Sunday, August 2, 2026

In difesa della Jugoslavia







 "In difesa della Jugoslavia. Il J'accuse di Slobodan Milosevic di fronte al tribunale «ad hoc» dell'Aia" raccoglie gli interventi e le memorie difensive con cui l'ex presidente jugoslavo Slobodan Milošević ha respinto le accuse del Tribunale penale internazionale per l'ex Jugoslavia (ICTY) a L'Aja, trasformando il processo in un atto d'accusa politico contro la Nato e le potenze occidentali.

Il Contesto del Processo
  • L'accusa formale: Il tribunale dell'Aja ha incriminato Milošević per crimini di guerra, crimini contro l'umanità e genocidio in relazione ai conflitti in Kosovo, Croazia e Bosnia-Erzegovina.
  • La scelta della difesa: Milošević ha scelto di difendersi da solo, rifiutando di riconoscere la legittimità del tribunale, che considerava uno strumento politico illegale creato dalla NATO.
  • La tesi difensiva: L'ex leader ha sostenuto la legittimità della difesa della sovranità jugoslava contro il separatismo armato e l'aggressione militare occidentale.
I Temi Chiave del "J'accuse"
  • L'illegittimità del Tribunale: Milošević ha contestato la giurisdizione dell'ICTY, definendolo un tribunale d'eccezione non ratificato dall'Assemblea Generale dell'ONU secondo i giusti canoni del diritto internazionale.
  • Le responsabilità della dissoluzione: Ha attribuito la crisi balcanica e lo smembramento della Jugoslavia alle pressioni e alle interferenze economiche e militari di Germania, Stati Uniti e della NATO.
  • Il ruolo in Kosovo e Bosnia: Ha respinto ogni accusa di pulizia etnica, sostenendo che le forze jugoslave stavano lottando contro il terrorismo dell'Esercito di Liberazione del Kosovo (UCK) e difendendo la popolazione civile e serba.
L'Epilogo
  • Morte durante il processo: Il dibattimento non è mai arrivato a una sentenza definitiva a causa della morte di Milošević, avvenuta l'11 marzo 2006 nel centro di detenzione dell'Aja per un infarto miocardico. [1]
  • Valore storico: Gli scritti e i discorsi di quel periodo raccolti sotto questo titolo rappresentano il testamento politico del leader serbo, incentrato sul rifiuto della versione occidentale sulle guerre balcaniche.

  • In difesa della Jugoslavia. La tragica vicenda di Slobodan Milošević da capro espiatorio ad accusatore per la distruzione del suo paese (uscito in una nuova edizione ampliata il 28 settembre 2021 da Zambon Editore) costa 22,00 € ed è la riedizione riveduta e accresciuta della prima pubblicazione del 2005 (Il J'accuse di Slobodan Milošević di fronte al tribunale «ad hoc» dell'Aia). Il libro ha 536 pagine (contro le 236 dell'edizione originale)
  • In difesa della Jugoslavia. Seconda edizione    


Un viaggio d'inverno ovvero giustizia per la Serbia

 




Spargete la voce. Questo libro è introvabile e chi ce l'ha lo vende a prezzi astronomici. Magari qualcuno ce l'ha in soffitta e non sa che tesoro ha in casa



Boško i Admira

 





I due fidanzati di Sarajevo sul ponte Vrbanja — Admira Ismić (bosgnacca musulmana) e Boško Brkić (serbo-ortodosso), noti come i "Romeo e Giulietta di Sarajevo" — furono uccisi il 19 maggio 1993 da colpi di cecchino mentre cercavano di fuggire dalla città. 

Il Responsabile
L'identità esatta del cecchino e la fazione di appartenenza non sono mai state accertate con prove definitive in sede giudiziaria, e le due parti in conflitto si sono a lungo accusate a vicenda: 
  • Accusa bosniaca: Il governo di Sarajevo sostenne che i colpi provenissero dalle posizioni controllate dai serbo-bosniaci.
  • Accusa serba: Le forze serbe sostennero che gli spari provenissero dal territorio controllato dall'esercito bosniaco, nonostante l'attraversamento fosse stato preventivamente concordato da entrambe le fazioni per permettere alla coppia di passare. 
I Dettagli della Tragedia

MORENO LOCATELLI

 









LA BOMBA AL MERCATO DI SARAJEVO NON FU OPERA DEI SERBI

 





