Sunday, August 2, 2026

Tijana Rajković - JEDNA ZEMLJA - JEDAN TIM












 

LA CACCIA

 







Tre testimoni sono stati uccisi nonostante fossero sotto il programma di protezione.
Gli americani hanno finanziato il tribunale e non possono essere processati. Milosevic porta le prove di un bombardamento NATO a un convoglio di civili in cui morirono 150 civili, ma non c'è nessun indagato per questo crimine e come questo crimine ce ne sono stati altre decine.
Il tribunale è controllato da un organismo politico e questa è un 'anomalia. Finchè sarà il Consiglio di sicurezza a decidere, sarà la politica ad autorizzare o no certi procedimenti


In un incontro con Carla Del Ponte le vengono chieste diverse cose dal pubblico.
Intorno all'11° minuto si parla della protezione dei testimoni e la Del Ponte ammette che 3 testimoni sono stati uccisi mentre erano sotto il programma di protezione. Al 22° minuto si dice che il processo del teste che ha fatto fuori tutti i testimoni è da rifare.
L'anomalia del tribunale è che è stato istituito dagli americani che hanno tirato fuori i soldi (min 23.22)
Al 59° minuto si racconta di un pilota NATO che ha detto alla base di Aviano che il treno che doveva colpire era di civili e Aviano risponde: "Bombarda lo stesso". Morirono 150 civili e nessuno ha mai pagato per quella strage; così è avvenuto per altri 13 episodi NATO in cui nessuno è stato processato.
A un'ora e 01 uno spettatore chiede se non c'è il rischio che i grandi finanziatori di questo tribunale la passino sempre liscia ? La risposta della Del Ponte è SI, certamente c'è questo rischio.
A un'ora e 04 si dice che il Consiglio di sicurezza è una istituzione politica e le sue decisioni sono politiche. 












Moriva esattamente l’11 marzo 2006, nel carcere dell'Aia, Slobodan Milosevic. Nel gennaio del 2006, pochi mesi prima vi era stato uno scandalo, quando nelle analisi del sangue era stato rilevato l'antibiotico Rifampicin, farmaco che neutralizzava l'effetto dei medicinali che Milosevic utilizzava per la cardiopatia di cui soffriva.

Della presenza di tale farmaco nel suo sangue Milošević si era lamentato in una lettera inviata al ministro degli esteri russo, inoltre aveva chiesto di essere ricoverato presso una clinica specializzata a Mosca.

Tutto ciò ovviamente gli è stato negato.

Inoltre Milosevic, poco prima della sua morte aveva espresso timori che lo stessero avvelenando.

Bastano queste poche righe per comprendere che la sua morte non è stata un incidente.
Era l'unico modo per "vincere" contro un uomo che non potevano piegare alla loro brama espansionistica, ma era anche un modo per tappargli la bocca, visto che aveva osato umiliare l'intero tribunale penale internazionale che ha dovuto far cadere tutte le accuse anni dopo la sua morte per mancanza di prove.

Nonostante tutto, contro tutti e contro ogni avversità, ha vinto!

Il Punto di Giulietto Chiesa: il Tribunale dell’Aja scagiona Milosevic.  

BOSNIA: Condannati all’Aja i vertici della "Grande Croazia". E Franjo Tudjman 








In difesa della Jugoslavia







 "In difesa della Jugoslavia. Il J'accuse di Slobodan Milosevic di fronte al tribunale «ad hoc» dell'Aia" raccoglie gli interventi e le memorie difensive con cui l'ex presidente jugoslavo Slobodan Milošević ha respinto le accuse del Tribunale penale internazionale per l'ex Jugoslavia (ICTY) a L'Aja, trasformando il processo in un atto d'accusa politico contro la Nato e le potenze occidentali.

