Tuesday, October 27, 2009

Il Lago di Bled in Slovenia

Raga, vi è mai capitato di raccontare delle grosse balle ?
A me si, spesso, ma se sono dette a fin di bene non sono peccato.
Quindi, ragion per cui, vi posso dire che la nostra amica "Angelka" ha un amico favoloso di nome Adam, che è stato spesso in ferie in un paradiso terrestre di nome "Bled" in Slovenia.
Ad Adam dedichiamo questo bellissimo post facendogli i complimenti per quanto è carino e anche perchè è un grosso imprenditore italiano e sta facendo di tutto per salvare la nostra economia. Grande Adam !


Una delle più rinomate e incantevoli bellezze della Slovenia è sicuramente il lago di Bled. Fu formato dal ghiacciaio del Triglav, l'isolotto invece è emerso in superficie poco dopo e con il suo fascino ha subito attratto l'attenzione pubblica. L'isola di Bled è l'unica isola lacustre naturale della Slovenia. Sin dalla sua nascita l'isolotto al centro del lago di Bled fu considerato depositario di una missione divina e su di esso iniziarono ad adorare le divinità.
Il visitatore può solcare la superficie del lago di Bled a bordo delle tipiche imbarcazioni, una specie di gondola alpina, denominata “pletnja” (barca coperta). Soltanto con queste è possibile raggiungere l'isola. Una volta sbarcati, 99 gradini vi separano dalla vetta, dove vi attende la chiesetta e la campana dei desideri, una particolarità della chiesa insulare, oggetto di attrazione per molti turisti. Sono rari i turisti che vengono in Slovenia e tralasciano una visita a Bled, rinomato proprio per il suo lago alpino.
Lago di Bled

P.s. Ogni domanda privata va fatta per mail balkan_crew at yahoo.it
N.b. Il Lago di Bled esiste veramente; è sull'esistenza di Angelka, tanto bella che sembra finta, che nutriamo qualche dubbio !

Sunday, October 25, 2009

Artur e Marina e Roberto e il giornalismo

Carissimi,
come abbiamo più volte ribadito il nostro blog non si occupa di politica. In realtà tutti noi ci occupiamo anche di politica nella nostra vita privata o discutendo su altri blog.
Balkan-crew è nato per parlare di cultura, tradizioni, musica, cucina e tutto cio' che unisce e non divide e poi ci sono già molti altri blog che trattano la politica balkanika.
Purtroppo ogni tanto si sfora, perchè le nostre vite sono immerse nella politica e il primo problema che questo blog ha trattato è stato il problema del "visto" che è molto legato alla politica, perchè ogni legge sull'immigrazione cambia la vita dei popoli.
Ora tengo a precisare che questo post non è fatto per fare della propaganda politica, ma bensi' per aiutare tre amici che da molto tempo si occupano di Balkani.
Questi tre amici sono Roberto Spagnoli, Artur Nura e Marina Sikora e dalla notte dei tempi hanno una trasmissione su Radio Radicale dedicata appunto ai Balkani.
Radio Radicale è in pericolo e c'è chi dà colpa alla crisi, chi alla nostra politica dell'informazione, chi ad altri fattori, ma noi abbiamo un solo desiderio : ovvero che queste persone possano ancora svolgere il loro prezioso lavoro.
Sappiate che in ogni parte del mondo non è facile avere un'informazione corretta.
Non è raro, purtroppo, sentire al tg che un giornalista ha perso la vita e uno dei miei ideali di vita sono stati Ilaria Alpi e Miran Hrovatin ai quali va un affettuoso pensiero da parte di tutta la nostra ciurma.
Io, nella trasmissione di Roberto, Artur e Marina, ho visto la limpidezza, la freschezza e l'onestà del buon giornalismo.
E poi dobbiamo festeggiare i tre anni di passaggio a sud est col suo autore : Roberto.
Grande Robi !! Bravo e bello.. le ragazze della nostra ciurma sono tutte pazze di te !!


