Sunday, April 24, 2011

La piccola anima


C'era una volta, in un luogo fuori dal tempo, una Piccola Anima che disse a Dio: "Io so chi sono!"... "Ma e' meraviglioso! E dimmi, chi sei?" chiese il Creatore. "Sono la Luce!" Il volto di Dio si illumino' di un grande sorriso. "E' proprio vero! Tu sei la Luce." La Piccola Anima si senti' tanto felice, perche' aveva finalmente scoperto quello che tutti i suoi simili nel Regno avrebbero dovuto immaginare. "Oh", mormoro', "e' davvero fantastico!" . Ben presto pero', sapere chi era non fu piu' sufficiente. Sentiva crescere dentro di se' una certa agitazione, perche' voleva essere cio' che era. Torno' quindi da Dio (un'idea niente male per chiunque desideri essere Chi E' in Realta') e, dopo aver esordito con un: "Ciao, Dio!" domando': "Adesso che so Chi Sono, va bene se lo sono?" E Lui rispose: "Intendi dire che vuoi essere Chi Sei Gia'?"... "Beh, una cosa e' saperlo, ma quanto a esserlo veramente... Insomma, io voglio capire come ci si sente nell'essere la Luce!"... "Ma tu sei la Luce", ripete' Dio, sorridendo di nuovo. "Si, ma voglio scoprire che cosa si prova!" piagnucolo' la Piccola Anima. "Eh, gia'" ammise il Creatore nascondendo a malapena una risatina, "avrei dovuto immaginarmelo. Hai sempre avuto un grande spirito d'avventura." Poi cambio' espressione. "Pero', pero'... C'e' un problemino.." "Di che si tratta?"... "Ebbene, non c'e' altro che Luce. Vedi io ho creato solo cio' che sei e, di conseguenza, non posso suggerirti nulla per sentire Chi Sei, perche' non c'e' niente che tu non sia."... "Ehh?" balbetto' la Piccola Anima, che a quel punto faceva fatica a seguirlo. "Mettiamola in questo modo", spiego' Dio. "Tu sei come una candela nel Sole. Oh, esisti, indubbiamente. In mezzo a milioni di miliardi di altre candele che tutte insieme lo rendono cio' che e'. E il sole non sarebbe il Sole senza di te. Senza una delle sue fiammelle rimarrebbe una semplice stella... perche' non risulterebbe altrettanto splendente. E, dunque, la domanda e' questa: Come fare a riconoscersi nella Luce quando se ne e' circondati ?"... "Ehi", protesto' la Piccola Anima, "il Creatore sei tu. Escogita una soluzione !" Lui sorrise di nuovo. "L'ho gia' trovata", affermo'. "Dal momento che non riesci a vederti come Luce quando sei dentro la luce, verrai sommersa dalle tenebre."... "E che cosa sarebbero queste tenebre ?"... "Sono cio' che tu non sei" fu la Sua risposta. "Mi faranno paura?"... "Solo se sceglierai di lasciarti intimorire", lo tranquillizzo' Dio. "In effetti, non esiste nulla di cui avere paura, a meno che non sia tu a decidere altrimenti. Vedi, siamo noi a inventarci tutto. A lavorare di fantasia."... "Ah, se e' cosi'..." fece un sospiro di sollievo la Piccola Anima. Poi Dio prosegui' spiegando che si arriva alla percezione delle cose quando ci appare il loro esatto opposto. "E questa e' una vera benedizione", affermo', "perche', se cosi' non fosse, tu non riusciresti a distinguerle. Non capiresti che cos'e' il Caldo senza il Freddo, ne' che cos'e' Su se non ci fosse Giu', ne' Veloce senza Lento. Non sapresti che cos'e' la Destra in mancanza della Sinistra, e neppure che cosa sono Qui e Adesso, se non ci fossero La' e Poi. Percio' - concluse - quando le tenebre saranno ovunque, non dovrai agitare i pugni e maledirle. Sii piuttosto un fulgore nel buio e non farti prendere dalla collera. Allora saprai Chi Sei in Realta', e anche tutti gli altri lo sapranno. Fa' che la tua Luce risplenda al punto da mostrare a chiunque quanto sei speciale!"
