Thursday, August 30, 2012

Boban Rajovic




E' bellissimo.. avevamo lasciato Pirorman 4 anni fa con una bella canzone, ma un po' povera nel contenuto e nella musicalità e lo ritroviamo con un bellissimo sito e una bellissima musica !

Boban Rajovic. Official site

Usne boje vina

Lijepa zena

Rekli su mi dobronamjerno
malo mucni svojom glavom
rekli su mi moji drugovi
da s tobom necu proci slavno

Rekli su da zivot jedan je
i da nisi toga vrijedna
lijepu zenu lako zavolis
a ti si lijepa k'o nijedna

S kim si sad
dok noc polako pada
ja sam sam
jer jos se tebi nadam

Ref.
Uzela si oci moje
druge ja da ne gledam
uzela si sluh da sapat
drugih zena ne slusam

Uzela si zivot moj
sreca me otpisala
kad si mi se osmijehom
na srce ti potpisala

Rajske ptice su me pratile
dana kada sam te sreo
na prvi pogled sam zavolio
tebe koju nisam smio

Vrata raja si zatvorila
sad mi djavo mira ne da
lijepu zenu lako zavolis
a ti si lijepa k'o nijedna

S kim si sad
dok noc polako pada
ja sam sam
jer jos se tebi nadam

Thursday, August 23, 2012

Bregovic e la notte della taranta




C’è un frammento di Balcani che irromperà sul palco di Melpignano il 25 agosto, quando andrà in scena la nuova edizione della Notte della Taranta, il world music festival che racconta le tradizioni popolari salentine facendole diventare linguaggio internazionale.

Goran Bregovic, invitato quest’anno a dirigere l’Orchestra Popolare, ha scelto di esaltare la naturale vocazione di questa terra a essere luogo dell’incontro e della condivisione, dello scambio tra culture diverse.

Così, in un festival che riporterà l’attenzione sulle radici, il maestro bosniaco ha voluto esaltare un aspetto particolare del vastissimo patrimonio della musica salentina, quello affidato all’esecuzione della bande, le brass band ricche di lucidi ottoni e di appariscenti grancasse, che animano, da sempre, le feste nelle piazze, in occasioni delle celebrazioni del Santo patrono.
Tratto da Affari italiani

Affari italiani. La notte della taranta con Bregovic

Thursday, August 16, 2012

Non chiedere perchè


Un inviato a Sarajevo, durante gli anni della guerra nei Balcani. Il suo lavoro è difficile. Deve documentare l’assedio feroce di una città europea per storia e vocazione; una città cosmopolita nelle usanze che, nel giro di pochi anni, si trova ad essere teatro di una guerra impensabile.
I giornalisti che viaggiano molto, gli inviati speciali che corrispondono dai paesi in guerra, conducono spesso una vita solitaria: non c’è tempo per consolidare gli affetti, per mettere radici, per coltivare una famiglia.
Marco Di Luca, protagonista di “Non chiedere perché”, non fa eccezione. Ancora giovane, è già reduce da una separazione consumata in seguito alle sue assenze.
Quando accetta di partire per la Bosnia, nel 1992, lo fa senza pensarci troppo anche perché non ha nessuno che cerchi di trattenerlo, di averlo accanto a sé.
A entrare in confidenza con la morte, respirata e conosciuta ad ogni angolo di strada, Di Luca impiegherà poco tempo, così come a farsi conoscere e rispettare dai serbi con cui entra in contatto: traduttori, professori, uomini e donne di ogni estrazione e professione.
Di Luca è bravo a confezionare rapidamente servizi televisivi nei quali racconta la vita che prosegue, nonostante tutto, nelle manifestazioni quotidiane di coraggio della gente di Sarajevo. Ma il suo lavoro, naturalmente, è anche quello di mostrare in maniera inconfutabile l'orrore che si sta consumando nel cuore del vecchio continente in mezzo all'indifferenza generale e all'inanità delle Nazioni Unite.
Un giorno, una granata cade viene sparata su di un orfanotrofio.
In mezzo ai bambini, fortunatamente tutti sopravvissuti, ce n’è una che attira immediatamente l’attenzione di Marco: è Malina, di dieci mesi, unica bimba dai capelli scuri in mezzo a molti caschetti e capelli chiari.
In un gesto spontaneo di Malina, che gli cinge la testa con il braccino, Marco vede una richiesta e un appello, e a questo appello risponde con una promessa: farà di tutto per avere in affido, e possibilmente adottare, questa bambina sfortunata.
Gli ostacoli, naturalmente, non mancano: e prima ancora delle difficoltà oggettive che la guerra impone ogni giorno a chi debba farsi strada tra le scheggie che solleva, a impensierire il giornalista sono i suoi stessi dubbi. Perché proprio quella bambina, e non un altro, fra i tanti che all’orfanotrofio mostrano di aver bisogno di una famiglia, di qualcuno che si prenda cura di loro? Nonostante tutto, però, Di Luca va avanti a testa bassa, mobilitando nella sua crociata personale amici e colleghi, e trovando risorse inaspettate a tutti i livelli, tra istituzioni e persone che a vario titolo si spendono per rendere la vita un po’ meno drammatica ai bosniaci.
Fra i personaggi che affollano le pagine del libro di Franco Di Mare – la cui storia vera è appena dissimulata nel libro dai nomi, che sono inventati – ci sono coraggiose giornaliste tedesche, presidentesse di associazioni per la tutela dei diritti dei bambini, operatori televisivi e persone la cui storia è comunque segnata dall'esperienza della guerra, che così come distrugge le vite puo' rinsaldare i rapporti d'amicizia o farne nascere di nuovi.
Wuz.it

Friday, August 10, 2012

Ristorante Luxa


Su consiglio del fantastico Gian Matteo :


Signori, la Carne con la "C" maiuscola, perché non è cosa di tutti i giorni uscire da una trattoria con barbecue così piacevolmente stupiti e soddisfatti come alla rinnovata "LUXA" di Prosecco.

Dragan Tiosavljevic, una vita da chef viaggiante sui treni, acquisita assieme a sua moglie Anna la "TAVERNA LUXA SPECIALITA' CUCINA SERBA UNICA".

Il locale è molto ampio, con un giardino che aumenta capienza della sala interna e della sottostante taverna e il limitrofo parcheggio che offre ampie garanzie per un pranzo senza stress.

Al resto provvede Dragan con la cucina serba "DOC", senza portarsi dietro quei luoghi comuni legati alla "pesantezza" di cibi cotti sopra e sotto Belgrado. Ad esempio i "cevapcici" ridondanti d'aglio sono una tradizione tipicamente slovena, perché quelli originali che io propongo, hanno la cipolla nell'impasto, e si sente. Anche per questo le grigliate sfiorano l'esperienza mistica, con salsicce, MAIALINO ALLO SPIEDO e un AGNELLO IN CAMPANA che, tagliato nella parte nobile della coscia si avvicina per gusto e consistenza quasi al vitello piuttosto che al "castron", come si dice a Trieste.

Non dimenticavi di assaggiare la "zakuska" l'antipasto misto che abbina un misto di insaccati assolutamente pregevoli ai formaggi freschi come , il "kaimak", delicato e leggero, tutto accompagnato dal classico pane caldo, dalla forma che assomiglia vagamente alla pita araba.

Altra delizia sublime, la "sarma" quella nella doppia variante con foglia di vite e di cappuccio macerato per giorni nel sale.

I vini sono in attesa di arrivi da Kraguievac, colmano lautamente l'attesa con le offerte friulane ed etichettate.

Dragan, Anna e tutto lo staff vi aspettano!

Tutti al Luxa !