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Wednesday, February 22, 2012

I paesaggi di Veljko Djurdjevic





È da un po' che sto seguendo il fantastico lavoro di questo ragazzo serbo, bravissimo artista che do,po avere fatto l'accademia d'arte a Belgrado, è riuscito a farsi conoscere anche fuori dalla Serbia; infatti collezionisti dall'Italia, Svizzera, Francia, Stati Uniti e Canada s'interessano alle sue opere.



Questo è Biogradsko jezero (già presentato in questo post)


Quello che Veljko considera i suoi "paesaggi zen" sono delle pitture ad olio che riproducono paesaggi (soprattutto) della Serbia, in modo intimo e personale, quasi come se fosse una pagina di diario.



Veljko al lavoro.

I suoi quadri sono di una precisione eccezionale...infatti sembrano quasi delle foto!

In questo post vi presento un paio dei quadri che mi piacciono di più,  ma vi consiglio di visitare questo sito e di godervi anche gli altri!!!


 




Monday, November 16, 2009

Mirjana Dimitriadis






Siamo circondati da favole! E una di queste favole è Mirjana Dimitriadis una bravissima artista che si dedica ad un arte vecchia di tradizione: alla pittura di icone ortodosse. Creare icone non è solo un lavoro d'artista, anche perchè l'icona non rappresenta semplicemente un quadro, ma può essere vista come una finestra spirituale aperta a coloro che sanno coglierne l’essenza.
Quindi richiede una comprensione profonda dell'arte religiosa e delle tradizioni ortodosse. E questa comprenisone Mirjana ce l'ha.Infatti da quando era piccola (Mirjana è nata Belgrado) e sempre stata circondata dalle potenti icone bizantine della chiesa serbo-ortodossa.Da adulta si è messa a studiare agiografia (gli studi della vita di santi) mentre viveva in Grecia accanto a suo marito greco.




We are surrounded by fairy tales! One of these fairy tale is Mirjana Dimitriadis an exceptional artist who dedicates herself to a very old art form: to create orthodox icons. An icon is not simply a painting, but it can be seen as an open spiritual window to whom has got the ability to capture it.
So to create an icon is not just an artistic work, but it demands a deep understanding of the
religious art. And this understanding Mirjana surely has.
She was born in Belgrade and from early age, she was surrounded by the powerful byzantine
iconography of the orthodox church. As a young adult, she studied hagiography - the traditional artistic depiction of the saints and angels- alongside her husband on the island of Greece.





Per realizzare i suoi capolavori d'influsso bizantino, Mirjana ha deciso di utilizzare le tecnice ed i materiali più tradizionali. Questo quadro dell'archangelo Raffaele (misura 193 x 70 cm) è realizzato in tempera (una tecnica pittorica che utilizza pigmenti in polvere mescolati con vari leganti tra cui tuorlo d'uovo ed acqua distillata) prorpio come nelle icone antiche.

To create these unique Byzantine-inspired works of art Mirjana uses traditional techniques and materials. Like here in this Icon of Archangel Raphael (she made for a friend) that is made with egg tempera. The size of the Icon is 193x70cm.





Adesso Mirjana vive in Danimarca dove le sue icone vengono esposte in gallerie d'arte (sono state già esposte anche in Serbia e in Australia).
A Mirjana piace creare pezzi d'arte e ha una gran passione per la decorazione d'interni e per l'architettura. Inoltre le piace molto viaggiare, cucinare e conoscere la storia,le tradizioni e la cucina dei vari paesi, come per esempio l'Italia, la Spagna, il Marocco e l'Egitto....
Sarebbe bello trovare un posto in Italia dove esporre queste bellissime icone....vediamo un po' magari qualcuno qui ha un idea....!!!


Her work has been featured in Serbia, in Australia and in Denmark where she now lives with her husband. She loves to create art and has a big passion for interior decoration and architecture. Also she loves to travel, to cook and to learn about the history, the culture and the cuisine of the different places like Italy, Spain, Morocco and Egypt...

It would be great to find a place in Italy to exhibit her beautiful works.....let's see...maybe someone here has an idea!





