Monday, September 1, 2008

Balkans in Switzerland





Just find out that Swiss Architecture Museum in Basel will run an exhibition about 

Balkan Architecture! It' s from October to January...so plenty of time to go and see it!


BALKANOLOGY
New Architecture and Urban Phenomena
in South Eastern Europe

04.10.08 – 04.01.09


In the western Balkans, the dissolution of the People's Republic of Yugoslavia and the collapse of socialism have been accompanied by an extensive informal building activity that gives rise to a new type of urbanisation. The distinctive forms of architectural and urban development are characterised by trans-local influences and are borne by large parts of society. "Balkonology" shows the way architects and urban planners have dealt with this new phenomenon, as well as revealing examples of outstanding new architecture that addresses both modernity and the international but also the modern architecture of the People's Republic of Yugoslavia.


Saturday, August 30, 2008

Gemellaggio Derventa / Pinerolo




Bè? Siete tornati tutti dalle ferie? Un buon numero di voi mi ha tenuto compagnia anche nel mese di Agosto. Qualcuno è anche riuscito a navigare dai posti di villeggiatura, incredibile!
Se siete pronti.. possiamo cominciare, adesso si fa sul serio! Finora abbiamo scherzato? Si! Ci siamo tenuti sul leggero, ma ora cominceremo con le conferenze, i quesiti di storia e i corsi di lingue, sempre se i nostri insegnati ritornano alla base, perché adesso sono latitanti.



Scusate se io parto sempre da Adamo ed Eva, ma per spiegarvi questa magnifica giornata che ho passato a Pinerolo, devo cominciare dal mio amico Goran Savic, grande campione di nuoto e unico serbo (tra quelli che conosco io) che parla con lo jot.
Per capirci la differenza è vestica/vjestica.


Goran è nato a Derventa, in Bosnia. La sua famiglia ha origine serbe e lui è andato a scuola con tanti bambini croati. Nella sua classe vi erano mussulmani e ortodossi e nessun bambino si poneva un minimo problema. Tutte le famiglie erano amiche, c’erano i matrimoni misti e le famiglie ortodosse vivevano secondo la religione ortodossa festeggiando le loro ricorrenze, mentre i mussulmani vivevano le loro tradizioni. Le case e le macchine si lasciavano aperte, perché non vi era delinquenza e Goran, le rapine in banca, le vedeva solo nei film.
Poi è arrivata la guerra, tanto crudele, quanto senza senso. Lui avrebbe dovuto odiare i suoi vicini di casa, i suoi compagni di gioco. Non ce l’ha fatta ed è scappato.
Pero’ ha tanta amarezza e per questo adesso aiuta molto volentieri l’associazione Arcobaleno di Pinerolo (To).



Questa associazione è nata quasi per sbaglio, per meglio coordinare gli aiuti che i privati cittadini mandavano nella ex- Yu, ma nel tempo si è concretizzata e ha realizzato progetti impensabili. Non posso elencarli tutti, ma veramente sono stati fatti dei miracoli: dall’aiuto agli ospedali, alle scuole di ogni ordine e grado, ad un cane addestrato per una ragazza cieca. Io vado ogni anno a Natale alla serata di beneficenza e l’anno scorso mi sono divertita tanto. Un po’ perché si balla e poi c’è la lotteria e un po’ perché il progetto era di aiutare dei ragazzi disabili, ma il presidente dell’associazione non riusciva a dire il nome giusto. Il progetto si chiamava “sunce” che vuol dire sole e si legge sunze. Il nostro carissimo e simpaticissimo Silvano leggeva sempre suncie e io con tutti i serbi, giù a ridere.
Comunque in una sola serata abbiamo raccolto 1.000 euro, non male!



Una cosa che l’associazione Arcobaleno ha sempre notato è il senso di isolamento dal resto del mondo e l’abbandono a se stessi che queste popolazioni della ex-Yu provano. Cosi’ nel 2005 si è concretizzato un altro progetto caro all’associazione . Il gemellaggio tra Derventa e Pinerolo.
Sono arrivati politici e amministratori da ogni dove. Il sindaco di Pinerolo si stupiva del fatto che i politici e gli amministratori bosniaci necessitavano di un visto per uscire dalla Bosnia. Io e i miei amici ci guardavamo e ci sembrava che il sindaco arrivasse da Marte.
Ma sono poi cosi’ sconosciuti questi Balcani che ci stanno a due passi?



