Sunday, August 2, 2026

Libri di Jean Toschi Marazzani Visconti

 








La Corte ha stabilito che quello che avvenne fu un genocidio ad opera di singole persone, ma che lo Stato Serbo non può essere ritenuto direttamente responsabile per genocidio e complicità per i fatti accaduti nella guerra civile in Bosnia-Erzegovina dal 1992 al 1995, fra i quali rientra la strage di Srebrenica.




LUPI NELLA NEBBIA

 







L'ONU ostaggio di mafie e USA

Lupi nella nebbia. Kosovo: l'Onu ostaggio di mafie e Usa

Da una favola chiamata Piotr: "Lupi nella nebbia"  



L'uccisione di un serbo a Sarajevo da il via alla guerra civile

 




Contro la disinformazione noiosa quanto grave di alcune pagine balcaniche che vogliono i primi morti a Sarajevo su un ponte durante una manifestazione, ribadiamo per l'ennesima volta che il primo morto a Sarajevo è stato un serbo, a un matrimonio.

La scorsa estate un fotografo ci ha detto che siamo patetici, bè..se dire la verità è patetico, meglio patetici che falsi e ipocriti 

Il primo marzo 1992, davanti alla chiesa ortodossa di Bascarsija a Sarajevo, il musulmano Celo uccise il serbo Nikola Gardovic' dando così il via alla guerra

Quel giorno era il giorno del referendum per distruggere la Jugoslavia e i serbi non avevano partecipato

La famiglia Gardovic' stava festeggiando le nozze, quando da una Golf nera scesero 4 musulmani che iniziarono ad aggredire il padre della sposa. Celo sparò al padre della sposa, mentre il suo amico feriva il sacerdote ortodosso. Nikola Gardovic' morì dopo pochi minuti in ambulanza

Nikola Gradovic' è stato davvero il primo morto serbo a Sarajevo e ha dato il via alla guerra, mentre le due ragazze sul ponte sono morte il 5 aprile, quindi attenzione ai fake che vi propinano! 

Sanguinoso matrimonio a Sarajevo


Contro chi vuol far credere che i cecchini fossero solo serbi:

Moreno Locatelli è stato ucciso da un bosgnacco


Sarajevo, vent’anni fa iniziava il massacro della città


Non sono d’accordo su nulla serbi, musulmani e croati di Bosnia; potrebbero essere d’accordo sull’inizio della guerra? Quand’è cominciato il carnaio di Sarajevo? Il 6 aprile 1992, data convenzionalmente accettata, e sostenuta da croati e musulmani? Quel giorno furono uccise Suada Diliberović, musulmana nata a Dubrovnik, e Olga Sučić, croato-bosniaca, colpite sul ponte di Vrbanja dalle fucilate dei cecchini serbi che sparavano dalle finestre dell’Holiday Inn. Oppure, come dicono i serbi, il 1° marzo, giorno in cui fu ammazzato Nikola Gardović? Stava partecipando al matrimonio del figlio quando un gruppo di musulmani aprì il fuoco sul corteo nuziale, uccidendolo.





Era la mano destra di Alija Izetbegovic, intellettuale Musulmano Bosniaco. Però spiega in modo dettagliato come Milosevic non voleva la guerra e che aveva proposto un accordo pacifico con i Musulmani Bosniaci. Alija Izetbegovic prima accettò, poi prima di firmare l'accordo cambiò idea senza mai dire a nessuno il perchè. Da li iniziò la tragedia bosniaca....

ALIJA IZETBEGOVIC ANNULLA L'ACCORDO CON MILOSEVIC



Tijana Rajković - JEDNA ZEMLJA - JEDAN TIM












 

LA CACCIA

 







Tre testimoni sono stati uccisi nonostante fossero sotto il programma di protezione.
Gli americani hanno finanziato il tribunale e non possono essere processati. Milosevic porta le prove di un bombardamento NATO a un convoglio di civili in cui morirono 150 civili, ma non c'è nessun indagato per questo crimine e come questo crimine ce ne sono stati altre decine.
Il tribunale è controllato da un organismo politico e questa è un 'anomalia. Finchè sarà il Consiglio di sicurezza a decidere, sarà la politica ad autorizzare o no certi procedimenti


In un incontro con Carla Del Ponte le vengono chieste diverse cose dal pubblico.
Intorno all'11° minuto si parla della protezione dei testimoni e la Del Ponte ammette che 3 testimoni sono stati uccisi mentre erano sotto il programma di protezione. Al 22° minuto si dice che il processo del teste che ha fatto fuori tutti i testimoni è da rifare.
L'anomalia del tribunale è che è stato istituito dagli americani che hanno tirato fuori i soldi (min 23.22)
Al 59° minuto si racconta di un pilota NATO che ha detto alla base di Aviano che il treno che doveva colpire era di civili e Aviano risponde: "Bombarda lo stesso". Morirono 150 civili e nessuno ha mai pagato per quella strage; così è avvenuto per altri 13 episodi NATO in cui nessuno è stato processato.
A un'ora e 01 uno spettatore chiede se non c'è il rischio che i grandi finanziatori di questo tribunale la passino sempre liscia ? La risposta della Del Ponte è SI, certamente c'è questo rischio.
A un'ora e 04 si dice che il Consiglio di sicurezza è una istituzione politica e le sue decisioni sono politiche. 