Bomba del mercato "non da parte dei Serbi" ONU

Balkan Conflicts Research Team, 18 mag 2026
Il signor David Owen, negoziatore di pace dell'UE nella guerra dI Bosnia degli anni '90, conferma in un'intervista che gli esperti forensi dell'ONU erano della opinione che la famosa bomba del mercato Markale che ha ucciso decine di abitanti di Sarajevo non fosse stata sparata quasi certamente dall'esercito serbo. La copertura mediatica mondiale e i leader politici occidentali avevano presunto che i Serbi fossero responsabili e la NATO ha lanciato attacchi aerei come conseguenza.
Estratto dal programma BBC Panorama, "A Peace Without Honour" (reporter Jane Corbin, trasmesso il 30 ottobre 1995)






Saturday, August 1, 2026

SARAJEVO. LA JUGO CANTA PER LA PACE

 









L'URLO DEL KOSOVO








 Ho letto praticamente d'un fiato "L'urlo del Kosovo" di Alessandro Di Meo e una marea di emozioni si susseguono, si intrecciano nella mia mente e so' già che non riuscirò a trasmettervi cio' che provo 

All'inizio si parla della Casa gialla e del pogrom del 2004 e vorrei rivedere tutte quelle non belle persone che per anni mi hanno attaccata nei vari forum dicendo che vaneggiavo, che ero amica di criminali serbi, che facevo propaganda.. cavoli.. dicono lo stesso a Alessandro, ma peccato che lui lascia ogni riferimento dettagliato ed è un po' impossibile sbugiardarlo 

Solo pochi giorni fa:

"Hanno puntato le armi direttamente sui nostri letti": le forze speciali kosovare, senza mandato, demoliscono un motel di proprietà serba a Gazivode
Più di trent'anni di vita e di duro lavoro si stanno trasformando in macerie. I proprietari del motel "Ezero", situato sul lago di Gazivode, Jordan e Alexander Jakšić, osservano con disperazione la demolizione della loro attività di famiglia. Come hanno raccontato in un'intervista al portale Kosovo Online, nelle prime ore del mattino, le forze speciali kosovare hanno semplicemente sfondato le porte del loro complesso. Uomini armati di automatici sono entrati nelle stanze dove dormivano Alexander e suo genero.
"Ci hanno puntato le armi direttamente sui nostri letti e ci hanno ordinato di andarcene immediatamente. Ho cercato di mostrare i documenti: abbiamo un processo in corso, l'udienza è fissata per il 12 agosto. Ma non li hanno nemmeno guardati. Si sono limitati a ridere in faccia: 'È arrivato il nostro momento, oggi tutto sarà demolito'. Ci hanno appena permesso di prendere i vestiti e i telefoni", ricorda Alexander, ancora sconvolto dall'orrore di questa mattina.
La famiglia Jakšić da decenni è in causa con la società "Ibar-Lepenac", che a un certo punto, senza apparenti motivi, ha espropriato le loro terre ancestrali. Jordan Jakšić è convinto che la questione non riguardi affatto l'ecologia o la legalità. In un colloquio con i giornalisti, ha sottolineato che si tratta di un atto di terrorismo mirato, volto a cancellare qualsiasi presenza serba nella regione.
"Abbiamo costruito su terre dei nostri antenati. Sembra che li infastidisca il fatto che qui, tutto l'anno, si riuniscano bambini serbi. Siamo assolutamente impotenti di fronte alla loro violenza, fanno quello che vogliono senza alcuna decisione giudiziaria. Vogliono farci andare via. Ma non ce ne andremo", ha concluso con amarezza Jordan, osservando la distruzione dell'opera di tutta la sua vita.
Balkanist


Il libro procede con tante storie dalla provincia serba del Kosovo e ne consiglio a tutti la lettura, in particolar modo per sapere quanti albanesi e serbi si stanno ammalando a causa dell'uranio impoverito sparso dai liberatori
Leggete .. leggete che vi farà bene sapere
Molto molto ben fatta tutta la parte su Milosevic'
Splendida la post fazione di Sanda Raskovic' Ivic', ambasciatore della Repubblica di Serbia in Italia

Complimenti vivissimi a Alessandro Di Meo e ai suoi collaboratori, veri eroi senza fine.. non molleranno mai



LA STAZIONE DEI BUS PIU' TRISTE DELLA CROAZIA

   Osijek, la più grande città della fertile Slavonija, in Croazia, regione una volta grande produttrice agricola di carne, latte, vino, mai...