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Saturday, August 1, 2026

SARAJEVO. LA JUGO CANTA PER LA PACE

 









L'URLO DEL KOSOVO








 Ho letto praticamente d'un fiato "L'urlo del Kosovo" di Alessandro Di Meo e una marea di emozioni si susseguono, si intrecciano nella mia mente e so' già che non riuscirò a trasmettervi cio' che provo 

All'inizio si parla della Casa gialla e del pogrom del 2004 e vorrei rivedere tutte quelle non belle persone che per anni mi hanno attaccata nei vari forum dicendo che vaneggiavo, che ero amica di criminali serbi, che facevo propaganda.. cavoli.. dicono lo stesso a Alessandro, ma peccato che lui lasci ogni riferimento dettagliato ed è un po' impossibile sbugiardarlo 

Solo pochi giorni fa:

"Hanno puntato le armi direttamente sui nostri letti": le forze speciali kosovare, senza mandato, demoliscono un motel di proprietà serba a Gazivode
Più di trent'anni di vita e di duro lavoro si stanno trasformando in macerie. I proprietari del motel "Ezero", situato sul lago di Gazivode, Jordan e Alexander Jakšić, osservano con disperazione la demolizione della loro attività di famiglia. Come hanno raccontato in un'intervista al portale Kosovo Online, nelle prime ore del mattino, le forze speciali kosovare hanno semplicemente sfondato le porte del loro complesso. Uomini armati di automatici sono entrati nelle stanze dove dormivano Alexander e suo genero.
"Ci hanno puntato le armi direttamente sui nostri letti e ci hanno ordinato di andarcene immediatamente. Ho cercato di mostrare i documenti: abbiamo un processo in corso, l'udienza è fissata per il 12 agosto. Ma non li hanno nemmeno guardati. Si sono limitati a ridere in faccia: 'È arrivato il nostro momento, oggi tutto sarà demolito'. Ci hanno appena permesso di prendere i vestiti e i telefoni", ricorda Alexander, ancora sconvolto dall'orrore di questa mattina.
La famiglia Jakšić da decenni è in causa con la società "Ibar-Lepenac", che a un certo punto, senza apparenti motivi, ha espropriato le loro terre ancestrali. Jordan Jakšić è convinto che la questione non riguardi affatto l'ecologia o la legalità. In un colloquio con i giornalisti, ha sottolineato che si tratta di un atto di terrorismo mirato, volto a cancellare qualsiasi presenza serba nella regione.
"Abbiamo costruito su terre dei nostri antenati. Sembra che li infastidisca il fatto che qui, tutto l'anno, si riuniscano bambini serbi. Siamo assolutamente impotenti di fronte alla loro violenza, fanno quello che vogliono senza alcuna decisione giudiziaria. Vogliono farci andare via. Ma non ce ne andremo", ha concluso con amarezza Jordan, osservando la distruzione dell'opera di tutta la sua vita.
Balkanist


Il libro procede con tante storie dalla provincia serba del Kosovo e ne consiglio a tutti la lettura, in particolar modo per sapere quanti albanesi e serbi si stanno ammalando a causa dell'uranio impoverito sparso dai liberatori
Leggete .. leggete che vi farà bene sapere

Complimenti vivissimi a Alessandro Di Meo e ai suoi collaboratori, veri eroi senza fine.. non molleranno mai



Saturday, November 1, 2025

OMAGGIO A DUBRAVKA UGRESIC

 



Nacque a Kutina, in Jugoslavia, nel 1949 e morì ad Amsterdam nel 2023 in esilio 

Fino al 1991 la vita di Dubravka Ugresic fu normalissima e scrisse diversi libri, ma allo scoppio della guerra fu bersaglio di terribili minacce e dovette fuggire 


Il dopo è rappresentato dalla bava velenosa del nazionalismo che accompagna i Balcani ex jugoslavi negli anni novanta, specie in Croazia ed in Serbia. La Ugrešić, ostracizzata e messa all’indice anche dai colleghi intellettuali di Zagabria, viene definita “prostituta, strega, traditrice”, epiteti del classico repertorio dei vocabolari nazionalistici. Se ne va dalla Croazia nel 1993, l’anno dell’eccidio (croato) della sacca di Medak.

Dubravka Ugrešić, in memoria del dissenso  




Un giornalista e politico la attaccò in una maniera atroce 

...Durante il suo periodo a Globus ottenne una notevole notorietà grazie a un articolo di opinione non firmato del 1992 (che alla fine ammise di aver scritto), intitolato "Le femministe croate stanno violentando la Croazia", ​​in cui attaccava cinque scrittrici femministe croate ( Slavenka Drakulić , Vesna Kesić , Jelena Lovrić , Dubravka Ugrešić e Rada Iveković ), accusandole di tradire la Croazia. L'articolo fu fonte di significative controversie che alla fine portarono a una causa per diffamazione contro la rivista. 

La Ugresic ha sempre tentato in tutti i modi di far valere le sue ragioni, ma probabilmente non la lasceranno riposare in pace mai 

Dal libro "La volpe"   





Nonostante le minacce Dubravka non smise mai di raccontare la verità 

Dubravka Ugrešić: una Croazia sul modello fascista 

Dubravka Ugrešić: i poliziotti croati che non proteggono un bel niente   


Friday, August 29, 2025

La letteratura italiana in Dalmazia: una storia falsificata

  

E' VIETATO AI CROATI RUBARE LA CULTURA DALMATA








La bellissima pagina web di "Stay serbian" fa un giusto ragionamento .

