Friday, June 27, 2008

CELE KULA

Cominciamo con l’antefatto sfruculiando un po’ in Wikipedia
La battaglia di Kosovo Polje venne combattuta il 28 giugno 1389 dall'esercito serbo contro l'esercito ottomano, nella piana di Kosovo Polje (la Piana dei merli, a nord di Priština, capitale del Kosovo).L'esercito cristiano, composto da una coalizione tra l'Impero Serbo e il Regno di Bosnia, era comandato dal Knez (principe e condottiero) serbo Lazar Hrebeljanović. Le truppe della coalizione serbo-bosniaca contavano circa 25.000 uomini ben armati, suddivisi in tre armate. Erano comandati dal genero di Lazar, Vuk Branković, sull'ala sinistra, dal principe Lazar al centro e dal duca bosniaco Vlatko Vuković sull'ala destra.L'esercito ottomano era guidato dal sultano Murad I e contava circa 50.000 uomini. La battaglia iniziò con l'avanzata della cavalleria serba, che distrusse completamente l'ala sinistra ottomana. Le truppe comandate da Branković riuscirono inoltre ad annientare completamente anche l'ala destra degli avversari, ma gli Ottomani furono infine raggiunti da cospicui rinforzi e poterono così sconfiggere i Serbi, stanchi e inferiori numericamente.Pressoché tutta la nobiltà serba si fece uccidere sul posto insieme al Knez Lazar. Vuk Branković si ritirò e continuò la resistenza contro i Turchi finché fu catturato da questi ultimi, morendo infine in prigionia.Entrambi gli eserciti ebbero delle gravi perdite, ma per la Serbia l'esito fu catastrofico: vennero infatti uccisi più di 150 cavalieri serbi e il Paese vide sparire gran parte della sua élite politica e militare. Il nuovo sultano Bayezid I prese come moglie la figlia di Lazar, la principessa Olivera Despina. I Serbi vennero costretti a pagare tributi ai Turchi ed a compiere servizi militari presso l'esercito ottomano, come nel caso della battaglia di Ankara. In seguito, dopo altre due battaglie minori e l'assedio di Smederevo, gli Ottomani annetterono il resto del Regno di Serbia, completandone la conquista nel 1459. La fine dell'indipendenza serba fu l'evento che diede la possibilità all'esercito ottomano di arrivare fino alle porte di Vienna.La Battaglia del Kosovo è considerata dai Serbi uno degli eventi più importanti della loro storia, fonte di gran parte del loro sentimento nazionale. La battaglia e la sorte dei cavalieri cristiani divennero il soggetto di molta poesia epica medievale serba, parte della quale composta presso la corte della vedova di Lazar, Milica. Il principe Lazar venne canonizzato dalla Chiesa ortodossa serba.
Questo è ciò che è successo il 28 Giugno 1389 e ciò che i serbi ricordano ogni anno per non dimenticare la lezione di vita che hanno imparato : quando vogliamo fare da soli, perché pensiamo di essere i migliori, perdiamo. Ci sarebbe da fare una piccola discussione, ma la rimandiamo ai commenti. Tornando alla storia i serbi erano finiti sotto il dominio turco, ma non erano del parere di starci. Numerose furono le rivolte. In una di queste 35.000 turchi sconfissero 18.000 serbi nei pressi di Nis. Le perdite turche furono così elevate che il pascià fece decapitare 952 cadaveri serbi ed ordinò di sistemarli in una torre a memoria della superiorità turca e come monito. Nacque così la torre di Cele Kula che ancora oggi è meta di numerosi turisti.
Tratto da Wikipedia.

4 comments:

Skender said...

Per la nostra (FOTO)... non si trova ancora su WIKIPEDIA!!! Per fortuna che non è la nostra!!!!!

Anonymous said...

hai ragione Ske.. anche se il mio martirio mi ci vede bene come top della torre di cele kula !!!

Dan said...

Non è che pensavano da fare da soli e da fare i fighi.. non c'era nessun altro! erano da soli e nei guai. potevano scegliere tra morire da schiavi sottomessi o morire da uomini orgogliosi per la diffesa di loro patria.

балканска девојка said...

si.. in effetti.. nessun popolo dovrebbe mai arrivare a questa scelta.. ma vedo.. che.. purtroppo.. la storia si ripete sempre.. grazie del tuo intervento

TRASLOCO

  In foto la statua di Ivan Mestrovic, lo scultore croato che ama lavorare per la Serbia Ci siamo trasferiti in 4 altri siti Uno si chiama  ...