Serbia Hardcore
mercoledì 25 novembre 2009

Credetemi non so' più come fare. Vi ringraziamo di cuore perchè siete assidui nella lettura del blog e ci mandate un sacco di notizie, dandoci così l'opportunità di interessare sempre più persone. Ma nei giorni scorsi è ricomparsa sulla scena la favola "Andrea". Io come strega muovo le antenne appena si avvicinano favole..
Di Andrea spero proprio di potervi parlare un giorno, magari con una sua nuova esperienza balkanica, chissà... Per il momento Andrea sta leggendo "Serbia hardcore" che ci interessa non poco. Ma quando ti vengo a sapere che Andrea nel passato ha intervistato un'altra nostra divinità e precisamente Alessandro Di Meo, allora ho detto : è un segno del destino. Così questo post passa davanti ad altri come se fosse un'ingiustizia, ma forse è perchè ho fatto delle promesse a delle persone fantastiche che sanno che usare alcune parole od usarne altre, ha poca importanza, perchè l'importante è che tutti mandano lo stesso messaggio.
Quindi ragion per cui ecco il pensiero di Andrea:
"...beh, per quello che ho letto fino a adesso il libro non mi sembra affatto favorevole ai bombardamenti. Di solito, quando regalo un romanzo a qualcuno, al destinatario del regalo do sempre il mio parere sulla quarta di copertina (ed eventualmente invito a non leggerla) perchè a volte gli editor per questioni di marketing insistono su qualcosa che non ce ne entra con il contenuto... più o meno lo stesso lato può esserci tra un libro e la sua presentazione..."
Ed ecco il pensiero di Alessandro :
Serbia hardcore or hardlucky
Sami Mustafà
lunedì 23 novembre 2009

Chiedo le scuse a tutti. Da quando ho conosciuto Mustafà ho avuto il desiderio di fare questo post, ma lui parla molto bene inglese e io il contrario. Così ci siamo cercati diverse volte tra i suoi innumerevoli impegni di lavoro, ma non siamo mai arrivati ad una intervista, perchè io tante cose non le avrei capite.
Naturalmente mi sono rimasti tanti dubbi, tipo come vede la situazione kosovara, se si considera serbo o albanese o nessuno dei due, quali sono le condizioni di vita nella sua zona....
Chissà che non ce la facciate voi, con un inglese migliore del mio, a porgli queste domande.
Sami Mustafa was born in Kosovo/Serbia, on the 22nd of August 1984. He is a young filmmaker from the Roma community of Plemetina village. His documentary filmmaking experience began in 2003 with a Balkan Sunflowers (NGO) project which included Plemetina Roma youth. A year later, he began working with Koperativa and Quawava (Production Companies). The experience of working on these productions increased his motivation and interest in documentary filmmaking. Since then, he has continued producing his own documentaries. One of them, "Road to Home", was screened at Cannes Film Festival in 2007 and was the only film representing Kosovo. In 2007, Sami founded Romawood, a production house focusing on Roma issues. Later in the same year, he initiated the "Jekh Kham Jekh Sel" project: the one which has made the most indelible impact on his life and work. This project invited eleven Roma boys and girls from Plemetina to learn about documentary filmmaking and spread their message to the world. Sami is currently producer and manager of Romawood Productions and continues his voluntary involvement with Balkan Sunflowers.
Sami Mustafa è nato in Kosovo / Serbia, il 22 agosto 1984. Lui è un giovane regista della comunità rom del villaggio di Plemetina. La sua esperienza è iniziata nel 2003 con un Balkan Sunflowers (ONG), progetto che comprendeva anche la comunità rom di Plementina. Un anno dopo iniziò a lavorare con "Koperativa e Quawava" (Production Companies). L'esperienza di lavoro su queste produzioni ha aumentato la sua motivazione e interesse per il cinema documentario. Da allora, ha continuato a produrre i suoi documentari in proprio. Uno di loro, "Road to Home", è stato proiettato al Festival di Cannes nel 2007 ed è stato l'unico film in rappresentanza del Kosovo. Nel 2007, Sami ha fondato Romawood, una casa di produzione, concentrandosi su questioni relative ai rom. Più tardi nello stesso anno, ha avviato il "Jekh Kham Jekh Sel" del progetto ed è stato un impatto indelebile sulla sua vita e sul suo lavoro. Questo progetto ha invitato undici ragazzi e ragazze provenienti dai rom di Plemetina a saperne di più delle loro tradizioni e a diffondere il loro messaggio al mondo. Sami è attualmente il produttore e manager dei Productions Romawood e continua il suo coinvolgimento su base volontaria con Balkan Sunflowers..
Sami Mustafà
Romawood
Rolling Film Festival
Wild Boars Kragujevac
domenica 22 novembre 2009
Dedicato a Milos e a Sanja e a "Kuky leggenda"
E dopo i favolosi Angel warriors di Cacak, i Vukovi di Beograd e la rappresentanza serba ai giochi di Bolzano, non potevano mancare i bellissimi ragazzi di Kragujevac !
Tutti sanno che io e Maria abbiamo questa città nel cuore. I primi aiuti piemontesi nel '99 sono arrivati proprio a Kragujevac e poi adesso c'è la Fiat, quindi è una città che sentiamo vicina.
Allora che dire di piu' ? Ragazze, sgraniamoci gli occhi !!!