Per informazione o per acquistare un icona visitate il suo sito web: http://www.byzantika.com/


Sunday, October 18, 2009

Miroslav Masin - pittura in Macedonia


Miroslav Masin al lavoro

Colgo l'occasione di una mostra che avrà luogo a Genova alla Galleria SATURA (piazza Stella 5) a partire dal 24 ottobre 2009 per presentarvi un bravissimo artista macedone: Miroslav Masin.

Me l'ha fatto conoscere la mia amica Biljana e quando sono andata a curiosare fra i suoi lavori, sono rimasta colpita dall'estetica dei suoi disegni e dalla forza che trasmettono vedendoli nell'insieme.


self portrait of Miroslav Masin


Miroslav Masin e come l'uomo fu creato dalla trota di Ohrid

La trota di Ohrid è un pesce endemico della Macedonia che si differenzia dagli altri pesci nell'anatomia, nel colore e nelle abbitudini - quindi ha abbastanza possibilità per creare un uomo -oppure per Miroslav Masin di orchestrare la rapsodia visuale della trota di Ohrid.
Inserisci linkCosì Masin ha creato una serie di quadri esperimendando con la simbolica di questo pesce speciale, fingendo una specie di storia dell'evoluzione dalla trota all'uomo, usando espressioni della mitologia e delle favole.
Vedete una serie di quadri che passano da simboli di fertilità, di vitalità per comporsi poi in un uomo trota....ogni quadro in qualche modo incatenato con l'altro..

Questa era per esempio una mostra al
Cultural Center “Grigor Prlicev” a Ohrid (Macedonia) nell agosto del 2008 e che potete vedere qui sul suo sito.



Uno dei suoi più recenti lavori 2008

Una delle ossessioni di Masin sono le serie di quadri dove si simula un'evoluzione, uno sviluppo....oppure dei cicli di trasformazione.



La serie cicli di trasformazione creata nel 1998

Sul suo sito vedete che è molto attivo e che ha esposto in molte gallerie in giro per il mondo
(
Macedonia, Serbia, Montenegro, Inghilterra, Moldavia, Rep. Ceca, Australia, Danimarca, Francia, Bulgaria, Germania, Turchia e USA).

Qualche dato biografico: Miroslav Masin è nato nel 1963 è si è diplomato nel 1988 all'academina di arte di Skopje e poi ha studiato in Inghilterra, in Francia ed i Cechia. Indirizzo: Ul. 1257 br. 2, n.Jurija - G. Petrov, 1000 Skopje, R. Macedonia; Studio (++389) 02 20 37 222;
Sito internet:
www.masin.com.mk


Thursday, October 9, 2008

Tirana - West Side Family





Cari amici balkanofili credo che nella vostra video gallery non possa mancare questo:

West Side Family - Tirona

Il signore con la barba che "reppa" ad un cero punto è Edi Rama, il sindaco di Tirana dal 2000; Rama ha inoltre preso in eredità la sinistra del paese dirigendo dal 2005 il PSSH.

Vi consiglio di dare un occhio a questo link su pacereporter per conoscerlo un po' meglio.
Edi è davvero un mito per me perché, al di là degli schieramenti politici, sta dimostrando come, anche in Albania si possa costruire e costruire in particolare dando voce ai giovani, dando colore al grigio, cantando forte la voglia di vivere nonostante le assurde contraddizioni che specie in Albania non mancano!
Forza Edi!


Friday, September 5, 2008

Kosovka Devojka

Ecco un simbolo mitico della cultura serba: la ragazza di Kosovo Polje, che vi propongo in cinque versioni.


1. Il quadro del pittore realista Uroš Predić che nel 1919 riprese il tema della ragazza di Kosovo Polje dipinse uno dei più riconosciuti quadri della pittura serba moderna.

2. In origine la „Kosovka Devojka“ era la figura principale di un poema epico: una giovane e bella ragazza che dopo la battaglia di Kosovo Polje si prende cura dei guerrieri serbi feriti mentre sta cercando il suo fidanzato, il suo padrino e il suo futuro testimone di nozze tra i caduti. Da un ferito viene poi a sapere che sono caduti tutti e tre in battaglia.
Questa poesia che simbolizza l’aiuto, l’amore per il prossimo e la previdenza femminile ha sempre goduto di grande popolarità.

