Tuesday, August 10, 2021

TRASLOCO

 



Ci siamo trasferiti in 4 altri siti

Uno si chiama The new Balkan crewThe new Balkan crew 2  

un altro si chiama BALKAN MOJA LJUBAV

un altro si chiama Balkani mon amour

C'è un pover uomo che ci diffama e che si è inventato una strana teoria sulla divisione di questo blog in 5 parti. Assolutamente nessun problema con la giustizia come dice questo essere misero che ha perso la sua dignità. Semplicemente "Balkan crew" era fatto da un team che poi è variato e quindi è nato New Balkan crew. In una discussione su Face book con un ragazzo tedesco che non sa nemmeno dove sono i Balcani, è nato un piccolo screzio e lui per farcela pagare ha fatto passare a FB la parola "Kosare" come problema. Quindi abbiamo tentato con un New Balkan crew 2 ma nemmeno così potevamo postare su  FB e quindi è nato Balkan moja ljubav. Balkani mon amour lo teniamo principalmente poichè qui non ci è consentito postare i documenti PDF. Il primo team era fatto di 6 persone e solo una di loro aveva scelto di usare il nome vero; tutti gli altri hanno scelto di usare degli pseudomini. Quando quindi vedete un post fatto da "Jagoda" o "Sajkaca" non potete sapere da chi è stato scritto. Capito serbofobico? Comunque più ci fai del male più rispondiamo col bene, è l'unico modo per spiazzarti 

Monday, November 2, 2020

Ruđer Josip Bošković - Ruggero Boscovich



 Questo articolo si trova più dettagliato  qui


Dedicato al nostro serbofobico major




Bè.. visto che gli albanesi dicono che Nikola Tesla è albanese, anche i croati possono dire che Boskovic è croato. La storia si tramuta in opinioni .. alle volte, ma... indovinate un po'? E' sepolto in una chiesa ortodossa!!! Penso che da lassù parli chiaramente

Persone poco intelligenti hanno definito Boskovic' eterno simbolo della Croazia, cioè uno stato che nascerà solo 200 anni dopo la sua morte. Dei veri geni!!!!  Anche Italo Calvino è italiano, ma è nato a Santiago de Las Vegas de La Habana per non parlare di tutti gli italiani nati in Libia . Ungaretti nato al Cairo dovrebbe essere egiziano? E Ugo Foscolo era greco? Si puo' dire che la Serbia ha dato 18 imperatori all'Impero romano?

Come dice giustamente Urban File La voce della città in data 3 gennaio 2017, lo scopo dei donatori non era quello di rendere omaggio al grande raguseo, ma il tentativo di avvalorare la tesi della croaticità dello scienziato, fenomeno appropriativo ancora molto abusato dai croati con molti personaggi famosi tipo Marco Polo (Marko Polo) Giorgio Orsini (Jurai Matejev Dalmatinac) Francesco Patrizi (Frane Petric') Giovanni Francesco Biondi (Franjo Biundovic') etc...

Chi ha avvisato l’ANSA il 13/02/2017 dicendo che Boskovic era croato ha detto il falso . Impossessarsi delle culture precedenti perchè hai conquistato quel territorio non ha nessun senso, altrimenti anche tutta la cultura degli Illiri diventerebbe croata. L’unica cosa corretta da dire è quella scritta sulla statua. Nato a Ragusa attuale Croazia . A Dubrovnik al massimo son croati dopo il 1920 e nemmeno, non certo dagli Illiri. A Dubrovnik nascono i croati da quando è Croazia, non prima. Non si puo’ cambiare nazionalità a tutti quelli nati 200 anni prima. Che ignoranza certa gente!!!






I Boskovics erano una nobile famiglia serba la cui origine era dell'Erzegovina orientale - Orahov Do vicino a Trebinje. Da questa zona, alla fine del XVIII secolo, Nikola Bošković si trasferì a Dubrovnik per commerciare. Durante il commercio, Nikola Bošković era anche interessato alla storia dei serbi, così è stata scritta la sua opera Relazione dei Monasaterij della Provincia di Rassia.

