
Proprio nella punta Nord-Ovest della Serbia al confine con Croazia e Ungheria, nel distretto della Backa Ovest si trova Sombor (o Zombor in ungherese) la città più romantica della Vojvodina.
Fino al settimo secolo apparteneva al regno ungherese, poi fu occupato dall'impero ottomano e la popolazione ungherese dovette fuggire. Così fu popolata dai Serbi, ed ancora oggi 2/3 della popolazione sono Serbi ed il resto Ungheresi, Croati e Bunjevci.
Perchè vi scrivo le percentuali di gruppi etnici dei posti che vi presento?
Perchè la Vojvodina, che è una provincia autonoma della Serbia, è composta da tanti gruppi etnici. 65% Serbi, 14% ungheresi, 3% croati, 3% slovacchi e poi piccoli gruppi di ruteni, russini, romani e tedeschi. Questi gruppi etnici sono sempre stati presenti sul territorio e ci sono tanti villaggi dove la popolazione Serba è in minoranza.
Ci sono 6 lingue ufficiali e in generale in Vojvodina (come nel resto della Serbia al contrario di quel che uno vuole credere) c'è un elevato livello di tolleranza tra i vari gruppi etnici non solo al livello di legge ma anche nella vita quotidiana. (Direi di sicuro più alto che da noi verso certe etnie!!!)
Sombor è considerata una delle città più verdi della zona (quasi ogni strada è accompagnata da due file di alberi) e vien citata come città romantica per la sua architettura in stile del romanticismo del 19esimo secolo e un po' per le carrozze trainate da cavalli con cui si può visitare la città in estate).
Perchè la Vojvodina, che è una provincia autonoma della Serbia, è composta da tanti gruppi etnici. 65% Serbi, 14% ungheresi, 3% croati, 3% slovacchi e poi piccoli gruppi di ruteni, russini, romani e tedeschi. Questi gruppi etnici sono sempre stati presenti sul territorio e ci sono tanti villaggi dove la popolazione Serba è in minoranza.
Ci sono 6 lingue ufficiali e in generale in Vojvodina (come nel resto della Serbia al contrario di quel che uno vuole credere) c'è un elevato livello di tolleranza tra i vari gruppi etnici non solo al livello di legge ma anche nella vita quotidiana. (Direi di sicuro più alto che da noi verso certe etnie!!!)
Sombor è considerata una delle città più verdi della zona (quasi ogni strada è accompagnata da due file di alberi) e vien citata come città romantica per la sua architettura in stile del romanticismo del 19esimo secolo e un po' per le carrozze trainate da cavalli con cui si può visitare la città in estate).
Municipio (Zupanija) del 1808
Isometria/piano della città fatto negli anni 90.(all'entrata del municipio)
La corte del municipio
La chiesa della santa trinità (chiamata anche 'la vecchia chiesa cattolica')stile: barocco, 1743
La chiesa di Santo Stefano (Crkva Svtog Stefana)stile: romanticismo, 1902

Un fenomeno un po' bizzaro che mi da nell'occhio in molte città della Serbia, sono gli edifici della catena di negozi "BEOGRAD" che durante il comunismo furono costruiti al centro della zona pedonale oppure affacciati sulla piazza principale. Veniva scelta un'architettura "moderna" e speciale...insomma erano un po' il simbolo della vecchia Jugoslavija.
Purtroppo la catena di negozi non c'è più, e cosi ogni città si ritrova con un magazzino (statale!) vuoto in mezzo alla città.
Ci vorrebbe una buona idea...e uno sponsor! (se avete un'idea qui è l'indirizzo del ministero di commercio serbo)
Alcune delle ricette della Vojvodina sono influenzate (sopratutto per i dolci!) dalla cucina austro-ungherese.Eccovi qui una ricetta per i 'Knedle sa šljivama' ovvero una specie di gnocchi dolci con ripieno di prugne, che è molto popolare fra gli ungheresi della zona:
Fate cuocere 5dl di acqua, aggiungete 150gr di burro e 250gr farina bianca, mescolate bene e togliete dal fuoco. Quando si raffredda l'impasto, aggiungete 3 uova e ancora 250gr di farina bianca e mezza bustina di lievito in polvere.
Lavate delle prugne, togliete il nocciolo e chiudete dentro al posto del nocciolo un po' di zucchero. Con l'impasto fate delle palline un po' più grandi della prugna e poi formate un buco, mettete dentro una prugna e le richiudete. Si buttano in acqua bollente e si bollono affinchè vengano a galla.
In un piattino mischiate pangrattato, zucchero e zucchero vanigliato e impanate le palline bollite. Poi si friggono un attimo nell'olio.
Si possono anche impanare con noci tritate.























