Eccovi il testo originale (qui il link per la traduzione inglese)

Kosovka Devojka
Uranila Kosovka Devojka,
uranila rano u nedelju,
u nedeljy prije jarka sunca;
zasukala bijele rukave,
zasukala do beli lakata,
na plecima nosi leba bela,

u rukama dva kondira zlatna:
u jednome ladjane vodice,
u drugome rumenoga vina.
Ona ide na Kosovo ravno,
pa se sece po razbojy mlada,
po razboju cestitoga kneza,

te prevrce po krvi junake.
Kog junaka u zivotu nadje,
umiva ga ladjanom vodicom,

pricescuje vinom crvenijem
i zalaze lebom bijelim.

Namera je namerila bila
na junaka Orlovica Pavla,
na knezeva mlada barjaktara.
I njega je nasla u zivotu.
Desna mu je ruka osecena
i lijeva noga do kolena,
vide mu se rebra izlomljena,
vide mu se djigerice bele.

Izmice ga iz te mloge krvce,
uliva ga ladjanom vodicom,
pricescuje vinom crvenijem
i zalaze lebom bijelijem.

Kad junaku srce zaigralo,
progovara Orlovicu Pavle:

"Sestro draga, Kosovko devojko,
koja ti je golema nevolja,
te prevrces po krvi junake?
Koga trazis po razboju mlada:
ili brata, ili bratuceda,
al' po greku stara roditelja?"
Progovara Kosovka devojka:
'Dragi brato, delijo neznana,
ja od roda nikoga ne trazim:
niti brata niti bratuceda,

ni po greku stara roditelja.
Moz'li znati, delijo neznana,
kad knez Laza pricesciva vojsku
kod prekrasne Samodreze crkve,
tri nedelje tredeset kaludjera?
Sva se srpska pricestila vojska,
najposlije tri vojvode bojne:

jedno jeste Milosu vojvoda,
a drugo je Kosancic Ivane,

a trece je Toplica Milane.

Ja se onda desi na vratima
kad se seta vojvoda Milosu:
krasan junak na ovome svetu,
sablja mu se po kaldrme vuce,
svilen kaplak, okovano perje,
na junaku kolasta azdija,

oko vrata svilena marama;
obazre se i pogleda na me,

s sebe skide kolastu azdiju,
s sebe skide, pa je meni dade:
"Na, devojko kolastu azdiju,
po cemu ces mene spomenuti,
po azdiji, po imenu mome:
u taboru cestitoga kneza;

moli Boga, draga duso moja,
da ti s'zdravo iz tabora vratim,
a i tebe dobra sreca nadje,
uzecu te za Milana moga,

za Milana, Bogom pobratima,
koj'je mene Bogom pobratio,
visnjim Bogom i svetim Jovanom;

ja cu tebe kum vencani biti.'

Za njim ide Kosancic Ivane:
krasan junak na ovome svetu,
sablja mu se po kaldrmi vuce,
svilen kalpak, okovano perje,
na junaku kolasta azdija,

oko vrata svilena marama,
na ruci mu burma pozlacena;
obazre se i pogleda na me,
s ruke skide burmu pozlacenu,
s ruke skide pa je meni dade:
,Na, devojoko, burmu pozlacenu,
po cemu ces mene spomenuti,
a po burmi, po imenu mome:
evo t' idem poginuti duso,
u taboru cestitoga kneza;

moni Boga, moja duso draga,
da ti s' zdravo iz tabora vratim,
a i tebe dobra sreca nadje,
uzecu te za Milana moga,
za Milana, Bogom pobratima,
koj' je mene Bogom pobratio,
visnjim Bogom i svetim Jovanom;

ja cu tebi rucni dever biti'.
Za njim ide Toplica Milane:
krasan junak na ovome svetu,
sablja mu se po kaldrmi vuce,

svilen kalpak, okovano perje,
na junaku kolasta azdija,
oko vrata svilena marama,
na ruci mu koprena od zlata;

obazre ce i pogleda na me,
s ruke skide koprenu od zlata,
s ruke skide, pa je meni dade:
,Na, devojko, koprenu od zlata,

po cemu ces mene spomenuti,
po kopreni, po imenu mome:
evo t' idem poginuti, duso,
u taboru cestitoga kneza;
moli Boga, moja duso draga
da ti s' zdravo iz tabora vratim,
tebe, duso, dobra sreca nadje:

uzecu te za vernu ljubovcu.'