Ci sono due personalità importanti nella famiglia Boskovic: Bozo Boskovic e Rudjer Boskovic. Božo Bošković era un rispettabile e ricco commerciante. Ha lasciato 10.000 fiorini al comune di Dubrovnik per l'istruzione dei bambini abbandonati "indipendentemente dalla religione". 

Nella famiglia spicca Ruđer Bošković, matematico, fisico, astronomo, diplomatico e poeta di fama mondiale.

Quando i Bošković ottennero davvero la nobiltà, non è stato determinato esattamente, molto probabilmente l'hanno ottenuta come Pokrajčić nel 1595, e anche prima, e che su questa base la famiglia Bošković ha ricevuto la nobiltà e lo stemma il 15 aprile 1718. Non è noto a quale Boskovic si riferiscano queste informazioni e se si riferiscano a questa famiglia Boskovic.

Un ramo della famiglia Boskovic, si diresse a nord, attraverso Valjevo fino a Srem, dove spicca Jovan Boskovic filologo, professore, redattore di Matica Srpska e ministro dell'Istruzione nel governo di Jovan Avakumović.




 Nel palmares dei «croati» finisce un buon numero di dalmati, in particolare di ragusei. Ragusa è una delle città più di confine: comune italiano vissuto in concorrenza con Venezia (che la occupa fra XIII e XIV secolo, plasmandone le istituzioni), Ragusa è considerata la “Quinta repubblica marinara”. Tuttavia è oggettivamente una città dalle molte identità, in cui convive l’elemento italiano (peraltro, un italiano non veneziano, proprio per la rivalità con la Serenissima) della classe dirigente con quelli slavi (croato, serbo, bosniacco, montenegrino) e balcanico in genere (morlacco, valacco, greco, armeno e albanese). Alla fine del 1500 e poi nel secolo successivo Ragusa subisce due devastanti terremoti. La città non si riprese mai più da questi due colpi e lentamente l’elemento italiano venne soverchiato da quello slavo, nonostante la perfetta convivenza dei due. Quando Napoleone pone fine alla vita millenaria della repubblica marinara, fra 1804 e 1806, a Ragusa l’italiano è ancora la lingua ufficiale, anche se gran parte della popolazione parla comunemente le lingue slave.

Figli di questa città di confine, moltissimi ragusei possono essere considerati tanto italiani quanto slavi. E fra questi il più celebre è senz’altro l’astronomo e matematico Ruggero Boscovich (1711-1787) nato a Ragusa da madre italiana e padre bosniaco, a 14 anni si trasferì in Italia. Boscovich, che fu un prete cattolico, è uno dei più grandi intellettuali del suo tempo: matematico, astronomo, uomo di fede e di scienza. Era senz’altro bilingue (parlava anche in serbocroato, ma in famiglia prediligeva l’italiano), scrisse la gran parte delle sue opere scientifiche in latino – lingua della scienza d’allora – ma anche in italiano e in francese. Nella sua corrispondenza con Voltaire, il filosofo gli scriveva in italiano. Fece parte dell’Accademia dei Quaranta, altrimenti detta Società Italiana. E’ interessante che anche i serbi considerano Boscovich come un “loro” scienziato, poiché suo padre era di origine serba. Boscovich preferiva definirsi “dalmata”, rivendicando dunque un’origine regionale più che nazionale (un atteggiamento dunque molto… italiano!). Va altresì notato che dei suoi cinque fratelli, due – Anna e Pietro – furono buoni poeti slavi, mentre un altro – Bartolomeo – fu studioso e poeta, ma di lingua italiana.