Moriva esattamente l’11 marzo 2006, nel carcere dell'Aia, Slobodan Milosevic. Nel gennaio del 2006, pochi mesi prima vi era stato uno scandalo, quando nelle analisi del sangue era stato rilevato l'antibiotico Rifampicin, farmaco che neutralizzava l'effetto dei medicinali che Milosevic utilizzava per la cardiopatia di cui soffriva.

Della presenza di tale farmaco nel suo sangue Milošević si era lamentato in una lettera inviata al ministro degli esteri russo, inoltre aveva chiesto di essere ricoverato presso una clinica specializzata a Mosca.

Tutto ciò ovviamente gli è stato negato.

Inoltre Milosevic, poco prima della sua morte aveva espresso timori che lo stessero avvelenando.

Bastano queste poche righe per comprendere che la sua morte non è stata un incidente.
Era l'unico modo per "vincere" contro un uomo che non potevano piegare alla loro brama espansionistica, ma era anche un modo per tappargli la bocca, visto che aveva osato umiliare l'intero tribunale penale internazionale che ha dovuto far cadere tutte le accuse anni dopo la sua morte per mancanza di prove.

Nonostante tutto, contro tutti e contro ogni avversità, ha vinto!

Il Punto di Giulietto Chiesa: il Tribunale dell’Aja scagiona Milosevic.  

BOSNIA: Condannati all’Aja i vertici della "Grande Croazia". E Franjo Tudjman 








In difesa della Jugoslavia







 "In difesa della Jugoslavia. Il J'accuse di Slobodan Milosevic di fronte al tribunale «ad hoc» dell'Aia" raccoglie gli interventi e le memorie difensive con cui l'ex presidente jugoslavo Slobodan Milošević ha respinto le accuse del Tribunale penale internazionale per l'ex Jugoslavia (ICTY) a L'Aja, trasformando il processo in un atto d'accusa politico contro la Nato e le potenze occidentali.

Il Contesto del Processo
  • L'accusa formale: Il tribunale dell'Aja ha incriminato Milošević per crimini di guerra, crimini contro l'umanità e genocidio in relazione ai conflitti in Kosovo, Croazia e Bosnia-Erzegovina.
  • La scelta della difesa: Milošević ha scelto di difendersi da solo, rifiutando di riconoscere la legittimità del tribunale, che considerava uno strumento politico illegale creato dalla NATO.
  • La tesi difensiva: L'ex leader ha sostenuto la legittimità della difesa della sovranità jugoslava contro il separatismo armato e l'aggressione militare occidentale.
I Temi Chiave del "J'accuse"
  • L'illegittimità del Tribunale: Milošević ha contestato la giurisdizione dell'ICTY, definendolo un tribunale d'eccezione non ratificato dall'Assemblea Generale dell'ONU secondo i giusti canoni del diritto internazionale.
  • Le responsabilità della dissoluzione: Ha attribuito la crisi balcanica e lo smembramento della Jugoslavia alle pressioni e alle interferenze economiche e militari di Germania, Stati Uniti e della NATO.
  • Il ruolo in Kosovo e Bosnia: Ha respinto ogni accusa di pulizia etnica, sostenendo che le forze jugoslave stavano lottando contro il terrorismo dell'Esercito di Liberazione del Kosovo (UCK) e difendendo la popolazione civile e serba.
L'Epilogo
  • Morte durante il processo: Il dibattimento non è mai arrivato a una sentenza definitiva a causa della morte di Milošević, avvenuta l'11 marzo 2006 nel centro di detenzione dell'Aja per un infarto miocardico. [1]
  • Valore storico: Gli scritti e i discorsi di quel periodo raccolti sotto questo titolo rappresentano il testamento politico del leader serbo, incentrato sul rifiuto della versione occidentale sulle guerre balcaniche.

  • In difesa della Jugoslavia. La tragica vicenda di Slobodan Milošević da capro espiatorio ad accusatore per la distruzione del suo paese (uscito in una nuova edizione ampliata il 28 settembre 2021 da Zambon Editore) costa 22,00 € ed è la riedizione riveduta e accresciuta della prima pubblicazione del 2005 (Il J'accuse di Slobodan Milošević di fronte al tribunale «ad hoc» dell'Aia). Il libro ha 536 pagine (contro le 236 dell'edizione originale)
  • In difesa della Jugoslavia. Seconda edizione    


Un viaggio d'inverno ovvero giustizia per la Serbia

 




Spargete la voce. Questo libro è introvabile e chi ce l'ha lo vende a prezzi astronomici. Magari qualcuno ce l'ha in soffitta e non sa che tesoro ha in casa



COME SONO ANDATE LE COSE A SREBRENICA

  Quello che i media non vi dicono