"Intendi dire che non e' sbagliato fare in modo che gli altri capiscano il mio valore?" chiese la Piccola Anima. "Ma naturalmente!" ridacchio' Dio. "E' sicuramente un bene! Rammenta, pero', che non significa . Tutti sono speciali, ognuno a modo proprio! Tuttavia, molti lo hanno dimenticato. Capiranno che e' buona cosa esserlo nel momento in cui lo comprenderai tu."... "Davvero?" esclamo' la Piccola Anima danzando, saltellando e ridendo di gioia. "Posso essere speciale quanto voglio?" "Oh, si, e puoi iniziare fin da ora", rispose il Creatore che danzava, saltellava e rideva a Sua volta. "In che modo ti va di esserlo?" "In che modo? Non capisco.".. "Beh", suggeri' Dio, "essere la Luce non ha altri significati, ma l'essere speciali puo' essere interpretato in vari modi. Lo si e' quando si e' teneri, o quando si e' gentili, o creativi. E ancora, si e' speciali quando ci si dimostra pazienti. Ti vengono in mente altri esempi?" La Piccola Anima rimase seduta per qualche istante a riflettere. "Ne ho trovati un sacco!" esclamo infine. "Rendersi utili, e condividere le esperienze, e comportarsi da buoni amici. Essere premurosi nei confronti del prossimo. Ecco, questi sono modi per essere speciali!". "Si!" ammise Dio, "e tu puoi sceglierli tutti, o trovare qualsiasi altro modo per essere speciale che ti vada a genio, in ogni momento. Ecco che cosa significa essere la Luce."... "So cosa voglio essere, io so cosa voglio essere!" annuncio' la Piccola Anima sprizzando felicita' da tutti i pori. E ho deciso che scegliero' quella parte che viene chiamata . Non e' forse speciale essere indulgenti?"... "Oh, certo", assicuro' Dio. "E' molto speciale."... "Va bene, e' proprio quello che voglio essere. Voglio saper perdonare. Voglio Fare Esperienza in questo modo."... "C'e' una cosa pero' che dovresti sapere." La Piccola Anima fu quasi sul punto di perdere la pazienza. Sembrava ci fosse sempre qualche complicazione. "Che c'e' ancora?" ribatte' con un sospiro.
"Non c'e' nessuno da perdonare", disse Dio. "Nessuno?" Era difficile credere a cio' che aveva appena udito. "Nessuno", ripete' il Creatore. "Tutto cio' che ho creato e' perfetto. Non esiste anima che sia meno perfetta di te. Guardati attorno." Solo allora la Piccola Anima si rese conto che si era radunata una grande folla. Tanti altri suoni simili erano arrivati da ogni angolo del Regno perche' si era sparsa la voce di quella straordinaria conversazione con Dio e tutti volevano ascoltare. Osservando le innumerevoli altre anime radunate li' intorno, non pote' fare a meno di dare ragione al Creatore. Nessuna appariva meno meravigliosa, meno magnifica o meno perfetta. Tale era il prodigio di quello spettacolo, e tanta era la Luce che si sprigionava tutt'attorno, che la Piccola Anima riusciva a malapena a tenere lo sguardo fisso sulla moltitudine. "Chi, dunque, dovrebbe essere perdonato?" torno' alla carica Dio. "Accidenti, mi sa proprio che non divertiro'! Mi sarebbe tanto piaciuto essere Colui Che Perdona. Volevo sapere come ci si sente a essere speciali in quel senso." La Piccola Anima capi', in quel momento, che cosa si prova a essere tristi. Ma un'Anima Amica si fece avanti tra la folla e disse: "Non te la prendere, io ti aiutero'."... "Dici davvero? Ma che cosa puoi fare?"... "Ecco, posso offrirti qualcuno da perdonare!"... "Tu puoi..."... "Certo! Posso venire nella tua prossima vita e fare qualcosa che ti consentira' di dimostrare la tua indulgenza."... "Ma perche'? Per quale motivo?" chiese la Piccola Anima. "Sei un Essere di suprema perfezione! Puoi vibrare a una velocita' cosi' grande da creare una Luce tanto splendente da impedirmi quasi di guardarti! Che cosa mai potrebbe indurti a rallentare le tue vibrazioni fino a offuscarla? Che cosa potrebbe spingere te -che sei in grado di danzare in cima alle stelle e viaggiare per il Regno alla velocita' del pensiero- a calarti nella mia vita e divenire tanto pesante da compiere questo atto malvagio?"... "E' semplice", spiego' l'Anima Amica, "perche' ti voglio bene." Sentendo quella risposta, lo stupore invase la Piccola Anima. "Non essere tanto meravigliato, Piccola Anima. Tu hai fatto lo stesso per me. Davvero non ricordi? Oh, abbiamo danzato insieme molte volte, tu e io.
