Monday, June 30, 2008

Summer in the Balkans







One of the big differences between beaches in Western Countries and Balkan-Beaches is this:



More about Fashion inspired in the Balkans here in Lina's post.

GROBLJE

Questo post non è molto allegro, lo devo ammettere, ma siccome la morte fa parte della vita, l’hanno scorso sono andata a trovare un mio amico di Cacak al cimitero.
Sono rimasta senza parole a vedere i loro cimiteri. In realtà chi mi conosce sa che io sono una grande strega. Le streghe hanno un buon rapporto con le cose più strane e così , nulla di fuori dal normale per me, se vado spesso al cimitero del mio paese.
La cosa mi da tanta pace anche se poi penso le cose più strane. Una di queste cose è che il cimitero al mio paese è proprio lontano ed è recintato.
Vi sono quasi esclusivamente tombe di famiglia e sei considerato veramente povero se non la possiedi.
Mi ricordo che quando ero piccola e andavo a fare la chierichetta ai funerali, la frase che più mi colpiva era :- Ma lo mettono nella terra ???.
Quando si è trattato di ampliare il cimitero , il comune ha costruito solo “loculi”.
Questo per dirvi quanto sia stata impressionata a vedere un cimitero completamente diverso.
Sulla strada che porta alla collina del cimitero, prima incontri le case, poi le tombe. Queste sono nella terra e vengono iniziate dall’alto della collina, scendendo verso la cittadina.
E’ così un tutt’uno tra le persone che vivono e i parenti che ci hanno lasciato.
Non vi sono muri di cinta, non vi sono vecchiette che cercano la scala per mettere i fiori.
Io , quale strega che sono (velika vestica), ho subito pensato che avrei salutato bene il mio amico.
Mi scuso per la foto. Quel giorno pioveva perché in Serbia c’era la mia amica Ljubinka e quando c’è lei piove sempre.

Saturday, June 28, 2008

Srecan Vidovdan svima!

Dopo aver visto il film "Boj na Kosovu"
mio figlio Neil (7 anni) ha ricreato la scena tra Milos Obilic e Murat I con il Lego.
Buon Vidovdan (giorno di S. Vito) a tutti!

After seeing the movie "Boj na Kosovu" my son (7 years) recreated the scene between Milos Obilic and Murat I with Lego. (look at Murat's hat!)
Have a nice Vidovdan!

In Alto Mare - Antonio Caiazza

CAIAZZA ANTONIO
IN ALTO MARE
VIAGGIO NELL'ALBANIA DAL COMUNISMO AL FUTURO

Editore: INSTAR LIBRI
Pubblicazione: 03/2008
Numero di pagine: 232
Prezzo: € 14,00
EAN: 9788846100924




Finalmente non si grida alle tragedie dell'Adriatico dei primi anni novanta che hanno riempito pagine lacrimevoli e girato coltelli nelle piaghe ancora aperte per almeno un decennio, ma si porta una testimonianza storica che conoscono in pochi:

chi quell'Albania l'ha vissuta e chi forse come me la ama al punto di averne ereditato tutto il bene e tutti i mali,

chi se l'è fatta entrare sotto la pelle come un tatuaggio indelebile a forma (e contenuto) d'aquila bicipite,

chi come l'Autore ne ha raccolto le voci e le memorie testimoniando fasi importantissime della storia di una piccola nazione pressoché sconosciuta

con l'abilità del giornalista,
la leggerezza del novelliere,
la fluidità del romanziere,
la precisione dello storico,
la sensibilità partecipata dell'umanista.

È un libro che va letto e meditato.
Un libro che consiglio a tutti coloro vogliano visitare l'Albania
(e consiglio a tutti di visitarla prima che l'Europa e l'America la fagocitino del tutto! Altro che turchizzazione...)

