Sunday, November 22, 2009

Wild Boars Kragujevac

Dedicato a Milos e a Sanja e a "Kuky leggenda"

E dopo i favolosi Angel warriors di Cacak, i Vukovi di Beograd e la rappresentanza serba ai giochi di Bolzano, non potevano mancare i bellissimi ragazzi di Kragujevac!
Tutti sanno che io e Maria abbiamo questa città nel cuore. I primi aiuti piemontesi nel '99 sono arrivati proprio a Kragujevac e poi adesso c'è la Fiat, quindi è una città che sentiamo vicina.
Allora che dire di piu'? Ragazze, sgraniamoci gli occhi!!!










Monday, November 16, 2009

Mirjana Dimitriadis






Siamo circondati da favole! E una di queste favole è Mirjana Dimitriadis una bravissima artista che si dedica ad un arte vecchia di tradizione: alla pittura di icone ortodosse. Creare icone non è solo un lavoro d'artista, anche perchè l'icona non rappresenta semplicemente un quadro, ma può essere vista come una finestra spirituale aperta a coloro che sanno coglierne l’essenza.
Quindi richiede una comprensione profonda dell'arte religiosa e delle tradizioni ortodosse. E questa comprenisone Mirjana ce l'ha.Infatti da quando era piccola (Mirjana è nata Belgrado) e sempre stata circondata dalle potenti icone bizantine della chiesa serbo-ortodossa.Da adulta si è messa a studiare agiografia (gli studi della vita di santi) mentre viveva in Grecia accanto a suo marito greco.




We are surrounded by fairy tales! One of these fairy tale is Mirjana Dimitriadis an exceptional artist who dedicates herself to a very old art form: to create orthodox icons. An icon is not simply a painting, but it can be seen as an open spiritual window to whom has got the ability to capture it.
So to create an icon is not just an artistic work, but it demands a deep understanding of the
religious art. And this understanding Mirjana surely has.
She was born in Belgrade and from early age, she was surrounded by the powerful byzantine
iconography of the orthodox church. As a young adult, she studied hagiography - the traditional artistic depiction of the saints and angels- alongside her husband on the island of Greece.





Per realizzare i suoi capolavori d'influsso bizantino, Mirjana ha deciso di utilizzare le tecnice ed i materiali più tradizionali. Questo quadro dell'archangelo Raffaele (misura 193 x 70 cm) è realizzato in tempera (una tecnica pittorica che utilizza pigmenti in polvere mescolati con vari leganti tra cui tuorlo d'uovo ed acqua distillata) prorpio come nelle icone antiche.

To create these unique Byzantine-inspired works of art Mirjana uses traditional techniques and materials. Like here in this Icon of Archangel Raphael (she made for a friend) that is made with egg tempera. The size of the Icon is 193x70cm.





Adesso Mirjana vive in Danimarca dove le sue icone vengono esposte in gallerie d'arte (sono state già esposte anche in Serbia e in Australia).
A Mirjana piace creare pezzi d'arte e ha una gran passione per la decorazione d'interni e per l'architettura. Inoltre le piace molto viaggiare, cucinare e conoscere la storia,le tradizioni e la cucina dei vari paesi, come per esempio l'Italia, la Spagna, il Marocco e l'Egitto....
Sarebbe bello trovare un posto in Italia dove esporre queste bellissime icone....vediamo un po' magari qualcuno qui ha un idea....!!!


Her work has been featured in Serbia, in Australia and in Denmark where she now lives with her husband. She loves to create art and has a big passion for interior decoration and architecture. Also she loves to travel, to cook and to learn about the history, the culture and the cuisine of the different places like Italy, Spain, Morocco and Egypt...

It would be great to find a place in Italy to exhibit her beautiful works.....let's see...maybe someone here has an idea!





Per informazione o per acquistare un icona visitate il suo sito web: http://www.byzantika.com/


Thursday, November 12, 2009

Gustomaina







Finalmente il nostro gustoloso ci ha dato il permesso di parlare di lui.
In realtà non aspettatevi gran chè, nel senso che non posso parlare tanto di questa favola, ma posso dirvi che esistono persone come lui, che si impegnano sempre 
Alle volte gli eroi li abbiamo vicini e non ce ne accorgiamo. Forse pensiamo che sono quelli che imbracciano il fucile e vanno a fare le guerre di indipendenza. Invece gli eroi sono quelle persone che coltivano i loro sogni giorno per giorno, senza mai mollare.
Io da Daniele ho sentito solo belle parole. Quante volte abbiamo parlato di alcune discussioni lette sui blog balcanici, magari mentre io ero disperata e lui:
- Ma Lina, che ci vuoi fare, sono persone cosi' e tanto raccolgono quel che seminano.
Dany semina bene perchè raccoglie tanta simpatia e tanti amici.
Adesso faccio una cosa fuori legge. Posto il suo balcone di casa senza aver chiesto il permesso.
Ti avviso Dany che se mi denunci mi porti le arance per tutta la vita in carcere oppure ti fai rinchiudere con me e parliamo di Balcani tutta la vita.
E' meglio se non mi denunci !