Nel corso di tutte le eta' del mondo e di ogni periodo storico, abbiamo ballato. Abbiamo giocato per tutto l'arco del tempo e in molti luoghi. Solo che non te ne rammenti. "Entrambi siamo stati Tutto. Siamo stati Su e Giu', la Sinistra e la Destra, il Qui e il La', l'Adesso e il Poi; e anche maschio e femmina, bene e male: siamo ambedue stati la vittima e l'oppressore. Ci siamo incontrati spesso, tu e io, in passato; e ognuno ha offerto all'altro l'esatta e perfetta opportunita' di Esprimersi e di Fare Esperienza di Cio' che Siamo in Realta'." "E quindi", continuo' a spiegare l'Anima Amica, "io verro' nella tua prossima vita e, questa volta, saro' il . Commettero' nei tuoi confronti qualcosa di veramente terribile, e allora riuscirai a provare come ci si sente nei panni di Colui Che Perdona"... "Ma che cosa farai", domando' la Piccola Anima, leggermente a disagio, "da risultare tanto tremendo?"... "Oh", rispose l'Anima Amica strizzando l'occhio, "ci faremo venire qualche bella idea". Poi soggiunse a voce bassa: "Sai, tu hai ragione riguardo a una cosa"... "E quale sarebbe?"... "Dovro' diminuire alquanto le mie vibrazioni, e aumentare a dismisura il mio peso per commettere questa brutta cosa. Mi tocchera' fingere di essere cio' che non sono. E quindi, ti chiedo in cambio un favore."... "Oh, qualsiasi cosa, qualsiasi cosa!" grido' la Piccola Anima, che intanto ballava e cantava. "Riusciro' a perdonare, riusciro' a perdonare!" Poi si rese conto del silenzio dell'Anima Amica e allora chiese: "Che cosa posso fare per te? Sei davvero un angelo, sei cosi' disponibile ad accontentarmi!"... "E' naturale che sia un angelo!" li interruppe Dio. "Ognuno di voi lo e'! E rammentatelo sempre: Io vi ho mandato solo angeli." A quel punto la Piccola Anima senti' ancora piu' forte il desiderio di esaudire la richiesta e chiese di nuovo: "Che cosa posso fare per te?"... "Quando ti colpiro' e ti maltrattero', nell'attimo in cui commettero' la cosa peggiore che tu possa immaginare, in quello stesso istante ..."... "Si? Si..."...
"Dovrai rammentare Chi Sono in Realta'", concluse l'Anima Amica gravemente. "Oh, ma lo faro'!" esclamo' la Piccola Anima, "lo prometto! Ti ricordero' sempre cosi' come sei qui, in questo momento!"... "Bene", commento' l'Anima Amica, "perche', vedi, dopo che avro' finto con tanta fatica, avro' dimenticato chi sono. E se non mi ricorderai per come sono, potrei non rammentarmelo per un sacco di tempo. Se mi scordassi Chi Sono, tu potresti addirittura dimenticare Chi Sei, e saremo perduti entrambi. E allora avremmo bisogno di un'altra anima che venisse in nostro soccorso per rammentarci Chi Siamo."... "No, questo non accadra'!" promise la Piccola Anima. "Io ti ricordero'! E ti ringraziero' per avermi fatto questo dono: l'opportunita' di provare Chi Sono." Quindi, l'accordo fu fatto. E la Piccola Anima ando' verso una nuova vita, felice di essere la Luce e raggiante per la parte che aveva conquistato, la Capacita' di Perdonare. Attese con ansia ogni momento in cui avrebbe potuto fare questa esperienza per ringraziare l'anima che con il suo amore l'aveva resa possibile. E in tutti gli istanti di quella nuova vita, ogni qualvolta compariva una nuova anima a portare gioia o tristezza -specialmente tristezza- ricordava quello che aveva detto Dio. "Rammentatelo sempre", aveva affermato con un sorriso, "Io vi ho mandato solo angeli".
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Sempre sempre