Il Contesto del Processo
  • L'accusa formale: Il tribunale dell'Aja ha incriminato Milošević per crimini di guerra, crimini contro l'umanità e genocidio in relazione ai conflitti in Kosovo, Croazia e Bosnia-Erzegovina.
  • La scelta della difesa: Milošević ha scelto di difendersi da solo, rifiutando di riconoscere la legittimità del tribunale, che considerava uno strumento politico illegale creato dalla NATO.
  • La tesi difensiva: L'ex leader ha sostenuto la legittimità della difesa della sovranità jugoslava contro il separatismo armato e l'aggressione militare occidentale.
I Temi Chiave del "J'accuse"
  • L'illegittimità del Tribunale: Milošević ha contestato la giurisdizione dell'ICTY, definendolo un tribunale d'eccezione non ratificato dall'Assemblea Generale dell'ONU secondo i giusti canoni del diritto internazionale.
  • Le responsabilità della dissoluzione: Ha attribuito la crisi balcanica e lo smembramento della Jugoslavia alle pressioni e alle interferenze economiche e militari di Germania, Stati Uniti e della NATO.
  • Il ruolo in Kosovo e Bosnia: Ha respinto ogni accusa di pulizia etnica, sostenendo che le forze jugoslave stavano lottando contro il terrorismo dell'Esercito di Liberazione del Kosovo (UCK) e difendendo la popolazione civile e serba.
L'Epilogo
  • Morte durante il processo: Il dibattimento non è mai arrivato a una sentenza definitiva a causa della morte di Milošević, avvenuta l'11 marzo 2006 nel centro di detenzione dell'Aja per un infarto miocardico. [1]
  • Valore storico: Gli scritti e i discorsi di quel periodo raccolti sotto questo titolo rappresentano il testamento politico del leader serbo, incentrato sul rifiuto della versione occidentale sulle guerre balcaniche.

  • In difesa della Jugoslavia. La tragica vicenda di Slobodan Milošević da capro espiatorio ad accusatore per la distruzione del suo paese (uscito in una nuova edizione ampliata il 28 settembre 2021 da Zambon Editore) costa 22,00 € ed è la riedizione riveduta e accresciuta della prima pubblicazione del 2005 (Il J'accuse di Slobodan Milošević di fronte al tribunale «ad hoc» dell'Aia). Il libro ha 536 pagine (contro le 236 dell'edizione originale)
  • In difesa della Jugoslavia. Seconda edizione    


Un viaggio d'inverno ovvero giustizia per la Serbia

 




Spargete la voce. Questo libro è introvabile e chi ce l'ha lo vende a prezzi astronomici. Magari qualcuno ce l'ha in soffitta e non sa che tesoro ha in casa



Boško i Admira

 





I due fidanzati di Sarajevo sul ponte Vrbanja — Admira Ismić (bosgnacca musulmana) e Boško Brkić (serbo-ortodosso), noti come i "Romeo e Giulietta di Sarajevo" — furono uccisi il 19 maggio 1993 da colpi di cecchino mentre cercavano di fuggire dalla città. 

Il Responsabile
L'identità esatta del cecchino e la fazione di appartenenza non sono mai state accertate con prove definitive in sede giudiziaria, e le due parti in conflitto si sono a lungo accusate a vicenda: 
  • Accusa bosniaca: Il governo di Sarajevo sostenne che i colpi provenissero dalle posizioni controllate dai serbo-bosniaci.
  • Accusa serba: Le forze serbe sostennero che gli spari provenissero dal territorio controllato dall'esercito bosniaco, nonostante l'attraversamento fosse stato preventivamente concordato da entrambe le fazioni per permettere alla coppia di passare. 
I Dettagli della Tragedia

MORENO LOCATELLI

 









LA BOMBA AL MERCATO DI SARAJEVO NON FU OPERA DEI SERBI

 





Bomba del mercato "non da parte dei Serbi" ONU

Balkan Conflicts Research Team, 18 mag 2026
Il signor David Owen, negoziatore di pace dell'UE nella guerra dI Bosnia degli anni '90, conferma in un'intervista che gli esperti forensi dell'ONU erano della opinione che la famosa bomba del mercato Markale che ha ucciso decine di abitanti di Sarajevo non fosse stata sparata quasi certamente dall'esercito serbo. La copertura mediatica mondiale e i leader politici occidentali avevano presunto che i Serbi fossero responsabili e la NATO ha lanciato attacchi aerei come conseguenza.
Estratto dal programma BBC Panorama, "A Peace Without Honour" (reporter Jane Corbin, trasmesso il 30 ottobre 1995)






COME SONO ANDATE LE COSE A SREBRENICA

  Quello che i media non vi dicono