bizzaro che mi da nell'occhio in molte città della Serbia, sono gli edifici della catena di negozi "BEOGRAD" che durante il comunismo furono costruiti al centro della zona pedonale oppure affacciati sulla piazza principale. Veniva scelta un'architettura "moderna" e speciale...insomma erano un po' il simbolo della vecchia Jugoslavija.
Purtroppo la catena di negozi non c'è più, e cosi ogni città si ritrova con un magazzino (statale!) vuoto in mezzo alla città.
Ci vorrebbe una buona idea...e uno sponsor! (se avete un'idea qui è l'indirizzo del ministero di commercio serbo)



Alcune delle ricette della Vojvodina sono influenzate (sopratutto per i dolci!) dalla cucina austro-ungherese.
Eccovi qui una ricetta per i 'Knedle sa šljivama' ovvero una specie di gnocchi dolci con ripieno di prugne, che è molto popolare fra gli ungheresi della zona:

Fate cuocere 5dl di acqua, aggiungete 150gr di burro e 250gr farina bianca, mescolate bene e togliete dal fuoco. Quando si raffredda l'impasto, aggiungete 3 uova e ancora 250gr di farina bianca e mezza bustina di lievito in polvere.
Lavate delle prugne, togliete il nocciolo e chiudete dentro al posto del nocciolo un po' di zuchero. Con l'impasto fate delle palline un po' più grandi della prugna e poi formate un buco, mettete dentro una prugna e le richiudete. Si buttano in acqua bollente e si bollono affinche vengono a galla.
In un piattino mischiate pangrattato, zucchero e zucchero vanigliato e impanate le palline bollite. Poi si friggono un attimo nell olio.
Si possono anche impanare con noci trittate.

Wednesday, October 15, 2008

Vojvodina 2 - al Salaš a Aleksandrovo


Prima tappa per noi (mio marito Nemanja, mio figlio Neil e io) quando arriviamo in Serbia è subito dopo il confine alle porte di Subotica, il Salaš (tipici casali nella Vojvodina) dei Nedić a Aleksandrovo. I Nedić sono la famiglia del Kum (padrino di battesimo) di mio marito.


Il Kum (che si chiama Bojan) ha una mamma che cucina divinamente...e non solo ci ha preparato delle cose fantastiche da provare...ma mi ha dato anche tante ricette che vi passerò man mano nei prossimi post.


La tavola apparecchiata: Krompiri sa paprikom (patate del proprio giardino con paprika), Pecene Paprike (ne ho già parlato qui), Pohovane Paprike (peperoni impanati), Kulen (salsiccia fatta da Zdravko, di cui parlo qui)



L'autunno è un periodo di grande lavoro al Salaš. Tradizionalmente si prepara la Zimnica (le provviste per l'inverno) cosi mentre gli uomini portano verdura dal campo e frutta dal giardino in casa, le donne sono indaffarate a fare marmellate, sottoaceti e a sistemare il tutto in cantina di modo di avere da mangiare per tutto l'inverno.



Ed è anche il perido per fare le torte: eccovi qui la ricetta di Jelena (la mamma di Bojan) per la sua fantastica torta di cigliege. Inutile dirvelo: è buonissima!

Per chi vuole ecco la ricetta in Serbo...e per tutti gli altri la mia traduzione:

Sbattere 3 uova fresche con due tazze di zucchero. Aggiungere mezza busta di lievito, una tazzina di olio e due tazze di farina e poi un bicchiere di jogurt bianco.



Imburrare una teglia, versarci dentro il composto e sparpargliarci su mezzo chilo di cigliege mondate. Cuocere per ca. 35 minuti a 180° oppure finche vi risulta bella dorata e dentro la pasta è cotta. Servire con zucchero a velo settacciato sopra.