Se gli scrittori, i musicisti, i pittori serbi nati in Croazia sono croati, allora lo saranno anche i cetnici 

Momčilo Đujić - Stay serbian

Con la legge sui beni del patrimonio culturale serbo son finiti i furti

NON SI PLACHERANNO MAI LE DISCUSSIONI SU QUESTA STATUA A MILANO

Non dire "gatto" se non ce l'hai nel sacco

Dopo le amebe vennero i croati (Voce del Popolo 29 apr)











Dopo la decisione della Croazia di mettere la figura di Nikola Tesla sulle monete in euro accanto alla scacchiera, è scoppiato di nuovo un dibattito sul fatto che il famoso scienziato fosse un serbo o un croato, e lo storico Goran Saric ha detto: "Tesla è serbo. Punto. La mia bisnonna ha partorito mio nonno in un campo agricolo ma lui non si è mai dichiarato una patata", il che ha provocato reazioni divise.

Nije problem što se Hrvati ponose Teslom, problem je kada se njegovo poreklo negira



Ragusa distava 400 km dal Regno di Croazia 





La mostra alla Pinacoteca di Brera "Marino Darsa lo Shakespeare croato" non piace per i seguenti motivi
Marino Darsa è nato a Ragusa, nella Repubblica di Ragusa quando la Croazia stava a 400 km più su 
Era di origine serba di Kotor (Montenegro)
Parlava stokavo ovvero l'idioma parlato solo dai serbi, tant'è che Tudman ha cambiato la lingua croata proprio per differenziarsi dai serbi 
Gli organizzatori hanno ignorato la legge sul patrimonio culturale serbo anche se ne erano a conoscenza 


Ruđer Bošković – Ruggero Boscovich

Croati pigliatutto

Lineamenti di un genocidio culturale

La Croazia scippa personaggi storici italiani

Nikola Tesla era serbo










Ecco come i croati ringraziano le persone di buon cuore

Alcuni tifosi della Dinamo Zagabria, a Milano per la partita di Champions, hanno 'sfilato' verso San Siro, con le braccia tese, cantando cori da stadio. Qualche ora prima un gruppo di circa 300 ultras ha fatto irruzione all'interno del Carrefour del complesso residenziale dell'ex Fiera, costringendo all'evacuazione dei clienti all'interno. La questura ha emesso più di 20 Daspo e 23 tifosi sono stati denunciati a vario titolo.

I tifosi della Dinamo Zagabria a Milano
Non sono nazisti, sono boy scout.
Una puzza di nazismo in questa UE, che non si può!



Braccio destro in alto, magliette nere e cori. Una marcia su Milano formata da circa 2mila persone, dalla piazza centrale di City Life verso San Siro, in attesa della partita dentro le porte del Meazza.





"L’ennesima provocazione dei tifosi di calcio, nella fattispecie dei tifosi della Dinamo di Zagabria che lo scorso 14 settembre a Milano, oltre a provocare incidenti e risse, hanno compiuto un gesto deplorevole di apologia dell’ideologia ustascia e nazista, alzando il braccio destro, rievocando così l’epoca di Adolf Hitler, Benito Mussolini e Ante Pavelić. L'Unione dei combattenti antifascisti e degli antifascisti della Croazia (SABA RH) ha a più riprese protestato contro tali incidenti provocati dai tifosi che glorificano non solo lo Stato indipendente di Croazia, ma anche tutti i mali accaduti durante il periodo del terrore ustascia. È evidente che i giovani tifosi della Dinamo si comportano in linea con l’attuale clima generale in patria, ossia con la tacita approvazione dei saluti, dei simboli e degli slogan ustascia. Lo dimostra chiaramente anche l’atteggiamento neutro assunto non solo dai mezzi di informazione, ma anche dai funzionari e dalle autorità competenti croate nei confronti del recente episodio accaduto a Milano.

Chiediamoci: perché Jasenko Mesić, ambasciatore della Repubblica di Croazia a Roma, e Stjepan Ribić, console generale della Repubblica di Croazia a Milano, non hanno reagito all’episodio a cui si è assistito a Milano? Cosa ha fatto Gordan Grlić Radman, ministro degli Affari Esteri ed Europei della Repubblica di Croazia? Non si sono fatti sentire né il capo del governo croato né il presidente del parlamento croato. Ci sembra superfluo sottolineare che l’incidente in questione, pur essendo accaduto a Milano, è un attacco diretto alla Costituzione della Repubblica di Croazia.

 La marcia su Milano dei tifosi della Dinamo di Zagabria



Tuesday, September 8, 2020

OPINIONI A CONFRONTO

 






In tanti anni di amore per i Balcani ne abbiamo viste di cotte e di crude, ma mai pensavamo di trovare in un libro di storia che racconta la II° Guerra mondiale la foto di Mladic e Karadzic che sono stati condannati dal Tribunale dell'Aja dopo il 2015 per i fatti accaduti dopo il 1990. Oltretutto non c'è un briciolo di spiegazione.

Capite poi perchè i bambini serbi a scuola fanno tanta fatica se non è nemmeno chiara la storia che dovrebbe essere insegnata?







