Tuesday, December 30, 2008

La favola continua ... l'anno prossimo !!

Carissimi,
approfitto di un breve tempo di collegamento online.. Purtroppo ci sono dei problemi sulla linea. Spero in poche parole di potervi dire quanto sono felice.
Anche quest'anno "Canestri senza reti " è stata una favola.
Pian piano postero' tutto cio' che è possibile postare di 300 foto e 40 filmati..
Faro' un riassunto !!!
Vi dico solo che è tutto merito della "Lettera 22" e a loro va un grande, grandissimo Grazie !


In quattro giorni non li ho mai visti fermi un attimo !!


Io e Maria non avevamo il coraggio di lasciarli partire !!


Grande Boris di Gragujevac.. il miglior giocatore del torneo !!


Buon compleanno Mirza ! Lo sapete che nei balkani le orecchie si tirano all'insu' e non all'ingiu' ?


Ciao Gianlucone, cresce la passione per i balkani ??? Gianluca ha avuto una sola esperienza balcanica e purtroppo è stata negativa. Sentendo il suo racconto non potevo che dargli ragione. In quel momento passava l'allenatore della squadra di Cacak e io ho tradotto qualcosa. Mihajlo ha risposto : "non siamo tutti uguali".
Adesso spero che Gianluca vada con i suoi ragazzi a maggio a Gragujevac e veda che la balkania è esattamente il contrario di quella che ha conosciuto lui. Lui però mi ha detto : - Non tradurre proprio tutto, Lina, sennò mi fanno un occhio nero !!!


Dopo un inizio decisamente un po' freddino, al secondo giorno Cacak sorride !!!
Questa è la Cacak che conosco io !!!
Ma pochi minuti prima della partenza...


Joja mi regala il libro che da sei anni volevo comprare a Cacak !!!!
Ogni volta mi dicevo : Lina, risparmia i soldi e compra un po' di vestiti o di alimentari per gli amici..
E adesso sono stata premiata !!! Grazie Joja, non so' dirti quanto mi hai fatto felice !!!


Grande anche la partecipazione dei balcanici importati/traspondati qui in Italia.
Grandi : Milenko, Joka,Luka, Mustafà,Jovana e grandissimo David !


Secondo voi come si puo' chiamare un allenatore croato ???
Non vi sforzate, è difficile da indovinare. Lui, la favola con la giacca bianca si chiama niente di meno che Geronimo !!!


Bellissimi Zoran e Jaqueline ! Tutti e tre i loro bambini giocano nel Mladost Cacak.


Ma perchè non mi avete ripiegato in una valigia e portato con voi ???

Qui e qui e qui un po' di foto.
Bravissimissimi i ragazzi di Tuzla.
Bravi Gragujevac e Cacak!!!
Najveci u svemiru Borise.
Nella finale ho perso 10 anni di vita.
La sera in festa.
Grande Petrovic' e bravi i 5 migliori giocatori del torneo.
Tutto quello che non riusciamo a postare qui lo trovate nel bellissimo sito del favoloso (bello e bravo) Gianluca.
La squadra del Mladost Cacak non si rassegna alla sconfitta.
La sera della festa, tra il rumore della musica e il caos, il povero Igor cerca tutte le parole in inglese che sa' per parlare con Yassin. L'amicizia dura da 10 anni e di solito non mi abbasso alle parolacce su balkan-crew, ma questa volta si'...
Questa bellissima amicizia tra un musulmano e un ortodosso è per smentire tutti i violenti che ho incontrato di recente su alcuni blog balkanici che mi hanno detto che non poteva esistere sulla terra un'amicizia cosi' .. Alla facciaccia vostra violenti della ciurma violenta ! Noi qui predichiamo la pace e ne vediamo anche i frutti !!!
Io sono persa in amore per il professore di Tuzla che era già venuto lo scorso anno.
Lui insegna elettronica all'università e l'abbiamo soprannominato prof.Tesla.
Alle volte è proprio il caso di dire : siamo dei campioni.
Sembra che la musica unisca tutti i popoli. Non si vede.. ma anche i ragazzi della "Lettera 22" ballano !!!
Vi auguriamo un Buon 2009 !!
Sretna nova godina !!!

Saturday, December 27, 2008

La favola continua...

Che meravigliosa giornata abbiamo passato io e Maria!
Tutto il giorno tra dei bellissimissimi ragazzi !
E non sono belli solo gli stranieri !!
Sono bellissimi anche i ragazzi della Lettera 22.
Maria and I spent another wonderful day in Ivrea !!
All day with nice and pretty boys !
Not only the boys from Yugoslavia were pretty, the other ones were also wonderful. "Lettera 22" is the best team in the world !


Vi assicuro che l'altezza normale è quella di Maria. Sono quelli di Cacak che sono un po' fuori misura !!!
I assure you, that Maria's height is totally normal !! The boys from Cacak.. they are abnormally huge!!!!



Gianluca è stata una sorpresa non solo per la bellezza, ma anche per la sua grandissima simpatia !!!
Gianluca was a surprise: not only for his beauty but he's absolutely lovely as well!!!


Aihmè.. quest'anno come autisti niente Adam e Dika, ma questi due sono altrettanto simpaticissimi e perfetti conoscitori del calcio italiano !!! Solo che non capisco perchè gridavano : viva inter ! Forse c'è un serbo nell'inter ???
This year, unfortunately Adam and Dika (last year's drivers) didn't came, but also the new drivers are nice and know eveything about italian football. I just don't understand why they kept screaming: Let's go Inter! Maybe some Serbian guy plays for Inter???


Quella sulle punte delle dita dei piedi sono io. Si.. vedete benissimo.. mi sto consumando Mirza di Tuzla di baci.. purtroppo senza jesikom !!!
The one standing on its toes...yes that's me! Yes.. I' am trying to kiss Mirza, but - don't worry- without tongue !!


Maria non capisce più niente dalla gioia. le hanno detto che c'è un posto sull'autobus per la balkania... stavolta ce ne liberiamo sul serio !!!
Maria can't believe her luck: there is a place for her to go back to the Balkans with the team....the place is really available!!!!!


Grazie Paolo Cossavella super-manager-coordinatore di Canestri senza reti e...

grazie Nevio.. primo ideatore !



Qui alcune foto della prima giornata (here some pics)
Non ci posso credere! Tuzla ha perso rovinosamente contro il Kragujevac ! I can't believe, Tuzla lost against Kragujevac!
Non c'è niente da fare ! Mirza è troppo bello !!!! I'cant do nothing about it: Mirza is gorgeous!
Eppure c'è chi da vecchia data è persa in amore per Igor ! However there are some long time fans of Igor!
Mentre la partita impazza, le due paperelle cercano marito !
Ha ragione Maria a dire : "senti come grida Igor" !
Che belli gli scambi dei doni prima della partita !
Ahi ! ahi!! Una strega è entrata nella telecamera di Gianluca.
Un grande ringraziamento anche a Lorenzo.Lui era in un'altra palestra, perchè forse non sapete che vi sono sempre tre partite in contenporanea e la "Lettera 22" riesce a seguire tutto ! Grande Lorenzo e grande Lettera 22 !

fine prima parte...

Saturday, December 20, 2008

Rovereto...aspettaci !!!


Carissimi,
con grande soddisfazione vi dico che questo blog si fa molto sentire e ci arrivano segnalazioni da ogni dove.
Prometto che i vari post nel cassetto saranno tirati fuori appena possibile.
In questo periodo natalizio non possiamo non dar voce al mitico Zeljko di Rovereto.
Vi dico subito che lui è il mio ideale di uomo. Calmo, pacato, intelligente e soprattutto : balkanico !
Mi ha inviato un link molto interessante, ma stavo per scartarlo, perché abbiamo detto che qui ci occupiamo di balkani… quando.. tra le pagine di una bellissima manifestazione .. leggo alcune cose sorprendenti…
Si tratta del “Natale dei popoli di Rovereto” che ogni anno è dedicato ad una nazione diversa e quest’anno è dedicato alla Russia.
Ci sono dei bellissimi concerti e ho subito pensato che Skender si sarebbe illuminato d’immenso alla sola parola “musica”, ma nel programma leggo : presepi ideati pensando alla Bosnia, gruppo musicale albanese e.. niente meno che la Kochani orkestar !!!!


