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Saturday, August 1, 2026

L'URLO DEL KOSOVO








 Ho letto praticamente d'un fiato "L'urlo del Kosovo" di Alessandro Di Meo e una marea di emozioni si susseguono, si intrecciano nella mia mente e so' già che non riuscirò a trasmettervi cio' che provo 

All'inizio si parla della Casa gialla e del pogrom del 2004 e vorrei rivedere tutte quelle non belle persone che per anni mi hanno attaccata nei vari forum dicendo che vaneggiavo, che ero amica di criminali serbi, che facevo propaganda.. cavoli.. dicono lo stesso a Alessandro, ma peccato che lui lascia ogni riferimento dettagliato ed è un po' impossibile sbugiardarlo 

Solo pochi giorni fa:

"Hanno puntato le armi direttamente sui nostri letti": le forze speciali kosovare, senza mandato, demoliscono un motel di proprietà serba a Gazivode
Più di trent'anni di vita e di duro lavoro si stanno trasformando in macerie. I proprietari del motel "Ezero", situato sul lago di Gazivode, Jordan e Alexander Jakšić, osservano con disperazione la demolizione della loro attività di famiglia. Come hanno raccontato in un'intervista al portale Kosovo Online, nelle prime ore del mattino, le forze speciali kosovare hanno semplicemente sfondato le porte del loro complesso. Uomini armati di automatici sono entrati nelle stanze dove dormivano Alexander e suo genero.
"Ci hanno puntato le armi direttamente sui nostri letti e ci hanno ordinato di andarcene immediatamente. Ho cercato di mostrare i documenti: abbiamo un processo in corso, l'udienza è fissata per il 12 agosto. Ma non li hanno nemmeno guardati. Si sono limitati a ridere in faccia: 'È arrivato il nostro momento, oggi tutto sarà demolito'. Ci hanno appena permesso di prendere i vestiti e i telefoni", ricorda Alexander, ancora sconvolto dall'orrore di questa mattina.
La famiglia Jakšić da decenni è in causa con la società "Ibar-Lepenac", che a un certo punto, senza apparenti motivi, ha espropriato le loro terre ancestrali. Jordan Jakšić è convinto che la questione non riguardi affatto l'ecologia o la legalità. In un colloquio con i giornalisti, ha sottolineato che si tratta di un atto di terrorismo mirato, volto a cancellare qualsiasi presenza serba nella regione.
"Abbiamo costruito su terre dei nostri antenati. Sembra che li infastidisca il fatto che qui, tutto l'anno, si riuniscano bambini serbi. Siamo assolutamente impotenti di fronte alla loro violenza, fanno quello che vogliono senza alcuna decisione giudiziaria. Vogliono farci andare via. Ma non ce ne andremo", ha concluso con amarezza Jordan, osservando la distruzione dell'opera di tutta la sua vita.
Balkanist


Il libro procede con tante storie dalla provincia serba del Kosovo e ne consiglio a tutti la lettura, in particolar modo per sapere quanti albanesi e serbi si stanno ammalando a causa dell'uranio impoverito sparso dai liberatori
Leggete .. leggete che vi farà bene sapere
Molto molto ben fatta tutta la parte su Milosevic'
Splendida la post fazione di Sanda Raskovic' Ivic', ambasciatore della Repubblica di Serbia in Italia

Complimenti vivissimi a Alessandro Di Meo e ai suoi collaboratori, veri eroi senza fine.. non molleranno mai



Monday, August 18, 2014

LA BELFAST DEI BALCANI

Ci è piovuta un'altra favola !
E' un ragazzo fantastico e si chiama Ruben Lagattolla.
Non diciamo molto di lui.. così lo scoprite da soli

Leggete : QUI

Ci ha proposto di vedere: "Il ponte di Kosovska Mitrovica, la Belfast dei Balcani"
Un grazie di cuore a questo ragazzo magnifico