Artur Nura è un giornalista albanese nato a Tirana. Di lui dice:
"Sono un giornalista albanese Free Lance. Corrispondente di Radio Radicale. Ho scritto in lingua inglese per Central Europe Review, che oggi si e' convertita in Transition On Line, TOL. Sono stato per tre anni il capo redattore di GjeliVizion, un'emittenete televisiva locale della capitale albanese (Tirana) ed in cui ho condotto due programi diversi: un Forum - Sondaggio Televisivo a filo diretto ai cittadini, e un altro a livello profesionale.
Ho ricominciato a scrivere anche per i giornali Albanesi principalmente "Standard" e balkanweb.com sezione analisi".
Artur Nura
www.arturnura.com


Marina Szikora, 50 anni, croata, nata a Zagabria, vive a Budapest (Ungheria), laureata alla Facolta’ di Filosofia dell’Universita’ di Zagabria in lingua e letteratura italiana e letteratura comparata. E’ consigliere generale del PRT e corrispondente di Radio Radicale. E’ stata rappresentante del PRT per le attivita’ politiche in Europa centrale e sudorientale nonche’ rappresentante radicale alla Commissione per i diritti umani alle Nazioni Unite di Ginevra.
Marina Szikora

Mi chiamo Roberto Spagnoli, sono nato a Verbania, sul Lago Maggiore, sono giornalista professionista e lavoro a Radio Radicale.
Non sono mai riuscito a fare progetti sul mio futuro, ma ho sempre avuto le idee abbastanza chiare su quello che NON avrei voluto fare nella vita.
Le mie prime esperienze radiofoniche risalgono alla seconda metà degli anni '70, all'epoca delle "radio libere". Anni di grandi speranze e di gran divertimento.
Raggiunta la maggiore età e conquistata la maturità (nel senso di diploma), mi sono iscritto al Dams di Bologna e me ne sono andato di casa trasferendomi a Milano. Volevo fare l'artista e ho lavorato qualche anno in vari gruppi di teatro underground (nel vero senso della parola). Nella "Milano da bere" per me sono stati anni di autentica vita bohemienne. Poi grazie ad un laboratorio teatrale con Giorgio Albertazzi ho capito che il palcoscenico non era roba per me.
Assolti i miei doveri verso la patria (venti mesi di servizio civile sulle ambulanze) mi sono trasferito a Roma e dopo una breve esperienza di lavoro nel cinema (non come attore) ho lavorato per sette anni al Partito radicale attraverso il quale sono approdato a Radio Radicale rendendomi conto che in fondo il giornalismo era stato sempre il mio interesse.
Mi piace molto viaggiare e mi piace altrettanto tornare a casa. Quando posso volo in mongolfiera. Mi piace il mare, amo molto la musica e stare a tavola con gente simpatica.
Cerco di fare il mio lavoro meglio che posso. Ho cominciato a occuparmi con continuità di sud est europeo quasi per caso più o meno sei anni fa e se c'è una cosa che ho imparato in questo tempo è che quando si parla di Balcani non bisogna avere certezze perché quando si pensa di avere capito tutto è proprio il momento in cui si sta andando fuori strada."
Passaggio a sud-est

Dopo 33 anni che Radio Radicale, per generale riconoscimento, ha svolto e svolge un servizio pubblico senza precedenti e senza confronti possibili, si è forse sul punto di impedirle proprio questa funzione e proprio nell'attuale contesto della comunicazione e della democrazia in Italia.

Thursday, October 22, 2009

Rita e "Il giardino dei giusti"


