Innanzitutto voglio augurare una buona Pasqua a tutti i "pravoslavci" e poi mi butterei subito su:
LE DECLINAZIONI (Sklanjatev)
Le declinazioni regolari slovene sono 4:
- Maschile
- Prima declinazione femminile
- Seconda declinazione femminile
- Neutro
La declinazione comprende sei casi:
- Nominativo (Imenovalnik) risponde alla domanda chi?/che cosa? (Kdo?/Kaj?)
- Genitivo (Rodilnik) risponde alla domanda di chi?/di che cosa? (Koga?/Česa?)
- Dativo (Dajalnik) risponde alla domanda a chi?/a che cosa? (Komu?/Čemu?)
- Accusativo (Tožilnik) risponde alla domanda chi?/che cosa? (Koga?/Kaj?)
- Locativo (Mestnik) risponde alla domanda presso chi?/presso che cosa (Pri kom?/Pri čem?)
- Strumentale (Orodnik) risponde alla domanda con chi?/con che cosa? (s kom?/s čim?). Risponde anche alla domanda per mezzo di chi?/mediante che cosa?.
Vediamo ora la prima delle tre declinazioni:
Maschile
Stol (sedia)
Singolare
N. Stol
G. Stol-a
D. Stol-u
A. Stol
L. Pri stol-u
S. S stol-om
Duale
N. Stol-a
G. Stol-ov
D. Stol-oma
A. Stol-a
L. Pri stol-ih
S. S stol-oma
Plurale
N. Stol-i
G. Stol-ov
D. Stol-om
A. Stol-e
L. Pri stol-ih
S. S stol-i
Piccola regola MOLTO importante:
Nello strumentale si usano le preposizioni S e Z. Entrambe hanno lo stesso significato, ma si usano in maniera differente: si usa la S davanti a sostantivi, aggettivi, pronomi e numerali che iniziano per c, č, f, h, k, p, s, š, t. La Z si usa in tutti gli altri casi.
Questo è tutto per oggi
Na svidenje!
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Sunday, April 19, 2009
Sunday, April 5, 2009
Lingua slovena. Lezione 3
Allora care studentesse e cari studentessi ;)
oggi diamo un'occhiata abbastanza "easy" alla lingua slovena. Poi, in seguito, approfondiremo i punti uno ad uno.
La lingua slovena ha tre generi, tre numeri e tre persone.
I generi sono:
- Maschile (moški spol): jelen (cervo), travnik (prato), stol (sedia);
- Femminile (ženski spol): riba (pesce), reka (fiume), jelka (abete);
- Neutro (srednji spol): mesto (città), polje (campo), tele (vitello).
I numeri sono:
- Singolare (ednina);
- Duale (dvojina);
- Plurale (množina).
Il duale è una singolarità (se mi permettete il gioco di parole) che lo sloveno si porta dallo slavo antico. Questo numero indica, come avrete già capito, due persone o due cose. Nel caso le persone (ma anche animali) siano di sesso differente, si usa il maschile (o almeno così è nel dialetto lubianese, quello da me parlato. Non mi stupirei se, in uno dei 64 dialetti sloveni, si usasse una forma differente...ebbene si, lo sloveno ha 64 dialetti!).
Le persone sono:
- La prima persona (prva oseba);
- La seconda persona (druga oseba);
- La terza persona (tertja oseba).
Come in tutte le lingue slave meridionali l'articolo non esiste.
Il verbo Biti (essere)
Biti è l'unico verbo ausiliare necessario alla formazione dei tempi composti. Vediamo la sua coniugazione al presente:
Singolare
Jaz sem
Ti si
On/Ona/Ono je
Duale
Midva/Midve/Medve sva
Vidva/Vidve/Vedve sta
Onadva/Onidve/Onedve sta
Plurale
Mi smo
Vi ste
Oni/One/Ona so
Per il momento è tutto
Stay tuned!
Na svidenje!
oggi diamo un'occhiata abbastanza "easy" alla lingua slovena. Poi, in seguito, approfondiremo i punti uno ad uno.
La lingua slovena ha tre generi, tre numeri e tre persone.
I generi sono:
- Maschile (moški spol): jelen (cervo), travnik (prato), stol (sedia);
- Femminile (ženski spol): riba (pesce), reka (fiume), jelka (abete);
- Neutro (srednji spol): mesto (città), polje (campo), tele (vitello).
I numeri sono:
- Singolare (ednina);
- Duale (dvojina);
- Plurale (množina).