Comunque è andato tutto bene. La cermonia è stata bella ed è stata fatta in una chiesa sconsacrata. Una cimice ha attraversato il libro delle firme. Io l’ho notata e l’ho detto ad un vigilie urbano, ma lui ha detto che portava bene.
Per i nostri amici militari posso dire che c’erano molti militari presenti ed erano tutti con tante stellette. Comunque erano tutti a bocca aperta nel vedere quanto erano carine le due interpreti serbe.
Quanto amo queste giornate passate ad unire diverse culture e diversi popoli, al contrario sento solo piu’ discorsi razzisti.
Pensare che ho sempre creduto che il diverso arricchisce e lo sto sperimentando veramente!





Thursday, August 28, 2008

Lučene Paprike





Uno dei grandi piaceri dei Balcani è il cibo! Non sono solo le ricette che sono buonissime...è proprio la materia prima che viene coltivata con grande cura e amore (e nel caso della frutta e verdura..gode anche di un'ottimo clima). Così non è del tutto incomprensibile perché la gente dei Balcani, quando viene in Occidente, si porta dietro quintali di cibo!

Mio marito è appena arrivato da Leskovac con 15kg di peperoni rossi presi lì per pochi soldi al mercato. Che farne? Vi svelo la ricetta per le "lučene paprike" della sua zia Ljubinka!
E un modo di preparare i peperoni molto popolare nel sud della Serbia (appunto nei dintorni di Leskovac)

Prima si lavano bene i peperoni e si scartano quelli che eventualmente sono ammaccati. Poi si lasciano asciugare (preferibilmente al sole). Dopo li si passa al forno (200gradi) e si lasciano per 20 min. minimo (la carne del peperone dovrebbe diventare bella morbida).
Solitamente io li lascio interi con gambo e semini. C'è anche la variante di chi li svuota e toglie il gambo (più belli però con gambo!)
E quindi si passano sulla griglietta oppure sul grill e si abbrustoliscono finche diventano quasi neri.

Si fanno raffreddare e poi si mettono in sacchettini (far uscire di piu che si puo l'aria) e si congelano.
Quando si ha bisogno, si scongela uno dei sacchettini (io metto ca. 15 peperoni per sacchettino), delicatamente si pelano e in una ciotola si mette uno strato di peperoni, poi un filo d'olio di semi, dell'aceto (nei Balcani usano quello di alcol), un po' di sale, dell'aglio tritato fine e del prezzemolo tritato. Poi di nuovo una strato di peperoni e di nuovo olio, aceto, sale, aglio e prezzemolo e così via, affinchè si son consumati tutti i peperoni. Poi si lascia macerare al fresco per almeno due ore (meglio ancora di più, tranquillamente anche più di un giorno).

Si servono insieme a carne (si sposano benissimo con il rostlj) oppure con gli antipasti (zakuska).




One of the big pleasures of the balkans is food! My husband just arrived from Leskovac with with 15kg of red peppers. And now what to do with them?
Here I tell zou how to prepare
"lučene paprike" a recipe from his aunt Ljubinka from Kovaceva Bara (a little village near Leskovac). This is a very popular way to prepare bellpeppers in the south of Serbia, namly in the Leskovac area.
Wash and sundry the peppers. Then bake them for 20min in 200°C oven and after that barbeque them until they get almost black like in the pictures above. Now you can freeze them in batches of 15 peppers per bag.

When you want to eat them, take them out of the freezer, defrost them, peal them and put one layer of peppers in a bowl. Season with seed oil, vinegar of alcool, finely chopped garlic, salt and parsley. The proceed with a second layer, season again and go on like that until all the peppers are stacked in the bowl and seasoned. Now let stand in cold place for min. 2 h.

Now you can serve them with BBQ meat or appetizers!