Ragazzi.. il 31 Dicembre ci vediamo tutti a Rovereto.
Intanto facciamo tutti il tifo per Zeljko che ha promesso di parlarci del Natale ortodosso e delle differenze col Natale cattolico. Ha un po’ di problemi a scrivere in italiano e gli ho chiesto di farlo in inglese, ma di farlo, perché ci interessa tantissimo ..
Forza Zeljko e grazie !!!

Nema frontiera

Carissimi,
quello che sto per dirvi avrei voluto dirvelo in un altro modo e in un altro tempo..
Ma si sa che le cose non vanno sempre per il verso giusto e che tutti noi siamo presi da mille impegni.
Così ho deciso di parlare oggi di un’associazione bellissima che opera nella mia città.
Si chiama “Nema frontiera” ovvero : senza frontiere.
Avrei voluto parlare di “Nema frontiera” in occasione del Torino film festival.
In questo festival ha vinto il premio speciale della giuria : Rata nece biti, la guerra non ci sarà di Daniele Gaglianone.


"Il documentario di Daniele Gaglianone a cui Nema Frontiera ha contribuito ha vinto il premio speciale della giuria al 26° Torino Film Festival. Facciamo i complimenti a tutti coloro che hanno partecipato alla realizzazione oltre che ovviamente al regista."


Purtroppo la nostra amica Federica non ha avuto il tempo di presentarci la sua associazione e nemmeno il tempo di farmi conoscere il mitico “Francesco”. Di lui sento sempre parlare il mio prof. Ivan e le mie amiche. Naturalmente dicono che è un bel ragazzo e anche per questo mi sento molto molto invogliata a conoscerlo !!!
Ma torniamo a “Nema frontiera”. Ne parlo oggi per una piccola pubblicità a una delle tante loro iniziative.
Anzi vi riporto l’email che ho ricevuto :


Oggetto: APERITIVO + TOMBOLATA NEMA FRONTIERA lun 22/12 @Cafè Neruda

Ciao amici!
Vi scrivo per proporvi un'altra serata organizzata da Nema Frontiera per farvi bere, mangiare, ballare e divertire e farci gli auguri di Natale... Cosa volete di più?
Vi aspettiamo lunedì sera 22/12 al Café Neruda, in via Giachino 28/E (vicino al Manhattan, per capirci):
- dalle ore 20 aperitivo balcanico a 7€
- dalle 22 tombolata e musica balkan con dj Grissino!

Se volete venire all'aperitivo vi chiedo di prenotare entro domani sera, non direttamente a me ma al numero 328 5752595 (Alfredo); il resto della serata invece è a ingresso libero.

A presto! Baci e auguri a tutti!

www.nemafrontiera.org

Spero che la partecipazione sia numerosa !
Bravi “Nema frontiera” !
.. e vai Grissino balkanico !

Friday, December 19, 2008

"Dove è il serbo vi è la Slava!"


Il 19 dicembre moltissimi serbi festeggiano la loro slava, perchè molti serbi hanno come santo di famiglia "Sveti Nikola".

Ma che cos'è la "srpska krsna slava"?


È un antica usanza dei serbi di festeggiare l'onomastico del loro santo di famiglia del quale si mette l'icona che lo rappresenta nel posto più importante della casa per onorarlo insieme a famiglia, parenti e amici.
È un momento per fare i ringraziamenti al signore per la salute e la pace in famiglia, è la richiesta di perdono per i peccati commessi e si prega per i morti e per il futuro. Tutto ciò avviene tramite il Santo di famiglia come mediatore.

Questa bellissima tradizione fortemente radicata ne
i serbi (si usava perfino durante il comunismo e durante la guerra) ha origini non sono del tutto chiare: da una parte pare che sia un vecchio rito pagano dove era adorato il dio protettore della famiglia, e dall'altra pare che si tratti del battesimo collettivo della famiglia quando presero il cristianesimo nel 9. secolo.
Nel 13. secolo San Sava definì la slava come "esclusivamente serbo-ortodossa e popolar-ecclesiastica festa familiare".


Come si celebra la "Slava"?


Alla mattina si fa venire il pope (il prete) in casa, che benedirà la casa ed i membri della famiglia. Poi dirà la preghiera e benedirà lo "slavski kolac" (il panettone per la slava) spezzandolo e versandoci sopra del vino (simbolo del sangue di Cristo).


Per il rituale sono necessari anche l'icona del santo, il koljivo (una pasta di grano, noci e miele/zucchero, che è il simbolo della rissurezzione dei morti) ed una candela accessa, che simboleggia la luce eterna.
Il pasto è di festa. Per esempio Sveti Nikola è una slava di magro, quindi specialità di pesce. Il pasto magro nella chiesa ortodossa non ha nulla a che vedere con il "magro" nella chiesa cattolica. Nella chiesa ortodossa "magro" vuol dire: niente burro, carne, latte ma lo zucchero è invece consentito.

Questo pasto è per una mrsna Slava (di grasso = quindi con carne...)
per Sveti Nikola va mangiato pesce!(posna Slava = di magro)

Non c'è bisogno normalmente di invitare gli ospiti per la slava, la gente (sopratutto nei paesini) di solito sa dove viene festeggiata e viene a partecipare. In città ed in diaspora le usanze sono un po' diverse, ma ogni serbo lo prende come segno di profonda amicizia, se si partecipa alla sua slava. Quando arrivano gli ospiti, che saluterano con "srecna slava" (buona slava) gli si offre un cucchiaio di koljivo (anche chiamato zito) e un bicchierino d'acqua.

La slava è il filo rosso che ci si tramanda da generazione a generazione e non dovrebbe mai essere interrotto. Si festeggia in casa del più vecchio della stirpe e normalemente viene poi tramandata al figlio maschio più anziano.


Le ultime due foto si riferiscono alla slava nel paesino di Dojnkici, vicino a Pirot.

Per chi ne vuole sapere di più, qui c'è un libro da scaricare didicato interamente alla slava (in inglese).


Qui il calendario dei santi per vedere quando vengono festeggiati.

E qui un link se volete mandare delle e-card per augurare una buona slava ai vostri amici serbi.

Thursday, December 18, 2008

Lingua serbo-croata. Lezione 7

Ed ecco signore e signori, come da promesso la settimana scorsa, il vostro “professore” (prrr!) vi svelerà oggi i segreti della:

CONIUGAZIONE DEI VERBI

Per coniugare i verbi occorre conoscere:
- il tema dell’infinito che si ottiene generalmente togliendo –ti e –ći dall’infinito: da-ti dare;
- il tema del presente che si ottiene generalmente togliendo le terminazioni –uti, -jeti, -ati,
-iti: gled-ati guardare, vis-iti pendere.