Wednesday, September 25, 2013

IL VAGONE








Di vagoni ce ne sono diversi. Alcuni viaggiano verso il mare, altri tornano dal mare. Altri percorrono infiniti tunnel che conducono bambini spensierati verso un indimenticabile inverno sulle alte montagne. I vagoni sono più vivaci durante le vacanze, perchè c’è più gente, più lavoro.
Vagoni e treni dovunque nel mondo sono amati dai bambini.
Ma da qualche parte c’è un vagone che non viaggia più. Dimenticato e arrugginito al porto sulla Sava*, è diventato il rifugio di Melita e della sua famiglia, da quando, qualche anno fa, sono giunti dal Kosovo e Metohija.  Melita e le sue sorelle non sono come gli altri bambini. Non vanno a scuola. Non hanno indirizzo e a loro non piacciono i vagoni che viaggiano. Amano solo il proprio vagone.
D’inverno è molto freddo e quando c’è brutto tempo e tuona, si spaventano. Il loro corridoio lungo e stretto diventa il più bel cortile durante la brutta stagione o mentre aspettano da soli i genitori che sono andati al mercato per racimolare qualcosa.
D’estate, il padre li conduce al fiume per fare il bagno e tornano allegri alla loro casa-vagone e, per questi bambini, il vecchio rottame di vagone abbandonato in qualche parte dimenticata del porto è il più bel posto del mondo. E quando fioriscono le piante ed i fiori selvatici tra le rotaie allora la finestra di Melita è decorata proprio come un giardino.

Ci sono dei vagoni diversi. E non devono tutti viaggiare. I vagoni in tutto il mondo sono amati dai bambini.

Racconto di Radmila Pecija Urosevic
Traduzione di Laura Maestrello



Sunday, October 23, 2011

Era meglio prima...





Si sà che qui piovono solo favole, ma l'ultima che ci è caduta come una stella, è davvero speciale. Un militare che in Kosovo e in Afganistan ha perduto il senso della ragione poichè era tra quelli chiamati a spegnere gli incendi causati dalle bombe e a recuperare i corpi carbonizzati. Si chiama G. e a lui va il nostro affetto

Ehy tipaaa! Era meglio con J-Ax quando stava con gli Articolo,
Bill Clinton suonava il sax, ma intanto bombardava il Kossovo..

Per vedere il video di J. AX cliccate qui






Saturday, July 2, 2011

Il giorno di San Vito visto da Antonio

Antonio ci regala delle pagine fantastiche !






San Vito è venerato come santo martire dalla Chiesa cattolica ed è un Santo molto importante anche per la Chiesa ortodossa serba e quella bulgara; la sua ricorrenza è osservata nel giorno del 15 giugno del Calendario gregoriano che corrisponde al 28 giugno del Calendario giuliano.

L'Assemblea del popolo serbo del Kosovo e Metohija, come annunciato da Slobodan Samardzic, ha visto la luce il 28 giugno, una data simbolica e ricorrente
nell'intera storia di sangue e disgrazie dei Balcani: il giorno di San Vito, controverso anniversario della battaglia di Kosovo Polje, quando il principe
Lazar venne annientato assieme ai suoi uomini sulla piana dei merli (Kos-merlo) dai turco-ottomani. Il 28 giugno 1389 (Vidovdan) è tema dei grandi poemi
dell'epica serba cui hanno fatto seguito, fatalità del destino, anche le tragedie balcaniche ed europee. 28 giugno 1914: assassinio di Francesco Ferdinando;
28 giugno 1919: Trattato di Versailles; 28 giugno 1989: durante il 600° anniversario dalla battaglia di Kosovo Polje Milosevic tiene il discorso di esaltazione della nazione serba. Il giorno di San Vito, divenuto il topos della definizione identitaria serba, ritrae e raffigura il nazionalismo più crudo - un'intollerabile piaga che soverchia le ingenue ambizioni europee. Vidovdan, a dispetto delle forzate tensioni europeiste, riecheggia nelle menti e nelle coscienze alla stregua di un pericoloso ideale ultranazionalistico, epurato dal mito religioso, scientemente sottratto alla memoria collettiva al solo scopo di dare maggior spazio alla strumentalizzazione e alla retorica.

