360 cities
mercoledì 31 agosto 2011
Il nostro fantastico Riccardo, un angelo sceso in terra, primo commentatore di questo blog, grande amante dei Balkani, uomo di cultura e conoscitore di 8 lingue.... ( gran bel figaccione.. ma non lo dite troppo in giro.. ) ci ha segnalato un sito fantastico !
E' come stare nella città che amiamo... provate !
Cacak
Le città a 360°
Milo e Joka a Postumia
lunedì 29 agosto 2011
Iniziamo a raccontarci le ferie !!!
Milenko e Joka a Postumia !
Le grotte di Postumia si trovano vicino a Trieste, sulla autostrada per Lubiana. Fate attenzione all'abbigliamento; la temperatura nelle grotte è intorno ai 10 °C, perciò vestitevi bene prima di entrare.
Sono un intreccio di oltre 21 km di caverne e gallerie (scoperte fino ad oggi), dove in 185 anni sono passati oltre 30 milioni di visitatori. Sono le grotte più estese del Carso, nonché le più visitate d'Europa. Nel complesso idrografico della Piuca le caverne più note sono le Grotte di Postumia, la Grotta di Otok, l'Abisso della Pivka, la Grotta Nera ed il Cavernone della Planina.
Le caverne sono ricche di stalagmiti e stalattiti che si formano attraverso processi impercettibili a occhio, la cui formazione richiede migliaia di anni. Lo sviluppo di queste stalagmiti e stalattiti è dovuto all'afflusso d'acqua contenente carbonato di calcio che si deposita formando le concrezioni.
In tutte le grotte è necessaria la compagnia di una guida ed alcune aree, particolarmente ostili all'uomo, sono vietate alle visite di massa e possono essere visitate solo da gruppi di turisti più ridotti, da 3 a 15 persone, dotati di casco, torcia, tuta e scarpe adatte.
Il percorso maggiormente turistico, cioè quello delle grotte di Postumia, è composto da una parte di avvicinamento effettuata a bordo del trenino e quindi da un percorso guidato pedonale; la lunghezza è di circa 10 km e la visita dura circa un'ora e mezza.
Le Grotte di Postumia erano conosciute già dalla preistoria, quando fungevano come luogo di riparo dei primi uomini locali.
Dal XIII secolo le grotte, invece, diventano luogo di visita, fatto che possiamo appurare notando delle firme incise sulle pareti interne, di cui la più antica risale al 1213.
6 Settembre 2011. Italia штрајк
venerdì 26 agosto 2011
Balkani... il 6 Settembre 2011 potete accendere la tv e vederci in quattro città italiane.
Balkan crew sarà presente allo sciopero e a Torino ci stiamo mettendo daccordo in maniera perfetta tra croati, serbi, albanesi e italiani e sfileremo mano nella mano.
Stiamo anche pensando di fare uno striscione in serbo-croato e albanese e dopo le manganellate ai pastori sardi e agli aquilani.... chissà che non tocchi anche a noi !
Mi raccomando.. se va male.. niente fiori e solo opere di bene !
Guardate cosa hanno fatto a Torino : dopo averci fatto firmare un contratto che pure i cinesi avrebbero rifiutato.. adesso la Fiat si tira indietro ! Niente produzione a Torino !
Se ti fai agnello il lupo ti mangia !!
Come lo spieghi ad un extracomunitario che per avere l'onore di votare per un pregiudicato deve essere incensurato? Marco Travaglio
Caparezza spiega la situazione italiana
Legalize the premier
Uno sciopero in Grecia
Nema predaje - nessuna resa !
Il pensiero di un amico
mercoledì 24 agosto 2011
Abbiamo incontrato un'altra favola ! Non è per attirarci brutta gente.. ma qui da più di tre anni capitano solo favole.. mentre a certi blog balkanici capitano solo grane.. Ah! ah! Speriamo che non siano le ultime parole famose... !!!!
Bè.. tornando a noi.. S. è una persona intelligente, colta, educata e... pungente !!!!
Leggete cosa mi scrive :
........Ho letto il post, molto bello.