Wild boars.
Le foto sono di proprietà della squadra e sono protette da Copyright
Nona lezione di italiano
sabato 21 novembre 2009

Apro gli occhi e ti penso
ed ho in mente te
ed ho in mente te
io cammino per le strade
ma ho in mente te
ed ho in mente te
ogni mattina uoh uoh
ed ogni sera uoh uoh
ed ogni notte te
io lavoro piu' forte
ma ho in mente te
ma ho in mente te
ogni mattina uoh uoh
ed ogni sera uoh uoh
ed ogni notte te
cos'ho nella testa
che cos'ho nelle scarpe
no non so cos'e'
ho voglia di andare uoh uoh
di andarmene via uoh uoh
non voglio pensar ma poi ti penso
apro gli occhi e ti penso
ed ho in mente te
ed ho in mente te
ogni mattina uoh uoh
ed ogni sera uoh uoh
ed ogni notte te
Present to have
Io ho, tu hai, egli ha, noi abbiamo, voi avete, essi hanno
Io ho in mente te.
Per il patriarca Pavle di Serbia
giovedì 19 novembre 2009

Spero che Lina mi perdoni, ma oggi ho intrufolato questo post, perchè mi sono appena arrivate queste foto da Belgrado.
Oggi avrà luogo il funerale del patriarca della chiesa ortodossa serba Pavle deceduto domenica 15 novembre 2009.
La bara con il corpo di Sua Santità il Patriarca Pavle per ora è nella Cattedrale dell'Arcangelo Michele a Belgrado. Il tempio è aperto ininterrottamente, in modo che i credenti possono dire addio al Primate della Chiesa Ortodossa Serba.
Quello che vedete in queste foto è la fila di credenti che aspettano pazientemente davanti alla cattedrale dell'arcangelo Michele. La fila va dalla catedrale fino alla piazza di Terazije (chi conosce Belgrado sa che è una fila lunghissima!!!)
Dapertutto poliziotti e preti aiutano a organizzare traffico e danno aiuto dove c'è bisogno.
Ai funerali del Patriarca Pavle parteciperanno circa mezzo milione di persone provenienti da tutta la Serbia e dall'intera regione balcanica. Ieri sono giunte al patriarcato le adesioni delle alte delegazioni ecclesiastiche. Il Patriarca russo Kiril, per motivi di salute non potrà partecipare alla funzione, come anche Papa Bendetto XVI, che ammirava molto il Patriarca Pavle, dicendo: "Il Patriarca serbo gode di un'alta reputazione nel Vaticano. Se fosse già stato in Serbia, sarebbe venuto al funerale".
Tra i dignitari e le delegazioni ecclesiastiche vi sarà il patriarca ecumenico Vartolomej, il capo della chiesa ortodossa Anastasia in Albania, e l'arcivescovo Ceco Slovaco Hristijan. La delegazione russa sarà guidata dal Metropolitca di Misk e Slucka, Filaret. Della chiesa cattolica romana sarà presente il Cardinale Angelo, scelto da Papa Benedetto XVI come suo rappresentante. Dalla Grecia è stato annunciato l'arrivo dell'alta delegazione dello Stato, ma non si sa ancora chi ne farà parte, anche se si pensa ad una partecipazione del Primo Ministro Jorgos Papandreou. E' stata confermata l'arrivo della delegazione della Republika Srpska e del Presidente macedone Djordje Ivanov. 
Alla commemorazione e ai funerali del Patriarca, presso il Monastero di Rakovic, per mancanza di spazio, non potranno essere presenti tutti i cittadini e gli ospiti. Per questo motivo, il vescovo di Bac, Irinej, ha espresso il suo rammarico ed ha sottolineato che nel tempio di Sveti Sava i cittadini potranno dare il loro saluto al Patriarca Pavle.
I cittadini sono stati pregati di non comprare fiori e e candele, secondo il desiderio dello stesso Pavle, e di dare tali soldi alla ricostruzione del tempio di Sveti Sava, dove saranno sepolti i futuri Patriarchi, se non esprimeranno altro desiderio.
La commemorazione comincia alle 11, la funzione funebre sarà servita dal Mitropolita Amfilohije. Il Patriarca sarà sepolto alle ore 13 nel Monastero di Rakovic, come suo desiderio.
(da rinascitabalcanica)
Da leggere anche sul sito del nostro amico Padre Giovanni Capparelli: arberia ortodossa e l'itinerario sul blog di merkat traveler.
Roberto Durkovic e i fantastici del metrò
mercoledì 18 novembre 2009