Il duale è una singolarità (se mi permettete il gioco di parole) che lo sloveno si porta dallo slavo antico. Questo numero indica, come avrete già capito, due persone o due cose. Nel caso le persone (ma anche animali) siano di sesso differente, si usa il maschile (o almeno così è nel dialetto lubianese, quello da me parlato. Non mi stupirei se, in uno dei 64 dialetti sloveni, si usasse una forma differente...ebbene si, lo sloveno ha 64 dialetti!).
Le persone sono:
- La prima persona (prva oseba);
- La seconda persona (druga oseba);
- La terza persona (tertja oseba).
Come in tutte le lingue slave meridionali l'articolo non esiste.
Il verbo Biti (essere)
Biti è l'unico verbo ausiliare necessario alla formazione dei tempi composti. Vediamo la sua coniugazione al presente:
Singolare
Jaz sem
Ti si
On/Ona/Ono je
Duale
Midva/Midve/Medve sva
Vidva/Vidve/Vedve sta
Onadva/Onidve/Onedve sta
Plurale
Mi smo
Vi ste
Oni/One/Ona so
Per il momento è tutto
Stay tuned!
Na svidenje!
Sunday, March 29, 2009
Lingua slovena. Lezione 2
Allora mie care e miei cari studenti, continuiamo la lezione sull'alfabeto della scorsa settimana:
L
Si pronuncia in due modi: come la l italiana oppure come u. In alcune posizioni la pronuncia oscilla tra la l e la u.
Si pronuncia come l:
1) Al principio delle parole. Ad esempio làkota (fame), làs (capello), léd (ghiaccio), lép (bello);
2) Tra due vocali. Ad esempio veleti (ordinare), kolò (ruota), màlo (poco), mìlo (sapone);
3) Dopo una consonante. Ad esempio blàg (mite), blagò (merce), blìsk (fulmine), grlo (gola);
4) Nel genitivo plurale dei sostantivi femminili in -la e dei sostantivi neutri in -lo. Ad esempio skàla (roccia) gen. skal, obàla (costa) gen. obàl, darìlo (dono) gen. darìl;
5) Nelle parole di origine straniera, nei neologismi ed in alcuni nomi propri. Ad esempio glagol (verbo), spol (genere sessuale), generàl (generale), vokàl (vocale).
6) In molte parole davanti alle consonanti. Ad esempio skàlnat (roccioso), samostàlnik (sostantivo), bolgàrski (bulgaro).
Si pronuncia come u:
1) Nella forma maschile di tutti i participi passati. Questa regola è senza eccezioni. Ad esempio bil pron. biu (stato), rékel pron. rekeu (detto), mògel pron. mogeu (potuto);
2) Alla fine di moltissime parole. Ad esempio bél pron. beu (bianco), cél pron. ceu (intero), pekèl pron pekeu (inferno);
3) Davanti ad una consonante. Ad esempio pòldan pron. poudan (mezzogiorno), bolnìk pron. bounik (malato).
S
In qualsiasi posizione si trovi corrisponde al suono italiano di sale, sete, silenzio ecc. Ad esempio sàm (solo), sédem (sette), sénca (ombra), sìla (forza), sìn (figlio). Unica attenzione da porre e sulla pronuncia dei gruppi consonantici sl, sm, sn, sr, sv. Scandite bene le consonanti.
Š
Corrisponde a sc nelle parole italiane scelta, sciarpa, scintilla. Ad esempio šelé (appena), šepati (zoppicare), škoda (danno). Prestate attenzione al gruppo consonantico šč: và pronunciato in modo da far sentire bene tutte e due le consonanti.
Z
Ha sempre il suono sonoro o dolce come la s tra due vocali in tesoro, rosa. Ad esempio znàti (sapere), zid (muro), znanost (scienza), zméda (confusione).
Ž
Corrisponde alla j francese di bonjour. Ad esempio žalost (tristezza), že (già), žgati (bruciare), žrebati (sorteggiare).
Diagrammi
I due diagrammi LJ e NJ possono formare due suoni distinti oppure un unico suono palatale.
Formano due suoni:
1) Al principio delle parole, tra due vocali e tra una consonante ed una vocale. Ad esempio ljùb (caro), Ljubljàna (Lubiana), ljudjé (gente), ljùt (rabbioso), njegòv (suo), njìva (campo), dajànje (atto), sanje (sogni).
