Wednesday, September 16, 2026

IL PARERE DI LIVIO SENIGALLIESI





 KOSOVO - LA CONDANNA DI THACI E DEI CAPI DI UCK COLPEVOLI DI CRIMINI DI GUERRA E TRAFFICO DI ORGANI DI PRIGIONIERI SERBI E ROM, CHIUDE UN LUNGO CAPITOLO DELLA STORIA DELLE GUERRE BALCANICHE.

Finora, come al solito la narrazione era stata di parte ed ora è venuto il momento di fare il punto.
Molti mi hanno scritto in queste ore chiedendomi di riassumere la storia del conflitto del 1998-1999 perchè erano troppo giovani e non sono informati. Specialmente i miei studenti che si sono appassionati alla Storia Contemporanea dopo aver letto il mio libro e ascoltato le lezioni tenute in varie scuole superiori sui temi dell'attualità.
Ecco per tutti loro un riassunto breve ma succoso dei fatti che hanno portato all'indipendenza del Kosovo e alla condanna dei capi della guerriglia albanese che hanno preso il potere grazie al supporto della NATO.
La questione è complessa....nella ricostruzione oggettiva bisogna riconoscere tre fasi: nel febbraio del 1998 arrivai a Pristina ed ebbi modo di documentare l'inizio dello scontro tra gruppi di guerriglieri dell'Esercito di Liberazione del Kosovo (UCK), basato nell'area di Drenica, e reparti dell'Esercito della Federazione Jugoslava. In quel momento e fino all'agosto del 1998, l'UCK era nella lista nera degli USA, un gruppo terroristico al pari di Hamas o di Daesh. Sul campo era chiaramente evidente la supremazia dell'esercito jugoslavo ed avvenivano numerosi massacri di civili nei villaggi albanesi. A Pristina la repressione poliziesca era durissima ma la questione non aveva ancora raggiunto i grandi network. Sembrava la coda di un conflitto inter etnico tipicamente balcanico.
Nel giugno del 1998 avvenne un colpo di scena che ribaltò completamente la situazione. Nel villaggio di Junik avvenne un incontro segreto tra il diplomatico USA Richard Holbrooke e i leader dell'UCK capitanati da Thaci. Alla fine dell'incontro Holbrooke dichiarò che gli USA sposavano la causa dell'UCK e che avrebbero sostenuto con ogni mezzo l'indipendenza dei kosovari di etnia albanese contro Milosevic. A quel punto la guerra s'inasprì. JNA iniziò a a compiere ampi rastrellamenti e massacri di guerriglieri e di civili. Migliaia di civili kosovari si rifugiarono sulle montagne (tutto documentato). Aiuti in armi e intelligence furono costantemente garantiti da USA, Germania e dalla potente diaspora kosovara che viveva in Svizzera. Militarmente JNA era superiore ma aumentò la resistenza e gli scontri selvaggi. Nei primi giorni di gennaio del 1999 la repressione da parte di JNA divenne sempre più dura fino a giungere a degli ultimatum da parte degli USA e della NATO che dissero ufficialmente che non avrebbero sopportato altre stragi di civili. E così si arrivò al casus belli, l'incidente voluto da UCK e USA per determinare l'intervento NATO (senza l'egida dell'ONU). Il 15 gennaio 1999, nel villaggio di Raçak, vicino a Pristina avvenne apparentemente un massacro di civili albanesi. Alla mattina presto del giorno dopo, in modo del tutto inusuale, il capo della Missione OSCE convocò tutti i giornalisti stranieri a Raçak per mostrare gli effetti della strage. Quando vidi i cadaveri mi resi conto che le vittime erano morte da tempo, i vestiti non erano forati da pallottole, sembrava una messa in scena, alcuni sembravano estratti da una tomba.
Il carrozzone mediatico riportò tutto senza fare domande e lanciò la notizia in tutto il mondo. La trappola era scattata. Io non scattai una foto e me ne andai disgustato. Il giorno dopo la notizia stava nelle headlines di tutti i media e il Presidente Clinton dichiarò l'intevento della NATO per reprimere le violenze perpetrate dall'Esercito di Milosevic sulla popolazione del Kosovo. Non furono ammesse autopsie sui corpi che avrebbero potuto comprovare i miei dubbi.
Il 24 marzo alle ore 20 iniziarono 78 giorni di bombardamenti della NATO su Serbia e Kosovo e poi arrivò l'invasione di terra. La Serbia di Milosevic era sconfitta ma se esaminano con attenzione le clausole degli Accordi di Kumanovo, si evince che le forze NATO avrebbero dovuto pacificare la regione assicurando il ritorno dei profughi albanesi fuggiti in Macedonia e Albania a causa della pulizia etnica.
In realtà a Kumanovo era stato deciso che i confini del Kosovo sarebbero rimasti sotto il controllo della Serbia garantendo una protezione dei famosi luoghi di culto serbo-ortodossi di Pec e Decani. Nei mesi successivi si scatenò la vendetta dell'UCK contro i civili serbi rimasti nella varie enclave. Oltre 100 monasteri ortodossi furono distrutti sotto gli occhi delle truppe della NATO.
Più di 200mila serbi se ne andarono per sempre a nord, in Serbia verso Nis e Belgrado. Milosevic era sconfitto e a breve sarebbe stato destituito e processato.
Il 17 febbraio del 2008 venne dichiarata l'indipendenza del Kosovo e Hashim Thaci, capo dell'UCK, prendeva pieni poteri. La sua cricca, oggi condannata dalla Corte de L'Aja per crimini di guerra e traffico di organi di prigionieri serbi, iniziò a comandare senza scrupoli controllando anche i traffici di stupefacenti provenienti dall'Afghanistan. (tutto dimostrato). Nel frattempo arrivava il premio per gli USA che avevano messo al potere la banda dell'UCK. A 70 km da Pristina venne costruita la la base strategica USA di Camp Bondsteel. Un pezzo d'America nei Balcani del sud. E' stato provato da indagini di una commissione del Consiglio d'Europa che da Camp Bondsteel passavano i prigionieri di Al Qaeda e i talebani catturati in Afghanistan. La missione di pacificazione per conto dell'ONU capitanata al francese Bernard Kouchner venne pesantemente criticata a causa della palese fratellanza dimostrata coi capi dell'UCK. Il Kosovo resta una regione spaccata dall'odio inter etnico e in cui manca una totale volontà di pace e avviamento di attività economiche. In queste condizioni non è possibile alcun futuro florido gli incidenti di percorso saranno sempre possibili. L'entrata in Europa è esclusa.
Livio Senigalliesi



