Tuesday, September 25, 2012

In vacanza dal dentista






Bella scusa quella di andare dal dentista in Balkania !!
Certo che con un dentista come Ante .. quale donna non avrebbe mal di denti !!!???

Ottobre 2011 .. Sara parte per la prima volta per la Croazia e fotografa il nostro amico Nikola Tesla.
Spunta il dott. Andrej...mmmhhh.. ma per fare i dentisti in Croazia bisogna superare un concorso di bellezza ?
Gennaio 2012 un viaggio in inverno.. la Balkania è ancora più bella !!!
Anche le dentiste sono molto carine !
Sigh.. si torna in Italia !

Bè.. sui costi ci sarebbe da discutere, ma sui posti no !


Wednesday, September 5, 2012

La battaglia della Sutjeska





La carissima Ivana ci ha messo una pulce nell'orecchio e quando sono andata a vedere cos'è stata la battaglia della Sutjeska.. mi sono illuminata d'immenso !
In questa zona della Bosnia le formazioni partigiane sono state circondate, è stata bloccata loro la strada. Dovevano aprirsi un varco. Questo monumento è simbolo della breccia dell'accerchiamento, e di un ulteriore sentiero di libertà. Quella di Sutjeska è una delle battaglie più famose dell'intera Seconda Guerra Mondiale nei Balcani. 
Bene ha fatto Zivkovic a fare questo maestoso monumento e bene ha fatto Stipe Delic a farci un film : La quinta offensiva. Sapete chi interpretava il ruolo di Tito ? Niente meno che Richard Burton !






Sunday, September 2, 2012

La nave dolce









La nave dolce è un documentario italiano del 2012 diretto da Daniele Vicari, che è stato presentato il 2 settembre come evento speciale fuori concorso alla Mostra del cinema di Venezia 2012. L'aggettivo dolce del titolo è usato perché la nave Vlora trasporta tonnellate di zucchero imbarcato a Cuba.
Il film racconta l'approdo della nave Vlora (Valona in lingua albanese) nel porto di Bari, avvenuto in data 8 agosto 1991, con a bordo ventimila albanesi, saliti con la forza a bordo, nel porto di Durazzo. L'imbarcazione, assaltata da cittadini albanesi attratti dal miraggio di una vita migliore in Italia. In maggioranza persone normali, che si ritrovano a bordo per caso, dopo aver saputo che il porto era stato riaperto. Alcuni sono armati e costringono il capitano a fare rotta verso Brindisi, ma le autorità dirottano la nave a Bari. Segue lo sbarco e la cattura nel porto e nelle strade adiacenti e la prigionia nello Stadio della Vittoria, deciso da Roma, contro il parere del sindaco di Bari, Enrico Dalfino; le rivolte; il rimpatrio (con l'inganno: salirono sugli aerei convinti di essere portati a Roma) di quasi tutti gli esuli, tranne circa 1.500 che riescono a fuggire.

Kledi Kadiu, allora sedicenne, diventerà un ballerino famoso grazie alla partecipazione a un programma di Maria De Filippi; dichiara nel film: «Solo a pensarci ho ancora sete; finii per bere acqua salata e andai fuori di testa perché la sete aumentò».

Eva Karafili, neolaureata in economia, si imbarca col marito e poi incontra a bordo anche suo fratello, ora fa la traduttrice in Puglia.
Tratto da Wiky

La nave dolce di Wiky

Kledi Kadiu

Rimpatrio

Jahmento. Rimpatrio .. il crogiolo delle razze è una ricchezza



Thursday, August 30, 2012

Boban Rajovic







E' bellissimo.. avevamo lasciato Boban 4 anni fa con una bella canzone, ma un po' povera nel contenuto e nella musicalità e lo ritroviamo con un bellissimo sito e una bellissima musica !

Boban Rajovic. Official site

Usne boje vina

Lijepa zena

Rekli su mi dobronamjerno
malo mucni svojom glavom
rekli su mi moji drugovi
da s tobom necu proci slavno

Rekli su da zivot jedan je
i da nisi toga vrijedna
lijepu zenu lako zavolis
a ti si lijepa k'o nijedna

S kim si sad
dok noc polako pada
ja sam sam
jer jos se tebi nadam

Ref.
Uzela si oci moje
druge ja da ne gledam
uzela si sluh da sapat
drugih zena ne slusam

Uzela si zivot moj
sreca me otpisala
kad si mi se osmijehom
na srce ti potpisala

Rajske ptice su me pratile
dana kada sam te sreo
na prvi pogled sam zavolio
tebe koju nisam smio

Vrata raja si zatvorila
sad mi djavo mira ne da
lijepu zenu lako zavolis
a ti si lijepa k'o nijedna

S kim si sad
dok noc polako pada
ja sam sam
jer jos se tebi nadam





Thursday, August 23, 2012

Bregovic e la notte della taranta






C’è un frammento di Balcani che irromperà sul palco di Melpignano il 25 agosto, quando andrà in scena la nuova edizione della Notte della Taranta, il world music festival che racconta le tradizioni popolari salentine facendole diventare linguaggio internazionale.