2) Diversa è la pronuncia quando lj e nj vengono a trovarsi a fine parola o davanti ad una consonante; diventano, quindi, un unico suono palatale: la l e la n sono chiare mentre la j diventa appena percettibile.
Consonanti doppie
La lingua slovena non presenta consonanti doppie. Esistono, però, dei casi in cui vengono a trovarsi due medesime consonanti una accanto all'altra. In questo caso le due lettere vanno pronunciate distintamente.
Na svidenje!
L
Si pronuncia in due modi: come la l italiana oppure come u. In alcune posizioni la pronuncia oscilla tra la l e la u.
Si pronuncia come l:
1) Al principio delle parole. Ad esempio làkota (fame), làs (capello), léd (ghiaccio), lép (bello);
2) Tra due vocali. Ad esempio veleti (ordinare), kolò (ruota), màlo (poco), mìlo (sapone);
3) Dopo una consonante. Ad esempio blàg (mite), blagò (merce), blìsk (fulmine), grlo (gola);
4) Nel genitivo plurale dei sostantivi femminili in -la e dei sostantivi neutri in -lo. Ad esempio skàla (roccia) gen. skal, obàla (costa) gen. obàl, darìlo (dono) gen. darìl;
5) Nelle parole di origine straniera, nei neologismi ed in alcuni nomi propri. Ad esempio glagol (verbo), spol (genere sessuale), generàl (generale), vokàl (vocale).
6) In molte parole davanti alle consonanti. Ad esempio skàlnat (roccioso), samostàlnik (sostantivo), bolgàrski (bulgaro).
Si pronuncia come u:
1) Nella forma maschile di tutti i participi passati. Questa regola è senza eccezioni. Ad esempio bil pron. biu (stato), rékel pron. rekeu (detto), mògel pron. mogeu (potuto);
2) Alla fine di moltissime parole. Ad esempio bél pron. beu (bianco), cél pron. ceu (intero), pekèl pron pekeu (inferno);
3) Davanti ad una consonante. Ad esempio pòldan pron. poudan (mezzogiorno), bolnìk pron. bounik (malato).
S
In qualsiasi posizione si trovi corrisponde al suono italiano di sale, sete, silenzio ecc. Ad esempio sàm (solo), sédem (sette), sénca (ombra), sìla (forza), sìn (figlio). Unica attenzione da porre e sulla pronuncia dei gruppi consonantici sl, sm, sn, sr, sv. Scandite bene le consonanti.
Š
Corrisponde a sc nelle parole italiane scelta, sciarpa, scintilla. Ad esempio šelé (appena), šepati (zoppicare), škoda (danno). Prestate attenzione al gruppo consonantico šč: và pronunciato in modo da far sentire bene tutte e due le consonanti.
Z
Ha sempre il suono sonoro o dolce come la s tra due vocali in tesoro, rosa. Ad esempio znàti (sapere), zid (muro), znanost (scienza), zméda (confusione).
Ž
Corrisponde alla j francese di bonjour. Ad esempio žalost (tristezza), že (già), žgati (bruciare), žrebati (sorteggiare).
Diagrammi
I due diagrammi LJ e NJ possono formare due suoni distinti oppure un unico suono palatale.
Formano due suoni:
1) Al principio delle parole, tra due vocali e tra una consonante ed una vocale. Ad esempio ljùb (caro), Ljubljàna (Lubiana), ljudjé (gente), ljùt (rabbioso), njegòv (suo), njìva (campo), dajànje (atto), sanje (sogni).
2) Diversa è la pronuncia quando lj e nj vengono a trovarsi a fine parola o davanti ad una consonante; diventano, quindi, un unico suono palatale: la l e la n sono chiare mentre la j diventa appena percettibile.
Consonanti doppie
La lingua slovena non presenta consonanti doppie. Esistono, però, dei casi in cui vengono a trovarsi due medesime consonanti una accanto all'altra. In questo caso le due lettere vanno pronunciate distintamente.
Na svidenje!
Sunday, March 22, 2009
Lingua slovena. Lezione 1
Care ragazze e cari ragazzi, inizia oggi il corso di sloveno. Ve lo dico subito, E' PIU' DIFFICILE LO SLOVENO DEL SERBO-CROATO, e presto capirete il perché. Comunque, lo sloveno appartiene alla famiglia delle lingue slave meridionali, è una lingua kajkava (difatti lo što diventa kaj per dire "cosa?") ed è ekava (esattamente come il serbo). Inoltre la pronuncia corretta delle parole, e più precisamente degli accenti, è molto più complessa rispetto al serbo-croato e, quindi, questa prima lezione (che sarà piuttosto complessa) riguarderà:
L'ALFABETO (ABECÉDA)
Le lettere dell'alfabeto sloveno sono venticinque:
A a
B b
C c
Č č
D d
E e
F f
G g
H h
I i
J j
K k
L l
M m
N n
O o
P p
R r
S s
Š š
T t
U u
V v
Z z
Ž ž
Pronuncia (Izgovór)
Vocali (samoglásniki)
Le vocali a, i, u si pronunciano come in italiano.