I CAPI DELL'UCK SONO STATI CONDANNATI DAL TRIBUNALE DE L'AJA.

 I CAPI DELL'UCK SONO STATI CONDANNATI DAL TRIBUNALE DE L'AJA.

Il Tribunale speciale per i crimini di guerra compiuti in Kosovo dai capi dell'UCK contro Serbi, Rom e albanesi che l'UCK considerava traditori, ha stabilito la seguente sentenza operativa da questo momento: per Hashim Thaci e Jakup Krasniqi 25 anni di carcere, Kadri Veseli 18 anni, Rexhem Selimi 13. I capi d'accusa per cui sono stati condannati sono i seguenti: arresti arbitrari, maltrattamenti, torture esecuzione sommaria di prigionieri, omicidi e violenza contro coloro che erano considerati avversari. In alcuni casi il giudice si è riferito ad una intera famiglia con un bambini di 18 mesi. Si attendono reazioni a Pristina e altre città del Kosovo. Kfor ha dislocato reparti a protezione delle enclave serbe e delle caserme delle Forze NATO.


HASHIM THACI AND THE KLA LEADERS WERE CONVICTED BY THE HAGUE TRIBUNAL.
The Special Tribunal for war crimes committed in Kosovo by KLA leaders against Serbs, Roma, and Albanians whom the KLA considered traitors has issued the following final judgment, effective immediately: Hashim Thaci and Jakup Krasniqi were sentenced to 25 years in prison; Kadri Veseli to 18 years; and Rexhem Selimi to 13 years. The charges for which they were convicted are as follows: arbitrary arrests, mistreatment, torture, summary execution of prisoners, murder, and violence against those considered adversaries. In some cases, the judge referred to an entire family, including an 18-month-old child. Reactions are expected in Pristina and other cities in Kosovo. KFOR has deployed units to protect Serbian enclaves and NATO barracks.