Anche la Jugoslavia non è spiegata bene. Prima si parla di regime comunista quando c'era una repubblica socialista, poi si da gratuitamente addosso ai serbi quando Tito era croato e se c'era un gruppo che si sarebbe dovuto lamentare erano proprio i serbi. La reazione NATO fu attuata in violazione al diritto internazionale e provocò migliaia di vittime, in gran parte donne e bambini



Srebrenica, per l'ONU non fu genocidio


BELGRADO O BUDAPEST ?


When Did Belgrade Get a Metro?!


Serbia o Bosnia?


Assolto Donatello Poggi


Attacco NATO alla Jugoslavia



Per approfondire il tema consigliamo: Il dossier nascosto del "genocidio" di Srebrenica e rimaniamo in attesa di chiarimenti da parte della casa editrice del testo scolastico.








Monday, July 21, 2014

NON SMETTEREMO MAI DI EMIGRARE



Da un grande amico .. un grande insegnamento

Negli anni in cui l'italia era morsa dalla fame e dalle ambizioni del nascente regime fascista, un mercantile partì da Genova carico di migranti gonfi di speranze. Durante l'infinita traversata atlantica qualcosa non funzionò e al porto di Buenos Aires la nave attraccò con la stiva stipata di cadaveri. 
Erano almeno trenta ed erano tutti italiani. La morte soffocò i loro sogni e il loro respiro in un modo estremamente crudele. L'agonia di quel viaggio infernale segnò per sempre la vita dei sopravvissuti. Tra essi mio nonno, che, comprensibilmente, non parlò mai volentieri di quella traumatica vicenda... nemmeno a me, come se ai nipoti bisognasse per forza raccontare solo cose belle.
Caro nonno, sono trascorsi quasi cent'anni da allora e purtroppo nulla sembra essere cambiato (a parte l'attrattiva dei nostri due continenti), nemmeno il destino di quei migranti che in questi giorni tentavano di raggiungere l'Europa attraversando il Mediterraneo assiepati nella stiva di un barcone di (s)fortuna, morti asfissiati dalle esalazioni del motore esattamente come quei tuoi poveri compagni di viaggio, migranti come loro... migranti come te... e migranti anche come me.




Wednesday, July 9, 2014

UN UOMO DI TRAVERSO SUL PERCORSO DELLA STORIA

Ci è piovuta un'altra favola !
Si chiama Giuseppe e ci ha mandato un articolo molto bello intitolato : "Un uomo di traverso sul percorso della storia: Gavrilo Princip"
Il tutto è pubblicato su "Il becco del tucano" e lo potete leggere :  QUI

Grande Giuseppe.. grazie di cuore !


Saturday, June 28, 2014

SARAJEVO 1914








Avrebbe mai pensato il povero Gavrilo di poter cambiare la storia mondiale ?
Come sarebbero andate le cose senza l'intervento di questo ragazzo serbo ? Forse nello stesso modo in cui sono andate

Gavrilo Princip, un colpo e crollò tutto

Sarajevo 1914 su rai 3 di Andrea Prochanska




Thursday, January 23, 2014

SARAJEVO 1914

Carissimi.. io ho visto un documentario fantastico.. adesso si tratta di trovare il link per farlo vedere anche a voi !






Il Tempo e la Storia"  In onda lunedì 20 gennaio alle 13.10 su Rai 3 e alle 20.30 su Rai Storia, ch. 54 del Digitale Terrestre e ch. 23 Tivù Sat, propone “Sarajevo 1914” con Lucio Villari . Il 28 Giugno del 1914 a Sarajevo, capitale della Bosnia, vengono assassinati l’erede al trono d’Austria  Francesco Ferdinando d’Asburgo e sua moglie la Principessa Sofia Chotek. Trenta giorni dopo l’Europa precipita in una guerra che durerà cinque anni, mobiliterà 65 milioni di soldati, causerà la morte di 20 milioni di persone tra militari e civili e la fine di tre grandi imperi. L’omicidio a Sarajevo di Francesco Ferdinando è la scintilla che innesca la Prima guerra mondiale. L’Austria – sottolinea lo storico Lucio Villari - dichiara guerra alla Serbia come una sorta di “spedizione punitiva”, una guerra lampo limitata a dare una lezione alla Serbia, ma che invece nel giro di una manciata di settimane coinvolgerà tutte le superpotenze europee. L’omicidio di Francesco Ferdinando si consuma in un giorno simbolo del patriottismo serbo, il Vidovdan, la Festa di San Vito celebrazione commemorativa della battaglia della Piana dei merli del 1389 contro gli ottomani durante la quale il sultano venne assassinato da un serbo. E sarà un giovane studente serbo Gavrilo Princip, membro di un gruppo politico che chiedeva l’annessione della Bosnia alla Serbia, a sparare “la pallottola che diede inizio al primo conflitto mondiale”.




Tuesday, July 9, 2013

Archibald Reiss






Questa volta su suggerimento di Francy.. andiamo.. passo passo.. a scoprire gente favolosa !

......Invitato dal governo serbo per indagare sui crimini commessi contro i serbi dalle potenze centrali occupanti, il Dr. Reiss, finì per documentare le sue scoperte in due relazioni.
Il primo, "Rapporto sulle atrocità commesse dall'esercito austro-ungarico durante la prima invasione della Serbia" è stato scritto nel 1915 e pubblicato nel 1916 e tratta i crimini commessi dagli austro-ungarici contro i serbi durante la loro invasione e occupazione della Serbia nei primi mesi di guerra mondiale nel 1914.
La seconda relazione di Reiss, focalizzata sul secondo turno della invasione e l'occupazione della Serbia e dei crimini commessi contro i serbi che ha avuto inizio nel 1915 (questa volta da parte delle forze combinate di Austria-Ungheria, Bulgaria e Germania) è stata pubblicata nel 1919.