Io non conosco abbastanza la storia del conflitto balcanico, però starei attento a prendere anima e corpo le difese di una sola parte. I popoli pagano le colpe dei capi che si scelgono o subiscono e mi pare che i bombardamenti furono la reazione del mondo occidentale (la NATO) alle pulizie etniche e ai massacri indiscriminati compiuti dai serbi intesi come stato. Sul mezzo (i bombardamenti) ci sarebbe sempre da eccepire, ma la pulizia etnica mi pare quanto meno altrettanto discutibile. Che poi i serbi siano stati o siano ancora vittime di soprusi e violenze è fuori discussione, però in quella fase storica erano loro a giocare il ruolo dei forti contro i deboli.
Partire dalle conoscenze personali per formarsi un giudizio storico può essere fuorviante. Sicuramente se ne rimane influenzati. Quale sarebbe oggi il tuo pensiero se invece di essere entrata in contatto con i radioamatori serbi, fossi entrata con qualche donna stuprata dalle truppe di Mladic?
In ogni modo, ripeto, sono l'ultimo a poter giudicare, ti sto solo ponendo degli interrogativi circa il metodo di analisi e il metro di giudizio che puoi avere usato riguardo a questa vicenda.
Le persone molto passionali a volte corrono questo rischio: ricordo una mia amica che anni fa era entrata in contatto personale con un ex terrorista dei NAR confinato nel suo paesino. Conoscendolo nella sua sfera privata come uomo affabile, generoso e colto, amante dei gattini randagi, andava convincendosi che la causa dei neofascisti fosse giusta...
Balkani che paura !!!
Giù le mani dalla Piramide
martedì 23 agosto 2011
Riprendendo un articolo di Albanianews... anche noi diamo spazio alle tante voci che chiedono di non distruggere la "Piramide".
Confesso che anche io vorrei distruggere l' EUR.. ma poi è anche vero che leggo commenti come questo :
"quando il presente cancella le tracce del passato apre la strada a un futuro oscuro.
la memoria di un popolo si manifesta anche mediante forme architettoniche, luoghi e persino paesaggi. non è con un colpo di spugna che si sopprime il dolore della storia, non è con le ruspe che si cresce e che si diventa incapaci di ripetere tragici errori pregressi. la demolizione della ragione non prelude l'arrivo di tempi migliori"
... e allora medito !
Ci incontraimo alla Piramide
Melissa e le danze Gitane
domenica 21 agosto 2011
Ci ha scritto una persona onesta e con la voglia che ho di rompere il televisore ogni volta che vedo certi politici.... molto volentieri le diamo spazio.
MELISSA MATTIUSSI – Danzatrice, insegnante di danza, ricercatrice e sperimentatrice del movimento legato a corpo, spirito ed emozioni, nonché giornalista e scrittrice, laureata in Lettere Moderne con indirizzo Artistico-Pedagogico, Melissa ha iniziato a danzare quando era nel pancione della mamma. Si è formata attraverso la danza classica per 16 anni, sostenendo stage ed esami della Royal Academy of Dancing di Londra, patrocinata dalla Regina Elizabeth II. Si dedica da molti anni al Flamenco, studiando in Italia e Spagna con artisti di alto livello e tenendo spettacoli insieme a gruppi mutlietnici. Ha studiato varie Danze Etniche, Danza Duende, Teatro Danza, Tantra, Pedagogia della Danza, Hilal Dance, Danze indiane, Orientali e Mediorientali, Belly Dance, Danza Moderna e Contemporanea, Hip Hop. Partendo dai ritmi dei diversi popoli, rielabora movenze originali e fruibili anche dai corpi meno abituati al movimento e alla ritmica. Melissa percepisce la danza come elemento indispensabile per l'espressione del Sè e per una miglior qualità di vita. Nella musica il suo corpo ride e danza, lontano da ogni malinconia, perchè quel che si muove non congela...
Grazie al suo spirito intraprendente, tenace, pieno di passione e sincerità, Melissa ha aperto con danze il concerto di Goran Bregovic al Teatro degli Arcimboldi di Milano, il 29 ottobre 2009.
La biografia
Melissa Mattiussi in you tube
Santo Nole da Beograd
sabato 20 agosto 2011
Al ritorno dalle ferie gli italiani si troveranno 88.000 posti di lavoro in meno e con un governo che vuole abolire l'art 18 e licenziare senza giusta causa siamo pressochè panati.
Io ( Lina ) sono davvero spazientita.. e ho utlizzato un termine educato e ogni giorno cerco qualcosa che possa tirarmi un po' su di morale.