I odose tri vojvode bojne:
nji ja danas po razboru trazim."


Al' besjedi Orlovicu Pavle:
,,Sestro draga, Kosovko devojko,

vidis, duso, ona koplja bojna,
ponajvisa a i ponajgusca?

Onde j' pala krvca od junaka
ta dobrome konju do stremena,
to stremena i do uzendjije,
a junaku do svilena pasa, -
onde cu ti sva tri poginula!
Vec ti idi dvoru bijelome,
ne krvavi skuta u rukava."


Kad devojka saslusala reci,

proli suze niz bijelo lice,
ona ode svom bijelu dvoru
kukajuci iz bijela grla:
"Jao, jadna, ude ti cam srece!
Da se, jadna, za zelen bor vatim,
i on bi ce zelen osusio!"


3. Lo scultore Ivan Mestrovic nel 1907 nell’ambito di un ciclo di sculture sul Kosovo, creò un bassorilievo con il tema della ragazza del Kosovo. (piccola parentesi: Il simbolo di Belgrado, la statua del "Pobednik" anche chiamata "Viktor" a Kalemegdan è anche una scultura di Mastrovic)


4. Il popolare gruppo „Bjelo Dugme“ (il gruppo fondato negli anni'70 da Goran Bregovic) scelserò prorio questo quadro per uno dei loro LP di grande successo, chiamato appunto Kosovka Djevojka pubblicato nel 1984.


5. E alla fine: Slobodan Trkulja - Pesma za moju Jelenu/Kosovka devojka



Monday, August 11, 2008

Ivan Generalić - A "naive" visit to Podravina region (Croatia)

When they speak of Eastern Europe's naive art, people usually have in mind the village of Hlebine in the republic of Croatia near the Drava River, not far from the Hungarian border, lost most of the year in the mist of the Podravina lowlands. In this little place amounting to a few muddy winding streets and one-story houses, a son, Ivan, was born to a poor peasant couple, Mate and Terezjija Generalić, on 21 December, 1914. At that time, virtually no one had even heard of the village of Hlebine, shrouded in the mist of the Drava plains. The Generalić family lived in an old house plastered over with mud and thatched with straw. "The two windows the house boasted looked out on a large pond complete with dipping geese and wallowing pigs, making an unbearable noise." The description is Ivan Generalić's, made after he had become famous, and it projects a typical picture of the peasant houses and barnyards in most of the Drava River area. Funerals, weddings, churche processions, fairs, work in the fields customs, beliefs and superstitions, nature in the various seasons of the year, all these together make up a mosaic of life as it has been lived on the land since time immemorial.


From Wikipedia:

Ivan Generalić (December 21, 1914November 27, 1992) was a Croatian naïve art painter.
Generalić was born in
Hlebine near Koprivnica. In elementary school, painting lessons were his greatest joy and as a child he used to earn money. He mostly drew with pencil on paper bags and some of these sketches were seen by Krsto Hegedušić, at the time (1930) just a student of the art academy, later a professor. Hegedušić was impressed with Generalić's work and organized Generalić's first public art exhibition, held in 1931 in the Zagreb Art pavilion. Positive critiques and contacts at the time led to a new era of not only Croatian, but also world art as well.
After
World War II, in 1945 he became a member of ULUH (society of Croatian artists). In 1953 he exhibited in Paris, where he lived and painted for a few months. In 1959 he painted The Deer Wedding - his most valuable work, according to followers of the Croatian naïve art world. Generalić has a large number of followers, beside his colleagues who form the first generation - Franjo Mraz and Mirko Virius. His second generation followers are Franjo Filipović, Dragan Gaži, Josip Generalić, Ivan Večeraj.