Friday, June 27, 2008

CELE KULA

Cominciamo con l’antefatto sfruculiando un po’ in Wikipedia
La battaglia di Kosovo Polje venne combattuta il 28 giugno 1389 dall'esercito serbo contro l'esercito ottomano, nella piana di Kosovo Polje (la Piana dei merli, a nord di Priština, capitale del Kosovo).L'esercito cristiano, composto da una coalizione tra l'Impero Serbo e il Regno di Bosnia, era comandato dal Knez (principe e condottiero) serbo Lazar Hrebeljanović. Le truppe della coalizione serbo-bosniaca contavano circa 25.000 uomini ben armati, suddivisi in tre armate. Erano comandati dal genero di Lazar, Vuk Branković, sull'ala sinistra, dal principe Lazar al centro e dal duca bosniaco Vlatko Vuković sull'ala destra.L'esercito ottomano era guidato dal sultano Murad I e contava circa 50.000 uomini. La battaglia iniziò con l'avanzata della cavalleria serba, che distrusse completamente l'ala sinistra ottomana. Le truppe comandate da Branković riuscirono inoltre ad annientare completamente anche l'ala destra degli avversari, ma gli Ottomani furono infine raggiunti da cospicui rinforzi e poterono così sconfiggere i Serbi, stanchi e inferiori numericamente.Pressoché tutta la nobiltà serba si fece uccidere sul posto insieme al Knez Lazar. Vuk Branković si ritirò e continuò la resistenza contro i Turchi finché fu catturato da questi ultimi, morendo infine in prigionia.Entrambi gli eserciti ebbero delle gravi perdite, ma per la Serbia l'esito fu catastrofico: vennero infatti uccisi più di 150 cavalieri serbi e il Paese vide sparire gran parte della sua élite politica e militare. Il nuovo sultano Bayezid I prese come moglie la figlia di Lazar, la principessa Olivera Despina. I Serbi vennero costretti a pagare tributi ai Turchi ed a compiere servizi militari presso l'esercito ottomano, come nel caso della battaglia di Ankara. In seguito, dopo altre due battaglie minori e l'assedio di Smederevo, gli Ottomani annetterono il resto del Regno di Serbia, completandone la conquista nel 1459. La fine dell'indipendenza serba fu l'evento che diede la possibilità all'esercito ottomano di arrivare fino alle porte di Vienna.La Battaglia del Kosovo è considerata dai Serbi uno degli eventi più importanti della loro storia, fonte di gran parte del loro sentimento nazionale. La battaglia e la sorte dei cavalieri cristiani divennero il soggetto di molta poesia epica medievale serba, parte della quale composta presso la corte della vedova di Lazar, Milica. Il principe Lazar venne canonizzato dalla Chiesa ortodossa serba.
Questo è ciò che è successo il 28 Giugno 1389 e ciò che i serbi ricordano ogni anno per non dimenticare la lezione di vita che hanno imparato : quando vogliamo fare da soli, perché pensiamo di essere i migliori, perdiamo. Ci sarebbe da fare una piccola discussione, ma la rimandiamo ai commenti. Tornando alla storia i serbi erano finiti sotto il dominio turco, ma non erano del parere di starci. Numerose furono le rivolte. In una di queste 35.000 turchi sconfissero 18.000 serbi nei pressi di Nis. Le perdite turche furono così elevate che il pascià fece decapitare 952 cadaveri serbi ed ordinò di sistemarli in una torre a memoria della superiorità turca e come monito. Nacque così la torre di Cele Kula che ancora oggi è meta di numerosi turisti.
Tratto da Wikipedia.

Thursday, June 26, 2008

FATEMI USCIRE !!!

Vi chiediamo scusa per questo post. Questa volta non parliamo di cultura balkanica, ma facciamo un appello a chiunque possa darci anche solo un consiglio per aiutare un amico in difficoltà. A Torino c’è un ragazzo bravissimo e anche bellissimo che è rimasto imprigionato. Sembra strano in un paese che fa grande politica contro gli stranieri che poi non li si lasci uscire per tornare a casa loro.
Lo splendido ragazzo si chiama Sasha ed è di Novi Sad. È in Italia con una borsa di studio per frequentare un master ed è talmente bravo che ha vinto la borsa di studio anche per l’anno prossimo.
Oltre che bravo è anche bello e io penso che siano le ragazze torinesi ad opporsi alla sua partenza. Invece lui chiede aiuto a tutti dicendo che da 9 mesi aspetta il permesso di soggiorno e le lunghe code fatte in questura non hanno prodotto nessun risultato.
Io gli credo al 100% poiché questa è soltanto l’ultima (in termini di tempo) storia che sento riguardo al “Visto”.
Il mio amico prete della Tanzania, dopo 2 anni di attesa, si è finalmente recato in questura a ritirare il permesso di soggiorno… ma .. incredibile ! era scaduto da 2 giorni !
Il nostro amico Nemanja si è recato al confine a prendere il cognato, ma ha messo un piede in area Schenghen e cosi’.. 100 euro di multa !!!
Io ho promesso a Sasha che il 15 Luglio prossimo lo accompagno alla frontiera e se non fanno passare lui, andrò io al suo posto, visto che non riconosco più il mio paese ed è sempre maggiore la voglia di vivere in Balkania.
Sasha invece dice che deve partire perché in Serbia ha impegni di lavoro e di studio e, soprattutto, non ci si vede bene come moglie di mio marito Giuseppe.
Vakka boja quando non ti puoi scambiare di posto !