Wednesday, September 5, 2012

La battaglia della Sutjeska





La carissima Ivana ci ha messo una pulce nell'orecchio e quando sono andata a vedere cos'è stata la battaglia della Sutjeska.. mi sono illuminata d'immenso !
In questa zona della Bosnia le formazioni partigiane sono state circondate, è stata bloccata loro la strada. Dovevano aprirsi un varco. Questo monumento è simbolo della breccia dell'accerchiamento, e di un ulteriore sentiero di libertà. Quella di Sutjeska è una delle battaglie più famose dell'intera Seconda Guerra Mondiale nei Balcani. 
Bene ha fatto Zivkovic a fare questo maestoso monumento e bene ha fatto Stipe Delic a farci un film : La quinta offensiva. Sapete chi interpretava il ruolo di Tito ? Niente meno che Richard Burton !






Wednesday, March 28, 2012

Storia di Balkani e d'Europa







Europa 1800 - 2050

Sinceramente sul finale del video ci credo poco... ma è bello da vedere nella prima parte !

Per vedere la storia dei Balkani dal 1800 al 2000, cliccate : qui



Saturday, June 26, 2010

Vidovdan 2010

Ogni anno i pellegrini della marcia di Vidovdan, partono dal Belgrado e vanno a piedi fino a monumento di Gazimestan (vicino a Pristina) nella regione del Kosovo dove si celebra tutti gli anni la festa di San Vito.







Eccovi la rotta da percorrere (e la marcia dura 14 giorni, ma non si tratta di fare tanti chilometri o di esaurirsi, ma piuttosto di percorrere il tratto che fece Zar Lazar con il suo esercito in via per il Kosovo Polje )

Si passa da Ralja, Mladenovac, Topola, Kragujevac, Knic, Kraljevo, Usce, Studenica, Raska, Leposavic, Banjska, Kosovska Mitrovica e Gracanica visitando anche i posti più importanti religiosi come i monasteri di Zica, Studenica, Banjska e Gracanica. La marcia e sostenuta dalla chiesa serbo ortodossa e dal Ministero degli affari interni della Serbia (polizia).
A proposito di quanto sono seri i punti di controllo per entrare nella regione del Kosovo. È il primo anno che il controllo non viene più effettuato dalla KFOR, ma dalla EULEX.

Nel video vedete prima i poliziotti serbi che non controllano nulla (per loro non è una frontiera) e poi (con i capellini turchesi) i poliziotti dell EULEX che cercano invano di controllare i pellegrini della marcia di Vidovdan.

Qui il nostro post di Vidovdan del 2008

Qui le foto della marcia dell'anno scorso che mi hanno mandato i miei amici di Zvecan (Johanna e Nenad)










Thursday, November 5, 2009

Moreno Locatelli

Questo post è dedicato a Chiara perchè è una favola.
E' dedicato a Beppe e a Roberto perchè non perdano di vista la famosa frase : "Quando pensi di aver capito tutto dei Balkani è proprio il momento in cui non hai capito niente" ed è dedicato a me perchè io mi spezzo ma non mi piego, vado sempre avanti, ma spesso mi è capitato di vedere una cosa molto triste, ovvero che i miei errori li pagano altri.




Moreno Locatelli aveva 34 anni, era disarmato, attraversava in pace e per la pace il ponte simbolo di Sarajevo, città` martire di questo secolo di sangue e tragedie. Sul ponte Vrbanja insieme a Moreno erano saliti altri quattro italiani. Sulle due sponde del fiume Miljacka, divise dalla guerra, i fucili erano puntati. Sopra il ponte camminava la speranza, coi passi lenti e misurati di un gesto politico non violento, cosi` mite ma cosi` dirompente in una citta` divorata dalla guerra. E’ stato colpito da un cecchino.
Locatelli, entrato nell'associazione pacifista Beati i Costruttori di Pace, si era recato a Sarajevo allo scopo di manifestare a favore di una soluzione pacifica della guerra civile fra etnie bosniache e serbe; la vita civile nella città era completamente paralizzata dalla presenza di cecchini che sparavano su chiunque fosse a tiro.
Il 3 ottobre 1993, con altri quattro pacifisti (Luigi Ceccato, padre Angelo Cavagna, Pier Luigi Ontanetti e Luca Berti, che con lui a Sarajevo stavano realizzando il progetto "Si vive una sola Pace") stava attraversando il ponte Vrbanja sul torrente Miljacka, che divide la città, per un'azione simbolica rivolta alle due parti in conflitto: volevano deporre una corona di fiori sul luogo delle seconde vittime di quella guerra (Suada Dilberovic' e Olga Sucic'), e quindi offrire del pane ai soldati bosniaci e a quelli serbi, che si fronteggiavano dalle sponde opposte del ponte; di questa piccola manifestazione erano state avvisate le milizie in conflitto.
Sul ponte venne raggiunto dai colpi di un cecchino, Caco, musulmano, quando assieme ai suoi compagni stava ritornando sui suoi passi a seguito di alcune mitragliate di avvertimento. Morì dopo due interventi chirurgici, le sue ultime parole furono «Stanno tutti bene?» riferendosi ai suoi compagni sul ponte. La sua uccisione è interpretabile come dettata dalla cinica volontà di riaffermare l'esistenza della linea della morte che divideva in due la città.