Boscovich, Ruggero Giuseppe

Che fine ha fatto la statua di Ruđer Bošković? (si consiglia di leggere i commenti a fondo pagina)



La Croazia scippa personaggi storici italiani

Ultimamente si è materializzata anche la statua

Finalmente inaugurata la statua di Ruđer Bošković (si consiglia di leggere i commenti a fondo pagina)

Srbin katolik, čemu?

















A seguire i motivi per cui oggi Boskovic' non vorrebbe essere certo considerato croato



























Primo anniversario della mostra di Marin Držić  (Marino Darsa quando conviene)



Uno dei motivi che spingerà all’insurrezione serba contro il secessionismo di Zagabria degli anni ’90 sarà anche la fine di questa politica nazionale sul territorio croato. La costituzione croata d’epoca jugoslava, infatti, definiva fin dal primo articolo che “la Repubblica Socialista di Croazia è lo stato nazionale del popolo croato, lo stato dei serbi di Croazia e lo stato delle nazionalità che in essa vivono.” Dal ’91 in poi, questa disposizione verrà eliminata, relegando i serbi di Croazia allo status di minoranza e non più di popolo costituente. East journal 15/10/2015

Le violenze in Croazia sono documentate da moltissimi rapporti mai smentiti che risalgono a metà 2018, a cominciare da quello di Amnesty International. La Croazia è una “democrazia fragile” (ha problemi interni con la propria polizia, esce da una guerra sanguinosa con numerosi criminali di guerra, impuniti), ha al suo interno un diffuso razzismo, ma ha anche probabilmente ricevuto indicazioni sul “lavoro sporco” da fare e, attraverso delle bande consistenti, lo sta facendo. Gianfranco Schiavone. Il disastro della rotta balcanica. 19/12/2020







La cosa gravissima è che i croati negli anni '90 hanno distrutto molti libri tramandandoci solo una parte della storia 




Tanto impegno, tanto denaro, ma a scrivere "croato" non ci sono riusciti nemmeno con tutto l'oro del mondo. Però dicono a tutti i giornali che Boscovich è croato e il gioco è fatto. C'erano riusciti anche a Troia con un certo cavallo 

















Anche Antonio Ballarin fa notare il padre serbo e, nonostante i croati correggano Wikipedia come loro solito, non riescono a correggere i testi seri come l'enciclopedia Treccani. Noi comunque, conoscendoli molto bene, ci siamo salvati tutte le pagine.







Quel famoso nazionalismo croato che ha distrutto la Jugo e che conosciamo molto molto bene... 








La voce del popolo - giovedì 7 aprile 2016



































Thursday, October 22, 2020

LA FIORAIA DI SARAJEVO

 


Oh.. ecco una opportunità per la mia linguaccia - parlo in generale anche se vorrei davvero tanto fare dei nomi, ma per non scatenare le ire di alcuni dotti scienziati parlo in generale senza puntare il dito contro nessuno. La signora che vedete in foto è morta in nome della pace. Le darei il premio Nobel . C'è tutta una propaganda contro una certa parte dei Balcani e tanti che mettono il dito nella piaga anche per interessi economici. Lei è morta jugoslava dicendo a tutti: non uccidete ne una serba ne una croata ne una slovena ne una cattolica ne una musulmana ne una ortodossa, uccidete una vita - Quel che nessuno dice mai è che tutte ste foto sono state fatte agli jugoslavi, con istruzione e cultura jugoslava, con persone che andavano alle feste degli altri, delle altre religioni, che giocavano tutti assieme senza chiedersi chi erano, anche perchè erano tutti slavi finchè sono arrivati i nazionalisti a insegnargli che erano nemici - e sempre la domanda: ma è musulmana? ma è bosniaca? - ma che cavolo di domande fai avrei risposto io !

Belgrade Waterfront

 


Belgrado è diventata una città meravigliosa. I serbofobici si stanno contorcendo le budella 


Magica Belgrado!

