DESTRA RADICALE E NAZIONALISMO IN SERBIA. PARTE QUARTA
mercoledì 23 febbraio 2011
Continua da qui
Durante gli scontri, Milošević uscì dall’edificio in cui era in riunione con i leader locali, e, mescolatosi tra la folla, sentenziò “nessuno vi colpirà mai più”. Come in seguito raccontò Miroslav Šoljević, leader dei Serbi del Kosovo, quella frase profetica “lo trasformò in uno zar” . E da quel giorno iniziò la fine della Iugoslavia federale.
“La Iugoslavia può essere forte soltanto con una Serbia debole”, questa era la massima che girava nei circoli della destra radicale, e, di conseguenza, nella mente collettiva del Popolo.
Privati del pieno controllo sulla Vojvodina e sul Kosovo, circondati da altri Popoli in Croazia, Bosnia e Kosovo, i Serbi si sentivano minacciati da ogni direzione.
A tutto ciò contribuirono senza dubbio i media (soprattutto quelli vicini a Milošević), molti scrittori (primo tra tutti Dobrica Ćosić) e i partiti populisti più aggressivi (il Partito Radicale Serbo di Šešelj, il Partito Socialista Serbo dello stesso Milošević e, naturalmente, il Partito Comunista di Mira Marković, moglie di Milošević).
Capitolo secondo.
Dal VI d.C. secolo al Regno di Dušan.
Quello che maggiormente resta ai Serbi della leggenda della battaglia del Kosovo è la determinazione di riconquistare ciò che i Turchi tolsero loro, per ricongiungere i due regni nella grandezza di una sola vittoria.
Più che i canti popolari, però, a parlare alle generazioni serbe del regno perduto furono le chiese medioevali, costruite dai loro sovrani ed affrescate con i cicli narrativi di altissima espressività artistica, tali da ricordare lo splendore di una civiltà cortese di poco inferiore allo splendore di Bisanzio: proprio nell’impero d’Oriente, infatti, le cui frontiere sul Danubio erano sguarnite, sia per torbidi interni sia per problemi sul fronte persiano, le tribù slave, antenate dei Serbi (ma anche dei Montenegrini, dei Macedoni e dei Bulgari) irruppero, insieme agli Avari, all’inizio del VI secolo dopo Cristo.
Fu come un’inondazione che sommerse gran parte della penisola balcanica, spingendo le popolazioni che l’abitavano (celti, illiri, sarmati, traci e greci) a cercare rifugio sulle montagne o nelle città costiere.
In meno di un secolo, gli Slavi s’impadronirono di quasi tutta la regione, spingendosi fin sotto le mura di Costantinopoli e di Salonicco e sulle coste del Peloponneso.
Essi portavano con sé la propria struttura sociale, fondata sulle zadruge (comunità familiari capeggiate dai župani), la loro religione panteistica e la loro tecnica primitiva di agricoltura ed allevamento.
I Bizantini, naturalmente, anche nel momento di maggior debolezza, non rinunciarono mai a considerare le terre occupate dagli Slavi come parte del proprio impero, e ne iniziarono la riconquista non appena possibile.
Già verso la metà del VII secolo gli imperatori Costanzo II e Giustiniano II organizzarono contro gli Slavi una serie di spedizioni militari, infliggendo loro pesanti sconfitte, ma attraendoli allo stesso tempo, sempre più nella sfera culturale di Costantinopoli: non riuscirono, però, a riprendere il controllo del cuore della penisola balcanica, al cui interno, le tribù slave continuarono a subire l’influenza degli Avari e, più tardi, dei Bulgari. Quest’ultima tribù di origine unna, irruppe nella parte orientale della penisola verso la fine del VII secolo e soggiogò le popolazioni slave locali, creando uno Stato potente in grado di minacciare lo stesso impero bizantino.