Qui c'è una versione di Belolučene paprike con formaggio, dall'archivio di: "iz moje kuhinje".



Wednesday, August 27, 2008

Festival Internazionale Adriatico Mediterraneo





E’ più che certo che Francesca, Skender ed io ci stiamo divertendo un sacco a fare questo blog.
E’ bellissimo ricercare notizie e scoprire che ci sono dei mondi favolosi vicino a noi.
Poi ci siete voi lettori che ci date tanta forza e ci sono le persone come Veronica che ci ha segnalato questo festival di Ancona molto moltissimo interessante.
Ho dato un’occhiata al programma e gli appuntamenti culturali sono veramente tanti. Questi sono solo alcuni:
- Damir Imamovic’ trio (Bosnia). Una tra le più belle voci dei Balcani, che rivisita la musica tradizionale bosniaca.
- Concerto di Massimo Zamboni associato alla presentazione del film “Il tuffo della rondine” di Stefano Savona. Il film parla della città di Mostar.
- Il film dedicato alla Bosnia di Emanuele Cicconi “Sarajevo,Bih-storie di un dopoguerra”.
- Mostra dedicata ai disegnatori serbi “Cartoline dalla Serbia” con la partecipazione di Zograf, uno tra i più importanti fumettisti del mondo e tra i più significativi intellettuali serbi.
- Performance musicale dei Tehno Muda, gruppo underground serbo di techno electro dub
- Diversi i gruppi di musica klezmer e rom, coinvolti per animare luoghi suggestivi del centro di Ancona: Muzikanti, Siman Tov, Gattamolesta, Taraf, Zaraf Klezmer band.
Peccato che al festival non c'è il reportage di Davor "Kosovo me fat? Frammenti di uno stato nascente".
In ogni caso direi che è proprio un festival d.o.c.
Grazie Veronica ! Sei grande !



Tuesday, August 26, 2008

KLEDI KADIU






Anche questo post giaceva nella mia mente da tempo.
Io lo dedico a quel ragazzo albanese che ho incontrato nell’ultimo meeting che abbiamo fatto sul Kosovo a Torino. In realtà non so come si chiama. E’ scappato quando mi sono avvicinata con carta e penna per chiedergli l’email. I miei amici dicono che dovrei stare io in Kosovo per risolvere i problemi, visto che faccio così tanta paura che scappano tutti (quindi anche gli americani).
Quello che so con certezza è che se tutte le persone fossero come Kledi non ci sarebbero le guerre e le persone si stimerebbero per quel che sono e si vivrebbe bene, perché ci si aiuterebbe un con l’altro.
Questo lo so perché il povero Kledi ha subito un’aggressione con insulti e pestaggi, ma non ha avuto una sola parola cattiva contro chi gli ha fatto del male e l’ha insultato solo perché è albanese.
Si è limitato a sporgere regolare denuncia e si chiede perché tanta cattiveria quando tutti gli vogliono un bene infinito.
Lui non sa che a Roma e non solo a Roma, negli ultimi tempi, si sono moltiplicate le aggressioni agli stranieri e non solo agli stranieri, ma anche agli omosessuali 
E’ il frutto di una politica di giustizia “fai da te”. Le ronde che molti comuni hanno adottato come “aiuto” alle forze dell’ordine si sono tramutate in cinque ragazzi assassini a Verona.
Quindi io spero che i nostri mass media cambino rotta e mandino in onda tante interviste a persone buone come Kledi.
Chi semina vento raccoglie tempesta e l’unico vento che amiamo è quello che emanano le persone che costruiscono la pace.
Kledi è maestro di danza, ma è anche maestro di vita.



Sunday, August 24, 2008

Il ponte sulla Drina - Ivo Andric




Grazie al premio Nobel che Ivo Andrić ha ricevuto nel 1960 per questo fantastico libro, si è intensificato il lavoro di traduzione di letteratura jugoslava e balcanica favorendo la circolazione di queste opere .

