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Wednesday, April 25, 2012

Imparare il Cirillico






Una cara lettrice del mio blog "Nothing against Serbia" mi ha mandato un link fantastico sul mio post che ho fatto sul cirillico ... Mi ha segnalato dei corsi per insegnare il cirillico ai bambini (a partire da 8 anni)!
Sul suo sito www.slovce.com trovate corsi di Serbo, frasette da imparare e un po' di materiale per imparare il cirillico.

Potete scaricare QUI il Corso di Serbo (cirillico) per bambini in 4 lezioni (niente male nemmeno per adulti che iniziano con il Serbo).


Meglio dare una ripassatina di cirillico prima di andare in Serbia, onda evitare che vi succeda come a Lina qui !! :-)

Qui un link sulla storia del cirillico





Tuesday, December 1, 2009

Dijasporo, stize rodbina!




Dijasporo, stize rodbina! (in serbo : Diaspora! Arriva la famiglia!)



Cari lettori: questi annunci nei giornali non li vedremo più molto in giro! Il "mercato" dei visti perderà un bel po' della clientela!






A partire dal 19.12.2009 per Serbia (meno la provincia del Kosovo), Macedonia e Montenegro le lunghe attese davanti alle ambasciate, costose traduzioni di formulari, timbri, tasse, garanzie etc per entrare nei paesi Schengen hanno finalmente fine: i cittadini di Serbia, Macedonia e Montenegro potranno entrare e viaggiare nell’area Schengen senza chiedere visti di ingresso. L’importante è che abbiano un passaporto biometrico, documento di ultima generazione che memorizza su un microchip l’impronte digitali del titolare.







Ma cosa vuole dire concretamente?

Domanda: A partire dal 19 dicembre 2009 i cittadini di Serbia, Macedonia e Montenegro possono viaggiare in tutta l'UE?

Risposta: I paesi Schengen non sono identici con i paesi dell'UE. Alcuni paesi dell'UE non sono paesi Schengen (inghilterra, Irlanda, Romania, Bulgaria) e certi paesi Schengen non sono nell'UE (per sempio Norvegia, Svizzera).

Domanda: A chi servirà questa liberazione, visto che tanto possono viaggiare comunque solo quelli con i soldi (come prima) ?

Risposta: 'E vero, viaggiare costa e in Occidente in particolare. Ma le companie aeree hanno già annunciato di abassare i prezzi dei biglietti e poi tanta gente vorrebbe poi solo andare a trovare la famiglia in diaspora e quindi non ha bisogno di alberghi e ristoranti.
E poi c'è anche tanta gente che non poteva viaggiare perchè non aveva i documenti necessari per richiedere un visto (per esempio libretto di lavoro, conto in banca)

Domanda: La liberazione dai visti è merito dei governi di SRB, MNE e FYROM oppure è un regalo dell UE?

Risposta: I governi e l'UE entrambi sostengono che non si tratta di un regalo dell UE, ma ci si chiede lo stesso, quindi perchè se bastava adempire degli standard tecnici (passaporti biometrici, combattere corruzione fra doganieri etc.) non si poteva fare già molto prima....(rimane un po' il dubbio che si tratti di una specie di "regalino" che richiederà qualcosa in più in cambio....)

Domanda: Noi in Occidente dobbiamo preocuparci che arrivano Serbi, Montenegrini e Macedoni a fregarci posto di lavoro, fregarci mogli/mariti e svaligarci l'appartamento?

Risposta: Per lavorare legalmente nei paesi Schengen, ci vorrà sempre ancora un permesso di lavoro che va richiesto regolarmente. Chi entra senza visto può semplicemente rimanere come turista fino a 90 giorni.

Chi veniva con brutte intenzioni (per esempio per rubare) veniva già prima con visti falsi.

Per mogli e mariti .....
:-)
certo che arriva concorrenza tosta!


E per voi cari lettori? Cambierà qualcosa questa novità?