Piccolo buffet serbo

Piu o meno cosi, si presenta il mangiare per un pranzo un po' festoso in Serbia.

(Qui un'esempio del buffet che ha preparato mia cognata a Belgrado per gli ospiti).

Per intanto segguono 2 ricette popolari...ne arriveranno certamente di più!



Punjene Paprike (4-6 persone)


Prendete 8 peperoni cecei, lavateli, togliete il gambo e svuotateli dai semi

Soffriggete

1 cucchiaio d'olio di semi di girasole

1 cipolla tritata

1 cucchiaio di riso

0.5 kg di carne di manzo tritata


Poi togliete dal fornello e aggiungete

prezzemolo tritato

1 uovo

sale, pepe (e se c'è un po' di vegeta oppure zacin C)

Mischiate il tutto. Poi riempite i peperoni con questo miscuglio.

5 pomodori

Per chiudere il peperone utilizzare delle fette di pomodoro. Poi mettere i peperoni farciti in una pirofila oppure in una casseruola, aggiungete il resto dei pomodori tagliati a cubetti e aggiungete un po' di acqua. Cuocete coperti a fuoco basso, e di tanto in tanto aggiungete un po' d'acqua.

1 cucchiaio di farina

1 cucchiaio d'olio di semi di girasole

polvere di paprika

Quando i peperoni sono teneri, preparate a parte una salsina (a fuoco medio) fatta di 1 cucchiaio di olio, la farina e della paprika in polvere. Quando è bella scura e aromatica la si versa nell’ acqua che cuoce i peperoni e si lascia ancora a fuoco basso per 15minuti.


Đjuveč (6-8 persone)


1.5kg pomodori tagliati a rondelli

per la verdura preparate un miscuglio con:

1 melanzana tagliata a dadini

5 peperoni cecei tagliati a dadini

2 piccole zucchine tagliate a dadini

1.5kg di cipolle piuttosto piccole tagliate in 4

Prezzemolo tritato

un po' di gambo di sedano tritato

sale, pepe (e se c'è un po' di vegeta oppure zacin C)

mezza tazzina di olio di semi di girasole

0.5kg di carne di maiale tagliata a dadini

0.5 kg di carne di manzo tagliata a dadini

mezza tazzina di riso


Mettete metà dei pomodori in una pirofila, ricoprite con metà della verdura, aggiungete la carne ed il riso, poi aggiungete il resto della verdura e ricoprite il tutto di rondelli di pomodoro.

Aggiungete quasi un litro d'acqua (o quanto basta per bagnare bene carne e verdura) e una tazzina di olio e passate in forno a 180 gradi per almeno 2 ore.

Si serve direttamente dalla pirofila.


Il Djuvec è un piatto unico e può essere variato come si vuole. Direi che però come base: riso, pomodori e carne non dovrebbero mancare .

Sunday, June 22, 2008

Apsolutnih 100



Trama del fim: Igor Gordic campione del mondo di tiro a segno del 1991 viene chiamato alle armi, e durante la guerra riesce solo ad ammazzare sotto l'influsso di droga. Al suo ritorno dalla guerra, smette di fare tiro a segno, perché nel mirino del suo fucile vede solo le facce dei soldati ammazzati. Va avanti a drogarsi e si butta sempre di più in debiti con la mafia belgradese, di cui uno dei capi è un suo vecchio amico (un'altro veterano di guerra). Sasa, il fratello minore che è un tiratore bravo come Igor, si sta preparando per un campionato in Francia. Il bisogno di soldi per droga di Igor però lo costringono a vendere lo stand di tiro ereditato dal padre.

Quando il nuovo proprietario cerca poi di limitare l'accesso allo stand a Sasa, questi prende il suo fucile e si fa giustizia da solo... e il nuovo proprietario è solo la prima vittima ......

Questo è un fantastico film di Srdjan Golubovic che rappresenta in modo molto estetico una certa realtà della Serbia postbellica.

Le scene di tiro a segno mostrano l'immagine un po' retrò di sale sport dell'era comunista, poi ci sono i "blokovi" di Novi Beograd (la città satellite costruita alle porte di Belgrado) con la loro dura estetica di costruzioni prefabbricate ed infine l'immagine degli "splav" i disco-ristoranti zattere sulle sponde del Danubbio.