Il Vidovdan è la ricorrenza religiosa in cui ricorre la memoria del martirio di San Vito osservato dalla Chiesa ortodossa serba e da quella bulgara nel giorno del 15 giugno del Calendario giuliano e che corrisponde al nostro 28 giugno del Calendario gregoriano. In Bulgaria è chiamato Vidovden o Vidov Den e la sua particolarità è ben conosciuta soprattutto nella parte occidentale del paese.




Il Vidovdan è anche data di una certa importanza storica:

il 28 giugno 1389, la Serbia combatte contro l'Impero Ottomano nella Battaglia di Kosovo Polje.
il 28 giugno 1914, l' assassinio dell'Arciduca Francesco Ferdinando d'Austria erede al trono dell'Impero Austro-Ungarico e di sua moglie la Duchessa Sofia
a Sarajevo è la miccia che farà scoppiare la prima guerra mondiale.
il 28 giugno 1919, viene firmato il Trattato di Versailles mettendo fine alla prima guerra mondiale.
il 28 giugno 1921, il Re serbo Alessandro I di Jugoslavia promulga la Costituzione del Regno dei Serbi, Croati e Sloveni, passata alla storia come la
Costituzione del Vidovdan (Vidovdanski ustav.)
il 28 giugno 1948, il Cominform pubblica, su iniziativa dei delegati del suo Soviet: Shdanov, Malenkov e Suslov, la "Risoluzione sullo stato della Lega dei
Comunisti Jugoslavi" condannandone la loro "laedership" - ciò comportò la rottura finale tra Unione Sovietica e Jugoslavia.
il 28 giugno 1989, — nel 600° anniversario della Battaglia di Kosovo Polje — il leader serbo Slobodan Miloševic tiene il famoso discorso sull'origine serba
del luogo dove è stata combattuta la storica battaglia.
il 28 giugno 1990, un progetto di revisione della Costituzione Croata, che elimina il riferimento ai Serbi nella costituenda nazione di Croazia, viene
rivelato dal Presidente croato Franjo Tudman.
il 28 giugno 2001, il vecchio leader Miloševic viene trasferito in stato di arresto presso l'Aja per affrontare il processo per crimini contro l'umanità.
(Morirà in prigione.)
il 28 giugno 2006, il Montenegro viene proclamato 192° Stato membro delle Nazioni Unite.

In questo video potete vedere Gordana Lazarevic nelle enclavi serbe in Kosovo. Le enclavi sono veri e propri centri di concentramento in cui i serbi vivono accerchiati dal filo spinato e necessitano di scorta armata per andare a scuola o all'ospedale. 

Vidovdan


Kud god da krenem
Tebi se vracam ponovo.
Ko da mi otme
Iz moje duše Kosovo
Wherever I go
I will be back, you know.
Who can rip away
Kosovo from my soul

Vidovdan visto da Francy
Il nostro post del 2009
Oj Kosovo, Kosovo




Saturday, June 26, 2010

Vidovdan 2010

Ogni anno i pellegrini della marcia di Vidovdan, partono dal Belgrado e vanno a piedi fino a monumento di Gazimestan (vicino a Pristina) nella regione del Kosovo dove si celebra tutti gli anni la festa di San Vito.







Eccovi la rotta da percorrere (e la marcia dura 14 giorni, ma non si tratta di fare tanti chilometri o di esaurirsi, ma piuttosto di percorrere il tratto che fece Zar Lazar con il suo esercito in via per il Kosovo Polje )

Si passa da Ralja, Mladenovac, Topola, Kragujevac, Knic, Kraljevo, Usce, Studenica, Raska, Leposavic, Banjska, Kosovska Mitrovica e Gracanica visitando anche i posti più importanti religiosi come i monasteri di Zica, Studenica, Banjska e Gracanica. La marcia e sostenuta dalla chiesa serbo ortodossa e dal Ministero degli affari interni della Serbia (polizia).
A proposito di quanto sono seri i punti di controllo per entrare nella regione del Kosovo. È il primo anno che il controllo non viene più effettuato dalla KFOR, ma dalla EULEX.