Thursday, September 10, 2009

La "zeljanica" di Jasmina







Oramai lo sapete: a noi della ciurma piace mangiar bene... e nei Balcani si mangia benissimo. Ogni volta che faccio un viaggio torno con ricette fantastiche, e a casa provo poi a farle.
Una cosa che da molto tempo desidero imparare è fare la pasta per la Gibanica/Zeljanica/Burek che è cosi sottile che sembra una carta velina.
Qui a Zurigo questi fogli di pasta fine "Kore za pitu" li posso trovare, ma devo andare nei negozietti serbi un po' fuori mano e quindi è comodissimo saperla fare in casa...

Metà del mio viaggio estivo l'ho passato al paesino di mio marito che si chiama Kovaceva Bara.
La vicina di casa si chiama Jasmina, è la moglie di un cugino di mio marito, ha tre figli grandi e sa fare una le Zeljanice (una spece di burek all'erba brusca) migliori del paese!!!
E visto che si è offerta di prepararcene una ne ho approfittato e ho documentato il tutto - per imparare finalmente a stendere la pasta come lei!!!


Per la pasta consiglio il seguente impasto: 500grammi di farina, un cucchiaino di sale e circa 2.5dl - 3dl di acqua tiepida. Impastare finche si riesce fare una bella pallottola soffice. Poi dividere in 5 parti e spianarle solo un po' come nella foto sopra e farle riposare mezz'oretta.



Per il ripieno si procede come per la Gibanica (vi ricordate?) Uova, formaggio tipo feta e olio.

Poi erba brusca tagliata a pezzetti (si possono utilizzare anche verze oppure spinaci freschi).

Su un tavolo su cui si è messa una tovaglia di cotone, si stende un po' la pasta e poi la si tira in tutte le direzioni ....

affinchè penzola giù da tutte le parti del tavolo (guardate come è fine!!)

Ci sparpagliate su l'impasto di formaggio e uova e poi l'erba brusca (Jasmine ne mette molta, di solito se ne mette un po' di meno) e poi si arrotola come ne filmato sotto:






Il rotolo ottenuto lo si mette in una forma. E cosi si prosegue con gli altri rotoli.


Ecco la Zeljanica prima di metterla nel forno.



E dopo 40 minuti di forno...eccola pronta!


E qui un paio di link per altre buone ricette per Gibanica/Burek vari:
Il Burek di "palachinka"qui e qui la Zeljanica (in inglese)
Il Burek di Dragana su moje grne qui e la Gibanica qui (in serbo)
La Gibanica di Vera su "Astal" qui (in serbo)

E se per caso avete le vostre ricette segrete...dividetele con noi! 




Sunday, August 23, 2009

L'erborista di Biogradsko Jezero

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Mentre riordino tutte le mie foto e appunti di viaggio, incomincio un po' per volta a mettere qui sul blog, le cose del mio viaggio nei Balcani di quest'estate, che vorrei condividere con voi, cari lettori.
L'anno scorso, vi avevo parlato un po' di posti nel Montenegro, per esempio di Budva, di Kotor, e del monumento di Lovcen. Questa volta, passando dal Montenegro, mi sono fermata un po' di meno sulla costa e un po' di più nell'entroterra per scoprire le bellezze di questo piccolo stato. Nei dintorni di Budva c'è la magistrale E65 che porta a Cetinje (la vecchia capitale), a Niksic e poi a Podgorica (l'attuale capitale che una volta si chiamava Titograd).

Da li prosegue con la "magistrale" verso il confine con la Serbia passando dal pittoresco Kanjon Moraca (con il monastero Moraca) e da Kolasin per arrivare nei dintorni di Mojkovac (sul mio altro blog avevo fatto un post sull'albergo "Palas" di Mojkovac qui). Qui si trova un parco nazionale davvero speciale. Il parco nazionale di Biogradska Gora (qui il sito ufficiale, wikipedia italiana non conosce questa zona!) è di una bellezza mozzafiato ed ha pure una foresta vergine!





Il parco nazionale di Biogradska Gora è stato fondato nel 1952 e occupa un territorio di 5'650 ettari.