Formazione del presente
Si ricava dal tema del presente aggiungendo le seguenti desinenze:
sing. –em, -eš, -e; pl. -emo, -ete, -u
sing. –jem, -ješ, -je; pl. –jemo, -jete, -ju
sing. –am, -aš, -a; pl. –amo, -ate, -aju
sing. –im, -iš, -i pl. –imo, -ite, -e

Esempi
Podignuti – Sollevare
Podignem, podigneš, podigne, podignemo, podignete, podignu

Piti – Bere
Pijem, piješ, pije, pijemo, pijete, piju

Pitati – Chiedere
Pitam, pitaš, pita, pitamo, pitate, pitaju

Nositi – Portare
Nosim, nosiš, nosi, nosimo, nosite, nose

Note, particolarità ed irregolarità
- Al presente tutti i verbi in –ovati ed alcuni in –ivati perdono la finale –ati e trasformano –ov, -ev in –uj:
Zimovati (svernare) zimujem
Kraljevati (regnare) kraljujem
Označivati (contrassegnare) označujem
- I verbi in –ljeti e –njeti, con al presente la desinenza –im, perdono la finale –eti e trasformano la lj in l e la nj in n:
Bijeljeti (imbiancare) bijelim
Rumenjeti se (arrossire) rumenim se
- In alcuni verbi si ha la palatizzazione di K, G, H in Č, Ž, Š davanti a desinenze che iniziano per –e:
Mogu (possono) – Može (può)
- Nei verbi con desinenza in –jem, -ješ, -je, ecc. avviene la fusione in palatale di suoni non palatali + j:
Kretati (stare per partire) à kret+jem à Krečem
- Alcuni verbi in –avati e –uvati che alla prima persona hanno la desinenza in –em perdono –ati e trasformano la V in J:
Kljuvati (beccare) kljujem

Formazione dell’aoristo
Si forma dal percettivo del verbo aggiungendo le seguenti desinenze:
sing. –oh, -e, -e pl. –asmo, -aste, -ahu
sing. –h, -i/-e, -i/-e pl. –osmo, -ste, -še

Formazione dell’imperfetto
Dal tema dell’imperfettivo del verbo aggiungendo al tema dell’infinito o del presente le seguenti desinenze:
sing. –ah, -aše, - aše pl. –asmo, -aste, ahu
sing. –jah, -jaše, -jaše pl. –jasmo, -jaste, -jahu
sing. –ijah, -ijaše, ijaše pl. –ijasmo, -ijaste, -ijahu

Formazione dell’imperativo
Dal tema dell’infinito, aggiungendo le seguenti desinenze:
sing. –i pl. –imo, -ite
sing. –j pl. –jmo, -jte
sing. –ji pl. –jimo, jite

Formazione del participio passato attivo
Dal tema dell’infinito, aggiungendo le seguenti desinenze:
sing. –o/-ao (m), -la (f), -lo (n)
pl. –li (m), -le (f), -la (n)
Esempio: ja nisam volio – io non ho amato
Il participio singolare maschile aggiunge –ao se si tratta di un verbo in –ći o se il tema del verbo finisce in consonante.

Formazione del participio passato passivo
Dal tema dell’infinito, aggiungendo le seguenti desinenze:
sing. –n, -na, -no pl. –ni, -ne, -na
sing. –en, -ena, -eno pl. –eni, -ene, -ena
sing. –jen, -jena, -jeno pl. –jeni, -jene, -jena
sing. –t, ta, to pl. –ti, -te, -ta

Esempio : ja nisam voljen – io non sono amato

Formazione del perfetto
Si forma con il participio passato attivo del verbo e la forma enclitica dell’ausiliare biti. Traduce il passato prossimo italiano.

Formazione del piuccheperfetto
È formato dal perfetto o imperfetto dell’ausiliare biti e dal participio passato attivo del verbo. Si forma di solito dai verbi percettivi.

Formazione del futuro I
Si ottiene dalla forma enclitica dell’ausiliare htjeti preceduto o seguito dall’infinito del verbo. I verbi in –ti perdono la –i finale se l’infinito precede:
Ću čuti (udrò) oppure Čut ću (udrò)

Formazione del futuro II
Si ottiene dalla forma imperfettiva-perfettiva dell’ausiliare biti e dal participio passato attivo del verbo.

Formazione del condizionale I
Si ottiene dal participio passato attivo seguito dall’aoristo dell’ausiliare biti.

Formazione del condizionale II
È formato dal condizionale I dell’ausiliare biti e dal participio passato attivo del verbo.

Formazione del sostantivo verbale
È l’infinito sostantivato italiano e si forma aggiungendo –je al participio passato passivo. Viene ad avere la funzione di un sostantivo neutro e come tale si declina (quindi occhio):
Čitati - leggere
Čitan - letto
Čitanje - il leggere

Forma negativa
Si ottiene premettendo la particella ne al verbo
Ne razumijem – non capisco

Forma interrogativa
Può essere introdotta da aggettivi, pronomi o avverbi interrogativi, oppure posponendo la particella li al verbo:
Što hoćeš? Cosa vuoi
Želite li još malo kave? Vuole ancora del caffè?

Forma passiva
Si forma con l’ausiliare biti ed il participio passato passivo del verbo, che può precederlo o seguirlo. Soltanto per il presente, se si vuole esprimere la frequenza e la durata dell’azione, viene usato come ausiliare il verbo bivati (che significa essere/accadere).

Forma riflessiva
Si forma premettendo o posponendo al verbo il pronome se (per tutte le persone):
perem se – mi lavo


Ed ora divertitevi ad ottenere tutte queste forme con i verbi che più vi piacciono. Come al solito, se avete dei problemi, fatemelo sapere o via mail o via blog.
Doviđenja!

Monday, December 15, 2008

Silvano e l'arcobaleno

Come è ormai tradizione consolidata, anche quest’anno si è svolto nei pressi di Pinerolo (To) la consueta serata natalizia di beneficenza dedicata a Derventa, una cittadina della martoriata Bosnia.
Opera di questo miracolo, l’associazione Arcobaleno capitanata dal mitico superfavoloso Silvano.
Io sono persa in amore per Silvano. Lui è tanto bravo quanto ciaciotto. Ogni kg equivale a 100 kg di bontà. E’ un’esplosione di gioia, di umiltà e voglia di fare…
Grande Silvano e grande la ciurma al seguito !!
Tutti voi sicuramente ricorderanno il post sul gemellaggio Derventa – Pinerolo.Sempre miracoli dell'associazione Arcobaleno.
Quest’anno di incredibile c’è stata anche la partecipazione. Un salone enorme strapieno fino a all’orlo! E tanti tanti balkanici !!!


Ho conosciuto persone Slovene, Bosniache e Montenegrine..
Ma quest’anno li ho fregati io, perché innamorata persa per le tradizioni balkanike.. mi ero organizzata registrando su cd ben 4 musiche di kolo….
Mi sono messa d’accordo con la favolosa band.. e un grosso grazie anche a loro !!!


Non sapevo però che il kolo ha diverse forme e così la prima versione è stata un ballo bellissimo in cui Joka si è espressa in tutta la sua bellezza di donna balcanica e il marito Milenko in un’altra bellissima danza di corteggiamento..
Cosa darei per avere anche io un uomo balcanico ai miei piedi !!
Invece mio marito mi vuole rottamare e cambiare con due donne balcaniche che assieme fanno la mia età !!!


Ma poi finalmente abbiamo trovato la musica giusta !!!
Questo post è dedicato a Francesca e a Riccardo, inseparabili compagni di viaggio, lontani, ma vicini nel nostro cuore.
Qui un po' di foto.

Friday, December 12, 2008

Il mitico Sam

Ciao a tutti, balcanici e non.
Sono Samuele e vivo da un anno e mezzo in Macedonia, dove sono finito del tutto casualmente per lavoro, e dove ho avuto la possibilittà di conoscere un po’ di cultura balcanica, e di affezionarmi alla gente e alle tradizioni del posto. Ho anche un blog dove Lina mi ha contattato, convincendomi con molte lusinghe a vincere la pigrizia e preparare – beh, riciclare per essere onesti – un post per la Balkan Crew!
Purtroppo o per fortuna la mia esperienza qui volge al termine, per scelta mia, la vita continuerà altrove; sicuramente però un pezzetto di cuore rimarrà sempre balcanico, e sicuramente farò il possibile per tornare da queste parti ogni tanto – sperando che Skopje si doti piano piano di collegamenti decenti col resto del mondo – non fosse che per fare scorta di ajvar e di rakja!
A proposito di rakja, di seguito la mia esperienza fatta con amici del posto che mi hanno invitato all’annuale distillazione familiare!
Ancora più irrinunciabile della scorta di ajvar, per ogni famiglia macedone, è la scorta di rakja, che deve aiutare a passare il freddo inverno, curare l'influenza e le malattie di stagione, fare da dopobarba e da antigelo per i tergicristalli... insomma, un balsamo tuttofare che non può certo mancare.


