DESTRA RADICALE E NAZIONALISMO IN SERBIA.PARTE TERZA

giovedì 17 febbraio 2011



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Capitolo Uno

Il nazionalismo serbo: dall’impero di Dušan alla Iugoslavia di Tito.


1.1 L’origine mitica del radicalismo serbo.
Falco che vola, uccello grigio
Fuori del luogo santo, fuori di Gerusalemme,
Tenendo una rondine, tenendo un uccello.
Quell’uccello grigio non è un falco,
Quello è Elia, il santo;
Non tiene una rondine, nessun uccello,
Ma reca un messaggio da parte di Dio
All'Imperatore nel Kosovo.
Lasciando cadere quel messaggio sul suo ginocchio,
Parla all'Imperatore:
“Lazar, Imperatore glorioso
Qual è l'impero che scegli?
È l'Impero dei cieli?
È l'Impero sulla terra?
Se è l'Impero sulla terra,
Carica i cavalli e stringi le cinghie,
E, ai soldati, dai le spade,
Attacca i Turchi,
E tutto l'esercito ottomano morirà.
Ma se scegli l'Impero dei cieli
Fonda una chiesa in Kosovo,
Non costruire le sue fondamenta con pietre di marmo,
Costruiscile con seta pura e con stoffa cremisi,
Prendi il Sacramento, metti in ordine gli uomini,
Loro moriranno,
E tu morirai con loro, come loro.”
E quando l'Imperatore sentì quelle parole,
Lui ponderò, considerò e pensò,
“Re dei Cieli, cosa farò, come lo farò?
Qual è l'Impero che scelgo?
È l'Impero dei cieli?
È l'Impero sulla terra?
Ma se scelgo l'Impero sulla terra,
L'Impero sulla terra è breve,
Mentre il cielo è eterno.”
E l'imperatore scelse l'Impero dei cieli
Rispetto all'Impero sulla terra .

Questo frammento è tratto dall’opera “La caduta dell’Impero serbo”, scritto da Vuk Karadžić. Racconta cosa accadde il 28 giugno 1389, il giorno di san Vito, quando l’esercito serbo-bosniaco guidato dal principe della Raška, Lazar Hrbeljanović, si batté contro l’esercito turco del sultano Murad I. Questa battaglia non solo segnò definitivamente la sconfitta dei Serbi, ma anche l’inizio del loro servaggio sotto l’impero ottomano. Questa leggenda è molto sentita negli ambienti vicini al nazionalismo serbo anche oggi; ad ogni avvenimento che si racconta, infatti, si accompagna la domanda “Questo è successo prima o dopo la battaglia, cioè, prima o dopo il nostro asservimento?” . Ami Boué, nel suo La Turquie d’Europe, afferma che la traccia lasciata da quella battaglia nella memoria collettiva serba è indelebile, tant’è vero che quello che per i nostri storici è la nascita di Gesù Cristo, la battaglia del Kosovo è più o meno per i Serbi .
La leggenda fu poi tramandata dalla Chiesa nazionale, facente capo al Patriarcato di Peć. Ed è stata proprio la Chiesa a dare al Popolo serbo una forte coscienza dell’identità storica, religiosa e culturale, privandolo però, allo stesso tempo, della capacità di distinguere in maniera netta ed univoca tra la sfera del sacro e quella del profano. Questo racconto, come molti altri, elevato dal livello folkloristico a quello ideologico, ha preso, nel tempo, una valenza del tutto nuova. Il racconto dell’inconciliabile lotta tra la Croce e la Mezzaluna, contro i Turchi visti come il Male assoluto, che si è inserito nel corpo della popolazione, favorì il formarsi di una visione mitica di sé e della propria sorte, inducendo i Serbi a vivere nel passato e nelle proprie illusioni, piuttosto che nella realtà quotidiana . Non deve sorprendere, quindi, se Slobodan Milošević, eletto l’8 maggio 1989 alla presidenza della Serbia, decise di assumere la carica il 28 giugno, giorno di San Vito ed anniversario dei seicento anni della battaglia del Kosovo. La cerimonia si tenne nella Piana dei Merli, mentre le ossa del principe Lazar venivano portate in trionfo attraverso tutti i principali monasteri della Serbia, concludendo la processione nella chiesa di Gračanica. Di fronte ad un milione di persone, Milošević, sceso dall’elicottero, dichiarò che “i Serbi nella loro storia non hanno mai conquistato o sfruttato altri (Popoli). Attraverso due guerre mondiali, loro si sono liberati, e, quando hanno potuto, aiutarono anche altri a liberarsi... L'eroismo del Kosovo non ci permette di dimenticare che, tempo fa, noi siamo stati coraggiosi e dignitosi ed uno dei pochi (Popoli) che è andato in battaglia (tornando) imbattuto. Noi siamo, sei secoli più tardi, nuovamente coinvolti in una battaglia e nelle dispute. Loro non sono armati, sebbene un tal cosa non dovrebbe ancora essere esclusa...” . La battaglia di cui parlava il neoeletto Milošević era quella che i Serbi avrebbero di lì a poco dovuto sostenere contro tutti i nemici della Serbia, mentre “loro” erano, ovviamente, gli Albanesi del Kosovo. Milošević si riferiva, infatti, alla repressione subita da manifestanti appartenenti alla minoranza serba da parte della polizia albanese nel 1987 a Priština. Durante gli scontri, Milošević uscì dall’edificio in cui era in riunione con i leader locali, e, mescolatosi tra la folla, sentenziò “nessuno vi colpirà mai più”...
Fine terza parte