"Il ponte sulla Drina" è frutto di una volontà di grandiosa sintesi storica, la narrazione abbraccia un arco di tempo estesissimo, quattro secoli, ora allargandosi in poderosi quadri di insieme ora invece soffermandosi sui fatti che coinvolgono tra XVI e XX secolo gli abitanti di Višegrad, separati dal fiume Drina ma ricongiunti dal ponte che nel Cinquecento il Vizir Mehmed Pascià Sokolovic volle fare edificare in ricordo delle piacevoli emozioni provate quando attraversò questi luoghi da bambino.
Costruito grazie alla fatica e al sacrificio di numerosi cristiani spesso disumanamente trattati dai fiduciari del vizir, il ponte è anzitutto simbolo del dolore e della sofferenza. Ma è anche simbolo della fusione dei due diversi mondi che qui si sono contrapposti e succeduti, quello orientale e quello occidentale.

Il ponte sulla Drina

Prima vessati dagli ottomani che per mezzo millennio hanno governato la Bosnia schiacciando ogni libertà e disinteressandoli dei problemi economici di questa terra, e poi soggetti agli austriaci portatori di una morale fiacca, corrotta e corruttrice, gli abitanti di Višegrad hanno saputo adeguarsi alla mutevolezza del tempo conservando un ethos proprio e nello stesso tempo accogliendo i valori e i modi di vita che l'uno e l'altro conquistatore hanno introdotto.
Di fronte al variare delle epoche, dei costumi, delle forme di potere, il p
onte incarna ai loro occhi ciò che di eterno, di indistruttibile resta, assurgendo quindi a stendardo della loro stessa identità. Così almeno lungo i secoli fin oltre la soglia del Novecento.
A segnare uno strappo decisivo interviene però con la sua ceca ferocia il potere distruttivo della guerra mondiale. Non crolla l'intero ponte, crolla solo uno dei suoi pilastri, abbattuto da un micidiale colpo di cannone. Sugli abitanti del luogo l'evento ha ugualmente un effetto sconvolgente.
Con maggiore o minore consapevolezza essi intuiscono che ciò che davvero è stato per sempre mandato in frantumi con quella cannonata è la fiducia nella continuità dell'esistenza che per secoli ha permesso agli uomini di sopportare pazientemente ogni angheria e ogni angoscia.


La cittadina di Višegrad oggi

Andrić da conferma delle sue ottime qualità di narratore interessato tanto alla psicologia quanto alla sociologia, e cioè consapevole che nessun caso umano può essere adeguatamente analizzato se non si esamina l'ambito sociale in cui esso ha la sua ragione di essere.

i link:
sito di ivo andric
Visegrad
Na drini cuprija -
dokumentarni film BHT1 "na drini cuprija" deo 1 i deo 2  




Wednesday, August 20, 2008

F L A M I N G O S I




Eccovi i due simpatici musicisti/attori/presentatori che formano il gruppo „Flamingosi“.

Il gruppo dei „Flamingosi“ ha iniziato nel giugno del 2005 con un EP con 4 canzoni, tra cui il grande hit „Ljubav“ con uno spiritoso clip musicale!


Ognien Amidzic (un presentatore di Pink TV serbo) e Marinko Madzgalj (un attore da teatro montenegrino) si sono fatti una gran fama con canzoni che diventano subito „hits“, un look divertente che prende in giro Elvis oppure la new wave inglese degli anni 80, oppure canzoni e stile di Zdravko Colic e poi con dei music clips carini e piacevoli.....usando sempre delle bellissime modelle serbe tipo Tamara Paunovic.


Erano stati scelti (insieme al cantante soul „Luis“) per rappresentare la Serbia e il Montenegro al Eurovision Song Contest 2006, ma a causa di una serie di accuse di brogli tra le due emittenti televisive, quella serba e quella montenegrina, la Serbia e Montenegro si è ufficialmente ritirata dalla gara e cosi la divertente canzoncina dei Flamingosi non è andata al concorso.




Ognien e Marinko presentano l’emissione da sabato sera: „Cao Darvine“.

Qui il nuovo clip di quest’estate 2008 (con la cantante jazz Nada Pavlovic).



Chi la fa.. l'aspetti

  Vedo che questo sito che banna tutti quelli che non la pensano come lui, ha comunque persone oneste che non tacciono I nodi.. cari signori...