Le due vocali e, o, quando vi cade sopra l'accento, possono essere strette o chiuse, oppure larghe o aperte (la presenza degli accenti ha solo carattere didattico: non li troverete mai segnati nello sloveno scritto!).
Alla lettera e possono corrispondere i seguenti suoni:
1) E stretta o chiusa, come in italiano cera, sera, pera e la indichiamo con l'accento acuto: é. Ad esempio: méra (misura), véra (fede), délo (lavoro), dél (parte), béda (miseria), déden (ereditario), séme (seme), vést (notizia), vetér (vento), séja (seduta), pét (cinque), léto (anno), lés (legno).
2) E larga o aperta, come in italiano cento, certo, e la indichiamo con l'accento circonflesso: ê. Ad esempio: êden (uno), mêtla (scopa), têta (zia), vêlik (grande), nêsti (portare), brêsti (guardare), brême (carico), têle (vitello), sêdlo (sella), rêbro (costola).
3) E breve, sempre aperta, come nella in italiano bello, e la indichiamo con l'accento grave: è. Ad esempio: obèd (pranzo), deklè (ragazza), medmèt (interiezione), omejèn (limitato).
4) La semivocale, o e semimuta, tra due consonanti: non trova un riscontro nella lingua italiana. Se vi cade sopra l'accento sarà pronunciata breve, secca e sorda. Ad esempio: pès (cane), sèn (sogno), vès (tutto). Quando non è accentata è breve e poco risuonante. Ad esempio bóter (padrino), sedáj (adesso), trúden (stanco), járen (giogo).
La o stretta o chiusa si pronuncia come nelle parole italiane nazione, pomo, sole. La indichiamo con l'accento acuto: nebó (cielo), nós (naso), kós (pezzo), bós (scalzo), teló (corpo), drevó (albero), próga (linea), senó (fieno), spodóben (decente).
La o larga o aperta, invece, la indichiamo con l'accento circonflesso, e si pronuncia come nelle parole italiane onere, occhio, troppo: vôda (aqua), tôrek (martedì), nôra (pazza), nôga (gamba), sôba (camera), ôkno (finestra).
La o breve la indichiamo con l'accento grave: obròk (rata), poród (parto), póst (digiuno).
Consonanti (soglásniki)
Le consonanti, b, d, f, m, n, p, r, t, v, si pronunciano esattamente come l'italiano. Per le altre ci sono due/tre regolette da tenere bene a mente:
C
Corrisponde sempre, in qualunque posizione si trovi, alla z aspra delle parole italiane paZZo, staZione, spaZio. Ad esempio cápa (si pronuncia zapa e significa straccio), cigán (zigán, zingaro), sénca (sénza, ombra), srcé (srzé, cuore), stric (striz, zio).
Č
Corrisponde alla c o ci nelle parole italiane cena, cedere, cibo, ciondolo, ciurma. Ad esempio čebéla (cebéla, ape), čêlo (cêlo, fronte), črn (c(i)rn, nero), čvrst (c(i)vrst, robusto), péč (péc(i), stufa).
G
Corrisponde alla g o alla gh nelle parole italiane gallo, gloria, gufo, grano, ghirigoro, ghetto, ghirlanda. Ad esempio gad (vipera), glédati (guardare), bég (fuga), nagib (impulso), gnus (nausea), brég (riva).
H
Non è mai muta, ma ha un suono molto aspirato. Ad esempio harmonìja (armonia), hči (figlia), hìter (veloce), hotéti (volere), pìhati (soffiare).
K
Corrisponde alla c o alla ch nelle parole italiane cadere, chiesa, chiuso, casa, cubo. Ad esempio kàdar (quando), kmèt (contadino), kruh (pane), képa (palla di neve), klét (cantina).
Per il momento ci fermiamo qui, mi pare già abbastanza. Inoltre la lettera L, i diagrammi Nj e Lj e le consonanti doppie presentano delle regole abbastanza seccanti. Quindi iniziate ad esercitarvi con queste!
