Tuesday, September 15, 2026

IL PARERE DI VESNA SERBAN

 “Per giorni mi sono astenuta dal commentare perché ho amici bosniaci e croati a cui voglio bene, ma devo ammettere che oggi qualcosa dentro di me si è spezzato... Sapete cosa mi fa più male?

L'INGIUSTIZIA.
E l'umiliazione.
Non si tratta più solo di una discussione su Ratko Mladić. È qualcosa di molto più profondo.
Per giorni ho letto migliaia e migliaia di commenti in cui ogni serbo viene definito un "genocida".
"Vi stavate uccidendo da soli."
"Siete tutti uguali."
"Avreste dovuto essere uccisi."
E tutto questo perché i serbi sono scesi in piazza per dare l'ultimo saluto al loro generale.
Perché l'uomo è stato sepolto a Belgrado.
Perché la sua famiglia ha celebrato un funerale.
Perché migliaia di persone sono venute a rendergli omaggio.
E allora cosa avremmo dovuto fare?!
Avremmo dovuto rinunciare a un uomo morto per essere accettabili a coloro che ci insultano da anni?
Avremmo dovuto gettare il suo corpo nella spazzatura?
Dovremmo forse privare la sua famiglia del diritto a una degna sepoltura?
Dovremmo forse restare a guardare e chiedere scusa per essere Serbi?
Beh, non lo faremo.
Potete pensare quello che volete di Ratko Mladić. È stato condannato. Il tribunale ha affermato che la condanna era priva di prove (ma guarda un po’) ...
Ma io ho il diritto di dire che per molti serbi era un generale che ha combattuto in guerra per il popolo serbo e per la Republika Srpska.
E ho il diritto di capire perché la gente è venuta a salutarlo.
Nessuno può togliermi questo diritto.
E ciò che mi umilia di più è quando qualcuno, solo perché sono serbo, mi chiama "genocida".
Io?!
Cosa ho fatto a chi?
Cosa hanno fatto i serbi nati dopo la guerra?
Cosa ha fatto la nostra gente che ha trascorso tutta la vita lavorando, crescendo figli e cercando di sopravvivere a tutto ciò che questo mondo ci ha imposto con la forza?
Perché mi viene chiesto di portare il peso della colpa di qualcun altro?
Perché devo giustificare il fatto di essere nata Serba?
Perché la mia nazionalità viene usata come prova della mia colpevolezza?
Chi vi ha dato il diritto di farlo?
E poi vedo appelli al boicottaggio dei prodotti serbi.
Perché?
Perché qualcuno è Serbo?
Perché qualcosa è "serbo"?
Siamo davvero arrivati ​​al punto di punire le persone in base al loro sangue, al loro nome e al loro cognome?
Abbiamo imparato qualcosa?
Non odierò i bosniaci perché sono bosniaci!
Non odierò i croati perché sono croati!
Ma non permetterò nemmeno che mi odiate perché sono Serba.
E non parlatemi di affrontare il passato se volete che lo ricordiamo solo quando fa comodo alla vostra versione dei fatti.
Non potete chiedere a un Serbo di riconoscere Srebrenica e allo stesso tempo rinnegare Jasenovac.
Non potete chiederci di rispettare le vittime bosniache e definire le vittime serbe di Podrinje fittizie, meritate o irrilevanti. Non si può.
Srebrenica non si nega.
Ma neanche Jasenovac non si nega.
Podrinje non si nega.
La vittima di qualcun altro non cancella la mia.
La mia vittima non cancella la tua.
Ma ciò che mi fa arrabbiare è che ai Serbi venga costantemente chiesto di dimostrare di essere umani.
Di condannare.
Di chiedere scusa.
Di spiegare.
Di dimostrare di non essere "genocidi".
Di prendere le distanze da ogni persona che abbia mai indossato un'uniforme serba.
E quando diciamo: "Aspettate, anche noi abbiamo i nostri morti e non abbiamo MAI occupato nessuno, ci siamo solo e soltanto difesi", improvvisamente diventiamo nazionalisti.
Quando diciamo: "Anche le vittime Serbe soffrono", improvvisamente neghiamo qualcosa.
Quando diciamo: "Non si possono definire tutti i serbi criminali", improvvisamente difendiamo un crimine.
E molto altro ancora!
Basta con le umiliazioni.
Basta con la colpa collettiva.
Basta aspettarsi che un popolo stia sempre a testa bassa.
Non voglio chinare la testa.
Posso condannare un crimine.
Posso piangere le vittime altrui.
Posso rispettare il dolore altrui.
Ma posso anche amare il mio popolo.
Posso ricordare i miei morti.
Posso difendere la dignità del mio popolo.
E non mi scuserò per questo.
Un criminale ha un nome e un cognome. Un popolo non ha una colpa collettiva.
Ratko Mladić non è ogni serbo.
Naser Orić non è ogni bosgnacco.
Dario Kordić non è ogni croato.
Scommetto che adesso vi state chiedendo m:” Ma chi sono Orlić e Kordić ?!?! “
Ed ecco che si tratta proprio di quello - loro non sapete chi sono ma Mladić invece si eccome e conoscete tutti i suoi crimini che vi hanno raccontato da anni !!! Ma come mai non avete mai sentito degli altri due che sono uguali identici e forse con più morti anche ?!?!! Chiedetevi un po’ questo!
E questa dovrebbe essere probabilmente la cosa più elementare che abbiamo imparato dopo tutto quello che abbiamo passato.
Quindi non chiedetemi di vergognarmi perché sono Serba.
Non lo farò.
Non chiedetemi di dimenticare i miei morti.
Non lo farò.
Non ditemi che non ho il diritto di salutare un uomo che il mio popolo considerava il suo Generale. Ho il diritto di farlo, abbiamo il diritto di farlo!
