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Tuesday, May 6, 2014

BALCANIZZAZIONE





Mi stavo giusto chiedendo cosa volesse dire balkanizzazione.. vuol dire che arriva uno e ti fa litigare !

it.wikipedia.org/wiki/Balcanizzazione




Tuesday, November 20, 2012

Alberto stagista al tribunale dell'Aja






Da un po' di tempo il blog di Alberto non è visibile e questo ci spiace molto perchè ci facevamo spesso riferimento.
Per incitarlo a riprendere o ad aggiustare il problema, mandiamo in onda un suo brano sempre attuale : la faziosità del tribunale dell'Aja.
Citiamo alcuni brani :

Il Tribunale Penale Internazionale per l'Ex-Jugoslavia (cosiddetto Tribunale dell'Aia) è, se si eccettua Norimberga, il primo esempio di tribunale penale internazionale. La sua importanza da un punto di vista storico e giuridico è quindi fondamentale: per la prima volta gli individui che si sono macchiati di gravi crimini (genocidio, crimini di guerra, crimini contro l'umanità) nel corso di un conflitto armato sono chiamati a risponderne di fronte ad un organo giudiziario internazionale. Non rileva che essi siano comuni cittadini o Capi di Stato, siano semplici soldati che hanno "solo eseguito gli ordini" oppure generali responsabili di intere campagne militari contro la popolazione civile.

Creato dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite nel 1993 per cercare di arrestare l'escalation di violenza nei Balcani, il Tribunale ha il compito di giudicare gli individui che si sono macchiati di "gravi violazioni del diritto internazionale umanitario commesse sul territorio dell'Ex-Jugoslavia, a partire dal 1991" (art.1 dello Statuto).

Contrariamente a quanto molti pensino, pertanto, il Tribunale dell'Aja ha una giurisdizione estremamente limitata, sia per tempo, sia per spazio (per questo viene definito un "Tribunale ad hoc"): innanzitutto esso può solo giudicare i crimini commessi sul territorio dell'Ex-Jugoslavia, e per di più solo quelli commessi a partire dal 1° gennaio 1991. Non viene invece stabilita una data finale: il Tribunale indaga così anche sui crimini commessi in Kossovo. Potenzialmente potrebbero addirittura cadere sotto la giurisdizione del Tribunale anche le truppe NATO per i bombardamenti sulla Serbia del 1999 (anche se le indagini riguardo a tali episodi, pur iniziate, sono state presto archiviate).

L'aspetto più interessante del Tribunale dell'Aja, da un punto di vista giuridico, è il "diritto penale" che il Tribunale applica.
Dal momento che manca un codice penale internazionale, l'operato del Tribunale si basa su di un corpus normativo assolutamente disorganico, e poco "penalistico": le norme giuridiche internazionali che indicano i crimini che il Tribunale giudica (le Convenzioni di Ginevra del 1949, la Convenzione contro il Genocidio del 1948, le Convenzioni dell'Aia del 1907) non contengono infatti né una definizione dei crimini (ad esempio, cosa si deve intendere per "Persecuzione"?), né, ad esempio, stabiliscono che pena debba subire chi li commetta (quale può essere la pena per un crimine come il Genocidio?).

Per quanto riguarda le indagini sul Kosovo, preciso che dato che il Procuratore non ha lì'obbligo di esercitare l'azione penale (a contrario che in italia, ad esempio) e ha quindi discrezionalità su quali crimini perseguire e quali no. Giuridicamente non deve quindi giustificare la sua scelta di non portare alla sbarra i militari NATO.
Da un punto di vista politico mi sembra invece molto chiaro il perchè di questa scelta: "il cane non morde la mano di chi gli dà da mangiare", si dice, in questi casi...

Fino a qui .. quello che ha scritto Alberto..
Ma poi c'è un bel commento :

