COMUNITÀ GIOVANILE. Seconda parte

giovedì 20 ottobre 2011


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Riflessioni su un Ferragosto a Belgrado
Ecco una nuova pagina del diario di viaggio dei ragazzi di Comunità giovanile, in marcia verso il Kosovo, nell’ambito del progetto “Accendiamo la speranza”.

A Belgrado non è mai Ferragosto, e nonostante l’afa e il caldo siano più intensi dei giorni scorsi, la città è viva e pulsante e il traffico è regolare, come in una giornata di lavoro qualsiasi…
La capitale serba ci è sembrata una città più europea sotto tutti gli aspetti di quanto ci aspettassimo, molto pulita anche in zone lontane dal centro, caratterizzata dalla presenza di innumerevoli condizionatori d’aria, sicuramente installati di recente per dare un po’ di sollievo alla popolazione.
“Dignità, ecco la prima e stupefacente cosa che noti quando arrivi qui. Solo le rovine del ministero della difesa restano a ricordo degli eventi del marzo 1999. La Serbia si è chiusa dignitosamente e cura le sue ferite senza voler quasi che nessuno se ne accorga”.


Un altro aspetto che ci ha colpito durante la visita di oggi, che inizialmente voleva essere ai musei che il lunedì sono chiusi (sic!), consiste nel fatto che sono poche le persone, i giovani che usano il cellulare, per le vie, nei bar o al ristorante, al contrario di quanto succede in Italia; certo Belgrado non è l’Eldorado dove tutto luccica d’oro, non mancano i mendicanti, chi fruga tra i cassonetti dell’immondizia in cerca di avanzi, ma pur rientrando tardi la notte non abbiamo visto “barboni” che dormono per le strade… c’è mancato il tempo di visitare la stazione dove forse trovano rifugio anche in pieno agosto… inoltre come in ogni altra città europea, c’è sempre chi vuol venderti le immancabili collezioni di cartoline con le immagini più belle della città.


La visita alla basilica ortodossa della zona vecchia delle città, ci è stata negata da un addetto forse troppo scrupoloso per via dei nostri shorts... ma abbiamo apprezzato le icone esterne.
Nel frattempo Stefano ha raggiunto il gruppo, direttamente da Gerusalemme, e ha avuto un incontro con le autorità di questa Terra ricca di storia, cultura, tradizioni, in poche parole di un’identità nazionale forte e ben precisa.
È pomeriggio inoltrato, non c’è più il solleone di mezzogiorno e tra poco farà buio… già, l’ultima notte da trascorrere a Belgrado, con in vista un’alzataccia per domani mattina per la trasferta in Kosovo, con tanti ricordi, aspettative e sogni che forse continueranno a rimanere tali per molti, diventare realtà per qualcuno, ma con la consapevolezza di aver fatto un’esperienza difficile da dimenticare…
Nel frattempo abbiamo avuto la conferma che il nostro furgone ha terminato definitivamente lo sdoganamento. Ora nulla più ci divide dalla nostra meta.
Zbogom Beograd!

Comunità giovanile verso il Kosovo

Pubblicato da Lina a 10/20/2011  
2 commenti
Lina ha detto...

davvero un grande grazie a paolo e ai suoi compagni che speriamo di conoscere di persona .. mi sono divorata questa storia in 6 puntate e davvero... sono senza parole... fino a belgrado mi è sembrato di leggere qualcosa di vissuto, ma il salto nella realtà kosovara è davvero grande...
grazie di cuore .. e non perdetevi le prossime 4 puntate !!!

10/20/2011  
Lina ha detto...

Noi che abbiamo provato lo stesso orrore, che subiamo le conseguenze dell'aizzamento di una guerra civile e dello smembramento e perdita del nostro paese, noi che abbiamo provato sulle nostre teste le bombe umanitarie e proviamo ogni giorno il sapore dell'uranio impoverito che la nostra terra emanera' ai nostri figli per altri inumerevoli centinaia di anni,noi che abbiamo il privileggio di fare le cavie per l'intera umanita' curando un aumento dei tumori di 300% dopo i bombardamenti, noi piangiamo della barbarie occidentale nello scippo di una nazione sovrana.Ieri la Jugoslavia, oggi la Libia. Ieri l'Iraq, oggi Afganistan.Ieri Palestina, oggi Kosovo e Palestina. Ma non vi chiedete che forse un giorno tocchera' pure a voi?

10/21/2011  

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