Ma come.. si è sempre insegnato anche ai bambini che erano i serbi quelli cattivi











Tuesday, September 15, 2026

IL PARERE DI VESNA SERBAN

 “Per giorni mi sono astenuta dal commentare perché ho amici bosniaci e croati a cui voglio bene, ma devo ammettere che oggi qualcosa dentro di me si è spezzato... Sapete cosa mi fa più male?

L'INGIUSTIZIA.
E l'umiliazione.
Non si tratta più solo di una discussione su Ratko Mladić. È qualcosa di molto più profondo.
Per giorni ho letto migliaia e migliaia di commenti in cui ogni serbo viene definito un "genocida".
"Vi stavate uccidendo da soli."
"Siete tutti uguali."
"Avreste dovuto essere uccisi."
E tutto questo perché i serbi sono scesi in piazza per dare l'ultimo saluto al loro generale.
Perché l'uomo è stato sepolto a Belgrado.
Perché la sua famiglia ha celebrato un funerale.
Perché migliaia di persone sono venute a rendergli omaggio.
E allora cosa avremmo dovuto fare?!
Avremmo dovuto rinunciare a un uomo morto per essere accettabili a coloro che ci insultano da anni?
Avremmo dovuto gettare il suo corpo nella spazzatura?
Dovremmo forse privare la sua famiglia del diritto a una degna sepoltura?
Dovremmo forse restare a guardare e chiedere scusa per essere Serbi?
Beh, non lo faremo.
Potete pensare quello che volete di Ratko Mladić. È stato condannato. Il tribunale ha affermato che la condanna era priva di prove (ma guarda un po’) ...
Ma io ho il diritto di dire che per molti serbi era un generale che ha combattuto in guerra per il popolo serbo e per la Republika Srpska.
E ho il diritto di capire perché la gente è venuta a salutarlo.
Nessuno può togliermi questo diritto.
E ciò che mi umilia di più è quando qualcuno, solo perché sono serbo, mi chiama "genocida".
Io?!
Cosa ho fatto a chi?
Cosa hanno fatto i serbi nati dopo la guerra?
Cosa ha fatto la nostra gente che ha trascorso tutta la vita lavorando, crescendo figli e cercando di sopravvivere a tutto ciò che questo mondo ci ha imposto con la forza?
Perché mi viene chiesto di portare il peso della colpa di qualcun altro?
Perché devo giustificare il fatto di essere nata Serba?
Perché la mia nazionalità viene usata come prova della mia colpevolezza?
Chi vi ha dato il diritto di farlo?
E poi vedo appelli al boicottaggio dei prodotti serbi.
Perché?
Perché qualcuno è Serbo?
Perché qualcosa è "serbo"?
Siamo davvero arrivati ​​al punto di punire le persone in base al loro sangue, al loro nome e al loro cognome?
Abbiamo imparato qualcosa?
Non odierò i bosniaci perché sono bosniaci!
Non odierò i croati perché sono croati!
Ma non permetterò nemmeno che mi odiate perché sono Serba.
E non parlatemi di affrontare il passato se volete che lo ricordiamo solo quando fa comodo alla vostra versione dei fatti.
Non potete chiedere a un Serbo di riconoscere Srebrenica e allo stesso tempo rinnegare Jasenovac.
Non potete chiederci di rispettare le vittime bosniache e definire le vittime serbe di Podrinje fittizie, meritate o irrilevanti. Non si può.
Srebrenica non si nega.
Ma neanche Jasenovac non si nega.
Podrinje non si nega.
La vittima di qualcun altro non cancella la mia.
La mia vittima non cancella la tua.
Ma ciò che mi fa arrabbiare è che ai Serbi venga costantemente chiesto di dimostrare di essere umani.
Di condannare.
Di chiedere scusa.
Di spiegare.
Di dimostrare di non essere "genocidi".
Di prendere le distanze da ogni persona che abbia mai indossato un'uniforme serba.
E quando diciamo: "Aspettate, anche noi abbiamo i nostri morti e non abbiamo MAI occupato nessuno, ci siamo solo e soltanto difesi", improvvisamente diventiamo nazionalisti.
Quando diciamo: "Anche le vittime Serbe soffrono", improvvisamente neghiamo qualcosa.