Il punto più alto è "Crna Glava" (2139m). Il fatto più importante è che la foresta vergine che copre 1.600 ettari è una delle ultime tre foreste vergini d'Europa (perciò è sotto protezione). Il bellissimo "Biogradsko Jezero" (il lago di Biogradska Gora) è proprio nel centro della foresta ed è sotto protezione. L'acqua è talmente limpida che la foresta si specchia sulla superfice. Se volete fare il bagno, tenete conto che anche in alta estate la temperatura dell'acqua è intorno ai 17 gradi.....





Nel parco ci sono delle capanne di legno in cui si può dormire con una piccola spesa. Si può mettere la tenda oppure affittare una barchetta e girare un po' il lago. Oppure si fa il giro del lago a piedi, ci si mette una buona oretta ed è molto piacevole. (anche perchè è all'ombra delle enorme piante, di cui molte hanno più di 500 anni.)
C'è anche un ristorantino tipo baita di montagna con vista sul lago, che serve specialità del posto. Per entrare nel parco si paga un entrata (2 € per persona, e i "ranger" danno informazioni riguardanti le caratteristiche del parco oppure per pernottare).




"Lui che cura con le erbe: Dusan Kovijanic, erborista"


Dove si congiungono clima continentale e clima marino, qui dove si trovano una ventina di piante endemiche all'altezza di 1.100 m, qui a Mojkovac abita e lavora 
Dusan Kovijanic, il papà del nostro amico Dalibor, che ci ha gentilmente ospitati a casa sua.
Da 25 anni Dusan coleziona piante, erbe e bacche, e man mano ne ha scoperte certe che possono curare anche batteri che fin'ora nessuno riesce a curare (per esempio cure contro l'Escherichia coli). A parte tante tisane che produce lui nel suo piccolo laboratorio di casa, ha sviluppato anche una pomata che ha chiamato "Daliboral" con cui si possono curare ben 40 malesseri. (Mio marito due anni fa, passando di qui, mi aveva portato una scatoletta di "Daliboral", cosi sono riuscita a combattere la sinusite , che, da quando ho utilizzato questa pomata, non mi è più venuta! tocco ferro!)






Come mai Dusan Kovijanic, che lavorava come geometra, ha deciso di fare l'erborista?
Racconta che quando 25 anni fa era malato, ha provato a curarsi con 10 piante, e si è chiesto perchè certe piante agiscono in un certo modo. Ha letto anche libri di altri erboristi serbi (травари) come per esempio Vasa Pelagic e Jovan Tucakov scoprendo sempre di più informazioni sulle piante ed il loro potere curativo.

Va a cercare piante e erbe al mattino presto o verso sera, poi a casa le lava, le sceglie, le taglia e le conserva nell'aceto.
Per fare la pomata "Daliboral" cuoce varie erbe insieme a grasso di maiale per 8 ore, quando prepara questo unguento occupa la cucina per tutta la giornata. Ne produce circa 25 kg all'anno e ne può fare 10 kg per volta (solo per darvi un idea: una scatoletta di "Daliboral" costa 4 €, ma ci sta dietro un sacco di lavoro e ricerca!)





I suoi prodotti non vengono pubblicizzati da nessuna parte e Dusan non possiede una pagina web. Chi passa da lui per comprare una tisana o per farsi consigliare qualche cura, lo ha saputo via "passaparola". Arriva abbastanza gente, perchè lui questo lavoro lo fa piutosto per motivi di ricerca. Infatti sta scrivendo un libro, che servirà anche per i medici (i quali in certi casi si rivolgono a lui...). È sopratutto interessato a salvare tutta l'informazione che ha trovato fin'ora e per scoprire la verità sulle sue erbe!
Per voi vi dico, che se passate a Mojkovac e chiedete per esempio in una kafana o negozzietto del travar Dusan Kovijanic, vi indicheranno la strada...solo cosi lo troverete!





Sta appena fuori Mojkovac in questa casetta! Qui eravamo ospiti e siamo stati benissimo: la famosa ospitalità balcanica!