Il copione venne cosiderato abbastanza interessante tanto che il giovane regista Mladen Maticevic l'ha utilizzato per farne un film molto simile: "1 na 1".
Anche se "Apsolutnih Sto" è riuscito meglio (ottimi attori e inquadrature magnifiche) "jedan na jedan" si fa notare per la spontaneità e l'ottima musica rap belgradese. Come per esempio i pezzi rap del gruppo "V.I.P." di cui sono mebri i due attori principali (Relja Milankovic e Ivan Jovic).

STORIE D'ILLIRI E D'ALBANIA

Rubacchiato qua e là, ma spiega molte cose! Grazie per la lettura.
Le foto cui portano i link sono state prese dal sito http://www.albaniafoto.com/
Altri link da Wikipedia... ho letto... sono attendibili!! :)




Storie d’Illiri e d'Albania

Preistoria

Le terre che possiamo definire “Balcani occidentali” erano popolate già nell'età paleolitica (età della pietra) 100.000 anni fa.

In Albania, gli stanziamenti iniziali sono stati scoperti nella grotta di Gajtan (Shkodra), in Konispol, al monte Dajti (vicino a Tirana) e a Xara (Saranda). Il popolarsi delle terre albanesi è aumentato nell'età Neolitica ovvero fra il 5000 ed il 1200 a.C.

I popoli che abitavano qeste terre hanno cominciato ad abbandonare le grotte ed a stabilirsi in spazi aperti. Tantissimi stanziamenti sono stati scoperti in Albania, Kosovo(/a), Montenegro e la Repubblica di Macedonia.

Gli Illiri

Gli Illiri dell’area meridionale dei Balcani hanno assunto una formazione e una struttura politica verso 7° e 6° secolo a.c.

Artigiani eccellenti del metallo e guerrieri feroci, gli Illiri (primo popolo di quest’area ad utilizzare il ferro) hanno basato i loro regni sulla guerra ed hanno combattuto per la maggior parte della loro storia: gli Illiri erano divisi in tribù, ma era una la tribù dominante. Tali lotte intestine ad una civiltà tribale rappresentavano un po’ ciò che succede oggi durante i nostri “cambi di governo”!

Di seguito la lista di alcune delle le tribù illire:

*Messapi e Japigi fondarono molte città illire già prima che i Greci e dunque prima dei Romani nell’Italia Meridionale. Dunque sostenere che le popolazioni Arbereshe della Puglia, della Calabria, della Basilicata, della Sicilia e via dicendo si siano stanziate qui nel 1500 in fuga dai Turchi è una mezza verità! Calabria per esempio è una parola illira: in lingua arbereshe significa Kalaja Arberesheve: il Castello degli Arbereshe!!!

Hanno generato e sviluppato la loro coltura, lingua e caratteristiche antropologiche nella zona occidentale dei Balcani, come menzionano scrittori antichi fra cui Erodoto, ma ache Virgilio. Le regioni che gli Illiri hanno abitato includono l'intera penisola occidentale, il nord ed Europa centrale, il sud fino al golfo di Ambracian (Preveza, Grecia) e l'est intorno al lago Lyhnid (lago Ohrid). Altre tribù di Illiri, inoltre, hanno migrato e si sono stabilite in Italia. Fra loro erano i Messapii e gli Iapigi.

Il nome “Illiria„ è menzionato dal quinto secolo a.c. mentre alcuni nomi di tribù fin dal dodicesimo secolo a.c. da Homer. La formazione etnica degli Illiri, tuttavia, è molto più vecchia: ha luogo entro il quindicesimo secolo a.c., da metà dell'eta del Bronzo, quando le caratteristiche etniche illiriche hanno cominciato a formarsi. Dall'età del ferro, gli Illiri erano completamente caratterizzati ed avevano ereditato le loro caratteristiche antropologiche e lingua dalle età Neolitiche e del Bronzo.

Dagli Illiri agli Albanesi

I Romani hanno dominato gli Illiri dal 168 a.c. fino alla caduta dell'impero. Sotto i romani, le arti e la cultura fiorirono, particolarmente in Apolonia, la cui scuola filosofica si sviluppò assai. Qui studiarono, tra altri, il grande oratore romano Cicerone.

La lingua e la cultura latine hanno influenzato fortemente gli Illiri, comunque quelli che vivevano nelle terre albanesi di oggi riuscirono a conservare la loro lingua ed abitudini, anche se presero in prestito molte parole latine, che fanno parte oggi del lessico albanese.

La religione cristiana è comparsa molto presto nell'Illirico. San Paolo è segnalato predicare in Dyrrachium, odierna Durrës, in Albania centrale. Una diocesi fu fondata qui nel 58 d.c.. Le diocesi successive sono stati fondate inoltre in Apolonia, in Buthrotum (oggi Butrint, nella punta del sud dell'Albania) e a Scutari (oggi Shkodër).

