Destra radicale e nazionalismo in Serbia. Parte 19esima

giovedì 6 ottobre 2011


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Tutta la vicenda, inoltre, fu portata a conoscenza della popolazione serba non nel preciso momento in cui avvenne, ma quando uno degli avversari del Presidente lo accusò di nazionalismo .
Per i successivi due anni Milošević ed i suoi alleati usarono le manifestazioni di massa più e più volte per promuovere l’immagine del nuovo leader.
Tutte le antiche paure e tutti i canti nazionalisti, fuorilegge al tempo di Tito, riemersero in superficie tra la popolazione in ogni luogo della morente Iugoslavia.
Milošević cavalcò quest’ondata di euforia nazionalista, capì anche che la situazione necessitava di una scossa. Manovrando la piazza abolì lo statuto di Regione Speciale e di Provincia Speciale in Vojvodina e Kosovo. Anche in Montenegro il vecchio regime fu scavalcato dal nuovo movimento e dai suoi sostenitori.
Questo non è il tempo per il dolore; è il tempo della lotta, proclamò Milošević davanti a centinaia di migliaia di persone a Belgrado:
Noi abbiamo affrontato entrambe le Guerre Mondiali con niente se non la convinzione di lottare per la libertà, e vincemmo entrambe le Guerre... Noi vinceremo la battaglia per il Kosovo nonostante gli ostacoli che ci si parano innanzi, dentro e fuori del Paese. Noi vinceremo nonostante il fatto che i nemici della Serbia al di fuori del Paese stanno complottando contro di noi, insieme a quelli già presenti all’interno del Paese. Noi diciamo loro che affronteremo ogni battaglia... con lo scopo di vincerla.
Il 20 febbraio 1989, i minatori Albanesi del Kosovo manifestarono sia con scioperi sia con manifestazioni contro la nuova imposizione della sovranità serba nella Regione. La manovra fallì, poiché nelle nebbie dell’euforia nazionalista serba, lo sciopero fu visto (e voluto far vedere) come una dichiarazione di guerra degli Albanesi contro la minoranza serba. Ciò aprì di fatto la strada a tutte le correnti politiche più radicali, non solo in Serbia, ma in tutte le altre Repubbliche della Federazione.
Ad esempio, anche se avevano una differente visione del futuro della Iugoslavia , ai Serbi “piacevano” gli Sloveni. Tra le due etnie non c’erano mai stati attriti in tutta la loro storia, ed anzi, durante la Seconda Guerra Mondiale, migliaia di bambini sloveni trovarono rifugio in Serbia, dove furono bene accolti dalla popolazione locale.
Quando Belgrado scoprì che tutti i leader sloveni si erano riuniti nello Cankarjev Dom, la sala concerti di Ljubljana, per denunciare la politica serba, e che Milan Kućan, il presidente della Slovenia, aveva dichiarato nella stessa occasione che la Iugoslavia avrebbe dovuto difendere i minatori albanesi, gli ambienti politici serbi rimasero sconcertati .
Senza tentennamenti, Milošević proseguì verso la sua incoronazione, assumendo l’8 maggio 1989 la presidenza della Serbia, anche se la vera cerimonia fu fatta coincidere con il seicentesimo anniversario della battaglia del Kosovo.
Il 28 giugno tutti i politici della Iugoslavia erano riuniti a Gazimestan, il luogo dove si tenne seicento anni prima la Battaglia, mentre Milošević, giunto in elicottero, dichiarò di fronte ad un milione circa di persone:
I Serbi, nella loro storia non hanno mai conquistato o sfruttato altri. Attraverso due Guerre Mondiali, essi hanno liberato se stessi e, quando hanno potuto, hanno anche aiutato altri a liberarsi…L’eroismo del Kosovo non ci permette di dimenticare che, una volta, noi siamo stati eroici e degni, ed uno dei pochi Popoli che hanno affrontato le battaglie senza mai perderle…Sei secoli dopo, noi siamo nuovamente tra le battaglie e le dispute. Queste non sono ancora battaglie armate, anche se la cosa non può essere esclusa . Molti anni dopo, Padre Sava, un monaco ortodosso di Visoki Dečani (Kosovo), disse:
Alla fine degli anni Ottanta noi sentimmo il cambiamento della Nazione e pensammo che sarebbe potuto essere una buona cosa. Ma io ero alla riunione a Gazimestan nel 1989 e capii che quello era il modo sbagliato. Pensammo che lui (Milošević) sarebbe venuto alla chiesa di Gračanica per abbracciare gli ideali del passato, il bene, le tradizioni spirituali, la morale, ma non fece nulla di tutto ciò. Apparve come un dio antico dall’elicottero. Io capii in quell’istante che il cambiamento stava andando nella direzione sbagliata .
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"Destra Radicale e Nazionalismo in Serbia - Antonio Grilli - pubblicato dall'Università Orientale"

Pubblicato da Lina a 10/06/2011  
5 commenti
Lina ha detto...

finalmente un po' di storia ...
credo che milosevic si stia rivoltando nella tomba !

10/06/2011  
Lina ha detto...

mi è arrivata questa mail :

Buongiorno, ho consultato il vostro blog ,molto interessante, io sono
di Torino, mi piacerebbe partecipare ai corsi di lingua serba che fate,
ma purtroppo ho pochissimo tempo a disposizione. Avete del materiale
da poter utilizzare come autodidatta?
E volevo chiedervi anche se potete indicarmi dove poter trovare
qualche CD, Videogame, DVD di cartoni animati ,giochi e libri in
lingua serba, dovrei regarali a dei bambini che vivono in Serbia.
Grazie per le informazioni
Saluti
E. C.

avevamo trovato qualche sito di vendita on line di dvd .. chi se lo ricorda ????

10/07/2011  
cisti racuni ha detto...

bel post, complimenti

10/08/2011  
Lina ha detto...

grazie.. giro i complimenti ad antonio !!

10/08/2011  
Lina ha detto...

ricevo da toto'

Ringrazia tutti per i complimenti...se ti serve qualche altra cosa, basta che me lo fai sapere con un po' di anticipo!
antonio

10/08/2011  

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