Oggi ho sentito una magnifica notizia in tv : Nole è in semifinale a Cincinnati e Federer e Nadal sono k.o. alla faccia del nostro amico/nemico di Belgrado
Forza Djokovic.. regalaci un altro sorriso !
Djokovic a Cincinnati
Ha dell'incredibile !
Festival del Meditrerraneo 2011
martedì 16 agosto 2011
Davvero incredibile la visione balkanica di quest'anno ! Un bellissimo panorama di cultura e musica.
Per iniziare : Kal in concerto (Serbia)
I kal sono una giovane band di Belgrado fondata dai fratelli Ristic, con un atteggiamento rock'n'roll, alimentato con suoni dance e radicato nel blues balcanico.
Poi : Mavi Kan in concerto (Croazia)
Mavi Kan è una band dalla Croazia che confina con molti artisti e stili musicali
Perikli Pite duo in concerto (Albania – Italia)
L'essenza della cultura albanese è la musica. In lei i compositori albanesi si sono ispirati e in molti questa tradizione ha influenzato lo stile inconfondibile.
Vuneny in concerto (Rock - Bosnia)
In 8 anni di esistenza Vuneny sono saliti sul palco piu di 600 volte, in 28 paesi d'Europa e Africa, hanno lavorato su 3 colonne sonore, tanti progetti sperimentali e multimediali, remix e collaborazioni con artisti internazionali, e cosi sono diventati uno dei piu attivi e piu creativi colletivi balkanici.
I fiumi dell'Albania
Incontro con Ardian-Christian Kycyku e presentazione del libro.
Matrimia in concerto (Balkan folk – Italia)
Il suono dei Matrimia è uno straordinario e trascinante mix zingaro, balcanico, arabo, ebraico con influenze della chanson francaise, del jazz manouche, della musica mediterranea ma anche del reggae e del pop rock.
Bosnia Express
Incontro con Luca Leone e presentazione del libro. (Testo sul quale non siamo molto daccordo !)
Le sfide dei Balcani
Incontro con Dragutin Hedl (Croazia), conduce Matteo Tacconi
Niente di vero sul fronte occidentale. Da Omero a Bush la verità sulle bugie di guerra. Incontro con Ennio Remondino e presentazione del libro.
Pane Nostro. Una metafora del Mediterraneo
Incontro con Predrag Matvejevic (Bosnia - Croazia), conduce Renato Novelli.
Storie dall'Ex Jugo
Incontro con Bora Cosic (Croazia - Serbia) e Dragan Velikic (Serbia).
Festival del mediterraneo 2011
Pedrag Matvejevic a Torino
Bosnia express
Demokracije, ne mogu bez tebe
domenica 14 agosto 2011
Carissimi, ieri la musica serba ci ha portato fortuna. Avevamo chiesto a Gala di portarci bene, poichè venerdì sera il governo italiano aveva deciso di farci morire lentamente e con dolore, ma da quando abbiamo postato la musica, i nostri ministri hanno iniziato a litigare.. quindi io direi .. andiamo avanti ? Anvedi mai che ci va bene e cade il governo ?
Vai musica balkanika, colpisci e affonda !
Prolaze mi godine
duge, hladne bez tebe
nekad stvarno pomislim
tako bolje je
Luda glava, blesava
opet bi te imala
samo da se podsjetim
kako dobro je
I opet sanjam isti san
ista slika svaki dan
kako cvrsto grlim te
i ne dam nikome
Ref.
Ti ne primjecujes
kol'ko me izludjujes
mada dugo nisi tu
ja ne mogu bez tebe
Uzalud se nadala
da sam te preboljela
ali slike proslosti
jos me progone
Pricao si meni lazi, slatke lazi te
vjerovala ja sam tebi rijeci posljednje
a onda si me izdao i ostavio sve
ali ipak, duso, ne mogu bez tebe
Demokracije, ne mogu bez tebe, jos uvek volim te !
Democrazia, non vivo senza te, io ancora e sempre ti voglio !
Demokracije, ne mogu bez tebe, jos uvek volim te !
Se cliccate qui potete vedere Grupa If (rimsata sola !) in collaborazione con gli "Zabranjeno Pusenje" (Vietato fumare)
Gala
sabato 13 agosto 2011
In un week end di ferragosto davvero davvero triste per le sorti di tante famiglie italiane, ma ancora più per le famiglie balkanike aiutate da quelle italiane, vi auguriamo il meglio con questa artista serba davvero bella e brava. Speriamo che ci porti fortuna perchè ne abbiamo molto bisogno !