Tuesday, October 14, 2008

Vojvodina 1 - Agnello a Mikićevo


Sono stata in Serbia con la mia famiglia.
Appena arrivati siamo stati invitati a mangiare l'agnello grigliato al Salaš (casale) dei Anišić a Mikićevo. Mikićevo è un paesino disperso nella piatta Vojvodina del
Nord (distretto di Bačka e municipalità di Subotica) che avrà al massimo 100 abitanti.
Gli Ainišić
sono Bunjevci (piccolo gruppo etnico proveniente dalla Dalmazia e dall'Herzegovina e sono cattolici). La ragione per cui hanno preparato al fuoco uno dei loro 200 agnelli è, da una parte il secondo complenanno del nipotino Miroslav e dall'altra parte (come vuole la tradizione) la messa in posa del tetto di una stalla che stanno costruendo.


Marko il padre di Zdravko, Zdravko e Dule

Jasna e la mamma di Zdravko, Dule, Marko, Zdravko, Bojan e il papà Marko

I nonni sono venuti ad abitare qui, perchè hanno ceduto la casa con le stalle in città (a Subotica) al figlio Zdravko.
Zdravko ha sposato Jasna, una ragazza anche lei Bunjevac, cresciuta a Vienna. Hanno provato a vivere a Vienna...ma a Zdravko non è piaciuta per niente la vita frenetica viennese e il lavoro malpagato da "Gastarbajter" e in più era costretto a vivere dalla famiglia di lei (nei Balcani non è il massimo per un uomo andare a vivere dai suoceri...l'opposto invece va bene). Tornato in Serbia ha avviato la sua fattoria (alleva animali ed è un bravissimo macellaio...vi raccomando le sue salsiccie!) e qui insieme a Jasna ed il piccolo Miroslav vive tranquillamente.

Ecco qualche foto dell bellissimo pomeriggio passato insieme:

Mio figlio e io curiosiamo un po' nelle stalle delle pecore

Ecco un tavolo improvisato in giardino con bevande,
pane freschissimo ed il posto per....


.... l'agnello (preparato solo con un po' di sale e basta!)
GUSTOSISSIMO!!!!

Marko e Neil

Il fratellino di Zdravko che si chiama Marko, come hobby alleva piccioni,

ne ha 16 e questo è uno dei più grandi.

Oltre alla famiglia e gli amici, dai casali intorno continuava ad'arrivare gente. Qui se uno vede che si fa il "rostilj" (la grigliata) automaticamente arriva a vedere e festeggiare.



Monday, October 13, 2008

L'albanese 2° lezione

Per non appesantire il blog pubblicherò d'ora in avanti con cadenza settimanale (al lunedì) alcune lezioni di albanese, ma non per esteso bensì tramite alcuni pdf di cui vi fornirò i link volta per volta. La prima riguardava l'alfabeto e la pronuncia e la trovate qui (clik su... qui), l'odierna lezione tratta delle parole d'uso più comune, dal "ciao" al "grazie", dal "buongiorno" al "prego" e via dicendo. Ho messo alcuni esempi acustici. Spero che chi è interessato possa trovare in questo mini-corso ciò che stava cercando...
senza la presunzione di insegnare l'alabanese, ma di trasferire un po' di quello che io ho appreso in questi anni.

Clik qui per la nuova lezione

(Ci mette un po' a caricarsi, ma le prossime le faccio meno pesanti in quanto a Kilobyte!!!!)

Mirëupafshim

Sunday, October 12, 2008

Serbia adds new flavour to Tirana

UN ESEMPIO DI VOLONTA' DI CONVIVENZA PACIFICA
E INTERSCAMBIO CULTURALE

Mi lasciò stupito profondamente: io ed il mio collega Arturo avevamo da pochissimo terminato la prima esperienza della "Festa del Vino" di Cormòns, vicino a Gorizia, kermesse enogastronomica per cui avevamo organizzato una piccola area balcanica con uno stand degli amici di Zajecar (Serbia) ed uno per quelli di Koprivnica - Hlebine (Croazia). Successivamente ci siamo trasferiti a "Gusti di Frontiera" a Gorizia come da post precedente in cui la partecipazione balcanica si è allargata alla Bosnia, all'Erzegovina, all'Albania etc.

L'esperienza era stata davvero positiva perché essendo la prima volta che avvicinavamo i due paesi in "pochi metri", ognuno con le proprie offerte enogastronomiche (ma c'erano stand di pittori naif, il fabbro ferraio, musicisti etc.), temevamo che vi potessero essere contrasti invece, dopo una notevole insistenza da parte nostra e dopo un incredibile mutismo gli uni nei confronti degli altri, la musica e... la fame avevano fatto il miracolo: a suon di Kolo, raki e pljeskavica alla fine della prima giornata tutti mangiavano, ballavano e bevevano assieme.