E qui una piccola parentesi per Lina: alla mattina quando Dusan ha dato da mangiare alle galline ti ho pensato (e ho pensato anche alle nostre care galline nere di Pirot).





Qui a Mojkovac la gente (quasi tutti montenegrini e serbi) vive di agricoltura: in più il fatto che la cittadina (4.100 abitanti) si trova sulla magistrale che congiunge Podgorica a Belgrado ed è la porta per il parco nazionale di Biogradsko Jezero, fa si'che la popolazione possa vivere abbastanza bene.

In uno dei prossimi post vi presenterò un attore di questa zona....viene da Kolasin...ma vedrete!



Monday, June 15, 2009

SIROGOJNO - MOKRA GORA - VISEGRAD (drugi deo)

(questo post prosegue da qui)

Sirogojno (Сирогјно)


Una ventina di chilometri da Zlatibor c'è il vecchio villaggio (staro selo) di Sirogjno (qui il sito ufficiale), un museo all'aperto dove vengono presentate le vecchie tradizioni serbe. Le casette sono state rinnovate e anche gli interni mostrano lo stile di vita, gli oggetti e le decorazioni che venivano usati nei vecchi tempi in questa zone.


La prima volta che si nomina il nome di questo villaggio è in un registro fondiario turco del 1476. L'idea di fare un museo è nata nel 1980 all' architetto Ranko Findrik che si occupò di restaurare le villette della zona. Ma non si tratta solo di architettura, l'idea è di preservare le informazioni sui lavori domestici di una volta e di preservare le tradizioni nazionali. Cosi nel 1992 fu fondato e aperto al pubblico il museo. Sul blog di palachinka c'è un bellissimo post su questo villaggio qui. E qui sullo stesso blog un interessante post di un biscottino dimenticato che è stato acquistato a Sirogojno.

Qui un post su Sirogojno (e altri villaggi etno della Serbia)


Kremna
(Кремна)

Pochi giorni fa ho fatto un post su Kremna, un piccolo paese nel parco nazionale di Tara. Kremna è conocsiuto per uno dei suoi cittadini molto famosi....
qui il post

Mokra Gora (Мокра Гора)


Intorno a questo villaggio tutto in stile etno serbo ci sono un bel po' di attrazioni da andare a vedere.



La ferrovia chiamata: l'otto di Sargan (Шарганска осмица). Alla fine della prima guerra modiale nel tratto ferroviario a scartamento ridotto tra Belgrado e Sarajevo, mancava il pezzo fra Uzice (Serbia) e Vardiste (Republika Srpska).


Per lo stato di Jugoslavia era però una priorità assoluta quella di completare il tratto, nonstante ci fosse il problema di come far passare il treno nei monti di Sargan, dove il dislivello era di circa 240 mt. La soluzione fu, di realizzare il tratto a forma di "8" e con una serie di tunnel (20) e ponti (10) di portare il treno in quota. I lavori iniziarono nel 1921 e nel 1925 si innaugurò il tratto Belgrado-Uzice-Visegrad-Dubrovnik. Per fare questo viaggio ci si metteva due giorni e due notti. Nel 1974 però il trenino cessò di viaggiare, perchè non cerano più abbastanza viaggiatori.



Nel 2003 però si ritirò fuori dal museo di Pozega il vecchio treno con locomotiva a vapore e si ripristinarono i 15 km che formavano questo "otto" tra Sargan e Mokra Gora e viene adesso utilizzato per fare dei giri turistici durante la stagione primaverile/estiva. (su questo sito, in inglese, troverete molte informazioni e bellissime foto) http://www.penmorfa.com/JZ/index.htm

Emir Kusturica ha girato il film "Zivot je cudo" (Life is a miracle) proprio qui. E n
on si è fermato qui....è venuto qui ad abitare e ha costruito un'intero villaggio, che si chiama "Drvengrad" (città di legno).