Ecco a voi Vesna Galiot detta Gala in Kazna (cliccate su Kazna)
La Serbia e l'inflazione
giovedì 11 agosto 2011
Alcuni anni fa, Dejan mi ha dato una banconota da 500.000.000.000 dinari, dicendomi di parlare ai miei amici dell'inflazione.
La carta moneta è un'arma, esattamente come un fucile o un kalasmikof.
Non so' a dire quanti pensionati conosco che svernano in Brasile spendendo molto poco rispetto a quello che avrebbero speso in Italia.
Il mio amico Milan, in Serbia, lavora anche 12 ore al giorno in una falegnameria e guadagna 300 euro al mese.
Tra il 1993 e il 1994, in Serbia, si è avuta la peggior inflazione che si possa ricordare a memoria d'uomo. Andavi in banca a prendere i soldi e correvi a fare la spesa, perchè i negozianti aumentavo i prezzi ogni ora, producendo un'inflazione che era circa al 25 %.
I negozi statali, quelli in cui i prezzi avrebbero dovuto essere "calmierati", erano vuoti e quindi si ricorreva alla cosidetta "borsa nera".
I benzinai erano chiusi e ci si riforniva da macchine che viaggiavano per strada con bidoni e imbuti.
Gli autobus funzionavano solo uno su 4 e non sempre, perchè il più delle volte si aspettava e si aspettava anche ore, ma l'autobus non c'era proprio.
Il tasso di disoccupazione era al 30% e vi era difficoltà ad approvigionarsi anche delle cose semplici come pane e carne.
Il riscaldamento condominiale era spento e si rischiava di rimanere senza corrente elettrica poichè le persone accendevano le stufette elettriche per scaldarsi.
Molte macchine ospedaliere e letti e tutto cio' che si poteva trasportare fu venduto alle cliniche private e non c'erano soldi per le pensioni.
Si arrivo' ad un punto in cui nessuno voleva comprare in dinari e tutti cercarono di sostituire il pagamento con marchi tedeschi, ma all'inizio un marco era un milione di dinari, poi 6 milioni di dinari e ben presto si arrivo' a 37 milioni di dinari.
Uno stipendio era pari alla 230esima parte di cio' che la famiglia necessitava.
Quando ho chiesto a Dejan come si è usciti da questa situazione, mi ha risposto : con la guerra.
Guca 2011
mercoledì 10 agosto 2011
Anche quest'anno a Guca è scoppiato il festival.
La festa è davvero unica e piena di gioia e per la nostra crew, quest'anno, c'è una vera sorpresa.
Ci racconterà tutto al ritorno la nostra cara Ivana K
Intanto guardiamoci qualche breve filmato degli anni scorsi :
Guca.rs sito ufficiale
Made in Serbia
Guca (Srbija)
Bregovic LIVE in Guca 2007 (Mesecina)Goran Bregovic - Alo Alo / Gas Gas (Guča 2010)
Goran Bregovic - Kalasnjikov (Guča 2010)
Giuseppe e Guca
Guca 2009 di Sajkaca
La fisarmonica è la mia patria
lunedì 8 agosto 2011

Stento a trovare le parole, ogni volta che leggo di lui ho le lacrime agli occhi per la gioia, la mia anima si arricchisce di bontà quando lo penso. Gio gio' è un angelo sceso in terra. Chi dice che il paradiso non esiste ? Chiunque conosce questa persona può immaginare cos'è il paradiso : danzare mentre lui suona la sua fisarmonica.
L'artista rom amato da Fo e Capossela. "Sogno l'integrazione per i miei figli".
La storia di Jovica Jovic
Se avete dei momenti tristi, provate ad ascoltare : Muzikanti di Balval
Elio e le storie tese in difesa di Gio gio'
Moni Ovadia per Jovica Jovic
Persi in amore per queste note !
I musicanti di Balval per "Dosta!"
Ivan Radovanovic
domenica 7 agosto 2011

Bè.. ma allora ditelo che devo strabuzzare gli occhi !!!!
Guardate chi è arrivato a Novara !!!!!
Proprio a Novara.. dove io vado spesso !!!!!!!!!!!!!!