UN VOLO PER LA VITA

 


Tra le tante organizzazioni che ho incontrato in tanti anni di contatto con la Serbia, c'è il "Collettivo azione pace". Anche loro si sono attivati per le bombe NATO maledette e fanno venire in Italia e precisamente al Regina Margherita di Torino, i bambini che hanno sviluppato il tumore a causa delle bombe e i bambini che devono avere un trapianto. Questo gruppo mi è entrato nel cuore da subito, perchè a parte la simpatia, organizzavano e organizzano tutt'ora cene per raccogliere fondi per aiutare questi bambini a venire in Italia, a base di prodotti balcanici. Con loro abbiamo attivato una raccolta viveri quando c'è stata l'alluvione in Serbia ed è stata una esperienza che non dimenticherò mai tanto è stata meravigliosa. Il mio dentista fa parte di questo gruppo e un giorno che mi doveva fare la fattura mi dice: Maja, ma come ti chiami in realtà? Ho conosciuto tanti bambini che sono arrivati disperati e sono andati via felici. Bambini prodigio come li chiamo io che in soli due mesi imparavano l'italiano. Una di loro mi è rimasta nel cuore e si chiama Maja come me, anche se sono io che mi chiamo come lei, perchè da quando è arrivata lei in Italia tutti mi chiamano Maja. Ho portato Maja a visitare un sacco di posti, ma mi è rimasta impressa la nostra visita alla Mole Antonelliana tanta era la felicità di questa bambina e io che pensavo ai nostri che vogliono la play station e sempre nuovi giochi perchè si stufano subito. Una giornata meravigliosa che abbiamo trascorso in un clima di serenità surreale è stata al campo volo di Castelnuovo Don Bosco, il paese natale di Don Bosco. Quanto mi parlava in serbo Maja e quanto capivo niente! Eppure alla fine ci capivano in tutto anche solo con uno sguardo. In questo campo volo, presta la sua attività di volontariato il mio amico Michele che ha fatto fare un giro in aereo a Maja e la foto di quel giorno ha partecipato a tanti concorsi fotografici piazzandosi sempre molto bene. Era la prima volta che per noi un pilota era segno di vita e non di morte. Come al solito la Serbia e i serbi sono la mia fonte primaria di felicità


Collettivo azione pace

Wednesday, October 21, 2020

Franjo Tuđman




E' stato riconosciuto post mortem dal Tribunale penale per la ex Jugoslavia membro chiave di un gruppo criminale che intendeva conquistare con la violenza una parte del paese confinante della Bosnia ed Erzegovina, in particolare eliminandone la popolazione musulmana attraverso la commissione di crimini di guerra e contro l'umanità. Inoltre lo stesso propugnava l'eliminazione di ogni presenza serba nella Krajina così commettendo atti considerati crimini di guerra 

I serbofobici cercano di cambiare continuamente la pagina di Wikipedia 

Krajina 1995: “Sve čisto” (Tutto pulito) - non c'è più un serbo in Croazia disse il criminale Tudjman

Franjo Tudman in Wikipedia 

Bosnia, condannati i vertici della Grande Croazia e Franjo Tudman 

Confermata in appello la responsabilità criminale di Tudman

Criminali di guerra ancora visti come eroi   ,  

Perchè Milosevic è innocente

Il Punto di Giulietto Chiesa: il Tribunale dell’Aja scagiona Milosevic.

Il Tribunale dell’Aja ha inoltre stabilito che a quella impresa criminale avevano preso parte anche l’allora presidente della Croazia Franjo Tuđman, il ministro della Difesa croato Gojko Šušak e il capo di Stato maggiore dell’Esercito croato Janko Bobetko.