Fra il terzo e quarto secolo d.c. regnarono imperatori romani di origine illirica. Fra loro erano alcuni nomi storici molto importanti, come Gaio Decio, Aureliano, Probo, Diocleziano e più importante di tutti, Costantino, che ha rese il Cristianesimo la religione ufficiale dell'impero romano.

È nel 2° secolo d.c. che il nome Albanesi, popolazione vivente nell'attuale Albania centrale, viene menzionato. Fu Strabone nel suo libro "Geographia" che per primo parlò di popolazione chiamata Oi Albanoi, con capitale Albanopoli, 20 Km a nord est dell'attuale Tirana. Albanopoli (o Albanopolis) è sita fra la città di Kruja e Fushë Kruja (dove pareva avessero rubato l’orologio a Bush!!! J

Prima menzione degli Albanesi

Dopo la divisione dell'impero romano in occidentale ed in orientale (395 d.c.), l'impero Bizantino, quello orientale, che sarebbe sopravvissuto per quasi mille anni, ha governato la regione. Il vecchio Illyricum è stato invaso dalle varie tribù barbare, quali i Goti, che rimasero 150 anni in Albania, gli Avari e gli Slavi.

L'invasione Slava, molto feroce ed intensa, ha avuto conseguenze durature nella messa a punto etnica dei Balcani. Le popolazioni dell'Illiria diminuirono ed infine sono state assimilate in misura più grande. Nell'Illiria del sud, le terre albanesi odierne, la popolazione autoctona riuscì a conservare una relativa identità etnica, ma il loro territorio originale si restrinse ad una piccola estensione soggetta alle varie occupazioni Slave, Bulgare e Serbe, attraverso il Medio Evo.

Il regno Ottomano

Alla conclusione del quattordicesimo secolo le terre albanesi furono conquistate dagli Ottomani. I signori albanesi non potevano resistere a lungo al superpotere militare di quel tempo. Dal 1443 al 1468 Gjergj Kastrioti Skanderbeg, eroe nazionale degli albanesi, ha condotto una resistenza riuscita contro gli Ottomani.

Ha combattuto 25 grandi battaglie contro di loro, vincendone 22. La resistenza Skanderbeg condotta degli albanesi fu determinante nell'arresto dell'invasione turca dell'Italia e di Roma. Dopo la morte di Skanderbeg, la resistenza è continuata fino al 1478, anche se con successo moderato.

Nel 1480 i Turchi entrarono in sud Italia e presero il castello di Otranto, nella punta del sud-est dell'Italia da dove progettarono di dirigersi verso Roma, ma la resistenza cristiana e i duri 35 anni in Albania, impedirono questa minaccia. Le lealtà e le alleanze generate e consolidate da Skanderbeg caddero gli Ottomani conquistarono il territorio dell'Albania subito dopo la caduta del castello di Kruja. L'Albania allora divenne parte dell'impero Ottomano.

A seguito di questo, molti albanesi fuggirono in Italia, principalmente in Calabria ed in Sicilia. La maggior parte della popolazione albanese che è rimasta è stata costretta a convertirsi all'Islam, ma è riuscita a mantenere la relativa identità etnica. Rimarranno parte dell'impero Ottomano fino al 1912.

La nuova Albania


Nel 1912, dopo la seconda guerra Balcanica, gli Ottomani sono stati rimossi dall'Albania e quasi la metà delle terre Albanesi sono state assorbite dalla Ex Jugoslavia (Kosovo, Macedonia occidentale, Montenegro e la punta sud dalla Grecia, la Çamëria).

Questa decisione fece arrabbiare gli italiani, che non desideravano che la Serbia avesse una linea costiera estesa ed anche gli Austro-Ungheresi non volevano la Serbia potente sul loro confine a sud. Fu deciso che il paese non dovesse essere diviso ma trasformato nel Principato di Albania. Nel 1914 scoppiò la 1° guerra mondiale.

L'Albania dichiarò la sua relativa neutralità, ma per la sua posizione strategica fu inasa da quasi tutti gli eserciti che combatterono nei Balcani. Un patto segreto fra l'Italia, la Serbia e la Grecia fu firmato in 1915 per dividere l'Albania dopo la guerra. Ma fu per il presidente Wilson, che era per il diritto di autodeterminazione in Europa che l'Albania evitò una ulteriore tragedia . Dal 1925 al 1939, il paese è stato regolato da Ahmet Zogu, che si nominò re Zog I nel 1928.