Goran Bregovic, invitato quest’anno a dirigere l’Orchestra Popolare, ha scelto di esaltare la naturale vocazione di questa terra a essere luogo dell’incontro e della condivisione, dello scambio tra culture diverse.

Così, in un festival che riporterà l’attenzione sulle radici, il maestro bosniaco ha voluto esaltare un aspetto particolare del vastissimo patrimonio della musica salentina, quello affidato all’esecuzione della bande, le brass band ricche di lucidi ottoni e di appariscenti grancasse, che animano, da sempre, le feste nelle piazze, in occasioni delle celebrazioni del Santo patrono.
Tratto da Affari italiani

Affari italiani. La notte della taranta con Bregovic


Thursday, August 16, 2012

Non chiedere perchè






Un inviato a Sarajevo, durante gli anni della guerra nei Balcani. Il suo lavoro è difficile. Deve documentare l’assedio feroce di una città europea per storia e vocazione; una città cosmopolita nelle usanze che, nel giro di pochi anni, si trova ad essere teatro di una guerra impensabile.
I giornalisti che viaggiano molto, gli inviati speciali che corrispondono dai paesi in guerra, conducono spesso una vita solitaria: non c’è tempo per consolidare gli affetti, per mettere radici, per coltivare una famiglia.
Marco Di Luca, protagonista di “Non chiedere perché”, non fa eccezione. Ancora giovane, è già reduce da una separazione consumata in seguito alle sue assenze.
Quando accetta di partire per la Bosnia, nel 1992, lo fa senza pensarci troppo anche perché non ha nessuno che cerchi di trattenerlo, di averlo accanto a sé.
A entrare in confidenza con la morte, respirata e conosciuta ad ogni angolo di strada, Di Luca impiegherà poco tempo, così come a farsi conoscere e rispettare dai serbi con cui entra in contatto: traduttori, professori, uomini e donne di ogni estrazione e professione.
Di Luca è bravo a confezionare rapidamente servizi televisivi nei quali racconta la vita che prosegue, nonostante tutto, nelle manifestazioni quotidiane di coraggio della gente di Sarajevo. Ma il suo lavoro, naturalmente, è anche quello di mostrare in maniera inconfutabile l'orrore che si sta consumando nel cuore del vecchio continente in mezzo all'indifferenza generale e all'inanità delle Nazioni Unite.
Un giorno, una granata cade viene sparata su di un orfanotrofio.
In mezzo ai bambini, fortunatamente tutti sopravvissuti, ce n’è una che attira immediatamente l’attenzione di Marco: è Malina, di dieci mesi, unica bimba dai capelli scuri in mezzo a molti caschetti e capelli chiari.
In un gesto spontaneo di Malina, che gli cinge la testa con il braccino, Marco vede una richiesta e un appello, e a questo appello risponde con una promessa: farà di tutto per avere in affido, e possibilmente adottare, questa bambina sfortunata.
Gli ostacoli, naturalmente, non mancano: e prima ancora delle difficoltà oggettive che la guerra impone ogni giorno a chi debba farsi strada tra le schegge che solleva, a impensierire il giornalista sono i suoi stessi dubbi. Perché proprio quella bambina, e non un altro, fra i tanti che all’orfanotrofio mostrano di aver bisogno di una famiglia, di qualcuno che si prenda cura di loro? Nonostante tutto, però, Di Luca va avanti a testa bassa, mobilitando nella sua crociata personale amici e colleghi, e trovando risorse inaspettate a tutti i livelli, tra istituzioni e persone che a vario titolo si spendono per rendere la vita un po’ meno drammatica ai bosniaci.
Fra i personaggi che affollano le pagine del libro di Franco Di Mare – la cui storia vera è appena dissimulata nel libro dai nomi, che sono inventati – ci sono coraggiose giornaliste tedesche, presidentesse di associazioni per la tutela dei diritti dei bambini, operatori televisivi e persone la cui storia è comunque segnata dall'esperienza della guerra, che così come distrugge le vite puo' rinsaldare i rapporti d'amicizia o farne nascere di nuovi.
Wuz.it




COME SONO ANDATE LE COSE A SREBRENICA

  Quello che i media non vi dicono