Gli avanzi delle vinacce dopo la distillazione

Ieri ho avuto la fortuna di essere invitato nella casa di campagna di un collega, una ventina di chilometri fuori città, per assistere alla annuale distillazione familiare.
E' stato veramente molto bello, a partire dal viaggio di andata in mezzo a una copiosa nevicata, fino all'accoglienza veramente splendida: c'erano padre, madre e zio intenti alla preparazione, e sono stati di una ospitalità squisita. Non parlavano inglese ma si sono profusi in spiegazioni, e poi ci hanno fatto entrare in un locale riscaldato, una specie di taverna al rustico, dove bollicchiavano i crauti: ci hanno offerto la rakja dell'anno scorso, ajvar, formaggio bianco, verdure in salamoia, trattandoci veramente come pascià. E a metà pomeriggio i crauti si sono rivelati il pranzo, una specie di casoeula con abbondanti pezzi di porco, il tutto stracotto sulla stufa a legna per 3-4 ore... delizioso.
E' stata davvero una immersione nella vita contadina, con i barili di crauti messi a fermentare per l'inverno, la scorta di mele, di zucche, il vino, l'alambicco per la rakja, il vicino di casa che affumicava la carne e ci ha invitato a vedere il suo essicatoio... tutto fatto davvero con una gentilezza squisita, tanto orgoglio per le proprie tradizioni e altrettanta voglia di mostrarle al nostro consueto gruppo da barzelletta (c'erano un italiano, un olandese e un indiano, dispersi nella campagna macedone innevata...).


E il prezioso nettare. Si, sembra una tazza ma porta almeno 15 litri
La distillazione avviene su larga scala: l'alambicco da un centinaio di litri è stato affittato dalla parrocchia, a offerta libera (la chiesa aiuta sempre a mantenere le buone tradizioni), i 4 quintali di uva acquistati da un vicino e lasciati un mese a fermentare, e adesso per quattro giorni si dedicano alla distillazione degli 80-100 litri che serviranno fino all'anno prossimo.
La distillazione della rakja da bere si ferma quando il liquido raggiunge i 53 gradi (!!!), poi prosegue e la 'coda' viene tenuta come detergente e per gli usi più svariati che accennavo all'inizio.
La distillazione è singola, ma il risultato è tutt'altro che disprezzabile, anzi molto godibile e molto sano: nonostante il pomeriggio passato a brindare non c'è stato nessun postumo. Penso proprio che questa rakja sia un'ottima candidata a rispettare l'antica denominazione di acquavite. Ed è un bene visto che come ultimo tocco di estrema gentilezza me ne hanno regalata una bottiglia da un litro! Na Zdravje!


Segreti carpiti: l'alambicco si sigilla con la farina

Thursday, December 11, 2008

Lingua serbo-croata. Lezione 6

VERBO VOLERE (glagol htjeti)
Miei cari “studenti”…vi chiedo innanzitutto scusa per le mancate lezioni delle ultime 2 settimane, ma ho avuto un belo po’ di gatte da pelare, sia dal punto di vista professionale che, diciamo, extra-professionale. Ma bando agli indugi e passiamo alla lezione di oggi. Come abbiamo detto nell’ultima lezione, nel serbo-croato i verbi ausiliari (ovvero i verbi che sono utilizzati per la formazione di tempi composti) sono due:
- verbo essere (glagol biti)
- verbo volere (glagol htjeti)

Il verbo di oggi è molto più semplice di quello dell’ultima volta, perché:
- manca dell’imperativo
- manca del futuro (“ma come?” direte voi…pazientate un po’”)
come già avrete capito, inoltre, la forma tonica del verbo htjeti serve a formare i tempi composti. Ma passiamo alla sua coniugazione:
TEMPI SEMPLICI

Presente
(Forma enclitica)
Ću
Ćeš
Će
Ćemo
Ćete
Će

Presente
(Forma tonica)
Ja hoću
Ti hoćeš
On, Ona, Ono hoće
Mi hoćemo
Vi hoćete
Oni, One, Ona hoće

Forma negativa
Ja Neću
Ti Nećeš
On, Ona, Ono Neće
Mi Nećemo
Vi Nećete
Oni, One, Ona Neće

Forma interrogativa
Ja hoću li?
Ti hoćeš li?
On, Ona, Ono hoće li?
Mi hoćemo li?
Vi hoćete li?
Oni, One, Ona hoće li?

Imperfetto
Ja hoćah/htijah
Ti hoćaše/htijaše
On, Ona, Ono hoćaše/htijaše
Mi hoćasmo/htijasmo
Vi hoćaste/htijaste
Oni, One, Ona hoćahu/htijahu

Aoristo
Ja htjedoh
Ti htjede
On, Ona, Ono htjede
Mi htjedosmo
Vi htjedoste
Oni, One, Ona htjedoše

Participio
M/F/N
Sing. Htio/Htjela/Htjelo
Plur. Htjeli/Htjele/Htjela

TEMPI COMPOSTI

Perfetto
Htio sam
Htio si
Htio je
Htjeli smo
Htjeli ste
Htjeli su

Piuccheperfetto
Bijah htio
Bijaše htio
Bijaše htio
Bijasmo htjteli
Bijaste htjeli
Bijahu htjeli

Condizionale I
Htio bih
Htio bi
Htio bi
Htjeli bismo
Htjeli biste
Htjeli bi

Condizionale II
Bio bih htio
Bio bi htio
Bio bi htio
Bili bismo htjeli
Bili biste htjeli
Bili bi htjeli

Vi ricordo che la forma enclitica di questo verbo è importante, perché da essa si ricava il futuro! Ma non abbiate paura, vedremo questo ed altri “segreti” della coniugazione dei verbi la settimana prossima…
Doviđenja

Tuesday, December 9, 2008

Fumetti dai Balcani - Zlatko Krstevski, Goran Dujakovic, Ivana Armanini, Shpend Bengu


Facendo un po' di ricerca sui miei fumettisti balcanici preferiti (presentati qua) ne ho scoperti altri che mi sembra valga la pena di presentarveli:


Dalla Macedonia (Prilep):


Z L A T K O K R S T E V S K I (1969) che fa il fumettista (ma anche il caricturista, pittore etc.) nonostante in Macedonia non ci sia una vera e propria "cartoon-scene". Si è diplomato in pittura a Skopje e dal 1986 pubblica i suoi lavori su Klik, Mak Strip, Studentski zbor, Mlad borec, Stripburger (Slovenia), Worm (Belgio), Topaz and Psychodelica (UK) e Art Life (USA).
I suoi fumetti sono sempre un po' anche filosofici e riflettono sulla Fede e la guerra. In generale ama esperimentare.

Zlatko Krstevski organizza il "mail comics festival" a Prilep e si prende cura dell'antologia "Cool strip art".

il suo sito web: http://www.vizant.org.mk
(qui presenta anche altri artisti del fumetto macedoni)
La galleria con i suoi lavori è qui


Dalla Bosnia & Herzegovina (Banja Luka):


G O R A N D U J A K O V I C a.k.a F E N I K S (1966) disegna e pubblica dal 1981. Lavora come caricaturista per "Glas Srpske" e ha fatto tanti film documentari (come regista e scenarista) presentati a vari festival del film (Belgrado, Bar, Montelo e Ljubljana).