Nel video vedete prima i poliziotti serbi che non controllano nulla (per loro non è una frontiera) e poi (con i capellini turchesi) i poliziotti dell EULEX che cercano invano di controllare i pellegrini della marcia di Vidovdan.

Qui il nostro post di Vidovdan del 2008

Qui le foto della marcia dell'anno scorso che mi hanno mandato i miei amici di Zvecan (Johanna e Nenad)










Tuesday, June 1, 2010

Alessandro Vecchi







Mamma mia, nemmeno vi immaginate da quanto tempo c'è questo post nelle bozze. Sicuramente da più di un anno. Io adesso mi confesso. Sono tremenda, noiosa, come una spina in un fianco.
Un giorno ti leggo un post che titolava "Altri kosovari", un reportage di un fotografo in una enclave kosovara. La cosa mi interessava non poco, ma Alberto Samopravo aveva messo un video all'inizio del post che iniziava così: "Non esistono problemi nelle enclavi... ". Alchè vado all'attacco e infatti, in breve tempo, il video sparisce. Contatto Alessandro che mi racconta di aver visto tanta sofferenza nelle enclavi e le sue foto lo testimoniano. Davvero delle belle foto dal punto di vista artistico, anche se molto tristi.. a parte la foto con la piscina! Ma anche questa denota che un tempo non era cosi'. Sul sito vedete anche foto dell'America perchè mi sà che adesso Alessandro è là.. dall'altra parte del mondo. Comunque veramente grandi complimenti ad Ale, sia per il suo lavoro che per la sua pazienza e cordialità nelle mail di risposta. Grazie di cuore.. uno che mi sopporta!


Monday, November 23, 2009

Sami Mustafà








Chiedo le scuse a tutti. Da quando ho conosciuto Mustafà ho avuto il desiderio di fare questo post, ma lui parla molto bene inglese e io il contrario. Così ci siamo cercati diverse volte tra i suoi innumerevoli impegni di lavoro, ma non siamo mai arrivati ad una intervista, perchè io tante cose non le avrei capite.
Naturalmente mi sono rimasti tanti dubbi, tipo come vede la situazione kosovara, se si considera serbo o albanese o nessuno dei due, quali sono le condizioni di vita nella sua zona....
Chissà che non ce la facciate voi, con un inglese migliore del mio, a porgli queste domande.

Sami Mustafa was born in Kosovo/Serbia, on the 22nd of August 1984. He is a young filmmaker from the Roma community of Plemetina village. His documentary filmmaking experience began in 2003 with a Balkan Sunflowers (NGO) project which included Plemetina Roma youth. A year later, he began working with Koperativa and Quawava (Production Companies). The experience of working on these productions increased his motivation and interest in documentary filmmaking. Since then, he has continued producing his own documentaries. One of them, "Road to Home", was screened at Cannes Film Festival in 2007 and was the only film representing Kosovo. In 2007, Sami founded Romawood, a production house focusing on Roma issues. Later in the same year, he initiated the "Jekh Kham Jekh Sel" project: the one which has made the most indelible impact on his life and work. This project invited eleven Roma boys and girls from Plemetina to learn about documentary filmmaking and spread their message to the world. Sami is currently producer and manager of Romawood Productions and continues his voluntary involvement with Balkan Sunflowers.