In un'epoca nella quale siamo ormai abituati a sentire solo di violenze, cattiverie e prevaricazioni sui deboli, avere notizia che c'è anche il "Bene" e che esso talvolta trionfa, è indubbiamente una cosa che fa scalpore.
Sono spesso le persone semplici, gli ultimi, a dare esempio di bontà e ad agire contro corrente e certamente non si tratta di gente animata da una fede o da un'ideologia, ma di persone che obbediscono alla propria coscienza, che nutrono sentimenti di umana solidarietà e senso di giustizia e che talvolta passano inosservati.
Si tratta di Giusti, di modelli esemplari della veglia della coscienza di fronte al male e all'ingiustizia e vanno ricordati.
Per questo ad essi è dedicato il Giardino dei Giusti del Mondo di Padova, nato con lo scopo di far emergere il concetto di giusto come universale, indipendentemente dal particolare contesto storico o geografico e di rendere omaggio a coloro che si sono opposti ai crimini contro l'umanità perpetrati a partire dal secolo scorso.
Sul muro che lo delimita è citata la frase di Hannah Arendt, There is always an option to say Yes or No, Si può sempre dire un sì o un no, sintesi perfetta del libero arbitrio e della scelta etica.
Qui ciascun Giusto viene onorato con una pianta recante il suo nome ed in un centro di documentazione vengono raccolte le vicende dei Giusti, allo scopo di tenere vivi e trasmettere la memoria ed il valore del loro operato.
Questo giardino, in località Terranegra, confina con un argine e l'ambizioso progetto è di farlo proseguire salendo con le piante lungo l'argine stesso, fino all'incrocio con il Bacchiglione, per poi seguire il corso del fiume raggiungendo l'Adriatico, scandendo così un percorso, una Via dei Giusti.
Attraverso il loro esempio la città di Padova vuole far riflettere tutti noi, ma in particolare i giovani, con l'auspicio che sappiano mantenere vigile la propria coscienza ed effettuare sempre scelte etiche nel rispetto della dignità umana.
Un anno fa è stato inaugurato il Giardino dei Giusti del Mondo di Padova, con la messa a dimora di dieci piante dedicate a dieci Giusti di quattro diversi genocidi (Armenia, Shoa, Ruanda, Bosnia) ed il 18 ottobre scorso ne sono stati piantati altri dieci.
La storia di Ivanka Sucur della delegazione bosniaca, presente alla cerimonia con Elvis, è stata particolarmente commovente, un vero esempio di “bratstvo i jedinstvo”.
Di etnia croata, ella è nata nel 1950 a Kakanj, in Bosnia Erzegovina. Durante l'assedio di Sarajevo suo marito fu ucciso dalle forze serbo bosniache e lei rimase vedova con tre figli. Il 16 ottobre 1993 uscì di casa per rimediare del cibo e dell'acqua, nonostante sulla città fosse in corso un pesante bombardamento. Nel quartiere periferico di Hrasnica trovò un bimbo abbandonato, di circa un anno e mezzo. Lo prese con sé e lo portò in salvo. In un contesto così drammatico, devastato dalla propaganda nazionalista e dal fanatismo religioso, le autorità competenti rifiutarono di prendersi carico del bambino, perché non se ne conosceva l'identità. Ivanka lo portò a casa sua. Mentre lo stava cambiando trovò un pezzo di carta su cui era scritto: Elvis, nato a Capljina il 9 gennaio 1992. Qualche mese dopo Ivanka scoprì che il bambino era di famiglia musulmana, che la madre era morta e il padre lo aveva abbandonato, e decise di tenerlo con sé come un quarto figlio. Per questo gesto generoso Ivanka Sucur ha dovuto fronteggiare anche l'ostilità di chi avversava qualunque forma di riavvicinamento fra le diverse etnie. Ivanka è riuscita ad assicurare un'esistenza dignitosa al bambino, lasciandogli tra l'altro, lei cattolica, piena libertà di scegliere il suo credo religioso, e oggi Elvis è musulmano. Con la sua azione, così nobile e così profondamente umana, Ivanka Sucur è un modello esemplare, cui possono guardare quanti hanno a cuore la riconciliazione e la pace. Nel 2008 le è stato conferito a Sarajevo il premio Dusko Kondor al Coraggio Civile, promosso da GARIWO Sarajevo.

Rita Bettin

Tuesday, October 20, 2009

Ohrid and Kliment and Elisa and...