Per opporsi alla minaccia che veniva da est, i Serbi, che avevano ormai costituito diversi principati (Raška, Zahumle, Travunija, Duklja), si volsero verso Bisanzio (ma anche verso Roma), accogliendo missionari greci e latini, in gara tra loro per affermare l’influenza delle rispettive chiese non ancora divise dallo scisma.
Il principale centro di diffusione del Cristianesimo, sia per i Serbi sia per i Bulgari ed i Russi, si costituì nel IX secolo sul lago di Ohrid, grazie all’attività dei santi Cirillo e Metodio. Nati a Salonicco, essi ebbero modo d’imparare la lingua slava. Così quando il principe della Grande Moravia, Ratislav, decise di sottrarsi al peso e all’influenza della Chiesa tedesca, chiese all’imperatore di Bisanzio dei missionari capaci di insegnare il Vangelo al Popolo nella sua lingua.
Fine quarta parte
"Destra Radicale e Nazionalismo in Serbia - Antonio Grilli - pubblicato dall'Università Orientale"
bene... con un animo non troppo tranquillo... andiamo con la quarta parte di questa bellissima tesi che qualcuno ha assunto come ideologia di questo blog
vi sbagliate carissimi...
questa tesi è stata fatta da un ragazzo croato che ha analizzato la storia e la politica per far capire il senso degli eventi e .. semmai.. criticare a ragion veduta... non da "ignoranti", nel senso che ignoriamo i fatti e gli avvenimenti
appena è possibile posteremo anche i riferimenti ai vari testi come ci è stato chiesto
complimenti a antonio per il suo lavoro
Durante gli scontri, Milošević uscì dall’edificio in cui era in riunione con i leader locali, e, mescolatosi tra la folla, sentenziò “nessuno vi colpirà mai più”. Come in seguito raccontò Miroslav Šoljević, leader dei Serbi del Kosovo, quella frase profetica “lo trasformò in uno zar” . E da quel giorno iniziò la fine della Iugoslavia federale.
in questa frase c'è tutta la storia balkanika.. sei divino antonio !!!!
a proposito di politica.. guardate un po' questo qua !!!!!!
archiviostorico.corriere.it/
2011/febbraio/17/
Dal_business_con_Cremlino_alla_co_8_110217056.shtml?fr=correlati
Dal business con il Cremlino alla presidenza del Kosovo Torna «l' enigma Pacolli»
"[...] E da quel giorno iniziò la fine della Iugoslavia federale."
lina, ma fammi il piacere! :)
e te lo faccio il piacere.. ma anche tu fammi il piacere di spiegarti meglio !
è cosi facile dare la colpa, comunque appena metti online tutte le puntate della telenovela 'destra radicale ecc', lo leggerò, ma dall'andazzo e da qualche spulciatina, non mi sembra un grandissimo che, con tutti i rispetti e blablabla...
in effetti è quello che ci dicono tutti....
solo io e francy l'abbiamo letta dall'inizio alla fine
ah! ah!
se guardi nella pagina principale.. nella colonna di destra.. c'è il sito che ho dovuto aprire per poter pubblicare un .pdf sui bambini kosovari che mi aveva dato fabrizio..
è un documento bomba ma non lo legge mai nessuno...
quindi.. abbiamo optato per una suspance che sta funzionando alla perfezione !!
ah! ah!
questa tesi ci ha buttato la redemption alle stelle !!!!!
soffrite soffrite poveri mortali.. io ho già letto la fine !
ih! ih!
bravo antonio !
ieri 400 ingressi tondi tondi !!!!
stavo quasi pensando di pubblicare brani più piccoli per farla durare di piu' questa tesi !!
ah! ah!
bè... preannuncio un altro scoop !
antonio ci ha dato una seconda piccola tesina.. su san vito...
anche quella.. fantasticamente fantastica...
ma.. manteniamo la suspance...
per il momento non si sà che sparaflesciare prima.. poichè abbiamo un sacco di richieste musicali.. anche di gruppi famosi....
mmmhhh... magari stampiamo eyot.. che ne dite ?