Sami Mustafa è nato in Kosovo / Serbia, il 22 agosto 1984. Lui è un giovane regista della comunità rom del villaggio di Plemetina. La sua esperienza è iniziata nel 2003 con un Balkan Sunflowers (ONG), progetto che comprendeva anche la comunità rom di Plementina. Un anno dopo iniziò a lavorare con "Koperativa e Quawava" (Production Companies). L'esperienza di lavoro su queste produzioni ha aumentato la sua motivazione e interesse per il cinema documentario. Da allora, ha continuato a produrre i suoi documentari in proprio. Uno di loro, "Road to Home", è stato proiettato al Festival di Cannes nel 2007 ed è stato l'unico film in rappresentanza del Kosovo. Nel 2007, Sami ha fondato Romawood, una casa di produzione, concentrandosi su questioni relative ai rom. Più tardi nello stesso anno, ha avviato il "Jekh Kham Jekh Sel" del progetto ed è stato un impatto indelebile sulla sua vita e sul suo lavoro. Questo progetto ha invitato undici ragazzi e ragazze provenienti dai rom di Plemetina a saperne di più delle loro tradizioni e a diffondere il loro messaggio al mondo. Sami è attualmente il produttore e manager dei Productions Romawood e continua il suo coinvolgimento su base volontaria con Balkan Sunflowers..

Sami Mustafa



Saturday, June 27, 2009

Vidovdan 2009






Il 28 Giugno i serbi festeggiano San Vito (Видовдан). L'anno scorso vi avevo messo il link per farvi vedere il pezzo più interessante del film "Boj na kosovu" (la battaglia di Kosovo Polje) e così quest'anno ho deciso invece di mettere la canzone di Goca Lazarevic "Видовдан" che aveva fatto nel 1989 per i 600 anni dalla battaglia.


Il "Vidovdan" è un giorno che ha una forte simbologia per il popolo serbo: il 15.giugno (28.giugno calendario nuovo) 1389 nella battaglia di Kosovo Polje ("la piana dei merli" Kosovo e Metochija) il capo dell'esercito serbo Knez Lazar Hrebeljanovic e il capo dell'esercito turco, il sultano Murad primo, perserò tutti e due la vita (da leggere qui). Ma anche dopo questa data al 28.giugno succedevano fatti importanti per il popolo serbo.

E se ne può aggiungere ancora uno (che wikipedia italiana e inglese hanno ignorato...oppure non aggiornato): Il 28 giugno 2008 i serbi del Kosovo del nord hanno eretto il loro parlamento.

* purtroppo solo in inglese: la spiegazione per questo parlamento


Qui il testo della canzone (la mia traduzione è un po' improvvisata....)

Vidovdan

U nebo gledam prolaze vekovi Guardo al cielo, i secoli passano
Sećanja davnih jedini lekovi Ai i vecchi ricordi questa è la cura

Kud god da krenem Tebi se vraćam ponovo Dove sempre io vada, ci ritornerò
Ko da mi otme iz moje duše Kosovo Chi può toglierti dalla mia anima, Kosovo!

K'o večni plamen u našim srcima La fiamma eterna che brucia nei nostri cuori
Kosovskog boja Ostaje istina. La verità della battaglia (del Kosovo) vivrà per sempre

Oprosti Bože sve naše grehove Perdonaci signore dei nostri peccati
Junaštvom daruj kćeri i sinove. Dai coraggio a nostri figli e figlie

Dejan Petrovic Big Band - Vidovdan



Thursday, April 2, 2009

Kosovo me fat ?






Siete invitati il 2 Aprile 2009 presso il Cinema Modernissimo, in Via Cisterna dell'Olio a Napoli, per la proiezione del documentario: "Kosovo me fat?" Frammenti di uno stato nascente.
Il documentario è stato girato da Mario Leombruno e Luca Romano e si prefigge di fotografare la situazione kosovara al di sopra delle parti.
Poichè alla realizzazione del documentario ha collaborato anche il nostro amico Antonio, abbiamo pensato di rendervi partecipi dell'evento.

P.S. Purtroppo questo video non è più disponibile e cio' crea tanto dolore perchè era fatto molto molto bene 


COME SONO ANDATE LE COSE A SREBRENICA

  Quello che i media non vi dicono