Na svidenje!
L'ALFABETO (ABECÉDA)
Le lettere dell'alfabeto sloveno sono venticinque:
A a
B b
C c
Č č
D d
E e
F f
G g
H h
I i
J j
K k
L l
M m
N n
O o
P p
R r
S s
Š š
T t
U u
V v
Z z
Ž ž
Pronuncia (Izgovór)
Vocali (samoglásniki)
Le vocali a, i, u si pronunciano come in italiano.
Le due vocali e, o, quando vi cade sopra l'accento, possono essere strette o chiuse, oppure larghe o aperte (la presenza degli accenti ha solo carattere didattico: non li troverete mai segnati nello sloveno scritto!).
Alla lettera e possono corrispondere i seguenti suoni:
1) E stretta o chiusa, come in italiano cera, sera, pera e la indichiamo con l'accento acuto: é. Ad esempio: méra (misura), véra (fede), délo (lavoro), dél (parte), béda (miseria), déden (ereditario), séme (seme), vést (notizia), vetér (vento), séja (seduta), pét (cinque), léto (anno), lés (legno).
2) E larga o aperta, come in italiano cento, certo, e la indichiamo con l'accento circonflesso: ê. Ad esempio: êden (uno), mêtla (scopa), têta (zia), vêlik (grande), nêsti (portare), brêsti (guardare), brême (carico), têle (vitello), sêdlo (sella), rêbro (costola).
3) E breve, sempre aperta, come nella in italiano bello, e la indichiamo con l'accento grave: è. Ad esempio: obèd (pranzo), deklè (ragazza), medmèt (interiezione), omejèn (limitato).
4) La semivocale, o e semimuta, tra due consonanti: non trova un riscontro nella lingua italiana. Se vi cade sopra l'accento sarà pronunciata breve, secca e sorda. Ad esempio: pès (cane), sèn (sogno), vès (tutto). Quando non è accentata è breve e poco risuonante. Ad esempio bóter (padrino), sedáj (adesso), trúden (stanco), járen (giogo).
La o stretta o chiusa si pronuncia come nelle parole italiane nazione, pomo, sole. La indichiamo con l'accento acuto: nebó (cielo), nós (naso), kós (pezzo), bós (scalzo), teló (corpo), drevó (albero), próga (linea), senó (fieno), spodóben (decente).
La o larga o aperta, invece, la indichiamo con l'accento circonflesso, e si pronuncia come nelle parole italiane onere, occhio, troppo: vôda (aqua), tôrek (martedì), nôra (pazza), nôga (gamba), sôba (camera), ôkno (finestra).
La o breve la indichiamo con l'accento grave: obròk (rata), poród (parto), póst (digiuno).
Consonanti (soglásniki)
Le consonanti, b, d, f, m, n, p, r, t, v, si pronunciano esattamente come l'italiano. Per le altre ci sono due/tre regolette da tenere bene a mente:
C
Corrisponde sempre, in qualunque posizione si trovi, alla z aspra delle parole italiane paZZo, staZione, spaZio. Ad esempio cápa (si pronuncia zapa e significa straccio), cigán (zigán, zingaro), sénca (sénza, ombra), srcé (srzé, cuore), stric (striz, zio).
Č
Corrisponde alla c o ci nelle parole italiane cena, cedere, cibo, ciondolo, ciurma. Ad esempio čebéla (cebéla, ape), čêlo (cêlo, fronte), črn (c(i)rn, nero), čvrst (c(i)vrst, robusto), péč (péc(i), stufa).
G
Corrisponde alla g o alla gh nelle parole italiane gallo, gloria, gufo, grano, ghirigoro, ghetto, ghirlanda. Ad esempio gad (vipera), glédati (guardare), bég (fuga), nagib (impulso), gnus (nausea), brég (riva).
H
Non è mai muta, ma ha un suono molto aspirato. Ad esempio harmonìja (armonia), hči (figlia), hìter (veloce), hotéti (volere), pìhati (soffiare).
K
Corrisponde alla c o alla ch nelle parole italiane cadere, chiesa, chiuso, casa, cubo. Ad esempio kàdar (quando), kmèt (contadino), kruh (pane), képa (palla di neve), klét (cantina).
Per il momento ci fermiamo qui, mi pare già abbastanza. Inoltre la lettera L, i diagrammi Nj e Lj e le consonanti doppie presentano delle regole abbastanza seccanti. Quindi iniziate ad esercitarvi con queste!
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