10 dicembre 1999: muore a Zagabria Franjo Tuđman


Gli imputati in questione sono sei croato-bosniaci (il “sestetto”, come lo si definisce nella stampa croata) che furono i massimi esponenti, politici e militari, della Comunità Croata di Herceg-Bosna. Si trattava di una entità nel sud della Bosnia-Erzegovina auto-proclamata nel 1991, priva di riconoscimento internazionale e poi disciolta nel 1994. I sei leader dell’Herceg-Bosna sono stati giudicati responsabili di una “impresa criminale congiunta” (Joint Criminal Enterprise) che, secondo la sentenza, aveva l’obiettivo di costituire una “Grande Croazia”, annettendo dunque la Herceg-Bosnia allo stato croato, con l’esplicito accordo del governo di Zagabria. Lo strumento per realizzare la “Grande Croazia” consisteva nell’espulsione di cittadini bosgnacchi con atti contro l’umanità quali uccisioni, deportazioni, violenze sessuali e la distruzione di proprietà, commessi sistematicamente tra il 1992 ed il 1994 in Bosnia-Erzegovina.

Il verdetto di primo grado, che arriva dopo sette anni di processo, segna un importante precedente per la storia e la giustizia internazionale. Per la prima volta, infatti, si sancisce la responsabilità della Croazia, e in particolare dell’allora presidente Franjo Tudjman, nei crimini di guerra che hanno segnato le guerre jugoslave degli anni novanta. Tudjman, insieme al ministro della difesa croato Gojko Šušak, al Presidente della Herceg-Bosna Mate Boban (tutti e tre morti tra il 1997 e il 1999) e al “sestetto” dei condannati, è esplicitamente indicato nella sentenza per aver preso parte all’impresa criminale comune a danno dei cittadini bosgnacchi. Nel testo si afferma, infatti, che sin dal dicembre 1991 (cioé, significativamente, prima ancora dell’inizio della guerra in Bosnia-Erzegovina, scoppiata nell’aprile 1992) Croazia ed Herceg-Bosna concordarono l’obiettivo di creare un’unica entità politica, alterando la composizione etnica – cioé forzando l’espulsione della popolazione non-croata dalla regione.

BOSNIA: Condannati all’Aja i vertici della "Grande Croazia". E Franjo Tudjman

L’implicazione della Croazia nel conflitto in Bosnia Erzegovina era uno dei punti cruciali, e più attesi, della sentenza. La sentenza di primo grado aveva riconosciuto Franjo Tuđman come membro fondamentale dell’azione criminale associata che, attraverso la pulizia etnica, mirava a costruire un’entità politica che si sarebbe annessa più o meno direttamente alla Croazia.

Il secondo grado ha confermato pienamente questo giudizio, che ormai alcuni considerano come una sorta di simbolica messa in accusa (se non di condanna) postuma del Tribunale a Tuđman, morto nel 1999 e da tempo eletto a padre della patria dalla destra croata, al potere dal 2015 a oggi e a lungo durante la transizione.

BALCANI: L’ Aja condanna il sestetto della Herceg Bosna

Monday, October 19, 2020

JOVANKA BROZ - MOJ ZIVOT, MOJA ISTINA




Jovanka è stata la moglie di Tito e ha pagato a caro prezzo questa situazione con una prigionia politica alla morte del marito, in una casa senza riscaldamento e le è anche stato negato il passaporto. Non aveva diritti ne pensione. Chi l'ha rovinata? Quelli che hanno distrutto la Jugoslavia. Quelli che hanno votato si per la separazione, quindi sloveni, croati e bosniaci. Gli assurdi nazionalisti. Senza questi nazionalisti si sarebbero create nuove opportunità per il paese e Jovanka non sarebbe morta sola e in povertà. 

Il nazionalismo serbo esiste, ma è in risposta a quello croato che combatte per l'indipendenza da secoli. Il nazionalismo croato poteva essere meno duro, meno aggressivo, meno populista e potevano trasformare la Jugo in uno stato più moderno invece che distruggerla


Jovanka Broz




TRASLOCO

  Ci siamo trasferiti in 4 altri siti Uno si chiama  The new Balkan crew e  The new Balkan crew 2   un altro si chiama  BALKAN MOJA LJUBAV ...