“Život u krugu” (1997) – dokumentarni film “Ljudi sa deponije” (2000) - dokumentarni film “Moj mrtvi grad” (2001) - dokumentarni film “Led” (2002) - dokumentarni film “Ledeno podzemlje” (2002) - dokumentarni film “Drobljenje tišine” (2004) - dokumentarni film “Pećine Republike Srpske” (2003) – dokumentarna TV serija “Ptice Bardače” (2005) – dugometražni dokumentarni film “Hronika zločina” (2006)- dokumentarni film “Svaki dan se sunce rađa” (2007)- dokumentarni film “Šuma” (2007) - kratki igrani film “Predosjećanje” (2008) - kratki igrani film


Dalla Croazia (Zagreb):
I V A N A A R M A N I N I (1970) è un'artista diplomata all'academia d'Arte di Zagabria, e non solo disegna fumetti ma si occupa anche della distribuzione, di esposizioni e di "fanzines" sui fumetti. Il suo ultimo progetto è il sito web (molto carino ed informativo): Komikaze! http://www.komikaze.hr/


Dall'Albania (Tirana):
S H P E N D B E N G U (1962) che ha studiato all'academia delle belle arti a Tirana sembra sia l'unico fumettista che viene da questo paese che a quanto pare non conosce una parola per "fumetto".
E stato collaboratore dell'università della Calabria e per vaire enti pubbliche calabresi ha agito come esperto per disegno grafico, pittura, tecniche multimedia in varie attività artistiche per promuovere il valore della cultura albanese (in particolare per sensibilizare le autorità locali alla minorità albanese " arbëresh" che vive in Calabria.)

il suo sito web: http://www.shpendbengu.com




Monday, December 8, 2008

Granice

Ogni tanto riguardo le foto del primo viaggio in Serbia e sempre mi tornano alla mente quelle emozioni fortissime che non potrò mai dimenticare.
Se penso che mio marito era contrario o penso che se non fossi stata radioamatrice non avrei conosciuto i Balcani , mi sento male, perché dopo 6 anni ringrazio ancora Dio di come sono andate le cose e di aver conosciuto un altro mondo, quello balcanico appunto.
Quell’anno, il 2002, era l’anno dei mondiali di calcio.
Ero andata fino a Venezia in treno, per poi continuare in macchina con Vera. Non conoscevo ancora ne Vera, ne lo splendido marito, ne la splendida figlia
Appena partite da Venezia, già una coda senza fine in autostrada e la partita dell’Italia.
Continuavamo a chiedere notizie della partita alle auto o ai camionisti che avevano la radio e loro sempre a dire : zero a zero !!!


Dopo due orette la prima frontiera, quella slovena. Io che guardavo le Alpi tutte bianche non di neve, perché era giugno, ma bianche per effetto della roccia completamente bianca e incominciava a crescere la preoccupazione.
Vera incuriosita. Non sapeva che mi avevano spaventato tutti, in particolare la polizia.
Stavo andando incontro a quei serbi cattivi e l’avevo scelto io, nessuno mi aveva obbligato.
La prima frontiera è passata e la strada ha iniziato a farsi meno bella.
Fuori un caldo bestiale e la macchina carica fino all’inverosimile.
Nel viaggio ripensavo alla lettera che Vera aveva mandato alla mia procura :
“Richiesta di passaporto urgente per Lina, autista di una missione umanitaria”.
Al ricordo della parola autista Vera mi propone di guidare. Ricordo che mi ha detto : Lina, prova a vedere in quanto tempo frena l’auto.
E io : perché ?


Perché ??? L’ho capito al primo momento difficile. Ecco perché tutti i camion che scendevano dalla mia Valle di Susa andavano più adagio in discesa che in salita !
E’ impossibile fermare un’auto piena ! E’ un proiettile scagliato e non si ferma piu’.
Così quando ho guidato io, Vera s’è fatta un piccolo sonnellino per non morire di noia. Andavo ai 60 km/ora !


Seconda frontiera : Slovenia- Croazia. Una fila di chilometri e chilometri di camion in attesa del controllo. Il doganiere chiede i passaporti e ci guarda male.
Io stavo morendo di paura. Fa un giro attorno all’auto. Guarda Vera e il suo passaporto serbo. Forse era italiano, ma il cognome è decisamente serbo.
Poi guarda me e mi chiede : italiana ?
Si !
E cosa va a fare in Serbia ?
Turismo
Turismo ? In questo caso è meglio che si fermi in Croazia, non c’è nulla da vedere in Serbia. E’ arrabbiata che la Croazia ha battuto l’Italia ?
Si, molto, non ve lo meritavate.
Fino a qua aveva tradotto tutto Vera, ma l’ultima frase aveva tradotto : no non sono arrabbiata, avete giocato meglio voi.
Ma il doganiere a Vera: A me sembra che qui l’italiana sia arrabbiata !
E Vera : No, è una turista stupida, preferisce vedere la Serbia piuttosto che la Croazia. E’ proprio stupida !!!
E così il doganiere s’è messo a ridere e ci ha lasciate andare.
Io continuavo a guidare tra delle foreste secolari e un caldo afoso. Pensavo a mio marito che si lamentava della Salerno- Reggio Calabria !
Vacca boja, ma come le costruiscono le strade in Balkania ?
Vera mi faceva vedere i campi delimitati dal nastro rosso, erano i campi minati.


Poi finalmente siamo arrivate alla frontiera con la Serbia.
Avevo il cuore che palpitava a mille !


Questa è stata più difficile. Il doganiere era una donna che ha voluto controllare il carico. Se arrivava alle medicine chi glielo spiegava che erano per l’ospedale ?
Avrebbe anche potuto pensare che era un carico di droga.
Vera mi ha mandata in un ufficio con dei documenti e mi ha detto : cerca di farti capire, altrimenti vengo io..
Io non so cosa ho fatto, ne cosa ho pagato. Forse una piccola tassa come permesso di soggiorno o forse mi hanno fregato un po’ di euro.. difficile a dirsi.
Quando sono uscita Vera era ancora sotto il controllo della doganiera e io sempre con l’adrenalina in circolo vorticoso.
Di nuovo Vera mi dice di allontanarmi perché col mio italiano destavo sospetti.
Allora vado al bar e chiedo un cappuccino. Mi chiedono : cappuccino italiano ?
E io : si, grazie.
Allora mi mettono una tazza davanti, poi aprono una bustina e la versano dentro e poi prendono dal rubinetto dell’acqua calda e la versano nella tazza.
Io credo di essere stata li, impalata come se un mostro mi volesse rapire e portare nella sua caverna per mangiarmi un po’ alla volta.
Il signore del bar mi fa segno di girare. Giro e rigiro, ma c’è sempre un po’ di polvere che galleggia sull’acqua.
Improvvisamente arriva Vera e mi dice : Sbrigati Lina, quanto ci vuole per un caffè ?
Così chiedo il conto e ci rimettiamo in viaggio.
Ero in Serbia ! Strade peggio della Croazia, cappuccini non meglio identificati !!!
Ero nella corsia di sorpasso quando Vera urla : Lina, mettiti a destra.
Poi urla di nuovo : Lina a destra !
Finalmente capisco perché Vera urlava ! C’era uno contromano tranquillo come una pasqua.
E Vera ad urlare, ma guarda questo.. è un pazzo !!
No Vera, tranquilla, siamo in Serbia !!!

Saturday, December 6, 2008

West side family

Bon, alla fine l'ho dovuto fare !
Dopo tutte le promesse che ho fatto al mio amico Giovanni che si è innamorato dei balkani tramite il nostro blog, stamattina l'ho tradito per l'isistenza di Skender.
Giovanni è innamorato di teatro e stavo cercando gli spettacoli teatrali di Bregovic', quando Skender ripetutamente insiste a parlarmi del suo gruppo preferito: i "West side family".


Ci credete che non ho trovato neanche una piccola notizia in inglese a proposito di questo gruppo ?
Se sono in tedesco le seguenti notizie chiediamo aiuto a Francesca o a Riccardo o a Biagio :
West Side Family isch eini vo de erfolgrychschte Albanischi HipHop Gruppe. D'Grupp bstoht us drüü Sänger, isch 2003 gründet worre un stammt us Tirana. E bsundres Merkmol vo West Side Family (wo allerdings uf viili Albanischi Gruppe zuetrift) isch dass sä HipHop un traditioneli albanischi Musik vermische; d'Grupp rapt usserdem numme uf Albanisch. S'erfolgrychschte Lied isch "Tirona", e Lied über d'Hauptstadt vo Albanie. Tirona isch zämme mitem Bürgermeischter vo Tirana, em Edi Rama ufgnomme worre, un isch inzwüsche so öbis wie e Lokalhymne. Während de Bürgermeisterwahle hets Lied allerdings nüt dürfe ufem Radio gspiilt werre wyls als politischi Werbig ygstufft worre isch.
Andri erfolgrychi Lieder sin "Mesazh", "E gjithe bota jemi dy", un "Hou çike". Dr Name West Side Family bezieht sich uf d'Albaner wo im Weschte läbe.
S'offizieli Lied vo dr albanische Proteschtorganisation Mjaft! isch vo West Side Family.