Nei giorni scorsi stavo pensando che balkan-crew era un attimo a riposo.
Da Maggio ad Agosto, ci sono piovute tante favole che abbiamo veramente pensato di non farcela.
Naturalmente fa molto piacere vedersi arrivare delle mail con dei complimenti, ma c'erano dei periodi in cui non si riusciva a rispondere a tutti in tempi normali e si andava verso tempi biblici.
Questo anche perchè ci sono arrivate tante richieste diverse tra cui una ragazza che non sapeva se il fidanzato fosse serbo o albanese. Molti eventi musicali e alcuni meetings non hanno potuto trovare lo spazio necessario, perchè più di un post al giorno non si puo' sparaflesciare.
Tre giorni fà è successa nuovamente un cosa carina: ci sono piovute due favole meravigliose.
Kliment ed Elisa sono veramente un coppia carina. Macedone lui e italiana lei, vanno d'amore e daccordo.
La prima cosa che ho pensato quando li abbiamo conosciuti è stata : speriamo ci portino bene per questa nuova legge sui matrimoni misti che, scusate, ha un bel po' di razzismo incorporato, perchè sono diventati praticamente impossibili.
Le persone si innamorano al di là delle frontiere, perchè l'amore non ha confini.
Chissà quando avremo dei politici intelligenti che lo capiscono.
Quindi, questi due bei ragazzi ci hanno fatto un bellissimo regalo: le foto di San Clemente di Ohrid, un gioiello !






E sempre sulla Macedonia ricordiamo Transbalkanika di Giulia Salmaso

Quella che segue è una mail privata, ma è cosi' bella che ho deciso di pubblicarla, nella speranza che Francy e Kli mi perdonino !

Ciao Kliment
Che gioia di trovare gente come te in rete! Hai subito capito lo spirito di Balkan-Crew.
E noi siamo fierissimi di allargare la nostra ciurma, quindi a te ed alla tua fidanzata un grandissimo benvenuto!!!
(E questa settimana hai un post dedicato a te su Balkan e poi anche il post apparso oggi potrebbe interessarti, parliamo di un artista di Skopje molto bravo ...che espone in Italia - a Genova).
Ti mando un caro saluto dalla Svizzera
Ciao
Francesca (Sajkaca)

Per cio' che riguarda le coppie ultrashengen ricordiamo Ciccio e Biljana e
Alessandro e Tamara, Ivan e Dafne di burek eaters e, naturalmente, Francy e Nemanja.

Sunday, October 18, 2009

Miroslav Masin - pittura in Macedonia

Miroslav Masin al lavoro

Colgo l'occasione di una mostra che avrà luogo a Genova alla Galleria SATURA (piazza Stella 5) a partire dal 24 ottobre 2009 per presentarvi un bravissimo artista macedone: Miroslav Masin.

Me l'ha fatto conoscere la mia amica Biljana e quando sono andata a curiosare fra i suoi lavori, sono rimasta colpita dall'estetica dei suoi disegni e dalla forza che trasmettono vedendoli nell'insieme.


self portrait of Miroslav Masin


Miroslav Masin e come l'uomo fu creato dalla trota di Ohrid

La trota di Ohrid è un pesce endemico della Macedonia che si differenzia dagli altri pesci nell'anatomia, nel colore e nelle abbitudini - quindi ha abbastanza possibilità per creare un uomo -oppure per Miroslav Masin di orchestrare la rapsodia visuale della trota di Ohrid.
Inserisci linkCosì Masin ha creato una serie di quadri esperimendando con la simbolica di questo pesce speciale, fingendo una specie di storia dell'evoluzione dalla trota all'uomo, usando espressioni della mitologia e delle favole.
Vedete una serie di quadri che passano da simboli di fertilità, di vitalità per comporsi poi in un uomo trota....ogni quadro in qualche modo incatenato con l'altro..

Questa era per esempio una mostra al
Cultural Center “Grigor Prlicev” a Ohrid (Macedonia) nell agosto del 2008 e che potete vedere qui sul suo sito.


Uno dei suoi più recenti lavori 2008

Una delle ossessioni di Masin sono le serie di quadri dove si simula un'evoluzione, uno sviluppo....oppure dei cicli di trasformazione.