Questo Tribunale e' stato voluto e finanziato da Paesi che in un modo o nell'altro hanno partecipato all'aggressione contro il popolo Serbo. La colpa principale e' stata della Russia, che non ha difeso adeguatamente un popolo fratello. E' doveroso ricordare tutte le angherie che la Serbia ha subito nell'ultimo decennio, l'embargo, la limitazione del proprio spazio aereo, con relativo blocco navale, la campagna denigratoria, che continua tutt'ora, il flusso di esuli che il Paese ha dovuto accogliere provenienti da tutte le parti, il blocco delle transizioni finanziarie, le restrizioni che i Serbi subiscono quando vanno all'estero, le amputazioni territoriali ed infine questo Tribunale, dove la maggior parte degli imputati sono Serbi e la Russia, come gia' detto in precedenza, pur avendo diritto di veto nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Uniti e stata a guardare, facendo finta di non capire che in futuro piu' o meno prossimo, potrebbe anch'essa essere presa di mira dell'espansionismo Occidentale (vedi vicenda Ucraina). Ci sono due aspetti di questo Tribunale che hanno dell'incredibile: 1°. Essendo stato istituito nel 1993, come fa a giudicare i fatti dal 1991 in poi, visto che a livello giuridico non esiste la retroattivita'. 2°. Esso e' stato istituito per l'ex Jugoslavia, mentre l'ultimo "pezzo di Jugoslavia" e' cessato di esistere nel 2003 e quindi i fatti del Kosovo del 1999, non sono di competenza di quel Tribunale. Poi ci sono tanti altri aspetti che hanno dell'incredibile, ma desidero che siano altri utenti a commentarli.

Potete leggere tutto : qui

E' anche interessante vedere : questo post

Saturday, April 9, 2011

Lettera della scrittrice albanese Elvira Dones a Berlusconi"







Egregio Signor
Presidente del Consiglio,
le scrivo su un giornale che lei non legge, eppure qualche parola gliela devo, perché venerdì il suo disinvolto senso dello humor ha toccato persone a me molto care: "le belle ragazze albanesi". Mentre il premier del mio paese d'origine, Sali Berisha, confermava l'impegno del suo esecutivo nella lotta agli scafisti, lei ha puntualizzato che "per chi porta belle ragazze possiamo fare un'eccezione."
Io quelle "belle ragazze" le ho incontrate, ne ho incontrate a decine, di notte e di giorno, di nascosto dai loro magnaccia, le ho seguite da Garbagnate Milanese fino in Sicilia.
Mi hanno raccontato sprazzi delle loro vite violate, strozzate, devastate. A "Stella" i suoi padroni avevano inciso sullo stomaco una parola: puttana. Era una bella ragazza con un difetto: rapita in Albania e trasportata in Italia, si rifiutava di andare sul marciapiede.
Dopo un mese di stupri collettivi ad opera di magnaccia albanesi e soci italiani, le toccò piegarsi. Conobbe i marciapiedi del Piemonte, del Lazio, della Liguria, e chissà quanti altri.
E' solo allora - tre anni più tardi - che le incisero la sua professione sulla pancia: così, per gioco o per sfizio.
Ai tempi era una bella ragazza, sì. Oggi è solo un rifiuto della società, non si innamorerà mai più, non diventerà mai madre e nonna.
Quel puttana sulla pancia le ha cancellato ogni barlume di speranza e di fiducia nell'uomo, il massacro dei clienti e dei protettori le ha distrutto l'utero.
Sulle "belle ragazze" scrissi un romanzo, pubblicato in Italia con il titolo "Sole bruciato".
Anni più tardi girai un documentario per la tivù svizzera: andai in cerca di un'altra bella ragazza, si chiamava Brunilda, suo padre mi aveva pregato in lacrime di indagare su di lei.
Era un padre come tanti altri padri albanesi ai quali erano scomparse le figlie, rapite, mutilate, appese a testa in giù in macellerie dismesse se osavano ribellarsi.
Era un padre come lei, Presidente, solo meno fortunato.
E ancora oggi il padre di Brunilda non accetta che sua figlia sia morta per sempre, affogata in mare o giustiziata in qualche angolo di periferia.
Lui continua a sperare, sogna il miracolo.
E' una storia lunga, Presidente... Ma se sapessi di poter contare sulla sua attenzione, le invierei una copia del mio libro, o le spedirei il documentario, o farei volentieri due chiacchiere con lei.
Ma l'avviso, signor Presidente: alle battute rispondo, non le ingoio.
In nome di ogni Stella, Bianca, Brunilda e delle loro famiglie queste poche righe gliele dovevo.
In questi vent'anni di difficile transizione l'Albania s'è inflitta molte sofferenze e molte ferite con le sue stesse mani, ma nel popolo albanese cresce anche la voglia di poter finalmente camminare a spalle dritte e testa alta.
L'Albania non ha più pazienza né comprensione per le umiliazioni gratuite.
Credo che se lei la smettesse di considerare i drammi umani come materiale per battutacce da bar a tarda ora, non avrebbe che da guadagnarci.
Elvira Dones