DRVENGRAD-Mecavnik-Küstendorf (Дрвенград)

A partire dal 2000 Kusturica ha iniziato a far costruire questa cittadina di montagna che si trova a due chilometri da Mokra Gora sulla collina di Mecavnik. L'ha chiamata "Kü
stendorf" (in tedesco "villaggio della costa" ) proprio perchè la costa qui non c'è. Il villaggio è una specie di museo, si paga un'entrata e si può visitare il villaggio che Kusturica utilizza come location per i suoi film.


C'è il cinema sottoterra dedicato a Stanley Kubrick (prima il cinema si chiama "Anderground" poi nel 2008 è stato chiamato "Bioskop Stenleja Kjubrika") e non mancano piscina, biblioteca, scuola del film, ristorante, camere per turisti ,souvenireshop e una chiesa ortodossa dove Kusturica si è fatto battezare e cosi adesso porta il nome Emir Nemanja Kusturica. Una volta all'anno si svolge il Festival Internazionale del Film di Küstendorf, la risposta di Kusturica a Festival occidentali e commerciali.



Kusturica ha cercato di costruire un villagio in tradizione e armonia con le tradizioni serbe e l'architettura del posto. Ha realizzato tutti in legno e attenendosi al linguaggio dell'architettura rurale del posto. Ma proprio questa bella intenzione di preservare le vecchie tradizioni serbe gli ha portato commenti negativi da critici dell'arte, del film e di architettura perchè vedono in ciò un atto nazionalistico di Kusturica. (Mi pare di capire che va bene preservare quasi di tutto, pur che non sia serbo....ridicolo, no? Nella pagina di wikipedia tedesca su questo villaggio lo chiamano adirittura un paese etno-nazionalistico!!!) Molto tempo fa avevo fatto un post in inglese sul mio blog qui.



Visegrad
(Вишеград)

Da Mokra Gora in una mezz'oretta di machina si arriva a Visegrad, la città con uno dei ponti più famosi del mondo: "Il ponte sulla drina" del libro di Ivo Andric. Presto dopo Mokra Gora si varca il confine dell Repubblica di Serbia e vi trovate nella Repubblica Srpska, l'entit
à serba della Bosnia-Erzegovina.


(da wikipedia) Il ponte è una costruzione elegante dalle forme armoniose; l’ampia struttura ha una carreggiata di 4 metri, poggia su 11 arcate e si erge sulle acque per una lunghezza complessiva di 179 metri . Sul lato sud della balconata centrale del ponte è stata eretta una stele in epoca incerta, che, secondo la versione più accreditata, commemorerebbe la fine dei lavori. In una nicchia, sempre sulla balconata centrale, trova invece posto un’iscrizione commemorativa della costruzione del ponte fatta installare dal sultano Murad III durante il suo regno.


Il ponte, nei lunghi anni della sua vita, ha subito parecchi danneggiamenti e distruzioni ed è stato più volte sottoposto ristrutturazione: i danni peggiori si sono verificati nel 1664 e nel periodo di particolare turbolenza politica che va dal 1875 al 1911.
Fra 1914 e 1915 tre degli archi occidentali sono stati distrutti e ricostruiti prima del 1940.


Durante la seconda guerra mondiale altri cinque archi sono stati distrutti nella stessa zona ferita in precedenza, e sono poi stati ricostruiti prima del 1951.
Attualmente è stata rinnovata la pavimentazione e sono stati installati i cavi elettrici per l’illuminazione dal basso, che nelle ore che vanno dal crepuscolo all’alba permettono di assistere allo spettacolo mozzafiato dell’elegante ponte che sembra essere sospeso sulle acque della Drina.



Ecco, siamo arrivati alla fine dell'itinerario!