Koliko je lep !!!!
Radovanovic, classe 1988, cresce nelle giovanili del Partizan Belgrad (massima divisione serba) dove colleziona 13 presenze. Nel mercato invernale del 2008 viene acquisito dall’Atalanta. Nell’estate del 2008 va in prestito al Pisa (Serie B) dove disputa 22 partite. A fine stagione rientra a Bergamo. Nell’agosto 2010 va al Bologna a titolo temporaneo e qui colleziona 10 presenze.
Il Novara acquista Radovanovic
Il racconto di Carlotta. Terza parte
giovedì 4 agosto 2011
Continua da qui
La mattina ci tranquillizzano : i cori di sirene non promettevano bombe, venivano dalle fabbriche. Qui si fabbricano madonnine di gesso, business diurno per altri costruttori, devoti o no. Sembrerebbe che a Medjugorie fossero i fornai a impastare le madonnine (noti in tutto il mondo per lavorare di notte).
Caricati sui pullman, via per dirupi verso Mostar, divisa in due, croata e bosniaca. Da Mostar ovest ci si spinge verso la zona musulmana. Si varca un ponte di assi, al posto del millenario ponte di pietra buttato giù dalla guerra. Pencola peggio della passerella di mani “beate” che oscillavano sotto i nostri piedi quando siamo andati in gita sulle nuvole. Tiriamo a diritto, con gli occhi fissi su tre montagne dirimpetto: di qua ci spiano i croati, di là i bosniaci e in mezzo stanno appostati i serbi.
Si ostentano candide magliette sul genere “Mirate al petto!”, con un pollastro al centro che esibisce un ciuffo di rosmarino nel becco. Soltanto un mistico visionario scambierebbe il rosmarino per un ramoscello di olivo e il pollo per una colomba. Mantengo un’apparenza spavalda mentre mi raccomando alla Madonna di Medjugorie.
Dal ponte si penetra nel cuore di Mostar e della Bosnia, in una desolazione schiarita dall’azzurro-primavera degli automezzi Onu mischiato al colore autunnale delle divise militari, fra case distrutte e strade stellate, strade trapunte di squarci a forma di stella, come se in una notte stregata di San Lorenzo le stelle si fossero staccate dal firmamento precipitando sulla terra.
La poca gente rimasta esce a stringerci la mano, indifferente alle magiche crepe sul selciato, ormai avvezza a quella pioggia di stelle cadenti che si stampano nel terreno e hanno il nome di granate. Le donne piangono, i bambini s’infilano in mezzo agli strani turisti di pace che siamo noi.
Sostiamo presso la targa in memoria dei giornalisti della Rai caduti sul campo. Anch’io cado in un campo, nonostante la classe con cui un dinamico “beato” porta due zaini, il suo e il mio. Cado fra gli scoscendimenti del terreno e i gerani sparsi in una profusione di croci, tutte con la stessa data, tutte della stessa guerra.
Su per tornanti chiusi fra le rocce o sospesi sui precipizi, si parte alla volta di Kisjelak, col naso appiccicato ai vetri del bus, in deroga alle avvertenze dell’istruttore di tappare i finestrini con gli zaini, promossi a baluardo di granate errabonde. Siamo curiosi di vedere se una piroetta dell’autista non ci scaraventi nel verdeggiante strapiombo che lui continua a rasentare con spensierata caparbietà.
A Kisjelak mettiamo radici sotto il comando croato. Ultima frontiera conosciuta. 
Dopo, ci aspetta “la terra di nessuno”, due chilometri e mezzo di strada costeggiata di mine, attraverso campi altrettanto fioriti di ordigni che si nascondono alla vista come timide viole. In fondo alla terra di nessuno comincia la Repubblica Bosniaca dei Serbi. Farnesina, ambasciate, comando militare croato sono una lega di “no” al chiodo fisso di don Albino di andare in braccio ai serbi giù fino a Sarajevo e lì piantare una tenda dove trascinare un serbo, un croato e un bosniaco anche a calci, anche per un solo minuto di “pacifica” convivenza.
Si bivacca con acqua diuretico-lassativa, si scambiano saluti con i convogli della Caritas e dell’Onu, bighellonando tra coprifuochi, colpi di mortaio e scrosci di “bandiera rossa la trionferà” del comunista che si è preso una cotta per don Albino.