"Destra Radicale e Nazionalismo in Serbia - Antonio Grilli - pubblicato dall'Università Orientale"

Judah Tim, The Serbs: History, Myth and the Destruction of Yugoslavia, Yale 1997
Pirjevec Jože, Serbi, Croati, Sloveni: Storia di tre Nazioni, Torino, il Mulino 1992
Boué Ami, La Turquie d’Europe, Parigi, Arthus Bertrand 1840
Đilas Milovan, Njegoš oder Dichter zwischen Kirche und Staat, Vienna, Molden 1968
Silber Laura e Little Allan, The Death of Yugoslavia, Londra 1995

Pubblicato da Lina a 2/17/2011  
8 commenti
Lina ha detto...

e da da da dannnnn !!!!!!!!!!!
dopo le prime due parti che riguardavano solo l'introduzione all'opera... ecco che antonio parte davvero col piede giusto !!!
kosovo polje !
oramai è chiamato l'ombellico del mondo !
... ma... che dire.. ci fermiamo a metà del discorso di milo...
è per creare un po' di suspance.. fino alla prossima !
grazie antonioooo !!!
un collega più fantastico non lo si poteva trovareeeee !!!

2/17/2011  
Lina ha detto...

ma permettemi un piccolo commento..
si parla sempre degli ebrei perseguitati da sempre.. dei rom.. perseguitati da sempre ed è vero.. perchè sono popoli che non trovano pace.. ma sti poveri serbi.. cornuti e mazzuliati.. pure passano come i cattivi della storia !
e milo a dire : non vi colpiranno mai più.. e ta tan.. 2.500 donne e bambini uccisi dalle bombe umanitarie !!!!!!!!!

2/17/2011  
Olja ha detto...

Vorrei precisare che "La caduta dell'impero Serbo" non è come dice l'autore l'opera scritta da Vuk Karadzic ma fa parte del grande ciclo dei famosi poemi epici serbi (ammirati da Goethe, e non solo). Questa enorme ricchezza popolare di cui i poemi epici sono la parte più famosa, veniva trasmessa oralmente per secoli fino a quando lo stesso Vuk non l'aveva raccolta e pubblicata. Per una seria analisi della storia serba consiglio di leggere il libro "Serbia-la storia al di là del nome" di Stevan K.Pavlowitch, ed.Beit.

2/17/2011  
Lina ha detto...

grazie della precisazione olja.. credo che antonio volesse dire proprio quello.. ovvero che vuk ha raccolto la tradizione orale e l'ha messa per scritto
per quello che ho studiato io .. vuk è l'anno zero della letteratura e si parla di prima e dopo vuk anche nelle regole grammaticali !!!!

2/17/2011  
Lina ha detto...

pero'.. visto che siamo in tema.. mi interessava sapere gli illiri.. all'epoca di lazar.. dov'erano ..
nessuna battaglia famosa ?
solo i serbi hanno fronteggiato i turchi ? e gli attuali greci che non vedono di buon occhio l'entrata della turchia in europa.. che facevano all'epoca di re lazar ?
io la storia l'ho sempre sentita dalla parte serba.. ma sarebbe interessante approfondire

2/17/2011  
Lina ha detto...

bè.. che dire...
io mi preoccupavo tanto dell'anonimato... ci penso due volte prima di fare riferimenti a fatti o persone e in internet chi ti trovo ?
il nostro caro elio !!!!
www.cesiamarcord.com/bonfa.htm

2/17/2011  
Lina ha detto...

stanotte, all una e 42 è nato tommaso !!!
pesa 3 kg ed è lungo 51 cm !
sta bene e mamma maria e papà andrea sono felicissimi !!
e noi con lorooooo !!!!!!

2/18/2011  
Lina ha detto...

fantastico antonio...
per la terza settimana consecutiva il post di politica serba detiene il record di ingressi settimanali..
mi è stato chiesto di scrivere anche i riferimenti ai diversi testi e .. per quello che sarà possibile.. lo farò.. ma capite bene che parliamo di 150 pagine e in ogni pagina ci sono dei riferimenti.... è difficilie che riesca a scrivere tutto..
ma se qualcuno ha delle richieste particolari lo puo' fare
balkan_crew at yahoo.it

2/19/2011  

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