Alla fine della settimana successiva dovetti recarmi a Tirana per alcuni incontri con dei partner albanesi del Progetto a cui lavoro (ndr Festival Musicale Internazionale Nei Suoni dei Luoghi) e passeggiando lungo la Bulevard Dëshmorët e Kombit, all'altezza del Mausoleo di Henver Hoxha oggi Palazzo alla Cultura (Piramide), mi trovai in un attimo avvolto dalla parlata belgradese, dalla musica serba, dagli stessi profumi di Pasulj, Pljeskavica, Cevapi etc.

Non potete immaginare la mia incredulità nell'affondare A TIRANA ancora una volta i denti nella pite e nelle prelibatezze a base di carne degli amici serbi (oltretutto avevo personalmente dato una gran mano in Italia anche in cucina, perché l'Ambasciata italiana aveva negato un visto ad uno dei tre cuochi serbi...)
Tutta la gioventù di Tirana e non solo i giovani affollavano gli stand serbi facendo amicizia e spendendo volentieri i pochi lek per assaggiare quanto i serbi offrivano con gran clamore, fumo di braci e dimostrando davvero una grande apertura mentale!
Così ho perso una mezz'ora a parlare con alcuni albanesi che erano stati "arruolati" per fare da camerieri ed interpreti agli stand.
Un'altra idea dell'amico Edi Rama (il sindaco) che aveva voluto dimostrare con questa operazione che da parte degli albanesi non c'era risentimento verso i serbi (fra l'altro tutto ciò accadeva dopo la guerra del Kosovo e prima della secessione sia del Montenegro che del Kosovo), ma che in particolare la città di Tirana non ne aveva (e vi posso assicurare non ne ha!).
Era da tempo che mi dolevo di non aver potuto documentare il fatto perché ero privo di macchina fotografica, ma ho trovato questo post e non ho potuto fare a meno di proporvelo:

By Erlis Selimaj for Southeast European Times in Tirana – 07/10/05

Over the summer, a group of Serbs found a simple way to establish a flourishing business in the heart of Tirana. Near the former museum of Albanian dictator Enver Hoxha, now known as the Pyramid, they set up tents offering a variety of traditional Slavic cuisine, lost in a fog of barbecue smoke.
These modest eating places were part of the "Perper" chain of restaurants, named after the currency of Serb Emperor Dusan Nemanic. Perper, which also has franchises in Germany and the Netherlands, has established a presence in Tirana and the coastal cities of Durres and Vlora.
Milisav Surovic, 40, left Belgrade to run the Tirana business, directing a group of twelve Serbs. He speaks no Albanian, but an Albanian from Montenegro helps him run the restaurant.
"Our specialty is the pljeskavica. Traditionally pljeskavica is made with a mixture of lamb and beef, grilled along with onions and served hot on thick pita bread. But we also offer a variety of our traditional dishes," Surovic said.

"This is a kind of a cultural co-operation among both countries. We came here during a regional fair and decided to establish a restaurant several months ago. Since that time we are very pleased with the number of customers who come here to enjoy our specialties," he explained.
Not only is Perper a hit among the local residents, but it has also attracted Albanians from Kosovo, who frequently visit Tirana during the summer. Despite the legacy of ethnic conflict in the province, Kosovars still took the opportunity to enjoy the Serbian cuisine.
Perper's success is also another sign that Albania and Serbia-Montenegro are continuing to boost their economic relations. According to official data, Albanian exports to Serbia-Montenegro in 2004 amounted to $2.3m, while Serbia-Montenegro exported $13m in goods to Albania.
The business communities in Albania and Serbia-Montenegro are considered vital for rebuilding ties between two countries, which re-established diplomatic relations in March 2001. Since then, government officials have made a number of reciprocal visits to discuss bilateral co-operation. Ilir Meta paid a historic visit to Belgrade in 2002, the first by an Albanian prime minister since 1946.