Quando diciamo: "Non si possono definire tutti i serbi criminali", improvvisamente difendiamo un crimine.
E molto altro ancora!
Basta con le umiliazioni.
Basta con la colpa collettiva.
Basta aspettarsi che un popolo stia sempre a testa bassa.
Non voglio chinare la testa.
Posso condannare un crimine.
Posso piangere le vittime altrui.
Posso rispettare il dolore altrui.
Ma posso anche amare il mio popolo.
Posso ricordare i miei morti.
Posso difendere la dignità del mio popolo.
E non mi scuserò per questo.
Un criminale ha un nome e un cognome. Un popolo non ha una colpa collettiva.
Ratko Mladić non è ogni serbo.
Naser Orić non è ogni bosgnacco.
Dario Kordić non è ogni croato.
Scommetto che adesso vi state chiedendo m:” Ma chi sono Orlić e Kordić ?!?! “
Ed ecco che si tratta proprio di quello - loro non sapete chi sono ma Mladić invece si eccome e conoscete tutti i suoi crimini che vi hanno raccontato da anni !!! Ma come mai non avete mai sentito degli altri due che sono uguali identici e forse con più morti anche ?!?!! Chiedetevi un po’ questo!
E questa dovrebbe essere probabilmente la cosa più elementare che abbiamo imparato dopo tutto quello che abbiamo passato.
Quindi non chiedetemi di vergognarmi perché sono Serba.
Non lo farò.
Non chiedetemi di dimenticare i miei morti.
Non lo farò.
Non ditemi che non ho il diritto di salutare un uomo che il mio popolo considerava il suo Generale. Ho il diritto di farlo, abbiamo il diritto di farlo!
E finché continuerete a dirmi che sono un "genocida" solo perché sono Serba, vi farò la stessa domanda:
Dov'è la vostra giustizia????
Perché non chiedo più il permesso a nessuno per essere chi sono.
Sono Serba.
E ricordo anche.
E non me ne vergogno. Ed è un peccato che dopo 30 anni dalla guerra ci sia ancora tanto odio... Vergogna...
Nel corso dei secoli, la Serbia si è affermata come terra di resistenza e di onore: un baluardo incrollabile che ha versato il proprio sangue per difendere la propria identità e le radici cristiane dell'Europa contro cinque secoli di dominazione ottomana. Nel 2026, è giunto il momento che i media occidentali smettano di imporre la propria morale (mooolto discutibile) a un popolo che ha sempre camminato a testa alta. Per la Serbia, Ratko Mladić rimane un figlio di questa terra, un eroico difensore che si è levato a tutela della propria gente e non solo, durante le tempeste che hanno sconvolto i Balcani. Al di là di diktat o sussurri stranieri, solo il cuore del popolo serbo ha la legittimità di giudicare i propri eroi, e il suo nome risuonerà per sempre nella memoria della patria 🇷🇸🇷🇸🇷🇸
Accanto al “macellaio” devono scrivere anche
- che Izedbegovic (all’epoca presidente della Bosnia) ha venduto in proprio popolo leccando il c. americano e facendo uccidere migliaia di mussulmani proprio a Srebrenica per poi dare la colpa agli altri! Importando l’isis (all’epoca non si chiamava così ma sono gli stessi) in Bosnia che uccidevano tutto, ma proprio TUTTO che si muove a commando!!!
- Che Mladic ha fatto accompagnare in salvo tantissime persone non serbe (ci sono filmati, testimonianze ecc) in salvo intimandoli che smettono a sparare sul popolo serbo e smettono di fare i servi all’occidente che prima o poi li tradirà (come al solito)…
- Devono scrivere in maiuscolo che nella Guerra tutti hanno sparato e ucciso ma i cattivi, guarda caso, sono solo e soltanto i Serbi e gli altri sono angioletti (ovvio se sono servi loro e se non facevano così gli stessi parlavano davanti al mondo e facevano scoprire tutti i trammacci che poi alla fine sono usciti fuori comunque). E allora se sono così innocenti e solo i Serbi gli unici cattivi - come mai questa guerra è durata anni ?!?!