La serie cicli di trasformazione creata nel 1998

Sul suo sito vedete che è molto attivo e che ha esposto in molte gallerie in giro per il mondo
(
Macedonia, Serbia, Montenegro, Inghilterra, Moldavia, Rep. Ceca, Australia, Danimarca, Francia, Bulgaria, Germania, Turchia e USA).

Qualche dato biografico: Miroslav Masin è nato nel 1963 è si è diplomato nel 1988 all'academina di arte di Skopje e poi ha studiato in Inghilterra, in Francia ed i Cechia. Indirizzo: Ul. 1257 br. 2, n.Jurija - G. Petrov, 1000 Skopje, R. Macedonia; Studio (++389) 02 20 37 222;
Sito internet:
www.masin.com.mk

Thursday, October 15, 2009

A trip to Kalabrialand


Konacno ! Dopo 7 anni sono riuscita a fare un salto in Calabria. Un piccolo viaggetto che è stato meraviglioso.
Ho rivisto tutti i parenti e gli amici. Sono stati tutti molto carini e gentilissimi, ma non avevo dubbi di questo !
Non parliamo poi dei bambini, ovvero di 5 bambine che sono nate in questi 7 anni.
Sembravano finte tanto erano belle !!
Ma non sono capaci a fare un maschietto da quelle parti ??
La Calabria purtroppo è in ginocchio. Non sono mai arrivati i soldi che erano stati promessi per le alluvioni e le trombe d'aria, mentre sono arrivati un sacco di soldi ad alcuni enti che, francamente, hanno qualcosa di dubbio.
Ho raccolto l'appello della comunità arabesh che lancia l's.o.s. contro la legge Gelmini che ha annientato ogni scuola in lingua arabesh.
Mi chiedo anche cosa ne sarà della scuola in lingua serba che doveva sorgere vicino a Vicenza.


Ecco una bellissima realtà che non c'è più:
Nel cuore montano della Calabria, a pochi chilometri da Cosenza, un piccolo centro arroccato su una collina ai cui piedi si allarga la piana di Sibari, custodisce tradizioni e saperi dimenticati da secoli. Firmo è uno dei ventidue paesi nel sud d’Italia a conservare l’Arabesh, l’antico albanese, ma anche le tradizioni ed il rito greco-bizantino. Sembra proprio essersi fermato al XV secolo questo villaggio, all’epoca della sua nascita quando nel 1495 giunsero famiglie profughe dell'Albania in fuga dell'occupazione Turca Ottoma
www.stile.it/articolo/firmo-litalia-dellarabesh

Tuesday, October 13, 2009

SRPSKI HIP HOP



Dai primi anni 80 esiste il rap serbo, con delle band come i "Badvajzer" (Budweiser) oppure i "Who is the best" che resero il movimento conosciuto un po' in tutta la Serbia e nella Ex-Yugoslavia.


Ma solo nel 1995 partì la prima ondata, un po' più popolare di Serbian hip-hop che iniziò più o meno con l'album "Da li imaš pravo?" (Hai diritto?) di "Gru", uno dei pochi artisti che riuscì a a rimanere popolare anche più tardi. Gru si divertiva a fare pezzi che rispecchiavano un po' lo stile di vita "Playboy" e da "Gangster" che andavano molto di moda negli anni 90.




Altri artisti della prima onda di rap serbo erano: i Voodo Popeye, i Full Moon, gli Straight Jackin', i Sunshine (che hanno fatto la colonna sonora del Film Jedan na Jedan), i Bad Cop
y, i Belgarde Ghetto, i CYA, gli 187 e i Monteniggers. Dopo questo corto momento di gloria, alla fine degli anni 90, con la guerra del Kosovo e i bombardamenti NATO, non si sentì più molto parlare di questi artisti, la produzione di CD e video rallentò e si fecero pochissimi concerti.

Il silezio si spezza nel 2002 quando vien fondato il label indipendente "Bassivity Music" (sparito nel 2007) che aveva sotto contratto un paio di ottimi artisti rap della Serbia, della Bosnia e della Croazia e faceva distribuzione di CD un po' in tutto il territorio dell'ex
Jugoslavia. Il primo CD di questo label fu "Ekipa Stigla" dei V.I.P. (Relja Milankovic e Ivan Jovic) un album che considero ancora oggi uno dei migliori di quel periodo.



