Monday, December 14, 2009

Silvano e l'arcobaleno 2009





Come ogni anno, anche quest'anno si è tenuta la lotteria di Natale pro-Derventa.
Veramente una magica serata. Sarà che per me non è proprio un bel periodo, ma queste serate sono una tale boccata di ossigeno che mi sembrano divine.
Ho rivisto Silvano e tutta la ciurma arcobaleno col favoloso Agostino che mi tiene sempre informata delle iniziative.
C'erano Ratko con la famiglia e gli amici, Goran con la mamma simpaticissima, Jovanka con due amici favolosi, Francesco e Vesna e poi una gradita sorpresa : Zoran col figlio Luka.
Sono stata proprio bene ! Ho cercato di parlare il serbo e il gruppo balcanico ha vinto un sacco di cose alla lotteria: prodotti alimentari, un ferro da stiro e Goran ha vinto un salame senza fine!!
Grazie della bellissima serata. In mezzo ai serbi mi sento a casa.

Silvano e l'arcobaleno 2008







Wednesday, December 9, 2009

Nole e Fiore







SE non siete seduti, sedetevi e cliccate QUI !!!

In bocca al lupo a Djokovic e ...pobedi ih sve!!! (battili tutti!)
Fabio, scusa, non hai precisato che si tratta di un tennista serbo. Mi piacerebbe leggerlo. Grazie!
Nina

Straordinario! Un giovane ragazzo di talento che non si prende troppo sul serio e si vive allegramente la sua vita. Tifo per lui...il serbo Djokovic. Grande!
Frida

Toooooooo Nole Care!!!!
To Srbine!!!!
Ivana

Peccato che a Roma uno cosi non si apprezzi tanto....vanno tutti pazzi per Federer...ma Federer ste cose le ha mai fatte!?!?!?! per fortuna che ha vinto Djokovic nonostante il tifo contro XD
Andrea

OK Fabio! Grazie della risposta! Sai, sono stata presa dal improvviso attacco di patriottismo! 

Frida, Andrea, sono d'accordo con voi, oltre ad essere bravo e anche molto simpatico e con i piedi per terra. Continua così Nole!
Ivana ;-)

Tratto da Reality show blogosfere


Saturday, December 5, 2009

Deza band


Esistono dei ragazzi bellissimi e figaccioni e bravissimi. Lo so' che adesso Riky mi critica, ma come si fa a non essere persa in amore per la Deza band?
Vado pazza per i riccioli del cantante, ma siamo arrivati a questo gruppo perchè ?
Ma naturalmente per il chitarrista balcanico Darko !!!
Ma quanto è bello?? brrr.. bez kraja!
Non so' se questo gruppo gradirà questa mia presentazione, perchè sono molto seri, ma i nostri lettori sono per lo più balcanici in diaspora, con mille problemi e vengono qui per leggere qualcosa di bello, che gli ricordi la loro terra e che li distragga un po' dai loro problemi di visti, di lavoro, di poca integrazione (e non per colpa loro)
Poi, per riprendermi un po', posso dire che una loro canzone mi piace tanto.
Parla del codice Morse, il mio problema principale per l'esame da radioamatrice!
Io facevo 5 battute al min, mio marito 40 e Dejan 60!!! Dovreste provare, c'è da ridere!
Allora ? Ci gustiamo un pezzettino di Deza band ?

L'eco della sorte
Divni, divni bez kraja !




E se volete fare un film e cercate un produttore : Darko Debelic !

Active since 1989 as a broadcast television, cinema and multimedia professional. Worked as on screen talent, director, producer, editor, videographer. International background. Fluent English, Italian and Serbo-Croat speaker. A very creative individual. Highly responsible team or project leader. Gets the job done, on time, on budget and the way it was planned and negotiated. Problem solver and motivator.I will consider any valid job proposal (even something completely different!) or freelance work in Italy and abroad. I am able to relocate if necessary.
I have an EEC work permit.

Darko Debelic’s Specialties:
digital video production
music television and video production
web video production
television production
corporate video production
directing, shooting and editing video
editing feature animation