La seconda guerra mondiale e Enver Hoxha

L'Italia invase l'Albania la vigilia della seconda guerra mondiale, il 7 aprile 1939 ed prese il controllo del paese. I comunisti ed i nazionalisti albanesi combatterono attivamente una guerra partigiana contro le invasioni italiane e tedesche nella seconda guerra mondiale.

I socialisti ( più spesso denominati comunisti) hanno assunto la direzione dopo la seconda guerra mondiale. Nel novembre 1944, dopo una guerra civile feroce, sostenuta dall'intelligenza britannica, i comunisti hanno guadagnato il controllo del governo sotto il capo della resistenza, Enver Hoxha. Il partito comunista è stato fondato l'8 novembre 1941 con l'aiuto dei partiti comunisti del Bolscevici.


Per molte decadi sotto la sua dominazione totalitaria, Hoxha ha generato e distrutto i rapporti con la Iugoslavia, l'Unione Sovietica e la Cina. Verso la conclusione dell'era di Hoxha, l'Albania è stata isolata, in primo luogo dall' ovest capitalista (Europa occidentale, America del Nord e Australasia) e più successivamente anche dall'est comunista.

La caduta del comunismo e l'Albania democratica

Nel 1985, Hoxha morì e Ramiz Alia prese il suo posto. Inizialmente, Alia ha provato a seguire i passi di Hoxha, ma in Europa Orientale i cambiamenti erano cominciati: Mikhail Gorbachev era comparso in Unione Sovietica con le nuove politiche (glasnost e perestroika).

Il regime totalitario albanese era sotto pressione dagli Stati Uniti e dell'Europa. Dopo che Nicolae Ceauşescu, il capo comunista della Romania, fu ucciso nel 1989, Alia firmò l'accordo delle Nazioni Unite a Helsinki, che già era stato firmato da molti altri paesi nel 1975, riguardo alcuni diritti dell'uomo. Inoltre permise il pluralismo ed anche se il suo partito vinse l'elezione del 1991, era chiaro che il cambiamento non sarebbe stato interrotto.


Nel 1992 elezioni generali sono state tenute ancora e sono state vinte dal nuovo partito democratico con 62% dei voti. Nelle elezioni generali del giugno 1996 il partito democratico ha provato ad avere una maggioranza assoluta ed maneggiando i risultati, vincendo più del 85% . Nel 1997 un'epidemia di schemi piramidali ha scioccato l'economia dell'intero paese. L'anarchia è prevalsa e molte città sono state controllate dalla milizia e da cittadini. Il governo si è dimesso e un governo di unità nazionale è stato sviluppato. In risposta all' anarchia, il partito socialista ha vinto le elezioni del 1997 e Berisha si è dimesso. Ma ora è tornato…


Nel frattempo la repressione serba in Kosovo stava diventando sempre più insopportabile. Questo ha condotto all'insurrezione del 1998-1999, che condusse all'intervento della NATO, per arrestare la pulizia etnica degli albanesi in Kosovo dalle forze serbe.

L'Albania è stata sommersa da rifugiati dal vicino Kosovo nel 1998 e nel 1999 durante la guerra del Kosovo. L'integrazione Euro-Atlantica dell'Albania è stato l'ultimo obiettivo dei governi albanesi-comunisti. L'Albania nel 2006 ha firmato un accordo di associazione e di stabilizzazione con l'UE. L'Albania, con la Croazia e la Macedonia, inoltre pensa di ricevere un far parte della NATO nel 2008.


La mano d'opera dell'Albania ha continuato a migrare in Grecia, in Italia, in Germania ed altre zone di Europa e dell'America del Nord. Tuttavia, il cambiamento continuo di emigrazione sta diminuendo lentamente, poiché sempre più opportunità stanno ora emergendo nella stessa Albania, ma è un processo molto molto lento!!

Saturday, June 21, 2008

Lettura consigliata

Da http://www.albacenter.it/

vi propongo questa lettura: "24 imperatori albanesi alla guida di Roma" di ALban Kraja.

Tengo a precisare che MOLTO PROBABILMENTE è SBAGLIATO IL TITOLO:
Forse sarebbe corretto "24 imperatori illiri alla guida di Roma"!!!!
Albanesi è di parte, lo è la copertina del libro e immagino capiate da soli i perché (vd. sotto).

Tuttavia viaggiando attraverso i Balcani occidentali ho scoperto luoghi della romanità di inestimabile bellezza e valore storico architettonico, paesaggi e patrimoni archeologici conservati benissimo che menzionerò nei prossimi post proponendoveli per il vostro prossimo viaggio o per un consiglio agli amici che desiderassero scoprire qualcosa in più dei Balcani.