I 'fantasisti del metrò', sono i bravissimi musicisti rom che Roberto Durkovic ha ha visto suonare nelle stazioni della metropolitana milanese molti anni fa.
Da allora sono passati tre album, molti successi, ed uno spettacolo, "La bella strada", che finalmente racconterà in musica la storia di quel fortuito incontro
Li ha conosciuti mentre suonavano canzoni tzigane in metropolitana per guadagnarsi da vivere. Li ha seguiti vagone dopo vagone, li ha presi con sé e assieme a loro è arrivato a esibirsi davanti a Papa Wojtyla, in piazza San Pietro. Il viaggio artistico di Roberto Durkovic, madre italiana e padre cecoslovacco, comincia così, dopo un incontro casuale e un po’ magico con un gruppetto di rumeni. Il risultato è una musica che ha patrie diverse, o forse non ne ha affatto, e la conferma arriva dall’ultimo lavoro: «Semplicemente vita»
Giovedì 1° Aprile 2004, Roberto Durkovic si è esibito in Piazza S. Pietro, alla presenza di Papa Giovanni Paolo II, nell'ambito dell'incontro con i giovani voluto per il terzo anno consecutivo dal Vicariato di Roma. La manifestazione è stata trasmessa in diretta da RaiUno a partire dalle ore 17.15 nel programma intitolato "Vogliamo vedere Gesù". Un appuntamento di grande prestigio e di elevati contenuti, durante il quale Roberto Durkovic è stato protagonista insieme ad alcuni grandi nomi della canzone, quali Ron, Alice, Fausto Leali e altri artisti emergenti del scena musicale italiana. Il cantautore milanese di origine ceca, accompagnato dalla band di gitani con i quali abitualmente tiene concerti in tutta Italia, ha presentato un brano inedito scelto appositamente per questa occasione davvero unica
Il quinto cd di Roberto Durkovic si muove tra sonorità tzigane e cantautorato italiano, canzone jazzata, echi mitteleuropei e influenze flamenche. Si parte con una cover di Fanigliulo, «A me mi piace vivere alla grande», in una versione orecchiabilissima. Dopodichè arrivano la fisarmonica, il violino e il contrabbasso di «Scintille», i ritmi gitani e le percussioni de «Gli uomini di Lisa», l’allegria un po’ alla Bregovic del «Mago dei Colori» (il pezzo strumentale suonato il primo aprile 2004 davanti a Giovanni Paolo II durante la giornata «Il Papa incontra i giovani») fino alla veneziana «Soffio» e a «Fantasisti del metro», che racconta l’inizio di tutta la storia: «Come un treno locale ci fermavano in ogni stazione, una chitarra un pianoforte, gioia come Savicevic con il pallone». Si conclude con «Insonnia d’estate», arricchita dalla voce di Silvia Scrofani.
Per partire dal principio, bisogna dire che la carriera di Durkovic comincia una ventina d’anni fa. «Ho iniziato a suonare per ribellione, strimpellando Guccini, e ho fatto la gavetta sui Navigli, esibendomi nei vari locali milanesi». In quel periodo si avvicina al Club Tenco e nel ’93 ottiene una segnalazione al premio della critica «Sanremo Nuovi Talenti». Arrivano i primi due dischi, sperimentali e un po’ artigianali. «Poi, dopo il fortunato incontro in metrò con i miei amici rumeni, ho potuto finalmente realizzare un grande sogno: unire due anime, legate probabilmente alle mie origini. L’anima italiana, cantautorale e quella tzigana. Ma non mi sono fermato qui: nel mio gruppo sono entrati anche musicisti cileni, ucraini e spagnoli».
Assieme a questa allegra combriccola Durkovic realizza un altro paio di dischi prima di arrivare al risultato più maturo, «Semplicemente vita», che lui presenta così: «E’ un lavoro che ha diversi colori, diverse gradazioni. C’è ovviamente il colore balcanico, qualcosa di sudamericano e pezzi molti intimi, sentimentali. Un disco che è il proseguimento di questo mio viaggio a contatto con la strada, il racconto di emozioni vissute assieme a musicisti straordinari che sono spesso costretti a suonare ai margini. Persone che mi hanno regalato una grande ricchezza, musicale e culturale». Niente male, per una storia cominciata per caso, tra i vagoni del metrò.
Tratto dal "Corriere della sera"
Roberto Durkovic
Mi sono innamorata di questo artista perchè ha detto : "Balkani, non vi fate ingannare dal vuoto occidentale" e per questa frase lo amero' a vita !
Che meraviglia !
Il conte Dracula
Strumentale e danze
Venezia dorme
Scintille
Mirjana Dimitriadis
lunedì 16 novembre 2009
Siamo circondati da favole! E una di queste favole è Mirjana Dimitriadis una bravissima artista che si dedica ad un arte vecchia di tradizione: alla pittura di icone ortodosse. Creare icone non è solo un lavoro d'artista, anche perchè l'icona non rappresenta semplicemente un quadro, ma può essere vista come una finestra spirituale aperta a coloro che sanno coglierne l’essenza.
Quindi richiede una comprensione profonda dell'arte religiosa e delle tradizioni ortodosse. E questa comprenisone Mirjana ce l'ha.Infatti da quando era piccola (Mirjana è nata Belgrado) e sempre stata circondata dalle potenti icone bizantine della chiesa serbo-ortodossa.Da adulta si è messa a studiare agiografia (gli studi della vita di santi) mentre viveva in Grecia accanto a suo marito greco.
We are surrounded by fairy tales! One of these fairy tale is Mirjana Dimitriadis an exceptional artist who dedicates herself to a very old art form: to create orthodox icons. An icon is not simply a painting, but it can be seen as an open spiritual window to whom has got the ability to capture it.
So to create an icon is not just an artistic work, but it demands a deep understanding of the
religious art. And this understanding Mirjana surely has.
She was born in Belgrade and from early age, she was surrounded by the powerful byzantine
iconography of the orthodox church. As a young adult, she studied hagiography - the traditional artistic depiction of the saints and angels- alongside her husband on the island of Greece.