Qui un brano appunto di "Ekipa Stigla" che si chiama "Moj Zivot" degli V.I.P. con la voce in sottofondo della bravissima Josipa Lisac.



E qui "Oci u Oci" di Struka, un'altro degli artisti della casa Bassivity!

Un'altro album molto bello fu quello di Marcelo: "De Facto" uscito nel 2003 con dei video prodotti con pochi soldi (siamo in periodo post guerra) ma con occhio estremamente estetico.



Guardate voi stessi che bello il video di "Srbija Kuca na promaji" di Marcelo.


Negli ultimi anni il rap serbo incomincia ad assomigliare sempre di più a quello internazionale e un paio di artisti sono riusciti a farsi produrre dalle grandi case discografiche (in mano ai producenti di turbofolk) e nonostante tutto hanno prodotto un paio di brani carini. Ma mai più cosi autentici e creativi come nel periodo post bombardamenti e di quando la Serbia se ne stava isolata con una banda di artisti che non dormivano affatto.



Qui uno dei pezzi recenti di "Wikluh Sky" insieme alla cantante Ana Stanic..un mix di rap e hip-hop reso molto mainstream...ma carino.



E qui di nuovo Wikluh Sky, questa volta con Marcelo.(Questo video lo adoro!!!)

Per gli interessati do i link dei più famosi siti di rap serbo (che esistono da un casino di tempo e per fortuna ven
Inserisci linksono ancora aggiornati)
Serbian Underground musica e magazine hip-hop gratis da scaricare RADIVIZIJA Pezzi, video, news e testi Prijedor Rap
Il sito rap di Prijedor (Republika Srpska)

Uno degli artisti underground da tenere sott'occhio è "Blokovski", il rapper di Novi Beograd che da una voce ai blocchi della città satellite vicino a Belgrado. Con la sua casa discografica "Carski Rez" (qui il sito) e il label di grafica Zinedin Dizajn (che si ocupa di cartelloni e CD-Cover, qui il sito) ha creato una rete di artisti rap.


Sunday, October 11, 2009

L'amore altro. Un odissea nel Kosovo


La vicenda si svolge nel Kosovo, protagonisti due veneti, Boris e Giulia, che si recano a Prizren Bas a visitare Clizia, la sorella di lei, medico volontario all’ospedale dell’International Assistance. Giunti a destinazione, i due giovani entreranno presto nel mirino dei trafficanti di droga e gas tossici che trasformeranno quella che per loro doveva essere una piacevole gita turistica al parco nazionale di Brezovica, in un incubo che comincerà col rumore di uno sparo e darà avvio a una lunga catena di morti e di sogni distrutti.
Perché in questo racconto tutti hanno un sogno da realizzare che li rende forti e insieme fragili e si scontra con i sogni degli altri personaggi. Sogni d’amore, dove bisogno di sicurezza, passione e ideali umanitari s’intrecciano e reciprocamente si annullano. L’intraprendente Giulia ama il pavido Boris che però si è innamorato della bella Arifa, l’infermiera kosovara di Clizia. Ma anche Arifa e Clizia coltivano un sogno comune, il più nobile tra gli ideali, l’unico che alla fine si avvererà. Non ci sono vincitori in questa storia, ma soltanto sogni e ideali che nascono spontanei in mezzo alla violenza come i bambini in tempo di guerra, come fiori su un terreno minato. Finale a sorpresa in un romanzo ben costruito, a tensione crescente, coinvolgente e appassionante come un thriller ma scritto principalmente per esaltare il valore della speranza in una terra martoriata da rivalità, criminalità e odi etnici atavici.

AUSILIO BERTOLI, nato nel vicentino, ha svolto diversi lavori, tra cui il ricercatore sociale.
Tra i suoi libri: l’antologia di racconti Gente tagliata (1996), l’antologia di racconti Giostra mentale (2001), introdotta da Elvio Guagnini, l’e-book Amore di banca (2003), il saggio I temi della comunicazione (2004) e il romanzo La sirena dell’immortalità (2008).