Intervista a Gigi Ontanetti

Ricordando Moreno Locatelli. OBC






Thursday, July 2, 2009

PANCEVO CITTÀ MORTA - ПАНЧЕВО МРТАВ ГРАД





"Due anni fa partivo per la Serbia con 150 euro in tasca e la mia vecchia xm1 con l'intenzione di girare un documentario a Pancevo, cittadina distante 20 km da Belgrado. Pancevo era ed e' ancora il simbolo dei bombardamenti feroci avvenuti nella primavera del 1999 sulla Serbia. Pancevo era ed e' ancora la citta' piu' inquinata d'Europa.

Le fabbriche di Pancevo che davano lavoro a migliaia di persone vennero bombardate per novanta giorni causando un disatro ecologico di immani proporzioni.
L’allora vicepresidente americano della amministrazione Clinton, che volle fortemente il bombardamento era Al Gore , oggi Nobel per la pace e vincitore di un Oscar con il suo film ridicolo ’una verita’ sconveniente“.

Oggi le fabbriche di Pancevo sono state quasi tutte chiuse e migliaia di operai hanno perso il lavoro e sono stati lasciati sulla strada.
La Nato non hai mai risarcito i danni causati alla cittadina di Pancevo, in compenso però alcune multinazionali che si occupano di bonifiche ambientali si sono presentante a Pancevo negli ultimi anni disposte a bonificare l’ambiente in cambio di milioni e milioni di dollari, che la Serbia dovrebbe pagare in una cinquantina di anni.

Questo e’ il mondo in cui viviamo, questa e’ la verita’ scomoda che gente come Al gore , Obama, e altri politici alla moda ci stanno nascondendo insieme al progetto HARRP e alle Chemtrails, ingannandoci con le loro xxxx e la loro voglia di salvarci dal cambio climatico.


Non credero’ mai alle buone intenzioni di certi politici e vi invito a informarvi meglio sul passato di questa gente. Non sempre quello che e’ cool e alla moda e’ giusto. Mi assumo personalmente la responsabilita’ delle parole che sto scrivendo e sono sicuro che a breve la storia dimostrera’ la veridicita’ di quello che sto scrivendo.






Il 1 luglio 2009 ho presentato in anteprima il mio documentario Pancevo_citta’ morta nella citta’ di Pancevo alla presenza di centinaia di cittadini della ormai in ginocchio citta’ di Pancevo."

Antonio Martino




Eccovi il trailer del film: -- Pancevo_mrtav grad in concorso al Salento Finibus Terrae 11-26 Luglio 2009


Antonio Martino, giovane regista indipendente, vive e lavora a Bologna. Dopo la laurea al Dams nel 2004, avendo già collaborato con Ong (ANPAS Emilia-Romagna- Gruppo Yoda) ed alcune associazioni di volontariato, gira “Fatma Aba-ad". Come ho imparato ad amare i Saharawi”, realizzato nel deserto del Sahara presso i campi profughi Saharawi. Ha collaborato con la POLIVISIONI, un gruppo di filmakers indipendenti con cui, nel 2003, affronta il problema dell'antiproibizionismo in Italia girando il documentario "Siamo fatti così", che vede come attore principale Freak Antoni, cantante degli Skiantos.

Già dal 2004 la sua costante diventa la ricerca della realtà che lo porta ad avvicinarsi a luoghi e temi difficili. I suoi reportage si trasformano in occhio consapevole le sue immagini diventano inchiesta.
Nel 2005 arriva fin sotto il reattore nucleare di Cernobyl e gira "Noi siamo l'aria, non la terra" documentando le attuali condizioni di vita e le conseguenze subìte dalla popolazione che vive nei pressi di della centrale nucleare di Chernobyl a diciotto anni di distanza dalla catastrofe. Il documentario verrà selezionato da diversi festival nazionali e internazionali.
Nell’inverno del 2006 gira "Blu Panorama" nei pressi del CPA/CPT di Isola di Capo Rizzuto, Crotone. Il film ritrae la fuga dei clandestini dal campo in cui sono stati alloggiati provissoriamente.
Subito dopo, curioso di capire le motivazioni di alcuni gravi fatti di cronaca commessi in italia nel 2005 da giovanissimi ragazzi rumeni, decide di analizzare le condizioni dei bambini che vivono in una società che a stento cerca di riprendersi dopo gli orrori post Ceusescu. Gira “Gara de Nord_copii pe strada” con il solo apporto di una piccola telecamera palmare più o meno nascosta ed un budget pari a zero. Vive con i bambini delle fogne di Bucarest per un mese, aprendo così una finestra sulla realtà di questi bambini che vivono nei canali sotterranei della città di inverno e per strada d’estate, vittime della pedofilia di strada (perpetrata spesso da turisti stranieri), della droga, e di abusi da parte di genitori. Il film riceve molti premi, tra i quali il prestigioso Premio produzione Ilaria Alpi 2007. Il film è stato acquistato da Rai 3 e Rai news24.