Per realizzare i suoi capolavori d'influsso bizantino, Mirjana ha deciso di utilizzare le tecnice ed i materiali più tradizionali. Questo quadro dell'archangelo Raffaele (misura 193 x 70 cm) è realizzato in tempera (una tecnica pittorica che utilizza pigmenti in polvere mescolati con vari leganti tra cui tuorlo d'uovo ed acqua distillata) prorpio come nelle icone antiche.
To create these unique Byzantine-inspired works of art Mirjana uses traditional techniques and materials. Like here in this Icon of Archangel Raphael (she made for a friend) that is made with egg tempera. The size of the Icon is 193x70cm.
Adesso Mirjana vive in Danimarca dove le sue icone vengono esposte in gallerie d'arte (sono state già esposte anche in Serbia e in Australia).
A Mirjana piace creare pezzi d'arte e ha una gran passione per la decorazione d'interni e per l'architettura. Inoltre le piace molto viaggiare, cucinare e conoscere la storia,le tradizioni e la cucina dei vari paesi, come per esempio l'Italia, la Spagna, il Marocco e l'Egitto....
Sarebbe bello trovare un posto in Italia dove esporre queste bellissime icone....vediamo un po' magari qualcuno qui ha un idea....!!!
Her work has been featured in Serbia, in Australia and in Denmark where she now lives with her husband. She loves to create art and has a big passion for interior decoration and architecture. Also she loves to travel, to cook and to learn about the history, the culture and the cuisine of the different places like Italy, Spain, Morocco and Egypt...
It would be great to find a place in Italy to exhibit her beautiful works.....let's see...maybe someone here has an idea!
Padre Giovanni di Acquaformosa
domenica 15 novembre 2009