Però hanno fatto un bellissimo video (adatto ad un pubblico adulto) in cui insegnano l'albanese.
Per cui questa settimana la lezione la faccio io. Il nostro prof si riposa !!!
Come compito imparate le parole della canzone in questo bellissimo video



Se poi volete dubitare come me che questi sono sempre i West side family guardate questo viedo : sono irriconoscibili !
O non sono loro ???
In teoria la canzone dovrebbe dire : se si può dare ancora speranza ad un popolo dimenticato, che sta morendo in miniera, che per sopravvivere ha bisogno della fiducia, che sa che l’uomo è prezioso quando non è spento e pensate che la vita non è gridare l’odio, ma ascoltare…

Se sono queste le parole sono bellissime !!!

Thursday, December 4, 2008

Enea (ed io) a Butrinto




BUTRINTO



A circa una ventina di chilomentri da Saranda, la maggiore città del sud Albania, a pochi chilometri dalla Grecia, vi è Butrinto, il centro archeologico più importante del paese.

Corfù si raggiunge a nuoto in pochi minuti (basta non aver mangiato pesante e se ci sono squali nuotando velocemente), ma è possibile servirsi del traghetto (Foto sopra)





Butrinto è immersa in un lussureggiante parco mediterraneo ed è una città antica nata in epoca illirica, rimaneggiata dai Greci e quindi dai Romani. I romani la conquistarono nel 168 a.C. rendendola un ricco centro di villeggiatura per la nobiltà di cui Cicero(ne) parla nel suo epistolario...
E' comprensibile: è un paradiso terrestre ancora oggi anche se nel periodo bizantino cominciò il suo declino e il medioevo la seppellì.



Ma torniamo indietro nel tempo, prima di Bisanzio, prima di Roma, prima dei greci... chi fondò Butrinto?
Virgilio, il grande poeta latino dedica buona parte del terzo libro dell'Eneide a Butrinto attribuendo la sua nascita alla volontà dei sopravvissuti di Troia dopo la sconfitta subita dai greci grazie all'astuzia del famoso cavallo di Troia (che non era di "Troia città", ma di quella gran troia di Ulisse!).

A Butroto (nome antico di Butrinto) Enea, durante il suo viaggio alla ricerca della terra per rifondare Ilio, aveva infatti incontrato Andromaca, moglie di Ettore, che nel racconto di Virgilio pare un po' rimbambita perché alla vista di Enea lo confonde col marito morto, poi si rende conto che Enea non è Ettore ed allora chiede dove sia... (pur sapendo che era morto). Insomma Enea trova questa mezza pazza e il marito Eleno (figura un po' scialba) che gli predice il futuro (me lo immagino come quei maghi delle tv private...) ed Enea riparte verso la Sicilia e poi verso Cartagine... e non vi racconto la mia versione dell'incontro con Didone perché vi scandalizzerei e in questo blog entrano pure i bambini!



Nel 2004 ho accompagnato un'orchestra a Butrinto in una delle varie tournée musicali che ho seguito, l'orchestra è la "Karmelòs" (suono delle pietre) che nei Balcani ha tenuto numerosissimi concerti. A Butrinto l'orchestra suonò per accompagnare il violoncellista francese Alain Meunier (sopra foto di prove e concerto) nel teatro all'aperto... favoloso!



Unica controindicazione nel parco archeologico... le zanzare!!! Al teatro infatti arrivano numerosi canali d'acqua con la quale veniva riempito per le naumachie. Probabilmente all'epoca il flusso dell'acqua era regolato da chiuse che oggi non ci sono più... quindi è necessario munirsi di Autan!

Chissà Enea se fu punto. Io sì!



La spiaggia di Ksamil (a 3 chilometri dal parco archeologico): bellezza mozzafiato!



Syri blu: una sorgente d'acqua situata sulle pendici occidentali del monte "Mali i Gjerë".
L'acqua costantemente ha una temperatura di circa 12-13 °C. Syri blu significa occhio blu... e si sa: gli occhi rispettano l'anima e questo rispetta l'anima dell'Albania...
Comprendete cosa voglio dire?


Alla fine questo post è diventato una mostra fotografica, Enea si è perso con Didone e io a cercare vecchie foto... ma spero di avervi fatto venire voglia di visitare Butrinto!

Skender





Fra torturate fronde (Saranda)


Dov'è l'allodola e la cincia
la salsedine s'incrosta
e tu ritorni,
come in un sapore.

S'intrecciano coi vimini i pensieri
di noi, senza corazze o maschere,
fra le romanità e l'oriente.
Rovine greche e pescatori.

Si mescola
nel nostro ditirambo,
la danza, unita al canto,
il seno prosperoso e poi..
dormirti affianco.

Ma il vento è solo un'illusione,
e lotterò per quell'odor di menta
e l'anice disciolto del mattino,
per il pastello dei tramonti
disteso a pennellate sopra Otranto,

un solo fotogramma dei tuoi occhi
non si ostenta,
si cela vergognoso,
al buio, da accarezzare
quando c'è scirocco.


Ksamil 10/06/2007

Tuesday, November 25, 2008

Prve ne pozabiš nikoli! (La prima non te la scorderai mai)


Oggi un post leggero che evocherà sentimenti di nostalgia d'infanzia da un po' di lettori: vorrei parlavi di una bevanda che mi piace moltissimo e che potrebbe essere un po' come il "Chinotto" in Italia, o la "Rivella" in Svizzera, o l "Almdudler" in Austria o (e probailmente è l'associazione più tipica) la Coca-Cola negli USA!

Nel 1953 un certo Emerik Zelinka (un chimico del laboratorio della "Slovenijavino") creò una bevanda a base di ingredienti naturali (con una nota tipica di rosa canina, vitamina C piacevolmente acida tratta da limoni e aranci, varie erbe (11 erbe in tutto), acqua di fonte e zucchero caramellitzzato.
In quel periodo era molto difficile trovare la Coca-Cola americana nella Ex-Jugoslavia socialista e cosi con la Cockta si provò a lanciare una bevanda indigena che in più non contiene ne caffeina ne acido fosforico.

Il nome Cockta pare sia derivato da Cocktail (in riferimento al cocktail di ingredineti) ma fa pensare anche al nome della bevanda da concorrenziare! Nelle pubblicità veniva un po' venduto lo stile di vita occidentale...anche qui come la bevanda di concorrenza americana. Negli anni settanta la cockta era la bevanda tipica da famiglia e all'inizio negli anni ottanta invece era la bevanda "moda" dei giovani e godeva di un sucesso strepitoso.
Però con il calo del socialismo e i tumulti politici (e sicuramente anche per l'arrivo di bevande estere sul mercato e anche imitazioni) la vendita della Cockta ne risentì.


Dopo il 2000 con un immagine più studiata (con corporate identity, logo nuovo e bottiglietta nuova pur non alterando troppo l'immagine originale) la Cockta ritornò una bevanda di nuovo molto popolare. La si beve un po' dapertutto nei balcani.

Abbiamo creato un inchiesta per vedere la popolarità della Cockta tra i balcanofili di Balkan-Crew. Molimo vas: Glasajte! (Votate!)


Todays post will probably provoce some feelings of nostalgia for some 'readers: I wrote about a drink that could be compared with "Chinotto" in Italy, "Rivella" in Switzerland , "Almdudler" in Austria or (and this is the most tipical association) Coca-Cola in the USA!

In 1953 Emerik Zelinka (a chemist of the Slovenijavino laboratory ) created a beverage made of natural ingredients (with dog rose, slightly acid vitamin C from lemons and oranges, various herbs (11 herbs throughout ), Spring water and caramelized sugar. In that period it was very difficult to find american Coca-Cola in the Socialist Yugoslavia and so it was with Cockta, that a competing drink was launched and it even didn't contained caffeine or phosphoric acid.