Nel febbraio 2007 gira Pancevo_mrtav grad” un reportage girato nella città più inquinata d’Europa: Pancevo, in Serbia, a pochi km da Belgrado. Il video indaga sulle conseguenze del bombardamento del più grande complesso industriale della ex Yugoslavia da parte della Nato. I feroci bombardamenti che provocarono una delle più gravi catastrofi ecologiche del secolo passato, furono fortemente voluti ed autorizzati dall’oggi neo Premio Nobel per la pace Al Gore, nonchè famoso ambientalista, allora vicepresidente dell’amministrazione Clinton.
Pancevo_mrtav grad” riceve la Menzione Speciale di Legambiente al Festival Internazionale Cinemabiente di Torino, la Menzione Speciale Visioniambientali al Visioni Italiane film festival di Bologna e vince il premio come miglior documentario all’Imola film festival 2007.

Noi siamo l’aria non la terra 2005, Gara de Nord_copii pe strada 2006, Pancevo_mrtav grad 2007 fanno parte del progetto Trilogia dell’Est che studia il rapporto tra uomo e ambiente. Antonio Martino ha collaborato inoltre con vari network internazionali come l’ ARD deutch Television, 3SAT, e con SG film, New York.



Saturday, June 27, 2009

Vidovdan 2009






Il 28 Giugno i serbi festeggiano San Vito (Видовдан). L'anno scorso vi avevo messo il link per farvi vedere il pezzo più interessante del film "Boj na kosovu" (la battaglia di Kosovo Polje) e così quest'anno ho deciso invece di mettere la canzone di Goca Lazarevic "Видовдан" che aveva fatto nel 1989 per i 600 anni dalla battaglia.


Il "Vidovdan" è un giorno che ha una forte simbologia per il popolo serbo: il 15.giugno (28.giugno calendario nuovo) 1389 nella battaglia di Kosovo Polje ("la piana dei merli" Kosovo e Metochija) il capo dell'esercito serbo Knez Lazar Hrebeljanovic e il capo dell'esercito turco, il sultano Murad primo, perserò tutti e due la vita (da leggere qui). Ma anche dopo questa data al 28.giugno succedevano fatti importanti per il popolo serbo.

E se ne può aggiungere ancora uno (che wikipedia italiana e inglese hanno ignorato...oppure non aggiornato): Il 28 giugno 2008 i serbi del Kosovo del nord hanno eretto il loro parlamento.

* purtroppo solo in inglese: la spiegazione per questo parlamento


Qui il testo della canzone (la mia traduzione è un po' improvvisata....)

Vidovdan

U nebo gledam prolaze vekovi Guardo al cielo, i secoli passano
Sećanja davnih jedini lekovi Ai i vecchi ricordi questa è la cura

Kud god da krenem Tebi se vraćam ponovo Dove sempre io vada, ci ritornerò
Ko da mi otme iz moje duše Kosovo Chi può toglierti dalla mia anima, Kosovo!

K'o večni plamen u našim srcima La fiamma eterna che brucia nei nostri cuori
Kosovskog boja Ostaje istina. La verità della battaglia (del Kosovo) vivrà per sempre

Oprosti Bože sve naše grehove Perdonaci signore dei nostri peccati
Junaštvom daruj kćeri i sinove. Dai coraggio a nostri figli e figlie

Dejan Petrovic Big Band - Vidovdan



Saturday, June 28, 2008

Srecan Vidovdan svima!







Dopo aver visto il film "Boj na Kosovu"
mio figlio Neil (7 anni) ha ricreato la scena tra Milos Obilic e Murat I con il Lego.
Buon Vidovdan (giorno di S. Vito) a tutti!

After seeing the movie "Boj na Kosovu" my son (7 years) recreated the scene between Milos Obilic and Murat I with Lego. (look at Murat's hat!)
Have a nice Vidovdan!






Sunday, June 22, 2008

STORIE D'ILLIRI E D'ALBANIA

Rubacchiato qua e là, ma spiega molte cose! Grazie per la lettura.
Le foto cui portano i link sono state prese dal sito http://www.albaniafoto.com/
Altri link da Wikipedia... ho letto... sono attendibili!! 

Storie d’Illiri e d'Albania

Preistoria

Le terre che possiamo definire “Balcani occidentali” erano popolate già nell'età paleolitica (età della pietra) 100.000 anni fa.

In Albania, gli stanziamenti iniziali sono stati scoperti nella grotta di Gajtan (Shkodra), in Konispol, al monte Dajti (vicino a Tirana) e a Xara (Saranda). Il popolarsi delle terre albanesi è aumentato nell'età Neolitica ovvero fra il 5000 ed il 1200 a.C.

I popoli che abitavano qeste terre hanno cominciato ad abbandonare le grotte ed a stabilirsi in spazi aperti. Tantissimi stanziamenti sono stati scoperti in Albania, Kosovo(/a), Montenegro e la Repubblica di Macedonia.

Gli Illiri

Gli Illiri dell’area meridionale dei Balcani hanno assunto una formazione e una struttura politica verso 7° e 6° secolo a.c.

Artigiani eccellenti del metallo e guerrieri feroci, gli Illiri (primo popolo di quest’area ad utilizzare il ferro) hanno basato i loro regni sulla guerra ed hanno combattuto per la maggior parte della loro storia: gli Illiri erano divisi in tribù, ma era una la tribù dominante. Tali lotte intestine ad una civiltà tribale rappresentavano un po’ ciò che succede oggi durante i nostri “cambi di governo”!