- Che gli ameriCani (C maiuscola apposita) assieme ai EU hanno programmato ed organizzato quella guerra perché la Jugoslavia grande, indipendente e forte alle porte dell’Europa non gli conveniva ai loro sporchi giochi - di allora e all’agenda del futuro!!
- E infine devono scrivere che il Vaticano stesso non ha mai perdonato la Serbia perché nel 1439 rifiutò al Concilio di Firenze e dell'Unione von lo stesso Vaticano. Il grande rifiuto del sovrano Serbo Đurađ Branković (Gaspare Branković), d'accordo con il clero e i teologi serbi, rifiutò categoricamente di inviare delegati al Concilio e di firmare l'unione con Roma. Questo rimarrà come il momento di più drastico e storico "NO" al Vaticano !!! Non è mai stato perdonato ai Serbi
Poi parliamone un po’ di quelli che lo giudicano il popolo Serbo:
Ricordiamo allora solo una piccola parte dei monumenti ai criminali nell'Unione Europea, come ad esempio quello al re Leopoldo II a Bruxelles (da dove ci inviano questa critica), responsabile degli omicidi di circa 15 milioni di congolesi e dell'introduzione del sistema di amputazione degli arti per il mancato raggiungimento delle quote nella raccolta del caucciù. In soli 25 anni di questi "non crimini", il Congo ha perso metà della sua popolazione.Oppure il monumento a Jan Pieterszoon Coen nei Paesi Bassi, un altro "non criminale" che ha compiuto massacri in Indonesia per garantire il monopolio olandese sulle spezie.
O il monumento a Cristoforo Colombo in Spagna, un altro genocida che ha dato inizio alla tratta transatlantica degli schiavi e ha inviato indigeni come schiavi in Spagna. Sotto il suo dominio, il popolo Taíno ha commesso suicidi collettivi di massa: tra la morte e la vita sotto il suo governo, sceglievano la morte. A causa di omicidi di massa, malattie, stupri, amputazioni, lavoro forzato, eccetera, in soli cinquant'anni sono passati da quasi un milione di abitanti a 500 individui, per poi scomparire.
Oppure il monumento a Karl Lueger in Austria, che ha sostenuto il colonialismo sugli slavi nei Balcani e la cui retorica ha ispirato l'allora giovane Hitler. O in Portogallo i monumenti al re Giovanni I, ad Alfonso VI, eccetera. E poi in Italia al re Vittorio Emanuele e a Rodolfo Graziani... In Francia a Jean-Baptiste Colbert e Joseph Gallieni... In Germania a Hermann von Wissmann, in Danimarca al re Cristiano IV o in Gran Bretagna i numerosi monumentos ai colonialisti, da Cecil Rhodes a Winston Churchill.
Un tribunale che ha lasciato liberi Orić, Kordić e Gotovina non è credibile. Anche Gesù fu condannato da un tribunale, dipende sempre chi ti giudica.
Toglietevi di dosso una buona volta!
Fattevi due conti, studiate la storia e guardate un po’ indietro chi si è fatto impallare per secoli per difendere voi e poi giudicate, sempre se credete che potete essere degni di esprimerne giudizio !!!”



SPOMENICI



 
I MONUMENTI JUGOSLAVI COME MESSAGGERI DI PACE E FRATELLANZA

Ne discutono:
ANDREA GHEZZI (moderatore)
segretario regionale del PCUP Emilia-Romagna
ROSA D’AMICO
storica dell’arte, vicepresidente di JUGOCOORD
GIANMARCO PISA
responsabile Esteri del PCUP e Autore del libro:
“PIÙ ETERNO DEL BRONZO. Educazione alla cultura semantica del monumento” (ed. Multimage 2026) sugli spomenici del Kosovo
ROSANNA RIZZI
Architetto, esperta degli Ossari Monumentali jugoslavi in Italia,
curatrice della pagina FB “Spomen Kosturnica Barletta”
ANDREA MARTOCCHIA
segretario nazionale di JUGOCOORD
dalla collaborazione tra:
PCUP e JUGOCOORD
PER INFO: pcupemiliaromagna@gmail.com


IL PARERE DI LIVIO SENIGALLIESI

  KOSOVO - LA CONDANNA DI THACI E DEI CAPI DI UCK COLPEVOLI DI CRIMINI DI GUERRA E TRAFFICO DI ORGANI DI PRIGIONIERI SERBI E ROM, CHIUDE UN ...