Thursday, March 24, 2011

Libia come Kosovo

Contrariamente a quanto preannunciato anticipiamo il post sulla Libia.
L'intervento NATO in Libia è molto simile a quello in Kosovo nel '99. Oserei dire che è molto simile quanto diverso, perchè l'Italia e la Libia hanno relazioni di pace e di guerra da quasi 100 anni, mentre, per quello che riguarda il Kosovo, c'erano meno rapporti, ma la nostra posizione geografica ci ha resi ugualmente partecipi in primo piano (purtroppo!)
Sta di fatto che questo intervento Nato è molto sentito in Serbia, che non puo' scordare le bombe umanitarie.
Ci sono arrivate tante testimonianze e suggerimenti, sia da serbi che da persone della nostra crew. Ne pubblichiamo alcune.






Signori c’è la guerra, non è un gioco, non è poi così distante da noi… bisogna aver paura ed essere CONTRARI, bisogna farlo capire ai nostri figli. E l’Italia al solito, sta facendo del suo peggio. Di Pietro ci ripensa e grida no al “genocidio” del tiranno Gheddafi (al solito condannato senza “processo” dopo che Berluska gli ha “trattato” l’amicizia e che ci ha fatto comodo per tanti anni), Calderoli taccia gli italiani di neocolonialismo, Bonino lasciamo perdere… Bersani no comment, 
Qui i 150 anni dell’unità d’Italia ci hanno dato in testa, ma di brutto, ci hanno dato le bombe….
Cito un pezzo che trovo chiaro e condivisibile di un comunicato di Proletaria Vox.
Tanti giornalisti e persone sul campo non omologati lavorano per un briciolo di verità in più, solo che non li invitano in TV, li citano come “quelli che dicono”, per fingere pluralismo di informazione…. ma non gli lasciano spazio. Tecnica perfetta, basta non dare spazio al confronto che si teme. 
“Crediamo, infatti, che la situazione di profondo rivolgimento che ha attraversato il Maghreb, prima in Tunisia e poi in Egitto con le rivolte - queste si autenticamente popolari e spontanee - di inizio anno, abbiano fornito lo spunto e l'occasione per un'operazione di intelligence USA, (con tanto di armamenti, supporti logistici, contractors e consiglieri militari forniti ai presunti "rivoltosi"), per sbarazzarsi, una volta per tutte, dell'odiato nemico Gheddafi.
La distanza politica dalle rivolte tunisina ed egiziana è peraltro riscontrabile anche nelle immagini che, nonostante l'informazione astutamente pilotata, comunque arrivava nei nostri schermi: da una parte (in Tunisia ed in Egitto, e solo per rimanere nel Maghreb...) il popolo è del tutto disarmato, non si vede un fucile e neanche un bastone; dall'altra (in Cirenaica) i "rivoltosi" sono armati di tutto punto, spesso hanno anche divise di ordinanza, e dispongono perfino di artiglieria contraerea. Inoltre, in vari articoli di giornale, si è letto di aerei dei "rivoltosi" abbattuti dall'aviazione libica. Si desume, quindi, che dispongano anche di aerei.
E questi sarebbero degli "insorgenti spontanei"...? Ma dai...
Ma, ormai si sa, la "disinformazione di massa" è l'arma più efficace di certi paesi. Così è nella cosiddetta "informazione", come nella sistematica omissione o nella "sordina" che si applica a certe notizie invece "scomode".
Non a caso, ancora una volta si applicano i due pesi e le due misure. Come mai non c'è stata alcuna sollecitazione, da parte di nessuno, ad applicare analoghe risoluzioni nei confronti di Israele allorquando ha bombardato la striscia di Gaza, uccidendo oltre 1.400 civili inermi, ed usando bombe al fosforo? O quando, sempre la stessa Israele, ha compiuto quel vero e proprio atto di pirateria/guerra abbordando ed uccidendo in acque internazionali i nove pacifisti della nave che portava aiuti (realmente) umanitari?
Come mai, allora, non si è levata nessuna voce di condanna risoluta, e nessun Mirage, nessun Tornado è partito alla volta di Tel Aviv...? Forse che Israele non continui, da oltre cinquant'anni, una politica di segregazione, di spoliazione e di vero e proprio genocidio nei confronti del popolo palestinese?
Samantha

La visione dei serbi è sempre contraria alle bombe sulle teste dei civili

Uranio impoverito e quando si dice uranio si parla di morti per anni e anni... vedi il Kosovo