Il libro che propongo è l'unico che conosca al momento che approfondisce l'argomento in maniera non troppo accademica* (nonostante il vizio già citato). Farà un po' male agli italiani che si sentono numi tutelari della cultura latina e imperiale di Roma, ma, al contrario, fa percepire uno dei motivi per cui Roma è stata così importante nella storia del "vecchio mondo": ha saputo adattare la sua storia alla storia, ha saputo dominare, ma anche cedere i poteri a chi ad un certo momento non faceva parte delle sue gens (perlomeno direttamente), a chi era nato fuori dalla Civitas, a chi forse parlava sì il latino... ma... un po' a modo suo!

*leggi "pallosa"

Ringrazio Albana Temali di ALBACENTER.IT e i suoi collaboratori per l'impegno sempre profuso nella diffusione e nella promozione dell'arte e degli artisti albanesi ed in particolare della diaspora albanese.







Alban KRAJA

"24 imperatori albanesi alla guida di Roma"
terza edizione
2004

prima edizione 1998 "Iliria"
seconda edizione 2001 "Besa"


Viti
: 2004

Botues: Iliria

© Copyright 2004 Alban Kraja
Stampa: Centro Stampa Digitalprint
Rimini

(164 faqe)

Vlera:
Euro: 15,00

Indice del libro "24 imperatori alla guida di Roma"

Cap.I - Origini dell'antica civilta' Illirica

Cap.II - Due grandi Re di stirpe illirica: Alessandro e Pirro

Cap.III - Albori di una grande potenza: la Republica Romana

Cap.IV - Mitilo Re d'Illiria

Cap.V - Il regno d'Illiria verso le conquiste

Cap.VI - La vasta espansione della civilita' illirica (leggi)

Cap.VII - La prima guerra romano-illirica

Cap.VIII - La seconda guerra romano-illirica

Cap.IX - Verso la terza guerra romano-illirica

Cap.X - Le cause della terza guerra romano-illirica

Cap.XI - La terza guerra romano-illirica:

Cap.XII - L'Illiria dopo la Battaglia di Scutari

Cap.XIII - 24 imperatori illirici alla guida di Roma


Balcani... geograficamente parlando






















Metto solo l'immagine (cliccabile).

Attenzione che Vojvodina, Slavonia, Zagorje e molte regioni normalmente definite "balcaniche" non lo sono ... e molti si offendono pure!!!!

Io invece sono fiero di essere proto-balcanico!!! :)

Wednesday, June 18, 2008

The Hunting Party


Ci tengo a dirvi che il primo giorno in cui è uscito a Torino “The hunting party” io ero al cinema al primo spettacolo.
Questo perché lo aspettavo da soli 9 mesi. Perché questo film era in tutto il mondo tranne che in Italia non si è capito.
Però le mie attese non sono state deluse. Il film mi è piaciuto.
Certo non è una commedia , anche se si ride molto.
E’ ispirato ad un fatto vero : 5 giornalisti tornano in Bosnia alcuni anni dopo il conflitto e trovano un pericoloso criminale di guerra soprannominato “la volpe”. Con grande loro disappunto scoprono che tutti, compresa la C.I.A., erano al corrente del luogo in cui si trovava il criminale, ma nessuno lo voleva catturare. Inutile dire che si parla di Radovan Karadzic’.
Come in tanti altri film e nella cruda realtà le organizzazioni internazionali fanno veramente una figura pessima.
A lungo il regista Richard Shepard ha pensato al finale. Anche questo attinente alla realtà o come tutti gli spettatori vorrebbero ?
Vi lascio nel dubbio in maniera che vediate questo film liberamente.
Di certo in Bosnia come in altri paesi c’è da chiedersi se c’è una giustizia e se è uguale per tutti.

Tuesday, June 17, 2008

BALKANI.. CHE PAURA !!!