Thursday, December 3, 2009

Veneto multietnico e multiculturale






Nei giorni 27 e 30 Novembre si è tenuto a Vicenza e a Rovigo un bellissimo incontro sul tema : "Veneto multietnico e multiculturale, immigrazione ed integrazione".
Tanto per cambiare l'incontro non l'abbiamo fatto noi italiani, ma degli stranieri e meno male che mi sento più straniera che italiana.
Booomm..... qui c'è lo spazio per le critiche che pioveranno, ma meglio così, perchè che sia la persona che si deve integrare che ci parla di come fare, non è il massimo.
Quando io vado all'estero trovo un'organizzazione che mi accoglie e come organizzazione intendo dalla più piccola cosa alla più grande.
Per farvi un esempio le parole di Anilda riguardo a questo tema sono state:
- Quando ero in Svizzera mi recavo presso l'ufficio competente, prendevo il numero e nel tempo materiale della fila avevo una risposta certa, positiva o negativa, ma una risposta certa. Qui in Italia vai ad un ufficio e chiedi informazioni e l'impiegato risponde: "Ah.. bò non so', provi ad andare in quell'altro ufficio".
Il giorno 27 Novembre ha visto la partecipazione di diversi rappresentanti diplomatici: il Ministro della diaspora serba Srdjan Sreckovic, l'ambasciatore serbo in Italia Sandra Raskovic Ivic, l'eurodeputato Sergio Berlato e diverse rappresentanze di organizzazioni di immigrati.
Tema dominante: "La difficoltà non sta nelle nuove idee, ma nell'evadere dalle vecchie"


Tuesday, December 1, 2009

Dijasporo, stize rodbina!




Dijasporo, stize rodbina! (in serbo : Diaspora! Arriva la famiglia!)



Cari lettori: questi annunci nei giornali non li vedremo più molto in giro! Il "mercato" dei visti perderà un bel po' della clientela!






A partire dal 19.12.2009 per Serbia (meno la provincia del Kosovo), Macedonia e Montenegro le lunghe attese davanti alle ambasciate, costose traduzioni di formulari, timbri, tasse, garanzie etc per entrare nei paesi Schengen hanno finalmente fine: i cittadini di Serbia, Macedonia e Montenegro potranno entrare e viaggiare nell’area Schengen senza chiedere visti di ingresso. L’importante è che abbiano un passaporto biometrico, documento di ultima generazione che memorizza su un microchip l’impronte digitali del titolare.







Ma cosa vuole dire concretamente?

Domanda: A partire dal 19 dicembre 2009 i cittadini di Serbia, Macedonia e Montenegro possono viaggiare in tutta l'UE?

Risposta: I paesi Schengen non sono identici con i paesi dell'UE. Alcuni paesi dell'UE non sono paesi Schengen (inghilterra, Irlanda, Romania, Bulgaria) e certi paesi Schengen non sono nell'UE (per sempio Norvegia, Svizzera).

Domanda: A chi servirà questa liberazione, visto che tanto possono viaggiare comunque solo quelli con i soldi (come prima) ?

Risposta: 'E vero, viaggiare costa e in Occidente in particolare. Ma le companie aeree hanno già annunciato di abassare i prezzi dei biglietti e poi tanta gente vorrebbe poi solo andare a trovare la famiglia in diaspora e quindi non ha bisogno di alberghi e ristoranti.
E poi c'è anche tanta gente che non poteva viaggiare perchè non aveva i documenti necessari per richiedere un visto (per esempio libretto di lavoro, conto in banca)

Domanda: La liberazione dai visti è merito dei governi di SRB, MNE e FYROM oppure è un regalo dell UE?

Risposta: I governi e l'UE entrambi sostengono che non si tratta di un regalo dell UE, ma ci si chiede lo stesso, quindi perchè se bastava adempire degli standard tecnici (passaporti biometrici, combattere corruzione fra doganieri etc.) non si poteva fare già molto prima....(rimane un po' il dubbio che si tratti di una specie di "regalino" che richiederà qualcosa in più in cambio....)

Domanda: Noi in Occidente dobbiamo preocuparci che arrivano Serbi, Montenegrini e Macedoni a fregarci posto di lavoro, fregarci mogli/mariti e svaligarci l'appartamento?

Risposta: Per lavorare legalmente nei paesi Schengen, ci vorrà sempre ancora un permesso di lavoro che va richiesto regolarmente. Chi entra senza visto può semplicemente rimanere come turista fino a 90 giorni.

Chi veniva con brutte intenzioni (per esempio per rubare) veniva già prima con visti falsi.

Per mogli e mariti .....
:-)
certo che arriva concorrenza tosta!


E per voi cari lettori? Cambierà qualcosa questa novità?