12 anni fa l'aggressione Nato alla Serbia

Dedicato alla piccola Milica

I francesi in Libia




Tuesday, September 21, 2010

I Nema problema in Via Sarpi








A casa mia ci siamo rifiutati di comprare il decoder e così vediamo la tv tramite il satellite e ci prendiamo il tg regionale che ci propinano. Ogni settimana cambia regione. Il più bel tg regionale è quello romano, perchè ha un presentatore di colore che è di una simpatia senza fine! Quello più brutto è quello lombardo. Ti viene proprio l'"epilessia e testa" come si dice in Calabria. Ma nei giorni scorsi ho visto i Nema problema in Via Sarpi, a Milano.
Via Sarpi è la Chinatown milanese ed è il posto in cui varie organizzazioni umanitarie hanno scommesso sull'antirazzismo che a Milano sta imperversando.
Vedere i Nema problema impegnati contro il razzismo mi ha fatto venire le lacrime agli occhi. Grazie! Qualcosa di buono al tg3 lombardo!

Vivisarpi.it
Nema problema orkestar


Monday, August 9, 2010

Tuesday, April 6, 2010

Undicesimo anniversario dei bombardamenti in Serbia








Questa volta Alex ci ha fregati !
Ebbene sì! Volevamo l'esclusiva da Alessandro Di Meo e invece l'ha data agli amici di Brescia. Ma siamo contenti ugualmente perchè con la Zastava Brescia c'è una bella amicizia tramite Gilberto Vlaic.
Il video che vi proponiamo è agghiacciante. Vi chiediamo aiuto perchè è importante che Alex lo proietti in più città possibili e ne segua un dibattito in maniera da sensibilizzare quante più persone possiamo. Intanto vi chiedo anche aiuto poichè so' di associazioni di famiglie di militari italiani morti di cancro a causa della loro permanenza in Kosovo, ma non riesco a contattare queste associazioni. Se qualcuno avesse qualche indirizzo è pregato di darcelo.
Io apro una piccola parentesi. Nel filmato si vede Alex. Ora io mi chiedo: da uno a cento, ma quanto è bello? Direi 300!! Stra stra divno, stra stra figo (come si dice in serbo ?)
Questo importante contributo video è di Alessandro di Meo di "Un Ponte Per..." ed è a cura di Ljubica Vujadinovic in occasione dell' undicesimo anniversario dei bombardamenti Nato in Serbia .

Undicesimo anniversario dei bombardamenti umanitari





Una statua dell’ex capo dell’OSCE in Kosovo, l’americano William Walker, nel villaggio di Racak, alla porte di Pristina, dove, fine 1998, in piena guerriglia interna alla Jugoslavia, una battaglia di tre giorni con le sue vittime, fu montata come strage di civili convincendo il mondo -Italia compresa- che quella guerra contro Milosevic andava fatta.

Ennio Remondino 


Thursday, July 2, 2009

PANCEVO CITTÀ MORTA - ПАНЧЕВО МРТАВ ГРАД





"Due anni fa partivo per la Serbia con 150 euro in tasca e la mia vecchia xm1 con l'intenzione di girare un documentario a Pancevo, cittadina distante 20 km da Belgrado. Pancevo era ed e' ancora il simbolo dei bombardamenti feroci avvenuti nella primavera del 1999 sulla Serbia. Pancevo era ed e' ancora la citta' piu' inquinata d'Europa.

Le fabbriche di Pancevo che davano lavoro a migliaia di persone vennero bombardate per novanta giorni causando un disatro ecologico di immani proporzioni.
L’allora vicepresidente americano della amministrazione Clinton, che volle fortemente il bombardamento era Al Gore , oggi Nobel per la pace e vincitore di un Oscar con il suo film ridicolo ’una verita’ sconveniente“.

Oggi le fabbriche di Pancevo sono state quasi tutte chiuse e migliaia di operai hanno perso il lavoro e sono stati lasciati sulla strada.
La Nato non hai mai risarcito i danni causati alla cittadina di Pancevo, in compenso però alcune multinazionali che si occupano di bonifiche ambientali si sono presentante a Pancevo negli ultimi anni disposte a bonificare l’ambiente in cambio di milioni e milioni di dollari, che la Serbia dovrebbe pagare in una cinquantina di anni.