The name " Cockta " aparently derives from Cocktail (in reference to the cocktail of ingredients) but also suggests a link to the american concurrent! In the advertising campain a western lifestyle was suggested (one more hint to Coca-Cola). In the 70's Cockta was a typical family drink, later in the early 80's it was a "fashion" drink among young people and enjoyed a great success.
But with the decline of socialism and political changes (and certainly also for the arrival of foreign drinks on the market and even imitations) the sales of Cockta were affected.

After 2000 the image was rewamped (with corporate identity, new logo and new bottle , however without altering the original image too much) Cockta returned again the very popular drink as it used to be before. The drink is sold quite everywhere in the Balkans and is exported to many countries.

On the right, we created a survey to see the popularity of Cockta among the balcan-addicts of Balkan-Crew. Molimo vas: Glasajte! (Vote!)

Monday, November 24, 2008

L'Albanese 5° lezione (sostantivi determinati e indeterminati)

Eccoci qui per la 5a lezioncina... so che sarà un po' un casino, ma vi chiedo solo di leggerla attentamente, non serve studiare... solo capire il meccanismo. Perché?

Per deliziarvi prima del PDF palloso che vi ho preaparato eccovi una scenetta scutarina dove il medico spiega molto semplicemente la causa di un dolore.... i perché spesso si nascondono dietro alle cose semplici...

Ascoltare è il primo passo per imparare e scommetto che anche chi non sa una parola di albanese ancora potrebbe capire il significato... azionate l'intuito!!!






PREMETE QUI PER LA 5a LEZIONE

Saturday, November 22, 2008

CACAK (HISTORY)


Ebbene si, la meravigliosa Serbia è ricca di reperti archeologici e ne ha parlato anche Balkan insight:

Traces of Empire: Serbia’s Roman Heritage



La storia di Cacak che è scritta in Wikipedia l’ho scritta io e quindi comincio ad avere dei dubbi sulla veridicità di alcune affermazioni.
Di sicuro era una colonia romana poiché ci sono ancora adesso i resti e si pensa che siano risalenti al terzo secolo a. C.
Non ho notizie precise da darvi se non che raggiungere queste mura è impossibile.
Io ci sono arrivata scavalcando un cancello privato perché le mura romane sono esattamente in mezzo a delle proprietà private.


La prima volta che ho visto questo “tesoro” abbandonato mi sono molto arrabbiata.
Ho iniziato ad inveire con i miei amici dicendo :- Vedete.. non sareste nulla senza gli italiani !
Non avreste sviluppo, cultura, tradizioni culinarie mediterranee…
Poi ho dovuto fermarmi, visto che ero in minoranza.


La risposta che mi hanno dato loro mi ha lasciata senza parole.
Mi hanno detto : - Vedi Lina, tu vieni qua dal tuo mondo ed è normale che sei contenta di trovare delle tracce della tua civiltà. Noi però molte civiltà le abbiamo subite e avremmo voluto da sempre costruire le nostre tradizioni e le nostre usanze. Spesso ce le hanno distrutte ed è per questo che non ci piace poi così tanto tenere cura di queste mura romane, mentre quasi veneriamo la statua del nostro grande condottiero che ha combattuto fino alla morte contro l’impero ottomano.


Il grande condottiero si chiama Stepa Stepanovic ed è stato un maresciallo dell’esercito serbo dal 1876 al 1918; è morto a Cacak nel 1929.
Stepanović ottenne risultati significativi nelle guerre contro i turchi, in particolare nella Battaglia di Jedren nel marzo 1913, durante la Prima guerra dei Balcani. Nella seconda guerra balcanica le sue forze sono state dispiegate nella regione di Nis, con un accampamento in Pirot.


All'inizio della prima guerra mondiale è stato capo di stato maggiore e responsabile di mobilitazione e di alcuni preparativi di guerra. Nella prima guerra mondiale, egli ha portato una grande vittoria nella Battaglia di CER, dove la sua Seconda Armata sconfisse l'esercito austriaco. Questa è stata la prima vittoria alleata della guerra, e Stepanovic fu promosso a Vojvoda (Field-Marshal). Il suo esercito ebbe altri successi conseguiti nella Battaglia di Drina e la Battaglia di Kolubara, oltre alla difesa della Serbia nel 1915.



Una cosa che non sono mai riuscita a visitare a Cacak è il museo archeologico.
In realtà trattasi di museo archeologico, ma all'interno vi sono attività anche rivolte alle distruzioni e ricostruzioni degli ultimi anni.




Qui ci sono un po' di foto.

Прича је написана у Уикипедији, написа и ја почео да су сумњу у веродостојност неких тврдњи.
То је сигурно римска колонија, јер су сада још увек и сматрамо да се иде назад у трећем веку а. Ц.
Ја немам новости да вам прецизни него да је постигнут тим зидовима је немогуће.
Ја сам достигла укрштање врата јер је приватни римских зидина су управо усред приватне имовине.
Први пут сам то видио "благо" лефт ме јако разљути.
Почела сам се инвеире са својим пријатељима рекао: - Видиш .. не би ништа без Италијани!
Ти не би развој, култура, медитеранског кулинарских традиција ...
Тада сам морала престати јер сам био у мањини.
Одговор који сам им дао лево ми занијеми.
То ми је рекао: - Погледај Лина, ти дошао овде из свог света и нормално је да си сретна трагове пронаћи ваше цивилизације. Ми, међутим, много претрпела и цивилизација ми смо увек хтели изградити нашу традицију и наше обичаје. Често су били уништени и да је зато што ми се не свиђа толико бринути ових римских зидина, а готово части кип од наших велика вођа који су се борили до смрти против Османлијског царства.
Велики вођа се назива Деведзиц Степановиц и српске војске је био Маршал 1876 - 1918, умро у Чачак 1929.
Степановиц постигнуте значајне резултате у ратовима против Турака, особито у битке Једрен у марту 1913, током Првог балканског рата. У другој балкански рат, његове снаге су размјештене у подручју Ниша, с камп у Пирот.
На почетку Првог светског рата био је начелник штаба и одговоран је за мобилизацију и неке припреме за рат. У првом светском рату, он је довео велику побједу у Битка ЦЕРс, где је његова порази Друге армије аустријске војске. То је био први савезнички победу рата, а промакнут је до Степановиц Војводе (Подручје-Маршал). Његова војска су други успјеси битке Дрине и битка Колубара, осим за одбрану Србија у 1915.
Једна ствар Никад нисам успео посетити у Чачак је Археолошки музеј.
У стварности ово је Археолошки музеј, али унутра има и активности с циљем уништавања и реконструкцију последњих година.

Se c'è qualcuno un po' arrugginito col cirillico ...
The story about Cacak in Wikipedia I have written and then I began to have doubts about the veracity of some claims.
It certainly was a Roman colony since there are now still remains and we think they are going back to the third century a. C.
I have no news to give you precise than that achieved these walls is impossible.
I have reached a crossing gate because the private Roman walls are exactly in the midst of private property.
The first time I saw this "treasure" left me very angry.
I started to inveire with my friends saying - You see .. would not nothing without the Italians!
You would not have development, culture, Mediterranean culinary traditions ...
Then I had to stop because I was in the minority.
The answer that they gave left me speechless.
They told me: - View Lina, you come here from your world and it is normal that you are happy to find traces of your civilization. We, however, many civilizations we suffered and we always wanted to build our traditions and our customs. Often they were destroyed and that is why we don't like so much take care of these Roman walls, while nearly venerate the statue of our great leader who fought to the death against the Ottoman empire.
The great leader is called Stepa Stepanovic and was a Serbian army marshal from 1876 to 1918, died in Cacak in 1929.
Stepanovic achieved significant results in the wars against the Turks, in particular in the Battle of Jedren in March 1913, during the First Balkan War. In the second Balkan war, its forces have been deployed in the region of Nis, with a camp in Pirot.
At the beginning of the First World War was chief of staff and responsible for the mobilization and some preparations for war. In the first world war, he brought a great victory in the Battle of Cers, where his Second Army defeated the Austrian army. This was the first allied victory of the war, and was promoted to Stepanovic Vojvode (Field-Marshal). Its army had other successes of the Battle of Drina and the Battle of Kolubara, in addition to the defense of Serbia in 1915.
One thing I have never managed to visit in Cacak is the archaeological museum.
In reality this is the archaeological museum, but inside there are also activities aimed at the destruction and reconstruction of recent years.