E qualcosa in Italiano... sempre da Wikipedia:

Ivan Generalić (Hlebine, 21 dicembre 1914Koprivnica, 27 novembre 1992) è stato un pittore naïf croato. Fu uno dei più importanti pittori naïf a livello mondiale e rappresentante della famosa scuola di Hlebine, dal nome del piccolo villaggio ai confini con l'Ungheria nella regione della Podravina dove questo stile di pittura è stato sviluppato. La prima mostra di Generalić risale al 1931 al padiglione dell'arte di Zagabria, fino ad approdare a Parigi nel 1953 dove ha vissuto e dipinto per 2 mesi. Generalić non si è praticamente mai spostato dalla Podravina, salvo che per la breve trasferta a Parigi. Anche da pittore affermato, ha sempre condotto una vita semplice, non dissimile dagli altri contadini della Podravina; tra le sue grandi passioni ci sono il calcio (da giovane ha giocato nella squadra Lipa di Hlebine), i piccioni che ha sempre accudito amorevolmente e la pesca nel fiume Drava. Nel 1975 si è trasferito a Sigetec, un villaggio vicino a Hlebine. Generalić si è sposato due volte: nel 1934 con Anka Kolarek e nel 1975, dopo la morte di Anka, con Roza. Il figlio Josip e il nipote Goran sono entrambi apprezzati pittori naïf.

Note personali:
invito tutti caldamente a visitare le gallerie personali dei Generalić... da Zagabria non ci si mette molto, circa un'oretta. V'è qualcosa di magico, i dipinti sono preparati in questo modo: la bozza viene fatta a matita su dei cartoni, su questi poi vengono appoggiate le lastre di vetro che vengono dipinte ad olio ed esposte dalla parte non dipinta cosicché tutto si vede specularmente! E l'effetto "specchio" c'è anche perché tale tecnica fa sì che i dipinti riflettano buona parte dell'ambiente.

L'ambiente è a tutt'oggi quello caldo della vita di campagna ed ancora oggi si può scorgere nei lineamenti delle bellissime ragazze del luogo, quella bruttezza alla "signorina Felicita" o quella brutalità da mattatoio che i Generalić rappresentano nei volti stanchi delle vecchie, nelle gote rosse dei contadini ubriachi, nella ritualità quasi oscena delle crocifissioni o degli incendi della campagna, immagini accostate quasi sempre ad elementi carnali, quasi osceni: l'uccisione della bestia (la gallina o il maiale..), il sesso più materialista che s'incarna spesso proprio nell'animale domestico (la visione delle curve femminili in ogni rotondità materiale ad es.) E tutto ciò senza pudore alcuno, con accettazione, ma forse anche con un certo autocompiacimento anticonformista.

Sembra che il sacrificio del Cristo faccia parte della vita quotidiana, è nel Generalic un baccanale fondamentale per la fertilità della campagna, un sacrificio necessario non accettabile, ma di cui si deve prendere atto perché è passato e si rinnova come le stagioni, come i giorni in molti dei suoi dipinti ed in quelli del figlio Josip e del nipote Goran.

Segnalo alcuni dipinti che non vi propongo qui per stimolare la vostra curiosità, ma che introducono negli anni sessanta / settanta ancora un forte elemento di realismo portato dalla televisione e dalla modernizzazione dell'epoca: Generalic dedica alcuni dipinti a personaggi famosi come I Beatles, Janis Joplin, la nostra Sofia Loren.... NON PERDETEVELI! Sono deliziosi!!!!

Un mio divertissment a proposito:

Donne Naive


Tutto è Naif lungo le mie campagne
specie le donne -mistero della fede-
ognuna col suo fascino diverso
nell'ondeggiare ampio delle anche
oppure nello storcere lo sguardo
per farsi il trucco in un minuto specchio.

Le vedo ritornare allegramente:
le bimbe da dottrina, le vecchie dalla messa
e le puttane rincasare ad ora presta,
le vedo spente con le carrozzine,
certe mammine, le mogli dei soldati,

o vogliose, ma piene di imbarazzo
quelle che l'han scoperto or ora...
Sian bionde, more, belle, giovinette,
con tette grosse o solo la parvenza
le metto tutte quante in un dipinto
da appendere nel centro della stanza
davanti ben vestite, come dame, e dietro?

...

ci metterei delle candele accese
-colar di cera su bottiglie vuote-
a risaltare un po' di cupe rose
ché accenda lì il colore delle... gote!


P.S. L'ultima immagine è un dipinto di Josip Generalić, il figlio di Ivan.
PP.SS. Cliccare sulle immagini per ingrandirle.



SARAJEVO. LA JUGO CANTA PER LA PACE

  Yutel za mir (28.07.1991.)