Il 12 Giugno 2002 è una data che mi ricorderò per lungo tempo.
Quel giorno sveglia all’alba, le ultime cose messe in valigia velocemente e via alla stazione.
Mi ricordo il mio cuore che palpitava a 1000 e mio marito bianco come un lenzuolo.
Partivo per la Serbia. Era il mio primo viaggio senza la mia famiglia ed era il culmine di un percorso durato 3 anni. Più che un percorso era stato un calvario.
Avevo iniziato a parlare con la Serbia per radio 3 anni prima, quando i radioamatori italiani aiutavano quelli serbi ogni qual volta partiva un caccia da Aviano.
I radioamatori serbi erano diventati bravi e sapevano già dove i caccia sarebbero andati a colpire in base al posto in cui entravano in Serbia.
Ma torniamo al mio calvario. Gli anni 1999/2000 non sono stati facili per la mia famiglia.
Mio marito aveva perso il lavoro e io ero arrivata a sfiorare l’anoressia per dei problemi con i miei genitori .
Più e più volte avevo cercato di andare in Serbia a conoscere i radioamatori che conoscevo solo tramite la mia stazione radio. Tutti cercavano di mettermi i bastoni tra le ruote per non farmi partire. In particolar modo la polizia. Quando sono andata in questura con mio marito per il passaporto , la poliziotta si è rivolta a lui urlando :- dappertutto, anche a Cuba, ma non la mandi in Serbia, sono tutti criminali !
Poi un giorno, sfruculiando in internet, leggo la storia di Vera . Subito mi balenò l’idea che avevo trovato una via di uscita.
Così quel 12 Giugno sono andata in treno fino a Treviso e poi in macchina con Vera fino a Cacak.
Che viaggio è stato ! Ero autista di una missione umanitaria. Già la cosa mi sembrava più grossa di me. La macchina era talmente strapiena che non riuscivo a frenare. Tre frontiere ed a ogni frontiera perquisizioni a tappeto. In Croazia Vera mi mostrò i campi minati ancora delimitati da un nastro rosso.
A Belgrado arrivammo di notte. Dall’autostrada entrammo subito nella via del fumo. Otto palazzi presidenziali sventrati dalle bombe. Davanti ad un palazzo c’era ancora la scritta : “Si consiglia ai passanti il marciapiede opposto. Il palazzo è un obiettivo militare”
Io avevo il cuore in gola. Ma come … era tutto diverso dal sofà di casa mia. Mi ricordo di aver pensato che la dovevamo far pagare a quei serbi cattivi. Quella sera ho pianto tanto anche se non mi sono fatta accorgere da nessuno.
Siamo stati ospitati da un parente di Vera, un ambasciatore in pensione. Un bravissimo uomo che mi ha detto :- Questa è casa tua , ma fai attenzione al rubinetto del bagno che è rotto.
Io appena entrata in bagno ho aperto il rubinetto e l’acqua è schizzata al soffitto.
Cosi’ quel povero anziano serbo era sulla porta del bagno che mi guardava con compassione , scuotendo la testa e dicendo : - italiani, puhah !
Il giorno dopo a Cacak ho finalmente conosciuto i miei amici radioamatori.
Seduti ad un tavolo di un caffè e davanti ad un bel caffè turco (che roba la prima volta !!!) guardavo i miei amici e mi chiedevo se quelli erano i serbi cattivi.
Uno di loro mi colpiva in particolare. Era giovane , ma sembrava avere 50 anni. Aveva le dita dei piedi fuori dalle scarpe consumate ed era senza denti. Lavorava dalle 7 di mattina alle 3 del pomeriggio in fabbrica per 36 euro mensili. Dopo il primo lavoro andava a fare l’imbianchino, l’idraulico, l’elettricista, il meccanico e qualunque cosa gli permettesse di riuscire a mangiare qualcosa. Quel ragazzo aveva 2 lauree in ingegneria e non sapevo sarebbe diventato come un fratello per me.
Da quel lontano giorno le cose sono cambiate. Adesso vado in Serbia tutti gli anni. Mi sento più sicura che nel mio quartiere. Non esiste la microcriminalità, almeno nella piccola cittadina di Cacak.
Quel che trovo la è la situazione , piuttosto surreale, dei nostri tempi di guerra, quando ci si aiutava l’un con l’altro.
Mi ospitano nelle loro povere case e mi danno un piatto di minestra fatto con le verdure del giardino, ma è tutto ciò che hanno e per me ha un valore infinito.
Un giorno in una casa povera ho visto la padrona di casa arrivare con delle tazzine da caffè comprate al mercato.
La signora era andata al mercato facendo circa 2 km a piedi ed era tornata stanca morta con la spesa. Io ho fatto lo sbaglio di dire : Che belle quelle tazzine !
E lei :-Sono tue ! Ma la signora che non aveva i soldi per l’autobus ci avrebbe messo altri 6 mesi di sacrifici per ricomprarsi le tazzine, così ho provato a rifiutare.. ma nulla da fare. Ho dovuto prendermi le tazzine che conservo come delle reliquie.
C’è un’ultima soddisfazione che mi devo prendere: tornare da quella poliziotta che mi voleva mandare a Cuba per dirle che mentre io viaggiavo su e giù per i Balkani pericolosi, due nostri connazionali sono morti proprio a Cuba