Nei miei viaggi balkanici ho sempre incontrato qualcosa di religioso.
Quando si viaggia si è propensi a far frullare il cervello e a questo proposito vi voglio raccontare una storiella serba. Si dice in Serbia che abbiamo tutti un piccolo verme in testa, ma alle volte è lui che muore e alle volte è lui che si mangia tutto il nostro cervello ed è per questo che diventiamo pazzi.
Dejan dice che io sono già nata piena di vermi nel cervello, ma lasciamo stare e troniamo alla nostra cara e ben amata religione.
So' che molti dei nostri amici hanno già chiuso da mo', perchè sono atei. Io no, sono religiosa e sono cattolica, ma naturalmente in Serbia vado alla S. Messa ortodossa. Alle volte anche a Torino vado nella chiesa ortodossa e vi diro' che non è niente male.
Alcuni mesi or sono ho incontrato un blog carino. Oggi ve lo propongo e vi dico che anche chi non è religioso ci puo' zompettare dentro e lasciare un messaggino.
Quanti viaggi con la nostra macchina scassata e due bambini piccoli da Torino a Catanzaro e quando si arrivava sulla salerno Reggio Calabria si iniziavano le preghiere !
Bè.. da quelle parti c'è Acquaformosa, un paesino che ha veramente del magico.
Non posso dire tanto, perchè ho promesso di non parlare di politica, ma se fate voi una piccola ricerca, vedrete quanto questo paesino sia una bellissima risposta al razzismo dilagante contro cui anche noi ci scagliamo, politica o non politica.
Qui vive Padre Giovanni, un prete modernissimo, bellissimo, simpaticissimo, che ha il suo account face book e un unico difetto : consiglia di leggere Nothing against Serbia e non balkan-crew !!!
Ma.. Padre !!! Spero sia un lapsus !!
Arberia ortodossa
Ottava lezione di italiano
sabato 14 novembre 2009
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Io sono qui - I am here
Dove sono stato in tutti questi anni
io me ne ero andato a lavarmi i panni
dagli inganni del successo
A riscoprirmi uomo
io sempre lo stesso
piu' grigio ma non domo
Siamo tutti dentro la storia tardi o presto
E io sono qui
Tutti in liberta' provvisoria in arresto
o a nasconderci
E dove eravamo rimasti chissa' dove
Ma io sono qui
Forse prigionieri o fuggiaschi
forse altrove a difenderci
La realta' mi ha fatto atterrare
il mio errore fu di errare
e non ero un eroe
Ma sono vivo e sono qui
e vengo dentro a prenderti
da solo disarmato innamorato tu devi arrenderti
Ci sono io e sono qui
con la pazzia di stringerti
Mi hai perquisito gli occhi e sai
sono pulito
non posso ucciderti mai piu'
E si torna a scendere in pista
un' altro viaggio
e io sono qui
Non perdiamoci piu' di vista
ne' il coraggio di riprenderci
Dentro l'abito della festa quello scuro
ora sono qui
l'unica paura che resta del futuro e' di non esserci
Tra sparare oppure sparire
scelgo ancora di sperare
finche' ho te da respirare
Finche' ho un cielo da spiare
per sapere che
Io sono vivo e sono qui
e vengo dentro a prenderti
Da solo disarmato innamorato
tu devi arrenderti
Ci sono io e sono qui
perche' ora so pretenderti far fuori la tua scorta
e fuori dalla porta saro' ad attenderti cosi'
E scrivero' il mio nome sui fogli della gente
fino a sapere come
Mi chiamo e non chi sono veramente
ma quaggiu' sto a chiedere perdono
se non sono un uomo giusto
Ma sono giusto un uomo
Sono qui e vengo dentro a prenderti
da solo disarmato innamorato
e devi arrenderti
Se sono io e sono qui
e resto qui a viverti per vivere
da qualche parte a mettere le porte al vento
Per questo io sono qui
Per questo io sono qui
To be. Present.
Io sono, tu sei, egli è, noi siamo, voi siete, essi sono
Su qui, quo,qua l'accento non ci và !
Claudio Baglioni
Gustomaina
giovedì 12 novembre 2009

Finalmente il nostro gustoloso ci ha dato il permesso di parlare di lui.
In realtà non aspettatevi gran chè, nel senso che non posso parlare tanto di questa favola, ma posso dirvi che esistono persone come lui, che si impegnano sempre (nella foto sopra mi sembra che stia marciando sotto la pioggia !)
Alle volte gli eroi li abbiamo vicini e non ce ne accorgiamo. Forse pensiamo che sono quelli che imbracciano il fucile e vanno a fare le guerre di indipendenza. Invece gli eroi sono quelle persone che coltivano i loro sogni giorno per giorno, senza mai mollare.
Io da Daniele ho sentito solo belle parole. Quante volte abbiamo parlato di alcune discussioni lette sui blog balkanici, magari mentre io ero disperata e lui :
- Ma Lina, che ci vuoi fare, sono persone cosi' e tanto raccolgono quel che seminano.
Dany semina bene perchè raccoglie tanta simpatia e tanti amici.
Adesso faccio una cosa fuori legge. Posto il suo balcone di casa senza aver chiesto il permesso.
Ti avviso Dany che se mi denunci mi porti le arance per tutta la vita in carcere oppure ti fai rinchiudere con me e parliamo di Balcani tutta la vita.
E' meglio se non mi denunci !
Album di густомаина