Ausilio Bertoli è stato gentilissimo e molto cortese e ha risposto alle nostre domande:
...Vi ringrazio anzitutto dell'attenzione che mi avete prestato.
Riguardo al libro "L'amore altro. Un'odissea nel Kosovo", riporto alcune considerazioni da me effettuate e riportate da alcuni giornalisti.
"E' un romanzo puro, con personaggi di fantasia, dove i protagonisti sono non a caso un giovane volontario vicentino e una ragazza padovana, entrambi impegnati in una missione umanitaria che diventerà una "odissea" non appena arrivano nel Kosovo. Non un libro di storia, bensì una storia avvincente dove l'umanità degli incontri passa attraverso le tinte e forti parole degli scontri che vi si sono consumati. Romanzo, certo, in cui però vi è un carattere autobiografico, vista la conoscenza che ho della geografia balcanica..
Nella terra dei corvi, cioè il Kosovo ci sono stato prima dei tragici fatti del 2006. La sua più recente e tragica storia poi, l'ho vista e letta a distanza. Da quel mio primo incontro fisico ho coltivato una mia personale convinzione da cui è germogliata la storia del libro: l'utopia che vorrebbe gli uomini e gli schieramenti superare i muri della storia per poi costruire un mondo migliore".
Ma è possibile? "I personaggi de L'amore altro, cresciuti nella nostra cultura veneta, non prendono posizione verso le responsabilità storiche delle fazioni che si sono combattute, ma offrono con il loro esempio una forma di altruismo che non è insegnamento civico, ma sincera condivisione. Il mio - concludo - è e resta un romanzo che però, nella sua complessità ha tutte le caratteristiche per mostrarsi come un fotogramma del Kosovo dei nostri giorni. Con in più una speranza: quella che si può imparare a convivere in pace".
Riguardo ai balcanici in diaspora: "capisco la disperazione e la rabbia di dover migrare per una truce volontà altrui, dopo aver sopportato violenze e crudeltà inumane, e spero veramente - al di là delle utopie - che possiate tornare dove siete nati e cresciuti, dove in breve avete le vostre radici"
Un abbraccio, Ausilio Bertoli

www.ausiliobertoli.it

Da parte di tutta la nostra ciurma un sincero ringraziamento e un caloroso complimento per come ci si è avvicinati al problema Kosovo. Grande Ausilio Bertoli !
Noi leggiamo di tutto e di più sui Balkani e mai nessuno aveva saputo trattare questo argomento con tanta umiltà e dando così tanto spazio alla speranza.

Monday, October 5, 2009

Arizona dream


Nei giorni scorsi ho rivisto Arizona dream di Emir Kusturica.
E' l'unico suo film americano con un irriconoscibile Johnny Depp.
Ogni volta che lo vedo lo capisco un po' meglio, perchè si sà, i film di Kustu non sono poi così facili.
Ne parlavo con mia figlia e lo valutiamo diversamente.
Per me è un inno alla vita e le ultime scene spiegano un preciso passaggio (probabilmente morte/vita) invece per mia figlia è una sconfitta del protagonista che non riesce a maturare in tempo.
Di più non vi posso dire perchè sarebbe come raccontarvi il finale.
Posso solo consigliare la visione. Kustu è sempre una favola !


Il giovane Axel, dopo la morte dei genitori in un incidente d'auto, ha trovato la pace come impiegato presso il Dipartimento per la caccia e la pesca di New York. Un giorno viene chiamato nella città natale, in Arizona, dallo zio Leo, un uomo esuberante che ha una concessionaria di Cadillac ed una bella e prossima sposa, Millie. Leo vuole che Axel sia suo testimone alle nozze e che diventi suo socio in affari. Axel vorrebbe tornare a New York, fino a quando al negozio non incontra Elaine, una stravagante vedova che ha sparato al marito e vive con la figliastra Grace. Elaine vive in uno stato mentale precario, ed anche Grace è molto inquieta per la forte presenza della matrigna. Axel allora rimane in città e, poco dopo, lui ed Elaine diventano amanti. Elaine sogna di volare ed Alex l'aiuta. Una sera Leo, in preda ad una crisi depressiva, si riempie di pillole. Chiamato da Minnie, Alex accorre ma sull'ambulanza lo zio muore, sognando ancora di arrivare sulla luna con una fila di Cadillac. In occasione del compleanno di Elaine, Grace riesce a conquistare Alex, che è innamorato di lei....