Purtroppo in italiano non si trovano molte informazioni su queste zone, ho tradotto quasi tutto dal serbo e dall'inglese. I link che vi ho dato sono purtroppo quasi sempre in serbo/inglese e magari ogni tanto c'è anche un po' di francese e tedesco.....Quindi questo post per certe cose è il primo che ve ne parla in italiano! :-)

Sunday, June 14, 2009

BAJINA BASTA, TARA, ZLATIBOR (prvi deo)


Non ho dovuto pensare molto su che parte della Serbia fare un piccolo itinerario per voi lettori. Vorrei presentarvi la zona che ho potuto conoscere in uno dei miei primi viaggi in Serbia.
Mi ero appena sposata e questo è il viaggio che mi ha organizzato mio marito per farmi conoscere il suo meraviglioso paese.
L'itinaerario copre l'ovest della Serbia, una zona di bellezze naturali che si trova a circa 200km da Belgrado e comprende Il parco nazionale di Tara, la Mokra Gora e l'area di Zlatibor.


Bajina Basta
(
Бајина Башта)

Come base per la partenza propongo Bajina Basta raggiungibile in poche ore in machina partendo da Belgrado via Lazarevac-Valjevo facendo il piccolo passo "Debelo brdo" (1090m) oppure via Sabac-Ljubovia seguendo i meandri d
el fiume Drina oppure via Cacak-Uzice passando sopra il piccolo passo "Kadinjaca" (880m).

Questa piccola cittadina che conta 29.000 abitanti (di cui 20.000 abitano nei paesini nei dintorni) è una buona base per intraprendere escursioni nelle mete turistiche dei dintorni: Parco nazionale di Tara, Monastero di Raca, il fiume Drina, rovine dell'antica città di Solotnik, la chiesetta di legno a Dub, Kaludjerske Bare, e le stazioni sciistiche e di sport estivi con gli alberghi Omorika (picea), Javor (acero) e Beli bor (pino bianco) e la meta turistica per bambini Mitrovac.

Qui ci si ferma, più che per mangiare o per pernottare, che per passare le vacanze. Anche qualche pescatore si ferma all'albergo Drina (e anche Peter Handke si è fermatu qui). Vi consiglio di leggere "Un viaggio d’inverno ai fiumi Danu
bio, Sava, Morava e Drina ovvero Giustizia per i Serbi" di Peter Handke, Traduzione italiana di Claudio Groff. Einaudi, Torino 1996. Handke descrive proprio questa zona....)


La maggior parte degli abitanti qui sono immigrati arrivati a causa dell'ocupazione turca negli anni 30 del 19esimo secolo e venivano dall'Erze
govina, dal nordovest del Montenegro, dal Sangiaccato, dalla Dalmazia (Pepelj) e dalla Bosnia (Osat).
Anche se la popolazione è diminuita negli ultimi anni per motivi economici (la gente si sposta nei centri come Uzice, Valjevo o va a Belgrado). Bajina Basta è una cittadina prosperosa che vive di agricolutura (frutta, tabacco) e turismo (molti han
no casette nel parco nazionale che affittano ai turisti).


Per raggiungere il parco nazionale ci sono due possibilità: una è di salire seguendo il fiume Drina e seguire la direzione Perucac-Mitrovac. L'altra è di salire direttamente da Bajina Basta a Kaludjerska Bara passando dal monastero di Raca.



Drina - Perucac - Mitrovac

Il fiume Drina


Questo fiume che in passato rapresentava la linea di demarcazione tra l'Impero Romano d'Oriente ed l'Impero Romano d'Occidente (era una frontiera naturale tra gli ortodossi e i cattolici) oggi marca la frontiera tra Serbia e Republika Srpska.

Nasce dalla confluenza dei fiumi Tava e Piva che scaturiscono dal Montenegro e termina nella Sava di cui è un affluente destro ed è lunga 346km.
La sua acqua è di un verde chiaro inteso dovuto alla pietra calcare nel fondo del fiume. Anche molto caratteristica è la sua forma serpeggiante. Salendo al Parco nazionale di Tara, passando dalla centrale eletrica al lago di Perucac ci sono dei posti con una vista fantastica sul fiume!


La centrale elettrica con lago artificiale di Perucac

Mitrovac


Mitrovac è una stazione sciistica e sportiva con casette divertenti, ristoranti in stile etno e capanne di caccia.