Di seguito la lista di alcune delle le tribù illire:

*Messapi e Japigi fondarono molte città illire già prima che i Greci e dunque prima dei Romani nell’Italia Meridionale. Dunque sostenere che le popolazioni Arbereshe della Puglia, della Calabria, della Basilicata, della Sicilia e via dicendo si siano stanziate qui nel 1500 in fuga dai Turchi è una mezza verità! Calabria per esempio è una parola illira: in lingua arbereshe significa Kalaja Arberesheve: il Castello degli Arbereshe!!!

Hanno generato e sviluppato la loro coltura, lingua e caratteristiche antropologiche nella zona occidentale dei Balcani, come menzionano scrittori antichi fra cui Erodoto, ma ache Virgilio. Le regioni che gli Illiri hanno abitato includono l'intera penisola occidentale, il nord ed Europa centrale, il sud fino al golfo di Ambracian (Preveza, Grecia) e l'est intorno al lago Lyhnid (lago Ohrid). Altre tribù di Illiri, inoltre, hanno migrato e si sono stabilite in Italia. Fra loro erano i Messapii e gli Iapigi.

Il nome “Illiria„ è menzionato dal quinto secolo a.c. mentre alcuni nomi di tribù fin dal dodicesimo secolo a.c. da Homer. La formazione etnica degli Illiri, tuttavia, è molto più vecchia: ha luogo entro il quindicesimo secolo a.c., da metà dell'eta del Bronzo, quando le caratteristiche etniche illiriche hanno cominciato a formarsi. Dall'età del ferro, gli Illiri erano completamente caratterizzati ed avevano ereditato le loro caratteristiche antropologiche e lingua dalle età Neolitiche e del Bronzo.

Dagli Illiri agli Albanesi

I Romani hanno dominato gli Illiri dal 168 a.c. fino alla caduta dell'impero. Sotto i romani, le arti e la cultura fiorirono, particolarmente in Apolonia, la cui scuola filosofica si sviluppò assai. Qui studiarono, tra altri, il grande oratore romano Cicerone.

La lingua e la cultura latine hanno influenzato fortemente gli Illiri, comunque quelli che vivevano nelle terre albanesi di oggi riuscirono a conservare la loro lingua ed abitudini, anche se presero in prestito molte parole latine, che fanno parte oggi del lessico albanese.

La religione cristiana è comparsa molto presto nell'Illirico. San Paolo è segnalato predicare in Dyrrachium, odierna Durrës, in Albania centrale. Una diocesi fu fondata qui nel 58 d.c.. Le diocesi successive sono stati fondate inoltre in Apolonia, in Buthrotum (oggi Butrint, nella punta del sud dell'Albania) e a Scutari (oggi Shkodër).

Fra il terzo e quarto secolo d.c. regnarono imperatori romani di origine illirica. Fra loro erano alcuni nomi storici molto importanti, come Gaio Decio, Aureliano, Probo, Diocleziano e più importante di tutti, Costantino, che ha rese il Cristianesimo la religione ufficiale dell'impero romano.

È nel 2° secolo d.c. che il nome Albanesi, popolazione vivente nell'attuale Albania centrale, viene menzionato. Fu Strabone nel suo libro "Geographia" che per primo parlò di popolazione chiamata Oi Albanoi, con capitale Albanopoli, 20 Km a nord est dell'attuale Tirana. Albanopoli (o Albanopolis) è sita fra la città di Kruja e Fushë Kruja (dove pareva avessero rubato l’orologio a Bush!!! J

Prima menzione degli Albanesi

Dopo la divisione dell'impero romano in occidentale ed in orientale (395 d.c.), l'impero Bizantino, quello orientale, che sarebbe sopravvissuto per quasi mille anni, ha governato la regione. Il vecchio Illyricum è stato invaso dalle varie tribù barbare, quali i Goti, che rimasero 150 anni in Albania, gli Avari e gli Slavi.

L'invasione Slava, molto feroce ed intensa, ha avuto conseguenze durature nella messa a punto etnica dei Balcani. Le popolazioni dell'Illiria diminuirono ed infine sono state assimilate in misura più grande. Nell'Illiria del sud, le terre albanesi odierne, la popolazione autoctona riuscì a conservare una relativa identità etnica, ma il loro territorio originale si restrinse ad una piccola estensione soggetta alle varie occupazioni Slave, Bulgare e Serbe, attraverso il Medio Evo.

Il regno Ottomano

Alla conclusione del quattordicesimo secolo le terre albanesi furono conquistate dagli Ottomani. I signori albanesi non potevano resistere a lungo al superpotere militare di quel tempo. Dal 1443 al 1468 Gjergj Kastrioti Skanderbeg, eroe nazionale degli albanesi, ha condotto una resistenza riuscita contro gli Ottomani.

Ha combattuto 25 grandi battaglie contro di loro, vincendone 22. La resistenza Skanderbeg condotta degli albanesi fu determinante nell'arresto dell'invasione turca dell'Italia e di Roma. Dopo la morte di Skanderbeg, la resistenza è continuata fino al 1478, anche se con successo moderato.

Nel 1480 i Turchi entrarono in sud Italia e presero il castello di Otranto, nella punta del sud-est dell'Italia da dove progettarono di dirigersi verso Roma, ma la resistenza cristiana e i duri 35 anni in Albania, impedirono questa minaccia. Le lealtà e le alleanze generate e consolidate da Skanderbeg caddero gli Ottomani conquistarono il territorio dell'Albania subito dopo la caduta del castello di Kruja. L'Albania allora divenne parte dell'impero Ottomano.

