COMUNITÀ GIOVANILE. Prima parte

venerdì 30 settembre 2011


Terzo viaggio in Kosovo dei ragazzi di Comunità Giovanile, nell’ambito del progetto “Accendiamo la speranza”.
Di seguito, ecco il racconto dei primi due giorni di viaggio, quando i ragazzi sono ancora per strada, partiti da Busto sabato 13 agosto e ora alle porte del Kosovo, dopo una tappa a Belgrado.
“Hai veramente intenzione di andare in Kosovo?! Son le parole che ti risuonano nella mente all’alba di un tranquillo giovedì di agosto (giorno 11, ndr), quelle parole son quelle di amici, familiari e di ragazzi che incontri al bar.
Parole che hai sentito un milione di volte negli ultimi sei mesi, da quando hai abbracciato l’idea embrionale di un progetto che ha un respiro così ampio che forse non comprendi nemmeno a fondo. Parole anche di scherno, perché diciamola tutta, non è facile capire una persona che dopo un anno di lavoro va in un paese definito da alcuni militari maltesi ‘una grande fogna a cielo aperto’ anziché a Ibiza o in uno chalet in alta montagna...
Ma poi, in questa mattina d’agosto alla fine tutto diviene chiaro”.
13-14 agosto 2011
Dopo una decina giorni trascorsi a schedare e inscatolare farmaci, materiale di cancelleria, vestiti, cibo, una decina di computer e soprattutto un impianto cinema per la visione di DVD, è arrivato il fatidico giorno della partenza della terza missione in Kosovo di Comunità Giovanile, ‘la numero tre... tre, come il saluto serbo, fatto con le tre dita della mano, tanto frainteso dai giornalisti sportivi italiani in quella serata di ottobre al Marassi di Genova’.
Questo viaggio di solidarietà è stato programmato diversi mesi fa.
La raccolta di materiale che tutte le realtà coinvolte nel progetto hanno realizzato, è volta al termine. È arrivato il momento della loro consegna.
Alcuni del gruppo, Samuele (il Pegga) e Tommy sono partiti prima dell’alba da Busto Arsizio con il materiale preparato da Franco, Paolo e Tommy stesso, per fare una tappa intermedia e caricare sul furgone altre cose che arrivano da Bolzano e Trento.
Lungo il percorso, nei pressi di Treviso si sono incontrati con il gruppo di ragazzi delle altre associazioni che collaborano al progetto provenienti da Bolzano, Trento, Pordenone.
Comunità Giovanile è un nodo di una rete in cui ogni singola persona e ogni singola associazione sono fondamentali per la riuscita del progetto. Se mancasse anche solo un nodo la rete si spaccherebbe e forse non ci sarebbe più nessun viaggio...
Proprio alla dogana della città friulana sono iniziate le prime lungaggini burocratiche e alla dogana serba sono sorti i primi veri problemi che hanno costretto il primo gruppo di ragazzi a lasciare in deposito il furgone col carico della missione per un accurato controllo doganale. Solamente lunedì verrà riconsegnato.
Paolo, Franco, Umberto e Davide (Braz) sono partiti da Busto dopo le 20, dopo l’ultima giornata lavorativa. Il viaggio è stato piacevole grazie alla compagnia che ha allietato le lunghe ore della trasferta… è il momento dell’allegria e della goliardia che è necessariamente un motore di questa compagnia...
Nella tarda mattinata i ragazzi si sono ricongiunti a Belgrado: palazzoni in stile sovietico, costruzioni più recenti e baraccopoli risplendevano al sole del mattino balcanico.
Il pranzo si è svolto in una viuzzola ricca di ristoranti e si è protratto fino a metà pomeriggio... è stata la prima occasione per conoscere più da vicino i ragazzi delle realtà associative con cui collaboriamo.
Nel pomeriggio, pur stanchi, una visita del centro e del parco.
“Il viaggio è appena iniziato, eppure forse inizi ad avere chiaro che tu sei li non solo per fare solidarietà, quella la fanno già in molti e meglio di te forse, tu sei li per crescere”.
Fine prima parte
Tratto da www.informazioneonline.it

Granice

Be love revolution

Pubblicato da Lina a 9/30/2011  
2 commenti
Lina ha detto...

favole favole e ancora favole.. qui piovono solo favole .. grazie santa balkania !
paolo ci ha chiesto di tradurre la scritta di una maglietta acquistata a mitrovica

TEPOPizAM JE bOlRCT
pOzOBiTE dOKTOPA
JCO

il terrorismo è malattia. chiamate il dottore :)

.. e cosi'.. abbiamo incontrato delle nuove favole... !!!

9/30/2011  
Lina ha detto...

Bello l'articolo di marinella lotti su albanianews : "per questi quattro sassi" :

.....Con il protocollo di Firenze del 17 dicembre 1913, alcune regioni non vennero riconosciute all’interno dei confini nazionali: il Kosovo fu assegnato alla Serbia e la regione costiera dell’Epiro (Ciamuria) alla Grecia, per cui metà della popolazione albanese rimase fuori dai confini....

mi fa piacere leggerlo su albanianews.. perchè adesso il kosovo è stato rubato

10/01/2011  

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