E finché continuerete a dirmi che sono un "genocida" solo perché sono Serba, vi farò la stessa domanda:
Dov'è la vostra giustizia????
Perché non chiedo più il permesso a nessuno per essere chi sono.
Sono Serba.
E ricordo anche.
E non me ne vergogno. Ed è un peccato che dopo 30 anni dalla guerra ci sia ancora tanto odio... Vergogna...
Nel corso dei secoli, la Serbia si è affermata come terra di resistenza e di onore: un baluardo incrollabile che ha versato il proprio sangue per difendere la propria identità e le radici cristiane dell'Europa contro cinque secoli di dominazione ottomana. Nel 2026, è giunto il momento che i media occidentali smettano di imporre la propria morale (mooolto discutibile) a un popolo che ha sempre camminato a testa alta. Per la Serbia, Ratko Mladić rimane un figlio di questa terra, un eroico difensore che si è levato a tutela della propria gente e non solo, durante le tempeste che hanno sconvolto i Balcani. Al di là di diktat o sussurri stranieri, solo il cuore del popolo serbo ha la legittimità di giudicare i propri eroi, e il suo nome risuonerà per sempre nella memoria della patria 🇷🇸🇷🇸🇷🇸
Accanto al “macellaio” devono scrivere anche
- che Izedbegovic (all’epoca presidente della Bosnia) ha venduto in proprio popolo leccando il c. americano e facendo uccidere migliaia di mussulmani proprio a Srebrenica per poi dare la colpa agli altri! Importando l’isis (all’epoca non si chiamava così ma sono gli stessi) in Bosnia che uccidevano tutto, ma proprio TUTTO che si muove a commando!!!
- Che Mladic ha fatto accompagnare in salvo tantissime persone non serbe (ci sono filmati, testimonianze ecc) in salvo intimandoli che smettono a sparare sul popolo serbo e smettono di fare i servi all’occidente che prima o poi li tradirà (come al solito)…
- Devono scrivere in maiuscolo che nella Guerra tutti hanno sparato e ucciso ma i cattivi, guarda caso, sono solo e soltanto i Serbi e gli altri sono angioletti (ovvio se sono servi loro e se non facevano così gli stessi parlavano davanti al mondo e facevano scoprire tutti i trammacci che poi alla fine sono usciti fuori comunque). E allora se sono così innocenti e solo i Serbi gli unici cattivi - come mai questa guerra è durata anni ?!?!
- Che gli ameriCani (C maiuscola apposita) assieme ai EU hanno programmato ed organizzato quella guerra perché la Jugoslavia grande, indipendente e forte alle porte dell’Europa non gli conveniva ai loro sporchi giochi - di allora e all’agenda del futuro!!
- E infine devono scrivere che il Vaticano stesso non ha mai perdonato la Serbia perché nel 1439 rifiutò al Concilio di Firenze e dell'Unione von lo stesso Vaticano. Il grande rifiuto del sovrano Serbo Đurađ Branković (Gaspare Branković), d'accordo con il clero e i teologi serbi, rifiutò categoricamente di inviare delegati al Concilio e di firmare l'unione con Roma. Questo rimarrà come il momento di più drastico e storico "NO" al Vaticano !!! Non è mai stato perdonato ai Serbi
Poi parliamone un po’ di quelli che lo giudicano il popolo Serbo:
Ricordiamo allora solo una piccola parte dei monumenti ai criminali nell'Unione Europea, come ad esempio quello al re Leopoldo II a Bruxelles (da dove ci inviano questa critica), responsabile degli omicidi di circa 15 milioni di congolesi e dell'introduzione del sistema di amputazione degli arti per il mancato raggiungimento delle quote nella raccolta del caucciù. In soli 25 anni di questi "non crimini", il Congo ha perso metà della sua popolazione.Oppure il monumento a Jan Pieterszoon Coen nei Paesi Bassi, un altro "non criminale" che ha compiuto massacri in Indonesia per garantire il monopolio olandese sulle spezie.
O il monumento a Cristoforo Colombo in Spagna, un altro genocida che ha dato inizio alla tratta transatlantica degli schiavi e ha inviato indigeni come schiavi in Spagna. Sotto il suo dominio, il popolo Taíno ha commesso suicidi collettivi di massa: tra la morte e la vita sotto il suo governo, sceglievano la morte. A causa di omicidi di massa, malattie, stupri, amputazioni, lavoro forzato, eccetera, in soli cinquant'anni sono passati da quasi un milione di abitanti a 500 individui, per poi scomparire.
Oppure il monumento a Karl Lueger in Austria, che ha sostenuto il colonialismo sugli slavi nei Balcani e la cui retorica ha ispirato l'allora giovane Hitler. O in Portogallo i monumenti al re Giovanni I, ad Alfonso VI, eccetera. E poi in Italia al re Vittorio Emanuele e a Rodolfo Graziani... In Francia a Jean-Baptiste Colbert e Joseph Gallieni... In Germania a Hermann von Wissmann, in Danimarca al re Cristiano IV o in Gran Bretagna i numerosi monumentos ai colonialisti, da Cecil Rhodes a Winston Churchill.
Un tribunale che ha lasciato liberi Orić, Kordić e Gotovina non è credibile. Anche Gesù fu condannato da un tribunale, dipende sempre chi ti giudica.
Toglietevi di dosso una buona volta!
Fattevi due conti, studiate la storia e guardate un po’ indietro chi si è fatto impallare per secoli per difendere voi e poi giudicate, sempre se credete che potete essere degni di esprimerne giudizio !!!”



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