Questo e’ il mondo in cui viviamo, questa e’ la verita’ scomoda che gente come Al gore , Obama, e altri politici alla moda ci stanno nascondendo insieme al progetto HARRP e alle Chemtrails, ingannandoci con le loro xxxx e la loro voglia di salvarci dal cambio climatico.


Non credero’ mai alle buone intenzioni di certi politici e vi invito a informarvi meglio sul passato di questa gente. Non sempre quello che e’ cool e alla moda e’ giusto. Mi assumo personalmente la responsabilita’ delle parole che sto scrivendo e sono sicuro che a breve la storia dimostrera’ la veridicita’ di quello che sto scrivendo.






Il 1 luglio 2009 ho presentato in anteprima il mio documentario Pancevo_citta’ morta nella citta’ di Pancevo alla presenza di centinaia di cittadini della ormai in ginocchio citta’ di Pancevo."

Antonio Martino




Eccovi il trailer del film: -- Pancevo_mrtav grad in concorso al Salento Finibus Terrae 11-26 Luglio 2009


Antonio Martino, giovane regista indipendente, vive e lavora a Bologna. Dopo la laurea al Dams nel 2004, avendo già collaborato con Ong (ANPAS Emilia-Romagna- Gruppo Yoda) ed alcune associazioni di volontariato, gira “Fatma Aba-ad". Come ho imparato ad amare i Saharawi”, realizzato nel deserto del Sahara presso i campi profughi Saharawi. Ha collaborato con la POLIVISIONI, un gruppo di filmakers indipendenti con cui, nel 2003, affronta il problema dell'antiproibizionismo in Italia girando il documentario "Siamo fatti così", che vede come attore principale Freak Antoni, cantante degli Skiantos.

Già dal 2004 la sua costante diventa la ricerca della realtà che lo porta ad avvicinarsi a luoghi e temi difficili. I suoi reportage si trasformano in occhio consapevole le sue immagini diventano inchiesta.
Nel 2005 arriva fin sotto il reattore nucleare di Cernobyl e gira "Noi siamo l'aria, non la terra" documentando le attuali condizioni di vita e le conseguenze subìte dalla popolazione che vive nei pressi di della centrale nucleare di Chernobyl a diciotto anni di distanza dalla catastrofe. Il documentario verrà selezionato da diversi festival nazionali e internazionali.
Nell’inverno del 2006 gira "Blu Panorama" nei pressi del CPA/CPT di Isola di Capo Rizzuto, Crotone. Il film ritrae la fuga dei clandestini dal campo in cui sono stati alloggiati provissoriamente.
Subito dopo, curioso di capire le motivazioni di alcuni gravi fatti di cronaca commessi in italia nel 2005 da giovanissimi ragazzi rumeni, decide di analizzare le condizioni dei bambini che vivono in una società che a stento cerca di riprendersi dopo gli orrori post Ceusescu. Gira “Gara de Nord_copii pe strada” con il solo apporto di una piccola telecamera palmare più o meno nascosta ed un budget pari a zero. Vive con i bambini delle fogne di Bucarest per un mese, aprendo così una finestra sulla realtà di questi bambini che vivono nei canali sotterranei della città di inverno e per strada d’estate, vittime della pedofilia di strada (perpetrata spesso da turisti stranieri), della droga, e di abusi da parte di genitori. Il film riceve molti premi, tra i quali il prestigioso Premio produzione Ilaria Alpi 2007. Il film è stato acquistato da Rai 3 e Rai news24.

Nel febbraio 2007 gira Pancevo_mrtav grad” un reportage girato nella città più inquinata d’Europa: Pancevo, in Serbia, a pochi km da Belgrado. Il video indaga sulle conseguenze del bombardamento del più grande complesso industriale della ex Yugoslavia da parte della Nato. I feroci bombardamenti che provocarono una delle più gravi catastrofi ecologiche del secolo passato, furono fortemente voluti ed autorizzati dall’oggi neo Premio Nobel per la pace Al Gore, nonchè famoso ambientalista, allora vicepresidente dell’amministrazione Clinton.
Pancevo_mrtav grad” riceve la Menzione Speciale di Legambiente al Festival Internazionale Cinemabiente di Torino, la Menzione Speciale Visioniambientali al Visioni Italiane film festival di Bologna e vince il premio come miglior documentario all’Imola film festival 2007.

Noi siamo l’aria non la terra 2005, Gara de Nord_copii pe strada 2006, Pancevo_mrtav grad 2007 fanno parte del progetto Trilogia dell’Est che studia il rapporto tra uomo e ambiente. Antonio Martino ha collaborato inoltre con vari network internazionali come l’ ARD deutch Television, 3SAT, e con SG film, New York.