A seguito di questo, molti albanesi fuggirono in Italia, principalmente in Calabria ed in Sicilia. La maggior parte della popolazione albanese che è rimasta è stata costretta a convertirsi all'Islam, ma è riuscita a mantenere la relativa identità etnica. Rimarranno parte dell'impero Ottomano fino al 1912.

La nuova Albania


Nel 1912, dopo la seconda guerra Balcanica, gli Ottomani sono stati rimossi dall'Albania e quasi la metà delle terre Albanesi sono state assorbite dalla Ex Jugoslavia (Kosovo, Macedonia occidentale, Montenegro e la punta sud dalla Grecia, la Çamëria).

Questa decisione fece arrabbiare gli italiani, che non desideravano che la Serbia avesse una linea costiera estesa ed anche gli Austro-Ungheresi non volevano la Serbia potente sul loro confine a sud. Fu deciso che il paese non dovesse essere diviso ma trasformato nel Principato di Albania. Nel 1914 scoppiò la 1° guerra mondiale.

L'Albania dichiarò la sua relativa neutralità, ma per la sua posizione strategica fu inasa da quasi tutti gli eserciti che combatterono nei Balcani. Un patto segreto fra l'Italia, la Serbia e la Grecia fu firmato in 1915 per dividere l'Albania dopo la guerra. Ma fu per il presidente Wilson, che era per il diritto di autodeterminazione in Europa che l'Albania evitò una ulteriore tragedia . Dal 1925 al 1939, il paese è stato regolato da Ahmet Zogu, che si nominò re Zog I nel 1928.


La seconda guerra mondiale e Enver Hoxha

L'Italia invase l'Albania la vigilia della seconda guerra mondiale, il 7 aprile 1939 ed prese il controllo del paese. I comunisti ed i nazionalisti albanesi combatterono attivamente una guerra partigiana contro le invasioni italiane e tedesche nella seconda guerra mondiale.

I socialisti ( più spesso denominati comunisti) hanno assunto la direzione dopo la seconda guerra mondiale. Nel novembre 1944, dopo una guerra civile feroce, sostenuta dall'intelligenza britannica, i comunisti hanno guadagnato il controllo del governo sotto il capo della resistenza, Enver Hoxha. Il partito comunista è stato fondato l'8 novembre 1941 con l'aiuto dei partiti comunisti del Bolscevici.


Per molte decadi sotto la sua dominazione totalitaria, Hoxha ha generato e distrutto i rapporti con la Iugoslavia, l'Unione Sovietica e la Cina. Verso la conclusione dell'era di Hoxha, l'Albania è stata isolata, in primo luogo dall' ovest capitalista (Europa occidentale, America del Nord e Australasia) e più successivamente anche dall'est comunista.

La caduta del comunismo e l'Albania democratica

Nel 1985, Hoxha morì e Ramiz Alia prese il suo posto. Inizialmente, Alia ha provato a seguire i passi di Hoxha, ma in Europa Orientale i cambiamenti erano cominciati: Mikhail Gorbachev era comparso in Unione Sovietica con le nuove politiche (glasnost e perestroika).

Il regime totalitario albanese era sotto pressione dagli Stati Uniti e dell'Europa. Dopo che Nicolae Ceauşescu, il capo comunista della Romania, fu ucciso nel 1989, Alia firmò l'accordo delle Nazioni Unite a Helsinki, che già era stato firmato da molti altri paesi nel 1975, riguardo alcuni diritti dell'uomo. Inoltre permise il pluralismo ed anche se il suo partito vinse l'elezione del 1991, era chiaro che il cambiamento non sarebbe stato interrotto.


Nel 1992 elezioni generali sono state tenute ancora e sono state vinte dal nuovo partito democratico con 62% dei voti. Nelle elezioni generali del giugno 1996 il partito democratico ha provato ad avere una maggioranza assoluta ed maneggiando i risultati, vincendo più del 85% . Nel 1997 un'epidemia di schemi piramidali ha scioccato l'economia dell'intero paese. L'anarchia è prevalsa e molte città sono state controllate dalla milizia e da cittadini. Il governo si è dimesso e un governo di unità nazionale è stato sviluppato. In risposta all' anarchia, il partito socialista ha vinto le elezioni del 1997 e Berisha si è dimesso. Ma ora è tornato…


Nel frattempo la repressione serba in Kosovo stava diventando sempre più insopportabile. Questo ha condotto all'insurrezione del 1998-1999, che condusse all'intervento della NATO, per arrestare la pulizia etnica degli albanesi in Kosovo dalle forze serbe.

L'Albania è stata sommersa da rifugiati dal vicino Kosovo nel 1998 e nel 1999 durante la guerra del Kosovo. L'integrazione Euro-Atlantica dell'Albania è stato l'ultimo obiettivo dei governi albanesi-comunisti. L'Albania nel 2006 ha firmato un accordo di associazione e di stabilizzazione con l'UE. L'Albania, con la Croazia e la Macedonia, inoltre pensa di ricevere un far parte della NATO nel 2008.

La mano d'opera dell'Albania ha continuato a migrare in Grecia, in Italia, in Germania ed altre zone di Europa e dell'America del Nord. Tuttavia, il cambiamento continuo di emigrazione sta diminuendo lentamente, poiché sempre più opportunità stanno ora emergendo nella stessa Albania, ma è un processo molto molto lento!!


SARAJEVO. LA JUGO CANTA PER LA PACE

  Yutel za mir (28.07.1991.)