Saturday, April 9, 2011

Lettera della scrittrice albanese Elvira Dones a Berlusconi"


Egregio Signor
Presidente del Consiglio,
le scrivo su un giornale che lei non legge, eppure qualche parola gliela devo, perché venerdì il suo disinvolto senso dello humor ha toccato persone a me molto care: "le belle ragazze albanesi". Mentre il premier del mio paese d'origine, Sali Berisha, confermava l'impegno del suo esecutivo nella lotta agli scafisti, lei ha puntualizzato che "per chi porta belle ragazze possiamo fare un'eccezione."
Io quelle "belle ragazze" le ho incontrate, ne ho incontrate a decine, di notte e di giorno, di nascosto dai loro magnaccia, le ho seguite da Garbagnate Milanese fino in Sicilia.
Mi hanno raccontato sprazzi delle loro vite violate, strozzate, devastate. A "Stella" i suoi padroni avevano inciso sullo stomaco una parola: puttana. Era una bella ragazza con un difetto: rapita in Albania e trasportata in Italia, si rifiutava di andare sul marciapiede.
Dopo un mese di stupri collettivi ad opera di magnaccia albanesi e soci italiani, le toccò piegarsi. Conobbe i marciapiedi del Piemonte, del Lazio, della Liguria, e chissà quanti altri.
E' solo allora - tre anni più tardi - che le incisero la sua professione sulla pancia: così, per gioco o per sfizio.
Ai tempi era una bella ragazza, sì. Oggi è solo un rifiuto della società, non si innamorerà mai più, non diventerà mai madre e nonna.
Quel puttana sulla pancia le ha cancellato ogni barlume di speranza e di fiducia nell'uomo, il massacro dei clienti e dei protettori le ha distrutto l'utero.
Sulle "belle ragazze" scrissi un romanzo, pubblicato in Italia con il titolo "Sole bruciato".
Anni più tardi girai un documentario per la tivù svizzera: andai in cerca di un'altra bella ragazza, si chiamava Brunilda, suo padre mi aveva pregato in lacrime di indagare su di lei.
Era un padre come tanti altri padri albanesi ai quali erano scomparse le figlie, rapite, mutilate, appese a testa in giù in macellerie dismesse se osavano ribellarsi.
Era un padre come lei, Presidente, solo meno fortunato.
E ancora oggi il padre di Brunilda non accetta che sua figlia sia morta per sempre, affogata in mare o giustiziata in qualche angolo di periferia.
Lui continua a sperare, sogna il miracolo.
E' una storia lunga, Presidente... Ma se sapessi di poter contare sulla sua attenzione, le invierei una copia del mio libro, o le spedirei il documentario, o farei volentieri due chiacchiere con lei.
Ma l'avviso, signor Presidente: alle battute rispondo, non le ingoio.
In nome di ogni Stella, Bianca, Brunilda e delle loro famiglie queste poche righe gliele dovevo.
In questi vent'anni di difficile transizione l'Albania s'è inflitta molte sofferenze e molte ferite con le sue stesse mani, ma nel popolo albanese cresce anche la voglia di poter finalmente camminare a spalle dritte e testa alta.
L'Albania non ha più pazienza né comprensione per le umiliazioni gratuite.
Credo che se lei la smettesse di considerare i drammi umani come materiale per battutacce da bar a tarda ora, non avrebbe che da guadagnarci.
Elvira Dones

Friday, April 8, 2011

A Paolo, un angelo qui in terra


Questi giorni sono giorni tremendi per la nostra crew. Stiamo per perdere un amico che difficilmente stiamo lasciando partire.
Si tratta di Paolo, una persona meravigliosa, che leggeva il nostro blog molto spesso e altrettanto spesso ci dava dei suggerimenti con una umiltà che insegnava un sapore di amore infinito.
Da anni con la sclerosi multipla e ultimamente anche con un tumore, la sua vita è stata un esempio per tutti. Mai un lamento nonostante i dolori lancinanti, mai una parola cattiva nemmeno quando leggeva delle cose brutte, mai un momento in cui non l'abbiamo sentito amico al 100%, mai un pensiero per lui.... mai.
Caro Paolo ti scongiuro di rimanerci sempre vicino anche quando sarai in quel posto meraviglioso in cui non ci sono guerre, non c'è odio, ne lamento, ne inganno.
Ci lasci un vuoto incolmabile, ma anche una strada meravigliosa da percorrere.

Ti si andjeo

Samo kada bi nocas moja bila
Na sve bih pristao
Grijesio sam
Sve sam priznao

Mislio sam da si samo zena
S tijelom djavola
A u sebi skrivala si lice
Dobrog andjela
Sklanjao sam ruku sto me vodi
Nisam vidio
Jedino sam tebe imao

Ti si andjeo, a ja sam
Slijep sto nista nisam vidio
Da si samo andjeo
Zar ne znas,
Jedino sam tebe volio

Kada dodirnes me ja se pitam
Da li osjecas
Kako svakim dijelom svoga tijela
Meni pripadas
Ali druge usne nocas duso
Tvoje imaju
Srce mi na dvoje kidaju

Ti si andjeo...