Sunday, April 5, 2009

Omologhi






Berisha viene descritto così dalla moglie del dittatore Hoxha: "è entrato a casa nostra dalla porta di servizio. Era un fanatico comunista e già da allora faceva l’impossibile per ottenere con esagerato zelo il potere"...

"Fanatico comunista" detto dalla moglie dell'efferato Enver Hoxha mi risuona forte nella mente!

Eppure il cardiologo, chirurgo e ricercatore Berisha... è lì. Alla guida della terra delle Aquile!

Sicuramente un politico di lunga esperienza, sicuramente un demagogo dei peggiori.

Oggi "Sala" - come lo chiamano un po' tutti in Albania - è Primo Ministro nonostante sia stato lui stesso (e lo ammette!) a trascurare nel 1997 il fenomeno delle piramidi finanziarie che portarono l'Albania alla recessione totale da cui ancora oggi il paese fatica ad uscire. E dire che nel '97 era Presidente della Repubblica... non ministro delle pari opportunità o delle politiche sociali o dei fichi secchi...

Questa breve anticipazione per raccontare cosa sta succedendo in Albania:
il nostro Premier  (evidentemente non ricordava che Berisha è stato un "fanatico comunista") ha incontrato Sala a dicembre per firmare accordi energetici che in teoria dovrebbero portare giovamento ai due paesi. Pare che all'Italia un giovamento arriverà dato che l'Albania (ndr Berisha) ha offerto all'Italia (ndr Berlusconi) di costruirsi un bel po' di impianti per la produzione di energia sulla costa albanese.
A Karaburun, per esempio, una delle aree costiere più belle dell'Albania e meno contaminate. Per mezzo secolo e più, la penisola a sud di Valona, è stata isolata dal resto del Paese in quanto soggetta a servitù militare. E' un'area vergine di rara bellezza che poteva diventare la Corfù o la Mikonos dell'Albania, 97 ettari di parco naturale, di Mediterraneo da riscoprire crocevia delle correnti dello Jonio e dell'Adriatico. 97 ettari sui quali verranno costruiti ventoloni per la produzione di energia eolica... 97 ettari di piattaforme di cemento...
A Fier (già inquinatissima dai pozzi di petrolio) si pensa di costruire un termo valorizzatore... (non certo un depuratore!)
In altre aree Berisha si è detto pronto a costruire centrali atomiche...
Insomma fra una barzelletta è l'altra i due premier si sono molto divertiti (sprizzano simpatia da tutti i pori) e hanno ancora una volta fatto capire al mondo che non serve che il popolo si interessi al paese: l'Albania diventerà la colonia energetica dell'Italia (e molto probabilmente la nostra multi pattumiera per la differenziata), non godrà dell'energia prodotta (perché sarà totalmente venduta) mentre ancora una volta i grossi investitori, mafiosi di tutte le nazionalità, godranno della costruzione e poi della manutenzione degli impianti.


I rifiuti albanesi continueranno a bruciare lungo i fiumi, le pecore a inghiottire diossina, i ragazzini rom a correre scalzi e gli albanesi ad assistere alla brutta copia albanese di Striscia la Notizia dove si annuncia che l'ennesimo Ministro del governo Berisha viene arrestato per corruzione, per violenze sessuali, stragi o per chissà cos'altro!


Ma i due Omologhi restano sempre i... migliori ed a noi l'amaro in bocca...





Thursday, October 9, 2008

Tirana - West Side Family





Cari amici balkanofili credo che nella vostra video gallery non possa mancare questo:

West Side Family - Tirona

Il signore con la barba che "reppa" ad un cero punto è Edi Rama, il sindaco di Tirana dal 2000; Rama ha inoltre preso in eredità la sinistra del paese dirigendo dal 2005 il PSSH.

Vi consiglio di dare un occhio a questo link su pacereporter per conoscerlo un po' meglio.
Edi è davvero un mito per me perché, al di là degli schieramenti politici, sta dimostrando come, anche in Albania si possa costruire e costruire in particolare dando voce ai giovani, dando colore al grigio, cantando forte la voglia di vivere nonostante le assurde contraddizioni che specie in Albania non mancano!
Forza Edi!


SARAJEVO. LA JUGO CANTA PER LA PACE

  Yutel za mir (28.07.1991.)