Friday, November 27, 2009

Incontro con Anilda Ibrahimi





Alle volte la vita è proprio strana. Mercoledi' scorso ero molto giù di morale. Avevo litigato con un amico, avevo avuto discussioni in casa senza fine, avevo avuto problemi al lavoro e avevo tirato una scarpa al tg 1 che mi informava di come il nostro governo sta distruggendo, pezzo a pezzo, l'Italia.
Ogni tanto aprivo l'email di Chiara che mi avvisava di una conferenza al Circolo dei lettori. Diceva di una scrittrice albanese che aveva ambientato un romanzo in Kosovo.
Già sapevo di dover affrontare una discussione con l'arpio per l'orario della conferenza e infatti così è stato. Comunque ho preso l'auto, ho girato mezz'ora per trovare parcheggio e un'altra mezz'ora per trovare una macchinetta funzionante per il biglietto del parcheggio. Poi ho fatto ancora una mezz'ora a piedi per arrivare al Circolo lettori. Tra di me continuavo a pensare:
- Ma che ci faccio qui. Un caos per venire, cio' la testa altrove e l'ultimo meeting che ho fatto è stata la stessa solfa di Milosevic caino e colpevole di tutto dai tempi della mela. Immaginiamoci qui, tra albanesi che magari toccano anche il problema "politica balcani".
Così ero parecchio prevenuta quando ti entro nella sala e sento la voce dolcissima di Anilda. Già subito mi sono illuminata d'immenso. Il primo pensiero è stato che una voce così dolce non poteva portare che pace. Poi il tono delle prime frasi mi ha incantata ancora di più. Non so' come si dice "una che non se la tira" ovvero una persona semplice ed umile. Naturalmente io la pensavo all'esatto suo contrario, ovvero rabbrividivo quando diceva la Repubblica di Kosova è una democrazia giovane, poichè io penso che il Kosovo è Serbia, ma in quei momenti ho pensato che se mi dovessi trovare davanti una persona che in politica balcanica la pensa al mio esatto opposto, vorrei che fosse così: leale, sincera, aperta al dialogo e al confronto.. altro che guerre fratricide a suon di kalasmihov! Il dialogo è possibile!
Ma Anilda non finiva mai di stupirmi. Riguardo all'intervento umanitario NATO ha detto:
- Ma quali bombe intelligenti cadono sulla testa delle persone e uccidono donne e bambini, ci vuole coraggio a chiamare una bomba "intelligente". Io ero al centro rifugiati quando arrivavano i serbi senza nulla, solo con i vestiti che avevano addosso e spaventati a morte. Con uno di loro che si chiamava Milos mi sono sentita in dovere di uscire e prendere un caffè per parlare un po' con lui. Alle volte bastava che dicessero una frase sbagliata e invece che rifugiati politici venivano considerati semplici clandestini ed espulsi.
Riguardo al Kosovo e etnie serbi e albanesi Anilda ha detto:
- Sono stufa di cercare se i primi ad arrivare sono stati i serbi o gli illiri. Che senso ha tutto questo? C'è una leggenda che ci unisce, quella di Rozafa e vuol dire che eravamo un unico popolo e dobbiamo di nuovo esserlo. Come albanese sono vicinissima ai serbi che soffrono nelle enclavi in Kosovo e vorrei che non esistessero enclavi, che si potesse vivere assieme senza paure.
In quel momento mi sarei alzata a darle un bacio. E' stato come se mi avesse materializzato Ske sulla sedia accanto alla mia. Tutto quello che Skender rappresenta per me e per Francy in questo blog si è materializzato nell'azione di Anilda, che non ha fatto nulla di strano, se non vivere la sua vita con coerenza e impegno.
Grazie Anilda, mi hai aperto una porta alla speranza, mi hai fatto credere che il nostro sogno è possibile, che tante ore spese qui al pc per parlare di pace non sono perse e non lo saranno mai finchè esiste sulla faccia di questa terra una persona splendida come te. E devo dire di più. Io che sono filo-serba e che spesso litigo con gli albanesi sui vari blog balcanici, anche se per correttezza devo dire che le discussioni esistono anche coi croati, coi bosniaci, con gli italiani, etc.. devo dire che se c'è qualche persona che nella vita ogni tanto mi stupisce in modo particolare, questa persona, di sicuro, è albanese. E so' anche il perchè di questo. Perchè tutto nella nostra vita ha un senso. Una delle peggiori pugnalate che ho preso in pancia è stata quella bambina che al catechismo mi ha detto : "Gli albanesi sono tutti ladri!". Allora le avevo risposto che non sono tutti ladri, poichè avevamo parlato di Madre Teresa di Calcutta, ma già dal giorno dopo era arrivata una bambina albanese al catechismo che non era stata battezzata. Sua mamma l'aveva accompagnata dicendo che non sarebbe più venuta perchè lavorava 12 ore al giorno e la bambina stava tutto il giorno da sola. Ma la mamma ci teneva che la bambina venisse al catechismo perchè mi ha detto:
- In Albania hanno ammazzato mio marito, lasciandomi sola con 4 figli, hanno bruciato la chiesa del villaggio e il prete ha dovuto scappare. Io sono venuta in Italia per dare un futuro ai miei figli, ma voglio che imparino ad amare gli altri, non a uccidere, ad aiutare i compagni, non a rubare la penna all'amico. E' vero, mia figlia non è battezzata, ma voglio che senta cos'è il Vangelo e che impari a lottare per esso.
Tu Anilda è vero che sei una ladra, ma di spazi lasciati al male, all'odio, ai pregiudizi. Nel tuo libro si amano un'albanese e un serbo e questo succede tutti i giorni, la relatà non è quella che ci insegnano i mass media, ovvero che serbi e albanesi si odiano. Se poi in qualche caso è così, gli faremo leggere il tuo libro.