Il nostro affascinante leader celebra la messa bianco-vestito in stola arcobaleno a un tavolo di plastica e fa un’eucaristica colazione inzuppando nel vino un pezzo di pane raffermo. Il sovversivo innamorato si limita a gorgheggiare le sue strofe terrene sull’ultimo accordo di “filate, la messa è finita” intonato da Don Albino.
L’unico diversivo è la pistola puntata al petto di padre Maurizio, francescano casual, in camicia scozzese e clarks. Gliela punta più volte un croato di guardia al confine di Kisjelak, seccato dalle sue insistenze di voler passare in terra serba con tutti noi al seguito. Una pistola al petto gliel’avrei puntata anch’io a padre Maurizio.
Molti prodi Anselmi (il cinquanta per cento dei “beati”) invidiano Mario Primicerio, il sindaco di Firenze, al quale, giorni addietro, hanno sparato davvero. Eccitati dalla promessa dei serbi di mitragliare anche noi, i prodi vogliono forzare il blocco, calare su Sarajevo dal Monte Ingman, proprio dove hanno fatto fuoco sul sindaco, il che può avere il suo charme se si viaggia dentro un carro armato come il sindaco. Le “beate” singhiozzano, sull’orlo di una crisi di nervi…
Don Albino è rapito dal prezzo che il cinquanta per cento dei “beati” è disposto a pagare ma, per quanto estatico, rimane immobile, con gran refrigerio del restante cinquanta per cento di beatitudini.
Trascorriamo il ferragosto a stampare l’impronta delle nostre chiappe sull’asfalto bollente, di faccia al comando croato, dove una sentinella ubriaca sventola la bandiera che alcuni valorosi “beati” le hanno messo in mano: Mir, Paix, Peace, Pace.
Moreno Locatelli
Boris Malagurski on RT
mercoledì 3 agosto 2011

Non sono riuscita a capire bene tutto.. ma ho capito che il Kosovo continua a essere una bomba a orologeria e se qualcuno si tenesse i fucili a casa propria.. staremmo tutti più tranquilli.
Intervista a Boris Malagurski
Mirko Vucinic
martedì 2 agosto 2011

Non sto nella pelle... un altro bel balkaniko a Torino !!!! Faremo a gara a chi lo incontra prima in centro ! E anche Beppe è in giuggiole !
Mirko Vučinić (1º ottobre 1983) è un calciatore montenegrino, attaccante della Juventus. È capitano della Nazionale montenegrina dopo avere militato in quella, unificata, di Serbia e Montenegro, fino al 2006.
É soprannominato "Il Genio" oppure "Il principe di Nikšić"
Da Wiky
Juventini come il prezzemolo !
Un interprete fantastico !
Kocani orkestar ponovo a Torino
lunedì 1 agosto 2011

Sono disperata, disperata sono. In questo momento delle favole balkanike stanno suonando a pochi km da casa mia e io non posso andare a vederli. Con loro ci sono diverse persone della nostra crew e questo mi manda ancora più nella tristezza poichè non li posso abbracciare. Un piccolo contributo per dichiarare un grande affetto.
Dalla Macedonia arrivano i tumultuosi ritmi di una delle più popolari e trascinanti brass band balcaniche. La potentissima fanfara macedone ritorna a VINCOLI SONORI più selvaggia che mai. Un loro concerto è una eccitante esperienza, intrisa di una girandola di timbri, accenti e colori che esalta il mosaico di ritmi e melodie meticcie: musica sincera, sempre un po’ alticcia, struggente o travolgente a seconda delle occasioni. I dodici musicisti della Kocani Orkestar hanno suonato in tutto il mondo e, in Italia, vantano collaborazioni con artisti del calibro di Vinicio Capossela, Piero Pelù, Lucio Dalla, Paolo Fresu e Antonello Salis.
Paolo Fresu: “La prima volta che li ho sentiti è stato un colpo di fulmine. [...] Perché li amo? Beh, è facile: mi ricordano la banda di quando ero piccolo e mi danno un senso di “gente” che oggi è raro respirare. [...]
Quando si vede e si ascolta suonare questa gente, l’aggettivo che resta dentro non può essere che uno solo: indimenticabili!”
La Kocani a Vincoli sonori
Fantastica Kocani orkestar
Kočani Orkestar - Usti Usti Baba