Album di густомаина



Thursday, November 5, 2009

Moreno Locatelli

Questo post è dedicato a Chiara perchè è una favola.
E' dedicato a Beppe e a Roberto perchè non perdano di vista la famosa frase : "Quando pensi di aver capito tutto dei Balkani è proprio il momento in cui non hai capito niente" ed è dedicato a me perchè io mi spezzo ma non mi piego, vado sempre avanti, ma spesso mi è capitato di vedere una cosa molto triste, ovvero che i miei errori li pagano altri.




Moreno Locatelli aveva 34 anni, era disarmato, attraversava in pace e per la pace il ponte simbolo di Sarajevo, città` martire di questo secolo di sangue e tragedie. Sul ponte Vrbanja insieme a Moreno erano saliti altri quattro italiani. Sulle due sponde del fiume Miljacka, divise dalla guerra, i fucili erano puntati. Sopra il ponte camminava la speranza, coi passi lenti e misurati di un gesto politico non violento, cosi` mite ma cosi` dirompente in una citta` divorata dalla guerra. E’ stato colpito da un cecchino.
Locatelli, entrato nell'associazione pacifista Beati i Costruttori di Pace, si era recato a Sarajevo allo scopo di manifestare a favore di una soluzione pacifica della guerra civile fra etnie bosniache e serbe; la vita civile nella città era completamente paralizzata dalla presenza di cecchini che sparavano su chiunque fosse a tiro.
Il 3 ottobre 1993, con altri quattro pacifisti (Luigi Ceccato, padre Angelo Cavagna, Pier Luigi Ontanetti e Luca Berti, che con lui a Sarajevo stavano realizzando il progetto "Si vive una sola Pace") stava attraversando il ponte Vrbanja sul torrente Miljacka, che divide la città, per un'azione simbolica rivolta alle due parti in conflitto: volevano deporre una corona di fiori sul luogo delle seconde vittime di quella guerra (Suada Dilberovic' e Olga Sucic'), e quindi offrire del pane ai soldati bosniaci e a quelli serbi, che si fronteggiavano dalle sponde opposte del ponte; di questa piccola manifestazione erano state avvisate le milizie in conflitto.
Sul ponte venne raggiunto dai colpi di un cecchino, Caco, musulmano, quando assieme ai suoi compagni stava ritornando sui suoi passi a seguito di alcune mitragliate di avvertimento. Morì dopo due interventi chirurgici, le sue ultime parole furono «Stanno tutti bene?» riferendosi ai suoi compagni sul ponte. La sua uccisione è interpretabile come dettata dalla cinica volontà di riaffermare l'esistenza della linea della morte che divideva in due la città.

Intervista a Gigi Ontanetti

Ricordando Moreno Locatelli. OBC






Tuesday, November 3, 2009

EYOT






E si, un'altra cotta! Ma non si poteva fare diversamente! Questi ragazzi sono proprio proprio belli, anzi bellissimi e anche bravissimi!
Quello che mi stupisce dei serbi è la semplicità e la sincerità. Non tutti naturalmente, ma in molti vedo doti che ti fanno capire che tipi sono.
Ringrazio questo gruppo che ha subito risposto alle mie domande in maniera gentilissima.
Siamo sicuri di far contento Riccardo con questo gruppo che sapete di dov'è? Niente poco di meno che di Nis!
E sono stati anche in Italia partecipando ad "Umbria jazz"!!!
Adesso pero' mi devo affidare un po' alla mia stregoneria per la traduzione.
Credo che Eyot voglia dire isolotto e i membri del gruppo sono quattro:

Dejan Ilijic / composer & piano
Sladjan Milenovic / Guitar
Marko Stojiljkovic / Bass
Milos Vojvodic / Drums


Facciamo una cosa intelligente! Onde evitare grane vi copio/incollo quello che mi ha scritto Dejan:

I founded Eyot at the end of 2007. Some of the main information are that we played this year at the Umbria Jazz Balkanic windows contest and we where selected among 3 winners with one Hungarian and one Slovenian band in a competition of 28 bands of the Balkan. That brought us a title "one the most promising bands in Serbia"
Later we had a great performance on Nisville jazz festival.
The one on the right side on the myspace link was selected as a Daily fetaured video (24.09.2009) on a famous jazz web-site All About Jazz and we are the first band from Serbia to get there.:)
Later on, when Earl Grice saw that, he is a drummer of a famous guitarist Ronny Jordan, he named us " Nirvana of the Europian jazz" and on my space you can see one nice review of our performance by jazz pianist Sarah Jane Cion.
The band is now headed to the studio (next Sunday) and we are going to record our first record and the album will be released for American label "Ninety and Nine Records" probably in January.
"Their music represents a musicians hungering for a fresh sound, blending the culture of jazz, the sophistication of classical piano, the gritty elements of East European folk music, and just a hint of smooth electronic fusion..."
I hope in the spring we will be in a chance to play an Italian tour.
Best,
Dejan


Musician Dejan Ilijic pulls listeners through a deep groove of love, life and loss. Ilijic and his highly permeable musical soul has been punctured and inundated by dozens of musical traditions, from his grandmother's traditional lullabies in lilting 7/8 time to the pounding beats of Coltrane and the soothing tug of John Scofield's fusion. He has the languages of music under his fingers, from Mozart to Piazzolla, Bill Frisell to Moby, and the beat of his people is in the simple twist of his wrist across the black and whites. From Macedonia to New York, this completely original music is both new and old, gorgeous in its execution and its implications. His projects and ambitions run deep, and the heart in everything he touches runs deeper. Listen to his music for true depth of understanding; from politics and religion to freedom, love, suffering, and more, Ilijic's music explains much of the inexplicable in life… And more importantly, it's highly listenable!..."
"We need Art like Dejan's in our world!"
Jessica Williams

Dejan Ilijic
EYOT
EYOT final song @ Nisville jazz fest 2009



Monday, November 2, 2009

Behind Enemy Lines








Senza esagerare vi posso dire che ho visto questo film almeno 10 volte.
Conosco tutti i particolari, gli attori, le scene più elaborate.
Da una parte lo odio, dall'altra lo amo. Lo odio perchè è antiserbo e lo amo perchè è fatto molto molto bene.
Per chi non conosce il mondo amatoriale, questo film è un'opportunità per capire il valore di una ricetrasmittente in caso di guerra.
Per chi non ha idea di cosa siano le bombe, questo film è un'opportunità per capire.
Di sicuro ci sono alcune incongruenze, perchè la storia è ambientata nel sud ovest della Bosnia e non mi risulta che vi siano quei paesi e nemmeno mi risulta vero il nome del comandante serbo, anche se il film è tratto da una storia veramente accaduta.
O meglio, spieghiamoci bene.. La storia veramente accaduta è che un caccia americano è stato abbattuto sui cieli della Bosnia. Tutto il resto è solo ed unicamente film.
Sperando di non scatenare un vespaio vi spiego la trama:

Si direbbe che Behind esca in una contingenza fortunata. Molto della nostra vita si riferisce al "dopo 11 settembre", figuriamoci un film di guerra. Dunque un riflusso di patriottismo che sembrerebbe aderire in generale alle storie di guerra americane. In questo caso c'è persino la location che, volendo, sarebbe a sua volta "favorevole", nel senso che la guerra dei Balcani ospitava etnie musulmane estremiste buone per tutti i terrorismi e tutte le guerre. Solo che Chris Burnett, il protagonista, è un militare ironico e tormentato, molto lontano dal concetto "patria e obbedienza" che è la bandiera dell'esercito USA, e non solo di quello. Comunque vorrebbe combattere sul serio, perché il suo comandante (Hackman) gli ha sempre affidato ordinaria amministrazione. Volando per provare una nuova macchina fotografica, viene abbattuto dalla contraerea serba. Rimasto solo nei boschi e nel freddo, sperimentata la crudeltà del nemico che gli ha ucciso un compagno, Chris lotta per la sopravvivenza. Nel frattempo il comandante ha organizzato il soccorso. Il film prende spunto dalla storia vera di Scott O' Grady, un ufficiale dell'aviazione che visse, appunto, una vicenda simile. Il regista Moore è una new entry con matrice (ma guarda) pubblicitaria che salta all'occhio. Dunque eccesso di montaggio e anche di "espressione" che però a volte giova, come nella scena madre dove Chris si salva fingendosi un cadavere in una fossa comune.
My movies

UNPROFOR.. pochi sanno che ci hanno portato il conto e anche salato per questa missione!
Scott O'Grady
Mrkonjic Grad
Trailer



Sunday, November 1, 2009

Il nostro campione Umberto !







Umberto ha preso un altro premio!!
E' il Premio letterario nazionale "Erice Anteka"
Siamo cosi' contenti che non stiamo più nella pelle!
Umberto ha vinto con un racconto che si intitola Spittifair. Se ce lo richiedete tramite mail , ve lo possiamo mandare.
Grazie grande Umberto, non vediamo l'ora di leggere il tuo prossimo libro.