Sulla rotta: Monastero Raca - Kaludjerska Bara

Monastero Raca
(
Манастир Рача)


Questo monastero medievale l'ha fatto costruire il re Dragutin (1273-1275) ed è dedicato all'ascensione. Grazie a questo monastero l'influenza del re e l'ortodossia erano particolarmente forti in questa parte della Serbia. I monaci che vivevano qui partecipavano a rafforzare l'identità nazionale, copiando libri religiosi e preservando le tradizioni.


Il monastero è stato comunque distrutto e riscostruito un paio di volte. Quando scoppiarono i conflitti tra turchi e austro-ungarici (fine del 17esimo secolo) i serbi aprofittarono per liberarsi dalla schiavitù turca, aiutando l'armata austriaca (cristiana) a vincere.

Con l'aiuto del patriarca Arsenie III Carnojevic i monachi del monastero riuscirono a nascondere oggetti sacri del monastero ed evitare che venissero distrutti, infatti il monastero bruciò.



Venne ricostruito solo dopo 100 anni, cioè nel 1795 da Milentije Stefanovic e fu finito nel 1799. Nel 1813 i turchi passarono di nuovo di qui distruggendo il monastero (e tante altre chiese della zona, facendo di nuovo fuggire la gente) e cosi fu rifatto nel 1826 seguendo lo stile della "scuola di raska".
Qui un mio post con il mio diario di viaggio.

Kaludjerske bare


Questo è il paesino dove il turismo incominciò nella zona. Si tratta di una stazione sciistica con grandi alberghi e innumerevoli casette e villette da prendere in affitto, ma tutto è molto sparpagliato. C’è semplicemente un piccolo centro con i ristoranti e qualche negozio.

Questo è il mini-etno-villaggio con costruzioni tipici della zona
e qui il mio tacuino di viaggio

Parco nazionale di Tara



Questo parco nazionale è stato fondato nel 1981 ed è di una bellezza particolare, infatti attira turisti in cerca di relax oppure che vogliono svolgere delle attività sportive. Qui e qui i siti con informazioni turistiche. E qui un post che ho fatto sul mio altro blog!



Per appassionati di botanica ci sono tante specie rare e endogene come per esempio la Picea omorika (abete rosso di serbia) (панчићева оморика) scoperta da Josip Pancic, e perciò il parco e sotto protezione.


Mi sono piaciuti anche i mega alberghi del periodo comunista.... qui le foto che ho fatto degli interni..... e qui e qui e qui e qui le altre mie foto dei due alberghi "бели бор” e ”оморика”.




Zlatibor



Per descrivere Zlatibor, non bastano le parole. Inutile. Un paesaggio che mi piace tantissimo e un clima perfetto......aspetto solo di tornarci presto!!!!



In questo post mi limito a darvi un po' di informazioni turistiche se decidete di visitare la zona:
Il nome Zlatibor viene da zlatno=oro e bor=pino (quindi pino d'oro!).
Qui e qui ci sono due siti fatti molto bene con informazioni e con una vasta scelta per camere e apartamenti di vacanze.



Zlatibor è ottimamente raggiungibile da Belgrado con il bus (infatti è sulla linea che porta in Montenegro), e a Zlatibor non serve per forza una machina, quindi si può comodamente scegliere di passare una bella vacanza qui arrivando in aereo a Belgrado.

A parte le attività di sci, pattinaggio e altre varietà sportive per l'estate, qui è un paradiso per chi ama mangiare.

Non solo, ci sono numerosi ottimi ristoranti etno con lecornie del posto e al mercato si possono comprare il famoso prosciutto di Zlatibor (златиборски пршут) e il kajmak (кајмак) una specie di ricotta a doppia panna.

L'etno-ristorante "мирис дуња" (profumo di mela cotogna)


Una bancherella del mercato che vende marmellate fatte in casa, rakija, sciroppo di frutta e altre buonissime cose.....


Il centro dell villaggio è solo per pedoni

Zlatibor di sera

Questo è la prima parte dell'itinarario. La seconda parte segue ....