I giusti nel tempo del male

Saturday, February 7, 2009


Riceviamo dal divino e impareggiabile campione di balkanicità, nonchè grande attivista di balkan-crew, ALF (detto così sembra che parliamo di un ultrà !) un bellissimo invito per la splendida città di Prato.
Ci troveremo tutti la quindi, il 14 Febbraio alle ore 15,30 per assistere alla presentazione del libro di Svetlana Broz : "I giusti nel tempo del male".


Vi riporto l'email di Alf:
"ciao a tutti, in allegato vi mando la locandina di questa iniziativa che si terrà a prato il 14 febbraio.svetlana broz è la nipote di tito..e ho detto tutto. l'organizzazione è in parte dei miei amici dell'OSCE che lavorano nella republika srprska di bosnia, carissime persone.. spero di vedervi la', io dovrei esserci al 90% alf"


Io ho letto un po' di recensioni di questo libro e vi riporto un po' di cose che ho preso qua e la, ma, da quel poco che ho letto, mi sembra un libro bellissimo !

Nei primi anni Novanta nessuno in Jugoslavia immaginava cosa sarebbe successo. Nelle città e nelle campagne, la gente viveva una vita normale, non molto diversa che nel resto d’Europa, che nella nostra vicina Italia. Ma il male arrivò presto, come una tempesta terribile, e sconvolse la vita di tutti e nulla fu più come prima. In pochi lo videro annunciarsi nella montante propaganda nazionalista, nel repentino ricambio dei quadri dirigenziali di fabbriche e organizzazioni, nei primi screzi diplomatici fra regioni e gruppi etnici.
La maggior parte della gente comune vi si trovò catapultata, come in un brutto sogno da cui, ormai, non era più possibile svegliarsi.
Di fronte alla tragedia della guerra, Svetlana Broz però vuole parlarci di speranza, dei giusti nel tempo del male, di tutte quelle persone, donne, uomini, ragazzi, che seppero dire no nel momento in cui questo era più difficile e scomodo, a costo della propria stessa vita. Gente comune con un cuore straordinario, eroi veri di una storia vera.
Salti in aria.it


Paiono il contraltare ad un altro ponderoso volume uscito di recente, il diario di Carla Del Ponte da procuratore capo del Tribunale penale internazionale. Lì si racconta dei cattivi, e della caccia lunga e difficile nei loro confronti. La Del Ponte parla in prima persona, ed è quasi sempre al centro della scena. Nel suo libro invece la Broz si concentra sulle vittime, e sui loro racconti spesso semplici. Per sé riserva appena nove pagine tra prologo ed epilogo, il resto va alla voce diretta degli intervistati. “Le generazioni future devono sapere ed essere coscienti che nel mondo sono esistite persone di questo genere” (p. 36).
I testimoni descrivono atti di coraggio estremo – “Prendetemi al posto suo. Impiccate me ma lui lasciatelo andare” (p. 312) – insieme a dettagli apparentemente minori, come il caffé ricevuto da un prigioniero dopo giorni di botte e maltrattamenti. Nella loro coralità esprimono il senso di smarrimento e incredulità verso le divisioni portate dai nazionalismi, e lo sforzo in prima persona di quanti si ostinano a considerare i vicini uomini e donne al proprio pari. Il valore di una comune appartenenza civica che rifiuta la logica etnicista, seppur declinandosi in vario modo: come cittadinanza sarajevese, bosniaca, jugoslava… “Non stai capendo niente, ah? Questi sono i Balcani!”, dice ironico un autista croato al militare Onu di scorta che lo vede abbracciarsi al check point con un soldato serbo suo vecchio amico (p. 139).
Osservatorio balcani


Per chi il Luglio scorso si fosse perso il misterioso Tito, eccolo qui.
Grazie Alf !

Posted by Lina at 2/07/2009  
6 comments
beppe said...

Si tratta di un bel libro, dove la Broz intervista molte persone sulla loro esperienza di guerra soprattutto in riferimento a coloro che - seppur appartenenti ad un'altra etnia - si sono prodigati per salvare vite umane, a rischio della propria.
Bel libro, lo consiglio.
Visto che è citato due parole anche su "La caccia", libro della Del Ponte: si tratta di un diario della sua esperienza da Procuratrice Capo, e i retroscena che racconta credo non abbiano prezzo, mettendo a nudo connivenze e omertà )ma in qualche caso anche il coraggio) di tutti gli attori coinvolti nel teatro postbellico.

2/09/2009  
Lina said...

grande beppe !!
perchè non ne parli un po' sul tuo blog del libro della dal ponte ?

2/09/2009  
beppe said...

Perchè non faccio recensioni..
E poi non posso, ho tutti i libri usciti in italia sulla jugo negli ultimi trent'anni, non saprei da dove cominciare..

2/09/2009  
Lina said...

vakka boja sta carla tutti me la promettono e nessuno me la sforna !
se fai un post io avrei un posticino..

2/09/2009  
vero said...

Giovedi ci sarà la presentazione del libro a Pesaro, e sabato ad Ancona, spero di riuscire a fare un salto,comunque intanto il libro l'ho già ordinato e tra un paio di giorni dovrei cominciare la lettura...

2/10/2009  
Lina said...

grande vero !!!
sei sempre la nostra inviata speciale !

2/10/2009  

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