Srpski
Tokom leta grupa Srba pronašla je jednostavan način da napravi unosan posao u srcu Tirane. U blizini nekadašnjeg muzeja albanskog diktatora Envera Hodže, sada poznatog kao Piramida, oni su postavili šatore u kojima su nudili razna tradicionalna slovenska jela u magli roštiljskog dima.
Ova skromna mesta za ishranu bila su deo lanca restorana «Perper» , nazvanog po novcu srpskog cara Dušana Nemanjića. Perper, koji takođe ima franšize u Nemačkoj i Holandiji, uspostavio je biznis u Tirani i primorskim gradovima Draču i Valoni.
Milisav Šurović, 40, napustio je Beograd kako bi vodio posao u Tirani, gde rukovodi grupom od 12 Srba. On ne govori albanski, ali jedan Albanac iz Crne Gore pomaže mu u vođenju restorana.
«Naš specijalitet je pljeskavica. Tradicionalna pljeskavica pravi se od kombinacije mlevenog jagnjećeg i junećeg mesa, koje se priprema na roštilju zajedno sa crnim lukom i služi toplo u lepinji. Međutim, mi takođe nudimo i naša druga tradicionalna jela», kaže Šurović.
«To je neka vrsta kulturne saradnje između dve zemlje. Došli smo ovde tokom regionalnog sajma i pre nekoliko meseci odlučili da otvorimo restoran. Veoma smo zadovoljni brojem gostiju koji je od tada dolazio da uživa u našim specijalitetima», objašnjava Šurović.
Perper nije samo hit među lokalnim stanovništvom, nego je privukao i Albance sa Kosova koji često posećuju Tiranu tokom leta. Uprkos nasleđu etničkog sukoba u pokrajini, Kosovari su ipak iskoristili priliku da uživaju u srpskoj kuhinji.
Uspeh Perpera predstavlja još jedan znak da Albanija i Srbija i Crna Gora nastavljaju sa jačanjem ekonomskih odnosa. Prema zvaničnim podacima, albanski izvoz u Srbiju i Crnu Goru u 2004. godini iznosio je 2,3 miliona dolara, dok je Srbija i Crna Gora izvezla u Albaniju robu u vrednosti od 13 miliona dolara.
Smatra se da su poslovne zajednice u Albaniji i Srbiji i Crnoj Gori od vitalnog značaja za ponovnu izgradnju odnosa između dve zemlje, koje su ponovo uspostavile diplomatske odnose u martu 2001. godine. Vladini zvaničnici su od tada boravili u brojnim recipročnim posetama tokom kojih su razgovarali o bilateralnoj saradnji. Iljir Meta je 2002. godine otputovao u istorijsku posetu Beogradu, prvu posetu jednog albanskog premijera od 1946. godine.