Anilda Ibrahimi (Valona, 1972) è una giornalista e scrittrice albanese, attualmente residente in Italia.
Laureatasi in lettere moderne all'Università di Tirana, ha lavorato nel suo paese come giornalista radiotelevisiva e della carta stampata ma nel 1994 si è trasferita all'estero, prima in Svizzera e poi, dal 1997, a Roma, dove è stata consulente per il Consiglio Italiano per i Rifugiati.
Nel 1996 ha vinto a Losanna il primo premio per la poesia albanese contemporanea e ha pubblicato la raccolta di poesie Cristallo di tristezza.
Nel 2008 è stato pubblicato da Einaudi il romanzo Rosso come una sposa, scritto in lingua italiana e incentrato sulle vicende delle donne di una famiglia attraverso i cambiamenti sociali della storia albanese, dal mondo arcaico di inizio Novecento al socialismo reale del regime comunista di Enver Hoxha, alla società post-comunista.
In questi giorni è uscito il suo ultimo romanzo "L'amore e gli stracci del tempo".
Un uomo e una donna divisi dalla guerra. Lui è serbo e lei kosovara, e la guerra è proprio quella del Kosovo, nei Balcani squarciati dai nazionalismi. Lui la cerca per anni tra i profughi dispersi per l'Europa, perché gliel'ha promesso. Lei lo aspetta, seduta in un angolo di mondo, perché aspettarlo è l'unica cosa che sa fare. Ma a volte la sorte trasforma le persone in «lettere mandate al momento sbagliato».







Monday, November 23, 2009

Sami Mustafà








Chiedo le scuse a tutti. Da quando ho conosciuto Mustafà ho avuto il desiderio di fare questo post, ma lui parla molto bene inglese e io il contrario. Così ci siamo cercati diverse volte tra i suoi innumerevoli impegni di lavoro, ma non siamo mai arrivati ad una intervista, perchè io tante cose non le avrei capite.
Naturalmente mi sono rimasti tanti dubbi, tipo come vede la situazione kosovara, se si considera serbo o albanese o nessuno dei due, quali sono le condizioni di vita nella sua zona....
Chissà che non ce la facciate voi, con un inglese migliore del mio, a porgli queste domande.

Sami Mustafa was born in Kosovo/Serbia, on the 22nd of August 1984. He is a young filmmaker from the Roma community of Plemetina village. His documentary filmmaking experience began in 2003 with a Balkan Sunflowers (NGO) project which included Plemetina Roma youth. A year later, he began working with Koperativa and Quawava (Production Companies). The experience of working on these productions increased his motivation and interest in documentary filmmaking. Since then, he has continued producing his own documentaries. One of them, "Road to Home", was screened at Cannes Film Festival in 2007 and was the only film representing Kosovo. In 2007, Sami founded Romawood, a production house focusing on Roma issues. Later in the same year, he initiated the "Jekh Kham Jekh Sel" project: the one which has made the most indelible impact on his life and work. This project invited eleven Roma boys and girls from Plemetina to learn about documentary filmmaking and spread their message to the world. Sami is currently producer and manager of Romawood Productions and continues his voluntary involvement with Balkan Sunflowers.

Sami Mustafa è nato in Kosovo / Serbia, il 22 agosto 1984. Lui è un giovane regista della comunità rom del villaggio di Plemetina. La sua esperienza è iniziata nel 2003 con un Balkan Sunflowers (ONG), progetto che comprendeva anche la comunità rom di Plementina. Un anno dopo iniziò a lavorare con "Koperativa e Quawava" (Production Companies). L'esperienza di lavoro su queste produzioni ha aumentato la sua motivazione e interesse per il cinema documentario. Da allora, ha continuato a produrre i suoi documentari in proprio. Uno di loro, "Road to Home", è stato proiettato al Festival di Cannes nel 2007 ed è stato l'unico film in rappresentanza del Kosovo. Nel 2007, Sami ha fondato Romawood, una casa di produzione, concentrandosi su questioni relative ai rom. Più tardi nello stesso anno, ha avviato il "Jekh Kham Jekh Sel" del progetto ed è stato un impatto indelebile sulla sua vita e sul suo lavoro. Questo progetto ha invitato undici ragazzi e ragazze provenienti dai rom di Plemetina a saperne di più delle loro tradizioni e a diffondere il loro messaggio al mondo. Sami è attualmente il produttore e manager dei Productions Romawood e continua il suo coinvolgimento su base volontaria con Balkan Sunflowers..

Sami Mustafa