Thursday, November 20, 2008

Lingua serbo-croata. Lezione 5

Signore e signori, ho cambiato idea, “didatticamente” parlando. Credo sia inutile andare a vedere tutti i casi uno per uno; inoltre già abbiamo visto nelle lezioni precedenti cosa traducono. Al massimo ci torneremo nella costruzione delle frase se/quando avrete dei dubbi. Giusto per farvi impazzire un po’ oggi affronteremo

I VERBI

Nel serbo-croato si distinguono:
- la forma infinita del verbo (o più semplicemente l’infinito);
- i modi: imperativo, condizionale I e condizionale II (o condizionale passato);
- i tempi: presente, perfetto, imperfetto, aoristo, piuccheperfetto, futuro I e futuro II (o futuro anteriore);
- participio passato attivo e passivo

il verbo ha due aspetti: perfettivo (che indica di solito un’azione compiuta e/o limitata nel tempo) ed imperfettivo (che indica di solito un’azione generica e/o prolungata nel tempo, non compiuta e/o ripetitiva).
(Esempio listati – sfogliare, prolistati – finire di sfogliare o sfogliare completamente).
Non esiste una regola precisa (e ti pareva), ma vi posso dire che i verbi imperfettivi si formano generalmente da quelli percettivi mediante:
- prefisso (graditi – costruire, izgraditi – finire di costruire);
- suffisso (vikati – gridare, viknuti – lanciare un grido).

Alcuni verbi hanno un’unica forma per l’aspetto percettivo ed imperfettivo: vidjeti – vedere, ručati – pranzare, doručkovati – fare colazione, …Di questo gruppetto fanno parte anche i verbi di origine straniera in –irati: telefonirati – telefonare, organizirati – organizzare.
Data la complessità dell’argomento (e vi assicuro che è davvero molto complesso il verbo serbo-croato) vi segno i tempi ed i modi più usati assieme ad alcune regole e linee guida generiche.

VERBI AUSILIARI
I verbi ausiliari in serbo-croato sono il VERBO ESSERE (glagol biti) ed il VERBO VOLERE (glagol htjeti).
Analizziamo con calama il primo. Il verbo essere al presente ha una forma imperfettiva, che può essere enclitica o tonica, ed una imperfettiva-perfettiva. La forma enclitica e quella percettiva-imperfettiva servono a formare i tempi composti. La forma enclitica viene utilizzata ad inizio frase o quando si vuole dare enfasi al discorso.

TEMPI SEMPLICI
Presente
F. enclitica f. tonica f. imperfettiva-perfettiva
Sam (io sono) jesam budem
Si (tu sei) jesi budeš
Je (egli è) jest bude
Smo (noi siamo) jesmo budem
Ste (voi siete) jeste budete
Su (essi sono) jesu budu

F. interrogativa F. negativa
Jesam li? Nisam
Jesi li? Nisi
Je li? Nije
Jesmo li? Nismo
Jeste li? Niste
Jesu li? Nisu

Imperfetto Aoristo
Bijah/bjeh Bih
Bijaše/bješe Bi
Bijaše/bješe Bi
Bijasmo/bjesmo Bismo
Bijaste/bjeste Biste
Bijahu/bjehu Biše/bi

Imperativo Participio
- sing. Bio – Bila – Bilo (maschile, femminile, neutro)
Budi plur. Bili – Bile – Bila (maschile, femminile, neutro)
Neka bude
Budino
Budite
Neka budu

TEMPI COMPOSTI
Perfetto Piuccheperfetto
Bio sam Ja bijah bio
Bio si Ti bijaše bio
Bio je On bijaše bio
Bili smo Mi bijasmo bili
Bili ste Vi binaste bili
Bili su Oni bijahu bili

Futuro I
Bit ću / ja ću biti
Bit ćeš / ti ćeš biti
Bit će / on će biti
Bit ćemo / mi ćemo biti
Bit ćete / vi ćete biti
Bit će / oni će biti

Condizionale I Condizionale II
Bio bih Bio bih bio
Bio bi Bio bi bio
Bio bi Bio bi bio
Bili bismo Bili bismo bili
Bili biste Bili biste bili
Bili bi Bili bi bili

Tuesday, November 18, 2008

"Zimnica" le provviste per l'inverno

Una bella tradizione che nei Balcani é ancora molto diffusa, è la preparazioni di provviste per l'inverno. Qui in occidente siamo abituati a trovare la frutta e la verdura tutto l'anno, in inverno ci arrivano le produzioni di serra dall'Olanda e dal Marocco. Nei Balcani si vive un po' più con le stagioni, l'autunno è periodo di gran lavoro con il cibo. Qui a lato ho fotografato la frutta e le noci che mi ha preparato mio suocero da portarmi in Svizzera. Ha raccolto queste cose nel suo giardino nelle zone di Leskovac.
Le noci finiranno dentro le "Baklava" e nello "Strudla sa orahima" e con le pere (di 3 qualità diverse) potrò fare del "kompot" o della gelatina alle pere.
In this picture are 3 quality of pears and nuts that my father-in-law gave me to make nice things for the winter. Everything it's from his garden in the south of Serbia. I also got a lot of quinces, and with them I made a couple of jars of Quince Preserve. E poi mi sono portata dietro anche un paio di chili di "dunje" (mele cotogne) con le quali ho fatto subito un sacco di marmellata. Ma la cosa più tipica che la casalinga dei Balcani si trova a fare in autunno è la "turšija" la verdura sotto aceto. E qui non si parla di qualche vasetto di vetro con qualche cipollina e cetriolino, ma di barili interi con tantissimi chili di verdura, lavata, mondata e tagliata. Alla verdura si aggiunge un liquido fatto di 4 parti di acqua e 1 parte di aceto, zucchero, sale e conservante (vinobran). Si chiude il barile ermeticamente e lo si lascia per almeno 3 settimane chiuso in un posto fresco. Although shops all over the balkans sell variety of pickels packed in jars or plastic bags, many housewives (specially if they have their own garden) still prefer to prepare their own pickles or "turšija" for winter. Cucumber, bellpepper, green tomatoes, cauwlflower and carrots are mixed with a brine of Water, vinegar, salt, sugar and a conservant (vinobran). After letting it stand in a jar for at least 3 weeks the "turšija" should be ready. Like that it holds over the entire winter. Il weekend scorso ho portato a casa 35kg di verdura (che mi ha procurato il mio ortolano curdo, sapendo che doveva sceglierla bene, perchè per fare riuscire la "turšija" non deve esserci verdura ammaccata). E dopo un paio di ore di lavoro ho riempito il barile!
Adesso lo messo giù in cantina...e vi farò sapere fra un mese come è riuscita! Last wekeend I prepared not less than 35 kg of vegetables to make so much "turšija" that it lasts until spring!
Cavolfiori, carote, pomodori verdi, peperoni bianchi, peperoni rossi, cetriolini
Per saperne di più sulla "zimnica" c'è questo link che vi porta sulla pagina di Dragana, che ha tutta una collezione di lecornie per l'inverno. If you want to know more about winter preserves follow this link at Dragana's page, she has a great collection of goodies for the winter.
Qua a Zurigo riconosco subito dal balcone dove abita una famiglia dei balcani, basta vedere il barilotto blu con la "turšija" messo furoi appena si abbassano le temperature. Here in Zurich it's easy to recognize where people from the Balkans live, just watch the blue jars with "turšija" on their balcony as soon as it gets cold.
Francesca 

TRASLOCO

  In foto la statua di Ivan Mestrovic, lo scultore croato che ama lavorare per la Serbia Ci siamo trasferiti in 4 altri siti Uno si chiama  ...