Hrvatski
Tijekom ljeta, grupa Srba pronašla je jednostavan način za uspostaviti unosan posao u srcu Tirane. U blizinu bivšeg muzeja albanskog diktatora Envera Hoxhe, sada poznatog kao Piramida, postavili su šatore nudeći različita jela tradicionalne slavenske kuhinje u magli roštiljskog dima.
Skromno mjesto za ishranu bilo je dio lanca restorana "Perper", nazvanog po novcu srbijanskog cara Dušana Nemanjića. Perper, koji također ima svoje ispostave u Njemačkoj i Nizozemskoj, otvorio je restorane u Tirani i primorskim gradovima Durresu i Vlori.
Milisav Šurović, 40, napustio je Beograd kako bi vodio posao u Tirani, rukovodeći skupinom od 12 Srba. Šurović ne govori albanski, ali jedan Albanac iz Crne Gore pomaže mu u vođenju restorana.
"Naš specijalitet je pljeskavica. Tradicionalna pljeskavica pravi se od kombinacije mljevenog janjećeg i junećeg mesa, koje se prži zajedno s crnim lukom i služi topla u lepinji. Međutim, mi također nudimo i naša druga tradicionalna jela", ističe Šurović.
"To je neka vrsta kulturne suradnje dviju zemalja. Došli smo ovdje tijekom regionalnog sajma i prije nekoliko mjeseci odlučili otvoriti restoran. Vrlo smo zadovoljni brojem gostiju koji je od tada došao uživati u našim specijalitetima", pojasnio je Šurović.
Perper nije samo hit među lokalnim stanovništvom, već je također privukao Albance s Kosova koji često posjećuju Tiranu tijekom ljeta. Unatoč nasljeđu etničkog sukoba u pokrajini, Kosovari su ipak koristili prigodu uživati u srbijanskoj kuhinji.
Uspjeh Perpera također je još jedan znak kako Albanija i Srbija i Crna Gora nastavljaju s jačanjem gospodarskih odnosa. Prema službenim podatcima, albanski izvoz u Srbiju i Crnu Goru iznosio je u 2004. godini 2,3 milijuna dolara, dok je Srbija i Crna Gora u Albaniju izvezla robu u vrijednosti 13 milijuna dolara.
Poslovne zajednice u Albaniji i Srbiji i Crnoj Gori smatraju se vitalnim za ponovnu izgradnju odnosa dviju zemalja, koje su u ožujku 2001. godine ponovno uspostavile diplomatske odnose. Od tada, vladini dužnosnici boravili su u brojnim uzvratnim posjetima tijekom kojih su razgovarali o bilateralnoj suradnji. Ilir Meta boravio je 2002. godine u povijesnom posjetu Beogradu, kao prvi albanski premijer od 1946. godine.
Македонски
Во текот на летото група Срби пронајдоа едноставен начин за започнување на одличен бизнис во срцето на Тирана. Во близина на поранешниот музеј на албанскиот диктатор Енвер Хоџа, сега познат како Пирамида, тие поставија шатори од кои се нуди најразновидна традиционална словенска кујна, скриена во чадот од скарата.
Овие скромни места за јадење се дел од синџирот ресторани „Перпер“, наречени по парите на српскиот цар Душан Немањиќ. „Перпер“, со ресторани и во Германија и Холандија, отвори свои објекти и во Тирана и во крајбрежните градови Драч и Валона.
Четириесетгодишниот Mилисав Суровиќ го напушти Белград за да започне бизнис во Тирана, водејќи група од дванаесет Срби. Тој не зборува албански, но Албанците од Црна Гора му помагаат да го води ресторанот.
„Наш специјалитет е плескавицата. Традиционалната плескавица се прави од мешавина од јагнешко и говедско, се пече на скара со кромид и се служи на дебело лепче. Но, ние нудиме и најразлични наши традиционални јадења“, вели Суровиќ.
„Ова е еден вид културна соработка помеѓу двете земји. Дојдовме тука за време на регионалниот саем и одлучивме да отвориме ресторан пред неколку месеци. Оттогаш ние сме задоволни од бројот на луѓето кои доаѓаат тука да уживаат во нашите специјалитети“, објасна тој.
„Перпер“ не е хит само помеѓу локалните жители, туку привлекува и Албанци од Косово, кои честопати ја посетуваат Тирана во текот на летото. И покрај наследството на етнички конфликти, Косоварите сé уште користат шанса да уживаат во српската кујна.
Успехот на „Перпер“ е уште еден знак дека Албанија и Србија и Црна Гора продолжуваат со зајакнувањето на нивните економски врски. Според официјалните податоци, албанскиот извоз во Србија и Црна Гора во 2004 година достигнал 2,3 милиони американски долари, додека Србија и Црна Гора остварила извоз на стока во Албанија во вредност од 13 милиони американски долари.
Бизнис заедниците во Албанија и во Србија и Црна Гора се сметаат за клучни за обновувањето на врските помеѓу двете земји, кои повторно воспоставија дипломатски односи во март 2001 година. Оттогаш владини претставници остварија голем број реципрочни посети со цел да разговараат за билатералната соработка. Илир Мета ја направи историската посета на Белград во 2002 година, прва од страна на еден албански премиер од 1946 година.
Non ho messo il bosniaco e l'albanese perché non c'erano su http://www.setimes.com/ ... ma son convinto che così capirà comunque molta gente!!!!

TRASLOCO

  In foto la statua di Ivan Mestrovic, lo scultore croato che ama lavorare per la Serbia Ci siamo trasferiti in 4 altri siti Uno si chiama  ...