Il trailer

Thursday, October 1, 2009

sTiLL AliVe (già NeMa PrOBLeMA) Orkestar in concerto

Riceviamo da Ivana K e pubblicchiamo :


Grecia, estate 2009. La vicenda, realmente accaduta, narra di un'improbabile fanfara turbo-balcanico-klezmer&jazz, che resta coinvolta in un pauroso incidente nel quale perde il furgone proprio all'inizio di una tournee. I giovani musicisti, vivi per miracolo, appiedati e indebitati fino al collo, non si danno per vinti e intraprendono un viaggio che li porterà a scoprire i valori profondi dell'amicizia e della solidarietà, in un turbinio di situazioni grottesche e imprevedibili che li condurranno a un gran finale letteralmente esplosivo. Sarà proprio l'amore per la musica a dare la motivazione profonda di un viaggio che segnerà per alcuni di loro l'ingresso all'età adulta. Un road movie brillante e mai scontato, tra John Landis e Kusturica, in cui la musica è la vera protagonista. Straordinario debutto per un pugno di giovani talenti, veri musicisti nella vita, ai quali è affidato il compito di portare sullo schermo la voglia di riscatto di una generazione.

Personaggi e interpreti: il Conte: Edoardo Tomaselli, tromba; Michelozzo: Michele Obizzi, sassofono tenore; Dadovic: Davide Marzagalli, sax alto e darbuka tupan; Zampa: Carlo Coppadoro sax alto; il Maestro: Enrico Allorto basso tuba; Biet: Fabio Marconi, chitarra e bombardino; Lupo: Lucio Sagone, batteria e percussioni.


Dalla testimonianza di Carletto “Zampa” Coppadoro:
“Estate 2009. A bordo de "Il Mezzo" ci stipiamo in 5. Un VolksWagen semi(semi)semi-nuovo che pretende cavalcare la penisola intera, galleggiar sullo Ionio fino all'Ellade, e poi macinar kilometri di strade sconosciute attraverso l'est Europa, su su fino a Berlino a fine settembre! Due mesi di randagismo epico si trasformano, nel tempo dispari di un patatrak, in poco più di un week-end alla deriva, ostaggi di un anonimo meccanico di Λιβαδειά. Il camper è da seppellire.


NeMa PrOBLeMA sopravvive, due volte postuma. Smontiamo lo smontabile: pezzi attrezzi autoradio pentole e CD, un generatore, la sirena, il ventilatore, meraviglie, scatole d'argento e altre anticaglie sono redistribuite al popolo di benefattori che incontriamo strada restando. Caffè e pasta a due farmacisti romagnoli, il diesel succhiato in cambio del passaggio fino a Patrasso. Spolpato come dagli avvoltoi. Già devoti, compiamo riti pagani, di musica e chipuro torcibudella a mo' di ex-voto alla memoria dell'alberello martire che si è sacrificato per risparmiarci al dirupo, e ci reimbarchiamo verso la Puglia.
Festeggiamo una nuova vita e il nuovo “Tour Nin 'Ndré 2009". Molti e molti cappelli a ripagare i debiti, e note e maiale, e santi mecenati e vino rosso per continuare a celebrare ciò che il denaro non paga. La "sTiLL ALiVe! Orkestar" (già "KuaLKe ProBleMa! Orkestar") invita gli ancora-vivi-non-rassegnati-all'autunno a radunarsi per questa assemblea profana!”


lascighera.org

NeMa PrObLeMa OrKeStAr, ScIgHeRa
NeMa PrObLeMa orkestar nel cortile di Affori